Valle Anzasca Pizzo Vallar 18 Novembre 2023

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Relive ‘Pizzo Vallar’


Itinerario per noi inedito, in una valle laterale della valle Anzasca che non avevamo mai frequentato. I sentieri sono ripidi e la salita faticosa, ma la gita è molto bella e la fatica ripagata.

Si parte da Roletto (690 m) frazione di Vanzone, si sale al Lavatoio e si prende un sentiero nel bosco di castagni che sale ripido fino all’Alpe Ronchi (1116 m). Proseguendo nel bosco, con salita sempre sostenuta, si arriva alle baite dell’Alpe Troggione (1405 m). Con un traverso in falsopiano si arriva all’Alpe Vallaretto di Sotto 1869m, quindi all’Alpe Vallaretto, dove si trova il bivacco La Tavernetta (1995 m).
Proseguendo dietro al bivacco, si attraversa sulla destra il vallone per salire con dei ripidi tornanti fino al Passo di Vallaretto, da qui nonostante la neve sul percorso decidiamo di proseguire fino alla vetta del Pizzo Vallar (2275 m).

Discesa: per la stessa traccia, con breve sosta al bivacco per una meritata merenda.

Tempo di salita: 6 ore, comprese le soste
Dislivello: 1580 m
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: EE


Valgrande Faiè e Corte Buè 4 Novembre 2023


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Relive ‘Corte Buè’


Il Faiè è un magnifico punto panoramico che affaccia sui laghi e la bassa Ossola. Ci siamo saliti spesso da Bracchio. Questa volta siamo partiti da Ruspesso, per fare un giro ad anello passando da Corte Buè, quasi un paese, che fino agli anni ’60 ospitava una ventina di famiglie. Oggi molti edifici sono diroccati, ma un bun numero ancora resiste. Una piccola baita è stata adibita a bivacco. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta.

Lasciata l’auto al temine della strada per Ompio (940 m circa), passando da Ruspesso, raggiungiamo il rifugio di Ompio. Seguendo un labile sentiero diretto a S, raggiungiamo la dorsale in un punto molto panoramico. (cartello all’inizio del sentiero). Ora il sentiero è più marcato e percorre la dorsale filo alla vetta del Faiè (1352 m), dove ci fermiamo un po’ ad ammirare i laghi sotto di noi. Scendendo dal versante opposto, raggiungiamo la colma di Vercio, per prendere il sentiero che scende nel bosco e porta a Corte Buè (888 m). Dopo una visita a quello che è stato un piccolo paese, con tanto di piazzetta e panchinona panoramica, lasciamo gli amici alle prese con la cucina nel piccolo bivacco e ritorniamo sui nostri passi fino a d un sentiero indicato da un cartello come “direttissimo”. Il sentiero percorre a saliscendi il versante N del Faiè attraversando vari ruscelli tributari del Rio Buè e, dopo dopo aver superato la costa ad un colletto (la Croce, quotato 1110), scendiamo nuovamente a Ompio e poi a Ruspesso.

Tempo di salita: 1, 15 ore per il Faiè, 4,30 ore per la gita
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 10,7 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero abbastanza pulito e ben segnato. In alcuni tratti è necessaria un po’ di attenzione per non perderlo.


Ossola Bivacco Pozzolo 28/10/2023


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Relive ‘Bivacco Pozzolo’

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Il bivacco Pozzolo è adagiato su un dosso erboso, in posizione molto panoramica, a pochi minuti dall’alpe omonimo. E’ ben attrezzato con stufa e pentole e la legna abbonda; ne abbiamo approfittato per cucinare un’ottima pasta. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta.

Lasciata l’auto nei pressi del municipio di Beura (257 m), abbiamo preso la strada che passa tra le case. Dopo pochi metri si abbandona la strada e si prende la mulattiera che sale a sinistra (cartelli). La ripida mulattiera lascia posto al sentiero che attraversa un bel bosco di castagni e incontra gli alpeggi di Fiesco, Vaccareccia e Provo in parte ristrutturati.
Percorso a lungo il crinale, il sentiero attraversa poi il ripido versante in direzione E e raggiunge il fondo del vallone dove scorre un torrente.
Al bivio poco prima del torrente si prende a destra (SO) e si ripercorre il versante in direzione del crinale, che si raggiunge a breve distanza dal Bivacco Pozzolo (1635 m)

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 1400 m circa
Sviluppo: 12,7 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero abbastanza pulito. In alcuni tratti è necessaria un po’ di attenzione per non perderlo.


