Seehorn 18 marzo 2018


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SEMPIONE SEEHORN

Il maltempo persistente degli ultimi giorni, unito ad un pericolo 4 del bollettino ARPA, inducono a scelte conservative, per questa quarta uscita del 39° corso di scialpinismo del CAI di Villadossola. La scelta ricade sul Seehorn, che consente una tranquilla salita protetta dal bosco, frammezzata da ampi pascoli degli alpeggi alti, che lasciano spazio per una divertente sciata. La pala finale, anche se non eccessivamente carica, è stata prudentemente evitata, anche in considerazione del gruppo molto numeroso.

Tempo di salita: 2,15 ore.
Dislivello: 850 m circa al lago, 1200 alla vetta
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: MS fino al laghetto; BS per la vetta

Condizioni: 15 centimetri di neve fresca su crosta umida portante fino a quota 1500 circa, poi polvere più abbondante su fondo più consistente. 25/30 centimetri di neve fresca e leggera al lago. Ottima sciata fino al ripido tratto finale, sotto alle ultime baite di Hubelti, dove l’innevamento è sufficiente, ma la discesa nel bosco va affrontata con circospezione.



Bivacco Belloni 4 marzo 2018

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VALLE ANZASCA BIVACCO BELLONI

Seconda uscita per il 39° corso di scialpinismo del CAI di Villadossola.
Buone condizioni generali e bollettino favorevole ci consentono di programmare e portare a termine una bellissima gita, al cospetto dell’imponente parete E del monte Rosa.
Saliti con la seggiovia fino al Burki (1581 m) ci siamo diretti a N e abbiamo risalito il bosco di larici, per raggiungere le morene del Ghiacciaio del Belvedere.  Un tratto con modesta pendenza ci ha portati all’alpe Fillar (1974 m), dove si lascia la morena e ci si dirige verso l’evidente canale Tyndall, che sale via via più ripido (max 35°) al ghiacciaio del Piccolo Fillar. La pendenza è ideale fino alla seraccata che delimita il bordo inferiore del ghiacciaio. Noi ci siamo fermati a quota 2510 m circa, poco sopra al bivacco.

Discesa su neve buona anche se alternata a tratti in cui inizia a formarsi crosta, costata cara a due allievi del corso, che si sono infortunati in modo abbastanza grave da richiedere l’intervento dell’elisoccorso. Fortunatamente la presenza tra gli istruttori di esperti componenti del Soccorso Alpino, ha fatto si che le operazioni di soccorso si svolgessero nel modo più rapido ed efficiente possibile.

Tempo di salita: 3,30 ore.

Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: innevamento molto abbondante. Neve ben assestata. Qualche scarica di neve e ghiaccio, con l’aumento della temperatura, dalle pareti rocciose circostanti. Ancora neve polverosa sui pendii poco esposti al sole; in via di trasformazione altrove.


Monte Corbernas 18 Febbraio 2018


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DEVERO MONTE CORBERNAS

Condizioni incerte, con il vento della notte e le nuvole che avanzano da Nord, ci fanno rinunciare alla gita programmata alla Punta di Valdeserta, e ripiegare sul Corbernas, non toccato dal maltempo incombente.

Da Devero (1630 m) si sale a corte d’Ardui e al lago inferiore del Sangiatto, seguendo l’itinerari estivo. Raggiunto l’alpe, abbiamo seguito la valle in direzione della corte Corbernas, fino a quota 2050 circa. Da qui abbiamo iniziato a salire costeggiando il bosco, per spostarci poi verso NE, e risalire il versante N della montagna, fino ad una cima a quota 2570 m, un poco a NE della vetta principale.

In discesa abbiamo seguito l’itinerario di salita fino a quota 2300, poi ci siamo diretti alla Corte Corbernas. Abbiamo porcorso la valle verso N per un breve tratto, poi una breve risalita ci ha portati al ripido bosco che scende verso il lago, dove siamo sbucati nei pressi della dighetta. Geguendo l’itinerario estivo, affollato di escursionisti con le ciaspole, siamo arrivati a Crampiolo. Ancora una breve salita ci ha portati a Corte d’Ardui, dove abbiamo ripreso l’itinerario di andata.

Tempo di salita: 3,30 ore.

Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 14 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: innevamento molto abbondante. Neve abbastanza assestata. Accumuli da vento nelle conche e sotto le creste.  Neve polverosa e abbastanza leggera fino a quota 2100 m, poi crosta piuttosto ostica fino a Crampiolo.



Punta Valgrande 11 Febbraio 2018

 


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VALLE DIVEDRO PUNTA VALGRANDE CANALE EST

Ogni volta, salendo verso il Teggiolo, mi trovavo ad osservare questo largo canalone, che sale ripido dall’alpe Vallè. Finalmente abbiamo trovato le condizioni ideali per affrontarlo. Bella neve e ottima traccia per questa nostra prima volta, su quella che meriterebbe di diventare una grande classica.

