Monte Capio da Sabbia 18 Aprile 2022


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Relive ‘Monte Capio da Sabbia’

VALSESIA MONTE CAPIO (2172 m) DA SABBIA

Eravamo già stati al Capio dalla Val Sabbiola. Questa volta abbiamo deciso di allungare un po’ l’itinerario, partendo da Sabbia.

Superato il paese, si continua sulla stretta stradina asfaltata fino ad un piccolo ponte in legno, nei pressi deò quale si lascia l’auto (880 m circa). La strada lascia presto il posto ad un sentiero, che scende a incontrare una bella mulattiera. Con qualche saliscendi, la mulattiera perde un centinaio di metri di quota, fino ad incontrare la strada che percorre la Val Sabbiola. La strada sale ripida ed è tagliata da un sentiero a tratti ripidissimo. Attraversato un ponticello si arriva alla frazione di Montata (880 m). Il sentiero continua ripido nel bosco, da cui esce a quota 1110, nei pressi della baita isolata dell’alpe Corti. Si sale ora tra ripidi pascoli e rade betulle, per un largo sentiero che taglia il pendio con lunghi diagonali e porta all’ampio ripiano su cui sorge l’alpe Campo (1527 m). Saliamo il ripido sentiero alle spalle delle baite e raggiungiamo la cresta spartiacque tra Val Sabbiola e Valbella. Con un bel percorso a cavallo dello spartiacque arriviamo all’alpe Laghetto (1810 m). Passiamo accanto ai ruderi delle abitazioni diroccate della miniera di nichelio e proseguiamo la salita dell’ampia vallata tristemente ingiallita dalla lunga siccità. Prima di raggiungere il colle dei Rossi attraversiamo a sinistra, per aggirare la bastionata rocciosa e risaliamo poi l’ultima ripida salita su ripidi pascoli, che ci porta in vetta (2172 m).

Discesa per lo stesso itinerario. Poco prima di arrivare alla case dei minatori, vale la pena di fare una piccola deviazione per visitare l’imbocco delle miniere.

Tempo di salita: 3,30 ore
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 16,2 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso  ben segnalato (itinerario 561), senza tracce di neve.


Valgrande Cima Sasso 8 Gennaio 2022


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Relive ‘Valgrande Cima Sasso’

La neve continua a farsi desiderare e noi continuiamo i nostri giri in Valgrande, che con queste condizioni regala sempre indimenticabili giornate in montagna. Dalla vetta magnifico panorama sul Pedum e su tutte le montagne della Valgrande: dalla Laurasca ai Corni di Nibbio, passando per la Zeda, Marona, Pizzo Pernice ecc.

Dal parcheggio accanto al circolo di Cicogna (732 m) abbiamo preso la mulattiera lastricata che sale tra le case e con ripidi tornanti porta al rifugio degli alpini, posto in posizione panoramica in cima ai prati dell’alpe Pra. Alle spalle del ripugio il sentiero entra in falsopiano nel bosco di faggi e prosegue andando ad attraversare un caratteristico intaglio nella roccia. Raggiunto un bel poggio che domina la val Pogallo, il sentiero volge a NO, aggirando il versante NE del monte Spigo. Raggiunta la dorsale, la seguiamo a lungo, raggiungendo la colma di Belmello. Poco oltre il sentiero aggira sulla sinistra un risalto quotato 1632 m e porta alla base della cuspide rocciosa della vetta, che si raggiunge facilmente risalendo sulla destra, tra sfasciuni e tracce di sentiero (1916 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo salita: 3,30 ore, comprese le soste.
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: sentieri evidenti, puliti e ben segnalati. Poca neve, ma gelata e da affrontare con prudenza. Bellissima gita.

Valgrande Monte Zeda e Bavarione 3 Gennaio 2022


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Relive ‘Monte Zeda e Bavarione’

La Zeda è, insieme al Pedum, la montagna simbolo della Valgrande. La salita è possibile da tutte e tre le sue creste: da N, salendo da Falmenta è l’itinerio più impegnativo; da S, passando dalla Marona e la più semplice, da E percorrendo la storica mulattiera militare della linea Cadorna. Questa volta abbiamo scelto quest’ultimo itineraro, seppure con qualche taglio direttamente sulla cresta.