Mazzocone e Monte Croce 22 Ottobre 2023


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Relive ‘Mazzocone e monte Croce’


Il Mazzocone (Aquila per i locali), è una delle montagne di casa, a cui si sale quando si è indecisi sulla meta da raggiungere, con la certezza di percorrere un bell’itineraio con un panorama di primordine e che offre la possibilità di allungare la gita a piacimento, verso il Monte Croce o la Massa del Turlo (Giandolino).

Partiti da Quarna Sopra (866 m), abbiamo preso la strada sterrata che sale ripida in direzione NO. Raggiunto l’alpe Preer (964 m), si lascia la strada e si prende il sentiero che si inerpica nel bosco. Proseguendo si arriva alla croce del colle della Frera e poi alla cappella di Saccarello. Il sentiero segue ora la dorsale, con un magnifico panorama sul lago e raggiunge la vetta (1424 m). Scendendo dal versante opposto, siamo arrivati al Col di Stobi, dove incontriamo la strada proveniente da Camasca, che seguiamo fino alla Bocchetta di Foglia. Lasciata la strada, saliamo per ripido sentiero la spalla E del monte Croce. Usciti dal bosco il sentiero perde pendenza e raggiunge l’ampia vetta (1643 m).

Discesa: dalla vetta del Monte Croce prendiamo il sentiero che scende in direzione S, sempre seguendo i bolli arancio dell’UTLO e, raggiungendo una sterrata, porta all’alpe Modello e al colle del Ranghetto. Abbandoniamo il percorso della gara e prendiamo la strada che torna alla Bocchetta di Foglia e a Camasca. Proseguendo sulla sterrata, passando dall’alpe Ruschini, torniamo a incontrare la strada di salita all’alpe Preer, da dove torniamo a Quarna.

Tempo di salita: 1,20 ore al Mazzocone, 2,40 ore al Monte Croce, 6,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 18,5 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato: ancora presenti numerosi nastri di plastica (che spero tolgano) e bolli arancio dell’UTLO.


Valle Strona Monte Capio da Campello Monti 14 Ottobre 2023


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Relive ‘Monte Capio’


Nel 2017 gli amici del GAM Verta hanno posato sulla vetta del Capio una targa in ricordo dell’amico Giuseppe. Lo scorso anno è stata rifatta, per ricordare anche Marco. Per questo la gita al Capio ha assunto significato speciale e facciamo sempre il possibile per essere presenti.

Partiti da Campello (1305 m), abbiamo preso la mulattiera che sale ripida in direzione S. Superata con una lunga curva la valletta che sale in direzione della bocchetta del Crac, la strada lascia il posto ad un sentiero che, tornando a S, porta prima all’alpe Pennino Grande (1530 m) e poi alla Balma (1671 m).
Poco oltre le baite il sentiero si inalza sul ripido versante, sulla sinistra orografica, fino ad incontrare il sentiero che, provenendo dalla bocchetta del Crac, conduce al Passo dei Rossi.
Oltre il passo il sentiero si inerpica su terreno inizialmente instabile e, aggirando la rocciosa parete S, porta al rilievo erboso che costituisce la spalla O. Una breve salita porta alla vetta del Monte Capio (2172 m). Pochi metri di cresta un po’ esposta portano alla seconda cima.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 2,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1000 m circa, con le risalite
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato. Numerosi cartelli indicatori, ometti e segni di vernice


Valle Vigezzo La Scheggia 2 Settembre 2023


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Relive ‘La Scheggia’

La Scheggia è la cima più alta della Val Vigezzo, anche se una delle meno frequentate. Fino al rifugio Regi i sentieri sono ben tracciati, anche se molto ripidi; più avanti si cammina su pietraie cosparse di ometti che, più che aiutare a trovare il percorso migliore, spesso confondono. La direzione è comunque evidente e il panorama dalla cima, nuvole permettendo, ripaga della fatica della salita.

