Monte Togano

 


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VALLE VIGEZZO – MONTE TOGANO DA COIMO

Il Monte Togano è la massima elevazione della catena di monti che separa la Valgrande dalla Vigezzo. Si può salire da Trontano, attraverso il Passo di Basagrana o da Coimo, passando dal Passo Biordo. Entrambi gli itinerari sono per EE.

Lasciata l’auto sulla statale della Valle Vigezzo, poco prima della deviazione per Coimo, si prende la stradina che scende a destra verso la stazione della vigezzina. Attraversato il ponte sul Melezzo, la strada, asfaltata ma chiusa al traffico, risale il versante opposto in direzione dell’alpe Dalovio. Oltre l’alpeggio si prosegue per un breve tratto su strada sterrata, fino ad una fontana, in corrispondenza della quale, sulla destra, parte un sentiero che sale nel bosco, a tratti molto ripido. Passati gli alpeggi di Bogo e Miucca (1498 m), il sentiero prosegue a lungo con vari saliscendi e, usciti dal bosco, raggiunge le baite diroccate dell’alpe Fornale (1692 m). Ora il sentiero diventa ripido e roccioso e porta rapidamente al Passo Biordo. Tracce di animali e qualche vecchio segno di vernice aiutano a trovare il percorso migliore per raggiungere le antenne dell’anticima (2299 m). Ancora qualche saliscendi e si perviene alla vera vetta (2301 m)

Tempo di salita: 4 ore, comprese le soste
Dislivello: 1650 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa A/R
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente fino all’alpe Fornale. A tratti nascosto dalla vegetazione fino al passo, poi solo tracce di passaggio e sbiaditi segni di vernice. Il sentiero taglia il versante un po’ più in basso della cresta, ma è possibile anche seguire il percorso di cresta, che non presenta difficoltà. Prestare attenzione in caso di rocce gelate o bagnate.


 

 

Tagliaferro

 


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VALSESIA – MONTE TAGLIAFERRO DA RIMA

Il Tagliaferro è una bella montagna che si eleva di fronte al versante valsesiano del Monte Rosa. Gli itinerari di salita escursionistici partono da Alagna o da Rima; c’è poi un interessante itinerario alpinistico (vedi gita), che percorre la bella cresta N.

Da Rima (1411 m) si prende un buon sentiero che conduce al rifugio Ferioli e al Colle Mud. Ad un bivio, lasciato il sentiero che porta al rifugio, si prosegue in direzione degli alpeggi di Scarpia. Usciti dal bosco si prosegue in direzione SO per raggiungere il passo di Vallarolo (2332 m). Davanti a noi, in direzione O, il ripidissimo prato che porta al Passo del Gatto (2761). Passati sul versante di Alagna, ora su terreno più roccioso e accidentato, con altri 200 metri di salita si arriva alla Madonnina di vetta (2964 m)

Tempo di salita: 4 ore circa, comprese le soste
Dislivello: 1550 m circa
Sviluppo: 13 km circa A/R
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e pulito. Prestare attenzione sul ripido sentiero che porta al passo del Gatto, soprattutto il condizioni di terreno bagnato o ghiacciato.


Torre delle Giavine

 


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VALSESIA – BOCCIOLETO- TORRE DELLE GIAVINE

La torre delle Giavine è un caratteristico monolito di solido gneiss che si staglia contro il cielo, per un’altezza di un centinaio di metri. E’ percorsa da numerose vie di arrampicata, anche artificiale, di varia difficoltà. Noi abbiamo percorso la Normale, via classica con difficoltà contenute, ma per nulla banale e con passaggi che richiedono attenzione. La spittatura è abbastanza lunga e in qualche passaggio è preferibile integrare. Bellissimo il passaggio della foglia, nel secondo tiro. Di non facile interpretazione la fessura iniziale del terzo tiro, dove può essere utile un friend piccolo

Appena superato Boccioleto, prendere la strada che sale a destra, in direzione Ronchi. Appena prima del quarto tornante, nei pressi di una casa, parte il sentiero 385 che porta alla torre. Raggiunta la base della torre, salire una corda fissa che porta all’attacco della via Francione Guala. Risalire il canalino roccioso (II) e proseguire verso destra, su una cengia, fino ad incontrare una seconda fissa, al termine della quale inizia la via (due fittoni resinati, scritta verde sbiadita NORMALE).