Da Piancavallo si segue la strada asfaltata fino a Il Colle (1238 m). Si prosegue prendendo la sterrata che aggira sulla sinistra il Monte Spalavera, per arrivare a Pian Puzzo (1289 m), dove abbiamo lasciato l’auto. Da qui ci sono due possibilita: aggirare a destra il monte Bavarione, passando da Archia o, come abbiamo fatto noi, aggirarlo sulla sinistra. Fino al passo Folungo (1369 m) abbiamo seguito la strada, poi abbiamo preso la cresta, tagliando i tornanti. Ripresa la Linea Cadorna, l’abbiamo percorsa per un lungo tratto, passando da Pian Vadà (1711 m) e abbiamo proseguito fino a quota 1829 m. Lasciata la Cadorna abbiamo affrontato il sentiero che sale rapidamente lungo la cresta e porta alla croce di vetta (2156 m).

Discesa: per lo stesso itinerario fino al passo Folungo, poi abbiamo deciso di allungare il giro salendo al monte Bavarione (1505 m).

Tempo salita: 2,45 ore, comprese le soste.
Dislivello: 900 m circa alla Zeda, 150 m circa al Bavarione
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: sentieri evidenti, puliti e ben segnalati. Poca neve evitabile lungo la cresta finale. Se non si è provvisti di ramponi, meglio evitare il tratto finale della strada che si dirige verso la Marona.

Valsesia Massa del Turlo da Cervarolo 1 Gennaio 2022


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Relive ‘Massa del Turlo’

La Massa del Turlo (Giandolino per i locals), è una bella cima, sulla cresta spartiacque tra la Valstrona e la Valsesia, che siamo abituati a salire dal versante di Omegna. Per questa volta decidiamo di esplorare il versante Valsesiano, partendo da Villa (900 m circa), poco sopra Cervarolo.

Lasciata l’auto nel piccolo parcheggio longo la strada, prendiamo la mulattiera lastricata che sale tra le case. Il primo tratto è piuttosto ripido, poi la pendenza diminuisce e porta rapidamente all’alpe Piane (1219 m), dove volendo si può arrivare in auto sseguendo la strada asfaltata. L’alpeggio è molto bello, le costruzioni sono quasi tutte seconde case e c’è anche un rifugio, oggi chiuso. La salita prosegue nel bosco e porta alla sella Vaneccio (1297 m), dove si può scendere verso Sabbia. Il sentiero sale tra le betulle, per portare poi con un ripido traverso sul versante E della montagna. Tornati in cresta, si raggiunge la vetta del monte Ventolaro (1612 m). Una breve discesa e si riprende a salire la cresta, sempre ampia e facile. La croce di vetta ormai è vicina, ma nascosta dall’anticima. Superata l’anticima, un breve tratto in salita moderata ci porta in vetta (1959 m).

Discesa: per lo stesso itinerario.

Tempo salita: 2,30 ore, comprese le soste.
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: sentieri evidenti, puliti e ben segnalati. Né ghiaccio né neve.

Rifugio Barba Ferrero 24 Ottobre 2020

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Relive ‘Alagna Rifugio Barba Ferrero’

RIFUGIO BARBA FERRERO DA ALAGNA

Bella e facile gita, ai piedi del Rosa, con una magnifica vista sui suoi versanti SE e sulla Grober. Da qui parte l’itinerario che porta alla capanna Resegotti, punto di partenza per la Cresta Signal. Abbiamo scelto di fare un giro ad anello, per visitare qust’angolo di Valsesia che conosciamo poco.

Da Alagna località Merletti (1271 m), si prende la strada che sale verso Sant’Antonio. Attraversato il ponte sul Sesia, si incontra il sentiero che sale alla sinistra orografica e raggionge la cascata dell’Acqua Bianca. Seguendo il sentiero 207A per il Colle del Turlo, lo si segue fino all’alpe Mittlentheil. Lasciando a destra la mulattiera che sale al colle, si prosegue su buon sentiero per raggiungere l’alpe Testanera (2260 m). Da qui si prosegue con un lungo traverso che, senza perdere quota, porta al rifugio (2247 m).

Discesa: proseguendo in direzione O, si segue il sentiero ben marcato che scende al Rifugio Pastore e, con una ripida discesa che porta i segni delle recenti forti piogge, si ritorna alla strada nei pressi del ponte di Sant’antonio.

