Monte Massone 4 Gennaio 2019

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Relive ‘Massone da Quaggione’

MONTE MASSONE DA QUAGGIONE

Tanto vento in questi giorni; tanto da far passare la voglia di mettere gli sci. Decido quindi per una bella camminata. Il Massone è una gran bella montagna e regala panorami stupendi, soprattutto se si sale da Quaggione. Il percorso è più lungo e faticoso, ma ne vale assolutamente la pena. Se poi si ritorna, con itinerario ad anello, passando dalla Frera e Bagnone, diventa un vero gitone

Partito da Quaggione, (1255 m), ho seguito il sentiero in falsopiano che aggira il monte Zuccaro e che porta alla base dei Tre Gobbi. Qui il sentiero si impenna, e percorre tutta la ripida dorsale che sale al Cerano (1702 m). Una breve discesa, poi si risale fino al Poggio Croce (1765 m). Ora la discesa è più lunga, e si deve fare attenzione alla neve ghiacciata anche se, per ora, non occorrono i ramponi. Arriviamo così alla Bocchetta di Bagnone (1589 m) e riprendiamo a salire, seguendo più o meno la linea di cresta. Alla Bocchetta del Massone, dove si incontra la mulattiera militare, inizia la neve vera e, dopo un breve tratto, la prudenza consiglia l’uso dei ramponi. Un breve diagonale e siamo alla croce di vetta.

Discesa: dalla croce mi dirigo a S, seguendo la cresta. Rimanendo sull’ampia dorsale, seguo la traccia evidente che scende verso la Loccia. Arrivato al colle sopra alla Frera, ho abbandonato il sentiero per la Loccia e ho seguito quello che, con un ampio giro, porta all’alpe Bagnone. Proseguendo su sentiero ben marcato, sono arrivato all’alpe Morello e, con lunghi saliscendi e dentro e fuori da innumerevoli vallette, sono tornato al sentiero di partenza, alle pendici del monte Zuccaro.

Condizioni: sentiero pulito fino al Poggio Croce, poi la neve si fa sempre più presente. La neve è dura, anche se non c’è ghiaccio. L’itinerario è tutto ben segnalato con i bolli gialli della gara 3M.

Tempo di salita: 3,45 ore comprese le soste; 7,15 per tutto il giro
Dislivello: 1370 m circa
Sviluppo: 16,8 km circa
Difficoltà: EE

Attrezzatura: utili i ramponi

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Monte Capio


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VALLE STRONA MONTE CAPIO DA CAMPELLO MONTI
POSA DELLA TARGA IN RICORDO DELL’AMICO GIUSEPPE

Il Monte Capio è una cima un po’ discosta, in quella valle un po’ discosta e selvatica che è la Valle Strona. Proprio per queste caratteristiche è stata scelta, dagli amici del GAM Verta, per porre una targa in ricordo di un caro amico, che ne sapeva apprezzare e ne condivideva il carattere riservato. La moglie Maura e la figlia Chiara sono state accompagnate da molti amici e conoscenti, che hanno voluto presenziare alla semplice ma sentita cerimonia.

Partiti da Campello (1305 m), abbiamo preso la mulattiera che sale ripida in direzione S. Superata con una lunga curva una valletta, la strada lascia il posto ad un sentiero che, tornando a S, porta prima all’alpe Pennino Grande (1530 m) e poi alla Balma (1671 m).
Poco oltre le baite il sentiero si inerpica sul ripido versante, sulla destra orografica, fino ad incontrare il sentiero che, provenendo dalla bocchetta del Crac, conduce al Passo dei Rossi.
Oltre il passo il sentiero si inerpica su terreno inizialmente instabile e, aggirando la rocciosa parete S, porta al rilievo erboso che costituisce la spalla O. Una breve salita porta alla vetta del Monte Capio (2172 m).

In discesa, tornati alla base della spalla erbosa, abbiamo sceso il canale a destra, ripido e franoso, attrezzato con catene in direzione N. Prima di raggiungere il termine del canale, un sentiero ben segnato con vernice biancorossa consente di abbassarsi nella valle di Rimella. Incontrata una larga traccia, abbiamo raggiunto prima una baita isolata e poi il bellissimo alpeggio di Pianello, dove sorge la bella baita del CAI di Borgomanero (1801 m). Una breve risalita ci ha portati alla bocchetta di Rimella (1924 m), dove abbiamo incontrato il comodo sentiero che, in meno di un’ora, ci ha riportati a Campello.

Tempo di salita: 1,45 ore, comprese le soste; 6,30 ore per tutta la gita
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato. Numerosi cartelli indicatori, ometti e segni di vernice


 

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