Da San Domenico si percorre in discesa la strada innevata che porta a Ponte Campo. Messe le pelli, inizia la salita tra i radi larici, in direzione SSE, puntando ad un ampio canalone. Raggiunta la strada, la si segue fino all’alpe Vallè.   Superate le baite, si lascia la traccia che sale al Teggiolo e ci si dirige a destra, verso l’ampio pendio che porta all’imboccatura del canale vero e proprio. La pendenza aumenta gradualmente, fino a raggiungere i 35°-38°. Superata una strettoia, il canale diventa ampio e molto bello e porta ad un ripiano a quota 2600 m circa. Da qui un ulteriore pendio sostenuto (35°), in direzione S, porta alla cresta SE a quota 2800 , a pochi minuti dalla vetta. Gli ultimi 30 metri li abbiamo risaliti a piedi. Discese per lo stesso percorso fino all’alpe. Dalle ultime baite del Vallè siamo scesi direttamente nel letto del torrente, percorribile, anche se con qualche difficoltà, grazie alla neve molto abbondante.  Gitona spettacolare.

Tempo di salita: 5 ore.

Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 17 km circa andata e ritorno
Difficoltà: OS

Condizioni: innevamento abbondante. Neve ben assestata, con 20 centimetri di neve fresca, un po’ crostosa dove ha preso sole.  Canale un po’ tritato dai numerosi passaggi. Ancora bei pendii in ottima polvere prima di arrivare all’alpe. Questo itinerario attraversa o affronta direttamente dei canali a forte rischio di valanga: valutare attentamente le condizioni prima di affrontarlo.



Pizzo Bandiera 28 Gennaio 2018


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DEVERO PIZZO BANDIERA

Neve come non se ne vedeva da anni al Devero e su tutte le Alpi nordoccidentali. Sfruttiamo le buone condizioni per una gita sempre molto bella e appagante, anche se la neve, in via di trasformazione, non sempre era facilissima da sciare

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3 ore.

Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: innevamento molto abbondante. Neve ben assestata e, nella parte bassa, già trasformata. Qualche accumulo da vento. Ci siamo fermati al colle, 20 metri sotto alla cima, a causa del vento fastidioso e della grande quantità di neve che rende affilata la crestina



Hohture 13 Gennaio 2018

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SEMPIONE HOHTURE DA ROTHWALD

La neve questa volta non manca, anzi, forse è troppa. Mettiamo da parte mete più ambiziose (siamo solo a inizio stagione), e optiamo per un itinerario abbastanza sicuro.

Per variare un po’, partiamo da Ganterwald (albergo rosa 1724 m) e seguiamo la strada fino ai paravalanghe. Risaliti i prati fino a Wase, riprendiamo la strada che ci porta  a Winrtigmatte, dove  la abbandoniamo per dirigerci verso il paravalanghe. Raggiunta la spalla della montagna, l’abbiamo seguita fino alla cima (2409 m)

Tempo di salita: 1,45 ore.

Dislivello: 700 m circa
Sviluppo: 7,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: innevamento finalmente abbondante. I pendii più ripidi hanno già scaricato e la neve si sta gradualmente assestando. Polvere molto bella e leggera. Solo qualche inizio di formazione di crosta, che al momento non è quasi avvertibile. Sciata spettacolare.



Monte Bo 28 Dicembre 2017


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VALSESIA MONTE BO (2071 m) DA RASSA

Classica gita invernale che, scegliendo con cura l’itinerario di discesa, si può effettuare anche dopo una nevicata.
Da Rassa (920 m), si sale la nuova strada che, con qualche tornante, porta ad un gruppo di baite. Seguendo il sentiero estivo ci si inoltra nel bosco, per uscirne a quota 1550 m circa, nei pressi di un gruppo di baite. Da qui si punta all’ampia spalla della montagna, che si raggiunge a quota 1700 m circa, e la si risale fino alla vetta
In discesa, tornati sui nostri passi fino al ripetitore, abbiamo sceso i ripidi pendii NO, in direzione dell’alpe Scandalorso (1446 m). Dall’alpe si rientra nel bosco e, con le condizioni attuali, è un continuo metti e togli fino a Rassa.

Tempo di salita: 2,45 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 9 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: neve sufficiente in salita nel bosco, polverose e recente, senza fondo; insufficiente per la discesa. Ventata oltre i 1600 m, con tendenza a formazione di lastroni nelle zone di accumulo. Polvere rimaneggiata dal vento, a tratti ben sciabile, altrove un po’ pesante.