La discesa avviene in doppia, utilizzando le soste della via, tutte con anello di calata

Difficoltà: L1 4a, L2 4b, L3 5a, L4 3b (D) I gradi sono quelli trovati sulle guide, ma non fatevi ingannare; sono decisamente stretti
Tempo di salita: 40 minuti, all’attacco, 2.30 ore per la via
Dislivello: 250 m circa all’attacco, 90 metri la via
Attrezzatura: due mezze corde da 60, 10 rinvii, friend medio piccoli, attrezzatura per le doppie



Pizzo Giezza

 


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VAL BOGNANCO – PIZZO GIEZZA – ANELLO DALL’ALPE VARIOLA

Ancora una gita bellissima e poco frequentata, in compagnia degli amici del GAM di Omegna.

Partiti da San Bernardo (1650 m) siamo scesi ad attraversare il torrente Rasiga e, al primo tornante, abbiamo lasciato la strada per prendere il sentiero che sale nel bosco. Dopo un primo tratto di salita, il sentiero prosegue con saliscendi, passando per l’alpe Casariola e l’alpe Dorca (1870 m). Raggiunta l’alpe Variola di Sopra, abbiamo lasciato il sentiero per risalire dapprima i prati, poi le facili roccette, fino a raggiungere la cresta E della montagna, che abbiamo percorso fino alla vetta (2658 m).
La discesa è avvenuta  proseguendo lungo la cresta che scende in direzione SSE fino a quota 2200 circa, per portarci poi nella valle dei laghi di Paione ed incontrare il comodo sentiero che ci ha riportati a San Bernardo

Tempo di salita: 3,30 ore circa, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 14 km circa
Difficoltà: EE/F
Condizioni: dall’alpe Variola non c’è sentiero. La cresta è facile ma a tratti esposta, specialmente nel tratto di discesa, con passi di II


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Pizzo Moro


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VAL DIVEDRO – PIZZO MORO – ANELLO DA CIAMPORINO

Bellissima gita, poco frequentata, probabilmente a causa della mancanza di sentiero altre il passo di Valtendra, ma di grandissimo interesse e remunerazione.
La vetta è uno straordinario punto di osservazione su tutte le montagne dell’Ossola.

Saliti con la seggiovia fino a Ciamporino (1936 m), ci siamo diretti all’omonimo colle (2283 m). Da qui siamo scesi in Val Bondolero, aggirando il Pizzo della Sella seguendo una vaga traccia e perdendo circa 200 m di quota.  Risaliti sul versante opposto per il ropido prato, abbiamo raggiunto il sentiero proveniente da Devero e l’abbiamo seguito fino al Passo di Valtendra. Lasciato il sentiero, abbiamo affrontato il pendio risalendolo in diagonale, in direzione di un grosso masso isolato. Una lieve traccia conduce al canalino erboso che consente di superare il risalto roccioso. Da qui il percorso non è obbligato e ci si deve districare tra pendii erbosi cosparsi di massi e canali rocciosi, anch’essi ricoperti di detriti. Uscendo sulla cresta sul versante SE (ometti), si ritrova una traccia di animali, che porta all’anticima. Da qui, per grossi blocchi, si avviva facilmente alla vetta.

La discesa è avvenuta per lo stesso itinerario fino al Passo di Valterdra, poi ci siamo diretti a E, verso Pian Sass Mor. Lasciato il sentiero che porta a Pian du Scricc, abbiamo percorso il Pian Stalaregno e seguito l’itinerario di ritorno a Ciamporino, fino al bivio che ci ha consentito di perdere rapidamente quota e, passando per l’alpe Gilardino, ci ha riportati a San Domenico. Gitona spettacolare, in compagnia dell’amico Franco

Tempo di salita: 4 ore circa, comprese le soste, 9 ore per la gita
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 18 km circa
Difficoltà: EE/F
Condizioni: dal passo di Valtendra alla vetta il percorso non è tracciato. Massi instabili e terreno franoso rendono delicata la salita. Fare molta attenzione, in discesa, a ritrovare il canale obliquo che consente di superare la bastionata rocciosa. Abbiamo lasciato numerosi ometti sull’itinerario percorso.