Dopo aver lasciato l’auto ad Arvogno, siamo scesi ad attraversare i torrenti, prima su un ponte su travi in ferro, poi su una piccola passerella, nei pressi di una magnifica lanca. Il sentiero inizia a salire e raggiunge le baite di Coier. Proseguendo nella bella faggeta si raggiungono gli alpeggi di Cortino (1352 m) e Anfirn (1524 m). Dirigendoci a N, raggiungiamo il bivio con l’indicazione per il bivacco Regi (1888 m). Il sentiero sale ripido in un rado bosco di larici. Raggiunto il bivacco, chiuso a chiave come tutti i bivacchi della Val Vigezzo, si prosegue su un sentiero che, con un ampio giro in senso antiorario, porta a superare la bastionata rocciosa in un punto facilmente percorribile. Si raggiunge cosi l’ampio spallone della montagna. Il sentiero non sempre è evidente: un po’ di ometti (troppi e non tutti coerenti) aiutano a trovare il percorso migliore, che comunque consente varianti, fino alla vetta (2466 m).

Discesa: Per lo stesso itinerario. Gita molto bella

Tempo salita: 4 ore, comprese le soste.
Dislivello: 1590 m circa, comprese le risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: buoni sentieri, ben segnalati fino al bivacco Regi: poi ometti e tracce di passaggio.

Valle Antrona Pizzo Mottone 19 Agosto 2023

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Relive ‘Mottone’


Il Mottone è un panettone che si eleva a E del Pizzo del Ton (che avevamo già salito per la divertente cresta E o cresta degli alpini), dal quale è separato dal passo del Mottone e sovrasta i laghi di Trivera. Dalla vetta lo sguardo spazia dalle montagne della Valle Strona, al monte Rosa al Sempione. Anche questa volta con gli amici del GAM di Omegna.

Poco prima della diga di Campliccioli (1300 m circa) troviamo i cartelli che indicano la nostra meta. Non fatevi ingannare dalla tempistica riportata (4,50 ore); in realtà ci vuole molto meno.
Il sentiero è molto ripido e sale nel bosco di larici. Passate alcune baite diroccate, attraversa un rio e, con qualche saliscendi, porta ai resti dell’alpe Colmiglia (1583 m). Riprende quindi a salire ripido. L’esposizione a N rende i sassi scivolosi; fortunatamente nei tratti più impervi sono state poste recentemente delle catene. Arrivati al passo di Trivera (2140 m ca), lo scenario cambia completamente. Nella bella conca sottostante è adagiato il primo lago, che raggiungiamo perdendo un po’ di quota. La salita riprende ora tra pietraie e distese di rododendri e, passando accanto al secondo lago, porta al passo del Mottone (2284 m). Deviando a E, per tracce di sentiero e cercando il percorso più agevole, raggiungiamo l’ampia vetta (2421 m)

Discesa: per lo stesso itinerario, prestando particolare attenzione ai sassi scivolosi

Tempo: 3,10 ore, comprese le soste
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 9,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: il sentiero è ben segnato, anche se fino al passo di Trivera è molto ripido e con alti gradini spesso scivolosi. Dal passo dl Mottone si trovano solo poche tracce, ma la direzione è evidente.


Wiwannihorn via Steinadler 8 Agosto 2023

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Relive ‘Wiwannihorn’


Ero già stato al Wiwanni un paio d’anni fa, a fare una passeggiata fino al rifugio e a vedere da sotto le vie di arrampicata. Questa volta torniamo per affrontare quella che forse è la via più rinomata.

Da Visp si segue la strada che conduce ad Ausserberg e si prosegue in direzione di Niwaech. Al piccolo market del paese o al distributore automatico nella piccola piazza si può acquistare (5 franchi) il pass per percorrere la ripida stradina che conduce a Fuxtritt (1851 m) dove si lascia l’auto. Il sentiero parte ripido. Usciti dal bosco, per ampi pascoli ci si dirige al dosso su cui sorge il bel rifugio (2474 m), già visibile da lontano. Risalito il pendio alle spalle del rifugio seguiamo la traccia di sentiero e ometti che portano all’attacco della via.