Condizioni: itinerario evidente fino all’alpe Testanera, poi bisogna prestare un po’ di attenzione per non perdere di vista segni di vernice e ometti. La tanta acqua ancora presente impone attenzione nell’attraversamento dei torrenti.

Tempo di salita: 4 ore, 7 per la gita, con molta calma
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: km 16 circa
Difficoltà: E

Corno Mud da Rima 26 Settembre 2020

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Relive ‘Corno Mud’

CORNO MUD DA RIMA

La prima volta al Corno Mud. Eravamo già stati al Colle Mud, da Alagna una volta e da Rima un’altra, quando salimmo la bella Cresta NNO del Tagliaferro, ma non ci eravamo mai spinti su questa bella montagna, dalla cui cima si ha una magnifica vista sul Monte Rosa.

Da Rima (1411 m), attraversato il paese, si segue la mulattiera che sale in direzione NNO. Dopo qualche minuto si incontra un bivio con pannello e carta della zona. Lasciato il sentiero che si inoltra nella valle, si prende il sentiero 296 (96 sui vecchi cartelli) a sinistra e si prosegue per un buon tratto in comune con la salita al Tagliaferro. Ad un successivo bivio si lascia il sentiero per il Tagliaferro e si seguono, a destra, le indicazioni per il Rifugio Ferioli.
Usciti dal bosco si risale su bel sentiero la valle che porta al Colle Mud, passando per alpeggi ben conservati. Una cinquantina di metri oltre il colle (2324 m, 2,15 ore), un sentierino inizialmente non molto evidente sale, dapprima obliquando verso sinistra per aggirare una placconata, poi in direzione della vetta, con ripidi tornanti. Il sentiero diventa più marcato e i numerosi ometti non lasciano dubbi sulla direzione da tenere. Negli ultimi metri la pendenza diminuisce e, aggirando sulla sinistra una crestina rocciosa, si arriva alla croce di vetta (2802 m).

Discesa: Per lo stesso itinerario. Arrivati al colle, siamo scesi in direzione di Alagna e in pochi minuti siamo arrivati al bel Rifugio Ferioli, dove siamo stati accolti con molta simpatia dai volontari che si alternano nella gestione del rifugio. Tornati al colle, abbiamo ripreso l’itinerario di salita.

Condizioni: itinerario ben segnalato sino al colle (è un tratto GTA). Porre un po’ di attenzione ad individuare l’inizio del sentiero di salita, poco oltre il colle.

Tempo di salita: 3,30
Dislivello: 1550 m circa
Sviluppo: km 12,7 circa
Difficoltà: EE

Monte Bo Valsesiano 12 Settembre 2020

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Relive ‘Monte Bo Valsesiano’

MONTE BO DA RASSA

Il monte Bo è una bella gita di scialpinismo, ed è soprattutto in veste invernale che siamo abituati ad affrontare questo itinerario. La gita estiva è altrettanto bella, anche se la discesa verso l’alpe Sorbella è di difficile individuazione, a causa dei rododendri che hanno completamente nascosto il sentiero. Ancora una volta con gli amici del GAM di Omegna.

Da Rassa (917 m), lasciate le auto al parcheggio all’ingresso del paese, abbiamo preso il vecchio sentiero che sale ripido nel bosco, per incontrare, dopo pochi minuti, la nuova strada sterrata. Superate alcune baite , il sentiero prosegue nel bosco fino a quota 1600 m circa, dove esce all’aperto sugli ampi pascoli dell’alpe la Selvaccia. Dietro alle baite il sentiero sale in diagonale verso sinistra e dopo poco si perde in mille tracce. Risalendo senza percorso obbligato, si raggiunge l’ampia dorsale dove si incontra la strada sterrata che sale da Piode. Ritrovato il sentiero, lo si segue in direzione di un vistoso ripetitore e poi fino alla vetta (2070m).

Discesa: proseguendo in direzione S, dopo poco si incontra una traccia quasi invisibile, che scende in direzione O. Qui il sentiero sparisce, sommerso dai rododendri e la discesa verso l’alpe Sorbella diventa un po’ avventurosa. La direzione è comunque sempre evidente, anche se la progressione è faticosa e ostacolata dalla vegetazione. Raggiunte le baite di Sorbella si ritrova il sentiero, che con bel percorso scende nel bosco fino al torrente. Attraversato il Sorba su un ponte, si incontra l’ampio sentiero che, passando dall’alpe Sorba e dall’alpe Campello, riporta a Rassa

Condizioni: itinerario evidente fino alla vetta e dall’alpe Sorbella fino a Rassa. il tratto intermedio, dalla vetta all’alpe, è di difficile individuazione.