Via dei Balossi

 


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VALLE ANZASCA PUNTA BATTISTI VIA DEI BALOSSI

Bella via, in un ambiente straordinario, in compagnia dell’amico Francesco. Roccia resa un po’ scivolosa dai licheni, ma nel complesso buona. Più impegnativi i rimi tre tiri, poi la pendenza diminuisce e l’arrampicata è decisamente più facile. L’ultimo tiro torna ad impegnare su una bella placca, con passaggi di aderenza.
La via è attrezzata a spit. Molto alto il  primo spit del primo tiro, unica occasione in cui abbiamo usato un friend. Soste comode, alcuni cordini di collegamento un po’ usurati; meglio collegarle con una fettuccia. Discesa a piedi per sentiero, inizialmente ripido sul versante Rosareccio, poi più facile quando torna sul lato Pedriola.

Difficoltà: L1 5b, L2 5c, L3 5b+, L4 4b, L5 2a, L6 5b (D+);

Tempo di salita: 1,30 ore, all’attacco, 2.30 ore per la via

Dislivello: 500 m circa all’attacco, 200 metri la via

Attrezzatura: corda intera da 60, 10 rinvii, friend medio piccoli, fettucce e moschettoni per collegare le soste


 

 

Passo del Pizzo Nero


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VALLE ANZASCA PASSO DEL PIZZO NERO – TRAVERSATA PECETTO ISELLA

Itinerario inconsueto, ma non per questo meno interessante. Peccato per la scarsa visibilità che ci ha impedito dei ammirare lo splendido panorama. Partiti da Pecetto (1360 m), abbiamo risalito la strada fino all’alpe Burki. Attraversato il torrente Anza, abbiamo preso il sentiero ripido che consente di superare la bastionata rocciosa e porta all’alpe Rosareccio. Sempre su buona traccia e percorso meno ripido, siamo arrivati ai Piani Alti, dove si incontra il cubo di cemento della vecchia funivia, definitivamente abbandonata dal 1975, dopo che una grossa valanga aveva fatto crollare il pilone intermedio. Qui il sentiero lascia il posto ad una esile traccia, anche se l’itinerario è ben marcato con segni di vernice e ometti. Un tratto attrezzato con una cordina metallica, utile soprattutto in caso di vetrato, aiuta a superare la placconata posta poco sotto il passo. Da qui  abbiamo risalito la breve cresta che porta alla cima quotata 2750 m. Tornati al passo, siamo scesi dai ripidi prati sul versante della val Quarazza. Costeggiati i laghetti del Ligher, abbiamo continuato la discesa senza sentiero, ma guidati dai frequenti segni di vernice fino all’alpe Caspisana, dove inizia un sentiero più evidente e l’erba è stata tagliata di recente. Raggiunto il fondovalle e ammirate le bellissime marmitte dei giganti, su una strada sterrata siamo tornati al bellissimo paesino Walser di Isella, dove avevamo lasciato un’auto. Bella gita!

Tempo di salita: 3,15 ore comprese le soste. 7 ore per la gita
Dislivello: 1400 m circa
Sviluppo: 14,5 km
Difficoltà: EE
Condizioni: oltre la vecchia stazione della funivia e fino all’alpe Caspisana l’itinerario è ben segnato con vernice bianco rossa, ma non c’è sentiero, e si sale e scende su sfasciumi e ripidi pratoni.


