Sempione Seehorn 6 Luglio 2019


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Relive ‘Sempione Seehorn’

Il Seehorn è una montagna che siamo abituati ad affrontare in condizioni invernali, perché è facile trovare bella neve e, fino al colle, è sicura anche dopo una nevicata. Per questo ero curioso di salirla in condizioni decisamente diverse ed è stata una bella scoperta.

Si parte da Gabi (1228 m) e si attraversa il torrente Laggina su un ponte in ferro. Si segue per un tratto una larga pista nel bosco e la si abbandona nei pressi di una baita, dove si stacca una bella mulattiera che risale ripida in direzione E. Si risale il bosco con un bel percorso che costeggia il torrente. Attraversato un ponte, si esce su ampi prati nei pressi di un gruppo di baite. Proseguendo la salita, la mulattiera diventa un bel sentiero, che porta rapidamente al colle di Furggu (1872 m), dove si incrocia la strada asfaltata che sale dalla Zwischbergen. Qui il sentiero riprende ripido tra radi larici e sbuca nella conca dove è adagiato un laghetto (Seetole 2027 m). Ora si esce dal bosco e il sentiero sale con lunghi diagonali sulla giavina, per portarsi nei pressi della cresta O e arrivare alla vetta, dove si trovano delle brutte antenne ed una piattaforma di atterraggio.

Tempo di salita: 2,20ore, comprese le soste.
Dislivello: 1220
Sviluppo: 11,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: E

Condizioni: bella gita, molto frequentata e su ottimi sentieri. Dalla vetta si gode di un magnifico panorama sulle montagne del Sempione e della Val Bognanco


Breithorn 16 Marzo 2019

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Relive ‘Sempione Breithorn’

SEMPIONE BREITHORN

Il Breithorn è una classicissima del Sempione, e quasi sempre concede una grande sciata sui suoi magnifici pendii. Oggi la nostra meta era il Leone, ma un vento fortissimo e imprevisto ci ha costretti a rinunciare.

Dall’ospizio (2005 m) abbiamo risalito i pendii che portano al caratteristico masso, sormontato da una croce, per aggirare la base della cresta NO dell’Hubschhorn. Perdendo leggermente quota, abbiamo percorso con molta prudenza il ripido traverso sotto alla parete dell’ Hubschhorn e siamo scesi nel vallone glaciale e abbiamo risalito il ghiacciaio di Homattu fino al colle del Breithorn (3360 m), dove soffiava un vento fortissimo; abbiamo proseguito per qualche centimaio di metri, perdendo quota sul ghiacciaio di Alpje, nella speranza che il vento calasse, ma dipo poco abbiamo rinunciato

Condizioni: buon innevamento su tutto il percorso. Crosta un po’ cedevole fino al sasso quadro, poi neve dura ma non ghiacciata, che non ha rimollato nonostante le temperature elevate. Il vento ha spazzato completamente tutta la neve nuova, ammucchiandola nei valloncelli e lasciando scoperta la neve dura sottostante. Il traverso sotto l’Hubschhorn era una delle zone di accumulo e ha richiesto molta attenzione nell’attraversamento.

Tempo di salita: 4,15 ore, comprese le soste
Dislivello: 1400 m circa
Sviluppo: 13,8 km circa
Difficoltà: BS/AD

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica. Utili i rampant per il tratto che porta in vetta

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Magehorn 3 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 3rd’

SEMPIONE MAGEHORN

Il Magehorn è una bella gita invernale, non difficile e non troppo lunga; ideale per un corso di scialpinismo. Anche per questo motivo è stata scelta per questa seconda uscita con il 40° corso di Scialpinismo del CAI di Villadossola

Da Engiloch (1769 m), si scende ad attraversare il torrente Chrummbach su un ponte. Seguito per in tratto il corso del torrente, lo si abbandona per attraversare su un altro ponticello il Ritzibach e risalire il bel bosco rado, in direzione O. Usciti dal bosco, si risalgono i pendii aperti do Hotosse, costeggiando il versante del Galehorn. Un lungo diagonale in falsopiano e una ripida salita portano alla sella quotata 2441 m alla base della cupola finale. Da qui, destreggiandosi tra i sassi, in breve si raggiunge la vetta (2620 m)

Condizioni: buon innevamento su tutto il percorso. neve dura ma non ghiacciata, che non ha rimollato nonostante le temperature elevate. Pendio finale ben innevato, percorribile sci ai piedi fino in vetta.