Tempo di salita: 2,30 ore, 5,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: km 11,7 circa
Difficoltà: EE

Valsesia Cima del Tiglio 8 Agosto 2020

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Relive ‘Cima Tiglio da Carcoforo’

CIMA DEL TIGLIO DA CARCOFORO

Ancora una bellissima gita, con gli amici del GAM di Omegna, con partenza dal magnifico paesino di Carcoforo.

Lasciate le auto al parcheggio all’ingresso del paese, abbiamo preso l’ampia mulattiera che costeggia il torrente in direzione O. Lasciato il sentiero che sale al colle della Bottiggia, il sentiero inizia a salire ripido e raggiunge le baite di Trasinera Bella e l’alpe del Termo. Ancora un piccolo sforzo e si arriva al colle el Termo (2351 m). Qui il sentiero lascia il posto a tracce di passaggio, che zigzagano tra i varchi aperti tra i recenti paravalanghe. Un ultimo tratto su facili roccette porta alla croce di vetta

Discesa: per lo stesso itinerario.

Condizioni: buon sentiero, sempre ben segnalato fino al colle del Termo. Poi tracce di passaggio. La direzione è comunque sempre evidente.

Tempo di salita: 3,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1250 m circa, comprese le risalite
Sviluppo: km 10,5 circa
Difficoltà: EE

Valsesia Laghi Tailly 18 Luglio 2020

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LAGHI TAILLY

Bella gita nella magnifica valle d’Otro. Una classica dell’alta Valsesia, con sentieri ben segnati anche se piuttosto ripidi.

Lasciate le auto a Resiga, frazione di Alagna, si prende il bel sentiero che conduce a Otro. Quando questo comincia a salire a destra, lo si abbandona, per proseguire il falsopiano, seguendo il corso del torrente. Raggiunto l’alpe Farinetti (1634 m), il sentiero somincia a salire ripido, e raggiunge l’alpe Tailly (2085 m). Si attraversa il pendio in direzione S su buon sentiero, per riprendere poi a salire, fino ad arrivare in vista del lago inferiore (2386 m). Scendendo tra magri pascoli, guidati da numerosi ometti,si raggiunge il torrente e lo si risale sulla destra orografica, arrivando in pochi minuti al lago superiore (2480 m)

Discesa: per lo stesso itinerario fino all’alpe Farinetti. Da qui, scesi ad attraversare il torrente, abbiamo risalito il versante opposto per raggiungere il magnifico borgo Walser di Otro, che da solo vale la gita.

Condizioni: buon sentiero, sembre ben segnalato.

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste
Dislivello: 1300 m circa, comprese le risalite
Sviluppo: 12,6 km circa
Difficoltà: EE

Valsesia Colle del Piccolo Altare da Rima 18 Gennaio 2020


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Tempo inclemente, con vento forte sulla cresta principale delle alpi. Per questo motivo optiamo per questa bella gita, in una zona per noi non troppo usuale, che parte da un paese bellissimo: Rima.

Lasciata l’auto all’ingresso del paese, abbiamo attraversatoil paese, per prendere il sentiero 292. Superati un paio di ponticelli, l’itinerario si dirige a O e segue il sentiero che consente di risalire la ripida costola, fino all’alpe Lanciole (1710 m). Da qui si esce in ambiente aperto e si percorre un ampio semicerchio in senso antiorario, per superare la barra rocciosa. Al di sopra di questa, si torna a seguire la direzione O, risalendo un largo canale, che porta in vista del bivacco Axerio. Raggiunto un ampio ripiano, si sale a destra l’ultimo pendio che porta al Colle del Piccolo Altare (2627 m)

Per lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1216 m circa
Sviluppo: 11,8 km circa
Difficoltà: PD+

Condizioni: neve abbondante, dura e rimaneggiata dal vento; sastrugi e tracce di passaggio rendono faticosa la sciata. Il tratto di sentiero, in discesa era un toboga ghiacciato. Nei prossimi giorni saranno d’obbligo i rampant.