L1 4b
L2 4a
L3 4a
breve trasferimento a sinistra, incrociando Hotel Pfui
L4 5a
L5 5b
L6 5a
L7 4c
L8 5a
L9 4a
L10 4a
L11 4a
L12 3c
L13 3c
Tutti i tiri sono sui 25/30 metri

Dall’uscita dell’undicesimo tiro è possibile lasciare la via e salire direttamente alla vetta del Wiwannihorn, percorrendo una facile ma instabile pietraia.
Discesa: dalla croce di vetta seguiamo tracce di passaggio sempre più evidente e ometti della via normale. Quando questa scende la ripida barra rocciosa (bolli blu), c’è la possibilità di assicurarsi su numerosi spit. Nel finale, poco prima di raggiungere la pietraia, alcuni anelli consentono brevi calate. E’ possibile scendere anche percorrendo la cresta fino ad un colle dove due calate di 20 metri riportano sulla pietraia

Tempo: 1,30 ore al rifugio; 40 minuti all’attacco, 4 ore per la via
Dislivello totale: 1330 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: 5b; 5a obbligatorio
Attrezzatura: corda da 50/60 m, 14 rinvii, materiale per le doppie, casco.

Condizioni: il sentiero è molto bello e ben tenuto fino al rifugio; poi traccia sulla pietraia. Via molto bella e perfettamente attrezzata. Discesa dalla normale impegnativa. Consigliata conserva protetta.

Assolutamente obbligatoria una sosta al rifugio, gestito dai gentilissimi Barbara e Marco, grandi conoscitori della zona e dispensatori di preziosi consigli


Massone da Cortevecchio 5 Agosto 2023

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Relive ‘Massone’


Il Massone, da qualunque versante lo si affronti, presenta sempre panorami stupendi sui laghi e la piana del Toce. Questa volta, con gli amici del GAM di Omegna, siamo saliti da Ornavasso, percorrendo la strada che porta a Cortevecchio.

Approfittiamo dell’apertura della strada che sale da Ornavasso per percorrerne un lungo tratto in direzione di Cortevecchio. Lasciamo le auto all’alpe Frasmatta (970 m) e, passando da Scirombei, raggiungiamo Pogalti (1242 m). Lasciata la strada che prosegue verso Cortevecchio, ci dirigiamo a O e risaliamo il ripido costone che porta alla cima Tre Croci (1872 m). Seguendo la cresta, a tratti ripida e esposta, raggiungiamo la vetta dell’Eyehorn (2131 m). Proseguendo lungo la cresta, ora più agevole, ci dirigiamo verso il Massone (2161 m), non prima di aver visitato i camminamenti che ne aggirano l’anticima.

Discesa: tornati indietro per un breve tratto, ci dirigiamo alla bocchetta di Ornavasso (1904 m) dove prendiamo l’ampio sentiero che conduce al bel rifugio di Cortevecchio. Seguendo un comodo sentiero, ritorniamo a Pogalti, dove ripercorriamo l’itinerario di salita.

Tempo: 4,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: il sentiero non è sempre evidente. Tra cima Tre Croci e Eyehorn ci sono tratti molto ripidi ed esposti, da affrontare con attenzione.


Sempione Forca del Rebbio da Barisal 22 Luglio 2023

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Relive ‘Forca del Rebbio’


La zona del Rebbio siamo più abituati a frequentarla in inverno, quando regala sempre delle grandi sciate, ma anche in estate rimane un posto molto bello e merita una visita.

Partiamo da Barisal (1525 m), lungo la strada che scende a Briga, e percorriamo la sterrata che si inoltra nella valle.
Attraversato il torrente, il sentiero si impenna e ci porta al Bortellhutte (2070 m). Seguiamo il sentiero che si dirige verso il Rebbio e lo abbandoniamo a quota 2150 m circa, per deviare a SE nei magri prati di Bortelalp e raggiungere il Bortelseewji (2463 m). Risalendo la pietraia con un ampio giro in senso orario, raggiungiamo la forca del Rebbio, da dove si apre la vista sulla conca di Veglia.

Discesa: tornati al rifugio, prendiamo il sentiero che si dirige a S e, dopo aver attraversato il torrente, percorre il fianco N dello Spitzhornli. Contornando il vallone di Furggubaum, raggiungiamo Schrickbodo e scendiamo a Loub, dove ritroviamo l’itinerario di salita

Tempo: 3,20 ore per la cima, 7 ore per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 17,7 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: il sentiero è sempre evidente e ben segnato.