Pizzo Straciugo

 


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VAL BOGNANCO PIZZO STRACIUGO DA PIZZANCO

Lo Straciugo è una vetta isolata e il suo avvicinamento è lungo e faticoso. E’ possibile partire da Gomba (1243 m) o da Pizzanco (1142 m). Noi abbiamo scelto di partire da Pizzanco, bellissimo paesino raggiungibile con una stretta stradina asfaltata. Possibilità di parcheggio nella piazzetta del paese. Attraversato il paese, subito dopo la fontana, un sentiero a tratti nascosto dall’erba alta, sale a destra nel bosco e con ripidi tornanti porta in breve ad incrociare il sentiero proveniente dalla Gomba. Qui il sentiero è molto più battuto. Proseguendo verso sinistra, con una serie di saliscendi, si raggiunge l’alpe Oriaccia (1651 m). Il sentiero torna a salire e ci conduce alla Croce di Vallaro, bel punto panoramico su tutta la valle del Bogna. Proseguendo a mezza costa, ci alziamo sopra i bellissimi pascoli di Vallaro e raggiungiamo il Rifugio dell’alpe Laghetto (2046 m). Il sentiero prosegue in mezza costa, in direzione dell’evidente Passo di Campo (2180 m). Entrati nella valle, la si contorna con vari saliscendi. Passati dai bei laghetti, riprendiamo a salire fino al passo di Straciugo. Qui il sentiero lascia il posto ad una traccia, che segue la cresta. Quando questa si impenna, seguendo la traccia e gli ometti abbiamo traversato a sinistra per un centinaio di metri, per risalire poi la ripida dorsale che ci ha portati un vetta (2717 m). Discesa per lo stesso itinerario. Gitona!

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1570 m circa
Sviluppo: 16 km A/R
Difficoltà: E fino al rifugio, EE fino alla vetta
Condizioni: sentiero ben tracciato fino al Passo di Straciugo. Poi tracce di passaggio e ometti. In caso di nebbia, al ritorno, prestare attenzione a non scendere troppo dalla vetta in direzione S


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Jegihorn


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VALLESE JEGIHORN –  VIA PANORAMA

Bella via di roccia, su difficoltà abbastanza basse (5a obbl.) e buona roccia, soprattutto dopo i primi tiri. Da Saas Grund, si sale in funivia fino a Kreuzboden (2397 m) e si prende la strada sterrata che poi diventa il sentiero, seguendo le indicazioni Jegi. Lasciata la traccia che porta alla ferrata (cartello) si sale il direzione della parete dello Jegihorn, fino a raggiungere l’attacco delle vie. Panorama è la più a destra.
La via è attrezzata a spit. Non è necessario integrare. Tutte le soste sono da collegare e abbastanza comode. Discesa a piedi per sentiero indicato con segni bianco azzurri, con un primo tratto ripido e sassoso. Molto frequentata la via Alpendurst, leggermente più facile, più solitaria Panorama

Difficoltà: L1 4b, L2 4b, L3 4c, L4 4b, L5 5a, L6 5a, L7 4c, L8 4c, L9 4c (AD);

Tempo di salita: 1 ora, all’attacco, 4 ore per la via

Dislivello: 500 m circa all’attacco, 300 metri la via

Attrezzatura: corda intera da 60 o 2 mezze corde, 10 rinvii


 

 

Salecchio


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VALLE ANTIGORIO SALECCHIO – CASA FRANCOLI – ALPE VOVA – ANTILLONE

Bellissima passeggiata alla scoperta dei villaggi Walser che si affacciano dall’assolato versante destro della valle Antigorio. Portate alcune auto a Fondovalle, siamo tornati a Passo, (812 m), dove inizia la gita. Seguita la strada che sale a ripidi tornanti per un lungo tratto, l’abbiamo abbandonata prima della galleria, per seguire il sentiero che ci ha portati a Salecchio Inferiore (1322 m). Deviando a N, con una buona mulattiera siamo arrivati a Salecchio Superiore (1509 m) dove c’è il bel rifugio Zum Gora. L’itinerario prosegue in falsopiano, per raggiungere Casa Francoli (1555 m). In leggera discesa, ci siamo inoltrati nella valle del torrente Vova, fino all’omonimo alpeggio (1476 m). Qui la strada scende ripida verso Chioso, ma noi l’abbiamo abbandonata a quota 1400 m circa, per seguire il sentiero che, tagliando l’impervio versante della montagna, ci ha portati ad Antillone (1250 m). Un breve tratto di strada ci a portati a Fondovalle, nei pressi della galleria.

Tempo di salita: 4,30 ore, con calma, comprese le soste
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentieri ben tracciati e segnalati. Gita da percorrere con calma, godendosi la bellezza dei luoghi