Punta di Valdeserta 23 Dicembre 2017


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VALLE DI GOMS (CH) PUNTA DI VALDESERTA (quota 2700 m) DA FALD

Questa è una gita che avevo in mente da molto tempo, per la bellezza del paesaggio e dei pendii e le condizioni mi sembravano ideali. Non avevo fatto i conti con il vento che, come troppo spesso accade, ha soffiato forte in quota. La quantità di sassi affioranti ci ha costretti a fermarci a quota 2700 m circa.

Si parte da Fald (1500 m), frazione di Binn, seguendo la strada che sale dolcemente sulla sinistra orografica della Binna. Dopo un paio di tornanti, appena superato il torrente Lenge Bach, si lascia la strada e si risale il pendio, tra bassi cespugli di ontano. Un segno giallo su un albero al limite del bosco indica il sentiero estivo, che conviene seguire fino al ponticello che consente di attraversare il torrente. Il bosco si fa più rado e si sale senza percorso obbligato. Proseguire in direzione S e raggiungere Share. Deviando a ESE si risale un piccolo dosso quotato 2136 m, per scendere verso il Massersee. Qui ci si sposta a destra, per prendere la spalla che immette nella valle di Hotal, che si risale fino al Mittelbergpass (2824 m), dove si lasciano gli sci. In una ventina di minuti, eventualmente con i ramponi, si raggiunge l’affilata vetta. Noi, a causa della scarsità di neve, ci siamo fermati a quota 2700 m circa.

Tempo di salita: 4 ore circa.
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 9,7 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: buone condizioni di innevamento fino al lago di Massersee, poi il manto via via diminuisce, a causa dell’erosione del vento. Comunque ottima sciata in alto, su neve fredda a volte compattata dal vento e polvere spettacolare da 2400 m in giù.


Limidario 16 Dicembre 2017


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TICINO (CH) MONTE LIMIDARIO DA CORTACCIO

Il Limidario è una gita che non si riesce a fare tutti gli anni, per la partenza a bassa quota e per la vicinanza al lago, che mitiga il clima. Per questo abbiamo approfittato della recente nevicata per tornare a questa bella meta, che regala un panorama unico.

Partiti dal villaggio di Cortaccio (1036 m), sopra a Brissago, abbiamo seguito il sentiero estivo, che risale il bosco non troppo fitto. Raggiunto Vantarone (1336 m), la vegetazione si dirada ma la scarsa neve non è sufficiente a coprire i bassi cespugli. Proseguendo nella salita la neve aumenta leggermente, ma resta comunque al limite della praticabilità. Al colle c’è, come sempre, una cornice, ma non desta preoccupazioni. Raggiunta la cresta, l’abbiamo percorsa fino al pluviometro (2146 m) sci ai piedi, zigzagando tra i sassi.  Qui ci siamo divisi. Alcuni si sono fermati al pluviometro, mentre chi non era mai stato in vetta ha proseguito a piedi (2188 m). Discesa godibile, con un po’ di attenzione, fino all’alpe Voje, poi metti e togli fino a Cortaccio.

Tempo di salita: 3 ore al pluviometro, altri 25 minuti per arrivare in vetta.
Dislivello: 1100 m circa + 50 per la vetta
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: innevamento ancora scarso, nonostante le nevicate dei giorni scorsi.  Salita senza problemi, lungo il sentiero invernale fino all’alpe Voje.  Cresta e pala finale spazzati dal vento, da percorrere a piedi.



Hohture 9 dicembre 2017


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SEMPIONE HOHTURE DA ROTHWALD

In attesa della neve, annunciata dai bollettini meteo, torniamo a Rothwald, per dirigerci però verso il modesto risalto dell’Hohture.
Un po’ di neve fresca, caduta nella notte e nei giorni scorsi, contribuisce a rendere il paesaggio natalizio, anche se non è sufficiente a coprire le asperità del terreno.

Partiti dal piazzale di partenza degli impianti (1745 m), abbiamo risalito la pista fino alla case di Rothwald. Seguendo la strada abbiamo raggiunto Wase (1960 m, per proseguire, sempre sulla strada, fino a quota 2040 m. Qui finisce la strada, e si risale il pendio tra radi larici. Arrivati al paravalanghe (2231 m) si devia a S e si risale l’ampia dorsale e, in condizioni normali, si arriva in vetta. Questa volta, per la presenza di lastroni da vento e qualche inquietante whoom, ci siamo fermati a 100 m circa dalla cima. La discesa nel bosco ci ha regalato un’inattesa sciata in una spanna di ottima polvere.

Tempo di salita: 1,45 ore.
Dislivello: 500 m circa con le risalite
Sviluppo: 7,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: innevamento ancora scarso, nonostante le nevicate dei giorni scorsi. Discrete condizioni nel bosco tra Wase e il paravalanghe. Oltre, il vento ha lavorato molto, riempiendo i canali e spazzando le dorsali, formando anche dei lastroni insidiosi che tendono a  rompersi anche con il passaggio di un singolo sciatore.