Tempo di salita: 2,45 ore, comprese le soste
Dislivello: 850 m circa
Sviluppo: 9,6 km circa
Difficoltà: BS/F+

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica. Utili i rampant per il tratto che porta in vetta

Passo Terrarossa 12 Gennaio 2019

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Relive ‘Sempione Passo Terrarossa’

SEMPIONE PASSO TERRAROSSA

Il passo Terrarossa è una piccola sella, a quota 2900 m, lungo la cresta SE del Terrarossa. Non è una meta molto frequentata, ma meriterebbe di diventare una classica, per la bellezza dell’itinerario e per le condizioni della neve, spesso ottime.

Partiti da Ganterwald, poco oltre Rothwald, abbiamo seguito la strada che sale verso Wase. Raggiunti i paravalanghe, abbiamo risalito i prati verso le case di Wasenalp, per proseguire poi in direzione dell’Hohture. Prima di raggiungere Wintrigmatta abbiamo deviato a S, seguendo per un tratto la pista. Proseguendo nella stessa direzione, abbiamo risalito tutta la Wasmertally, in direzione della sella sempre ben visibile. Il pendio diventa ripido e porta ad un ripiano, poco sotto alla sella. Da cui si può salire a sinistra un bel canale ampio e ripido in direzione del Terrarossa, o salire il ripido pendio che porta alla sella, dove si lasciano gli sci, e raggiungere in pochi minuti la cima senza nome, quotata 2946 m. Oggi il pendio finale che porta alla sella era stato spazzato dal vento e piuttosto duro, quindi abbiamo preferito fermarci al piano, per goderci i 20 cm bellissima polvere che abbiamo trovato su tutto il resto dell’itinerario.

Discesa per lo stesso itinerario

Condizioni: innevamento buono. I pendii che portano al passo, ad esclusione degli ultimi 100 m, non hanno subito l’azione del vento e, al momento della gita, si presentavano sicuri. Utili i rampant per l’ultimo tratto.
L’itinerario affronta pendii ripidi e deve essere valutato con attenzione.

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11,8 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Galehorn 15 Dicembre 2018

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Relive ‘Morning Dec 15th’

SEMPIONE GALEHORN

Partiti con l’intenzione di salire al Sirwoltehorn, abbiamo cambiato idea quando  siamo arrivati alla cresta e abbiamo trovato il pendio finale con neve molto dura, che avrebbe reso faticosa la salita e poco divertente la discesa. Abbiamo cosi ripiegato sul Galehorn, nella speranza di trovare condizioni migliori.

Partiti da Engiloch, siamo scesi alla piana di Chlusmatte per risalire verso Wisse Bode. La traccia si mantiene alta sul pendio e il canale accanto alla cascata si passa con facilità. Superato il lago superiore di Sirwolte, ci siamo diretti alla cresta del Sirwoltehorn, che abbiamo raggiunto a quota 2660 m. Viste le condizioni del pendio, decidiamo di scendere e riprendere la traccia che sale al Galehorn. La neve sul pendio finale è dura, ma si sale con tranquillità anche senza rampant.

Discesa per lo stesso itinerario, con la variante che ci ha portati a percorrere i bei canaloni a nord del lago superiore.

Condizioni: neve rimaneggiata dal vento su tutto il percorso, con qualche tratto duro e altri con polvere compressa. Nel complesso una discreta sciata. Qualche attenzione va prestata ai blocchi gelati, residui di una vecchia valanga sui pendii sopra Clusematte. 

Tempo di salita: 3,30 ore, comprese le soste e le deviazioni
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Schilthorn da Egga 11 agosto 2018

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Relive ‘Morning Aug 11th’

 

SEMPIONE SCHILTHORN

Gita inconsueta, da effettuare a piedi, ma bella e varia; molto più frequentata nel periodo invernale con gli sci. Il percorso parte da Egga (1580 m), dove un bel sentiero parte accanto alla segheria e sale nel bosco, a tagliare i tornanti della strada che porta a Rosbodestaffel (1930 m). Raggiunto l’alpe, si prosegue su buon sentiero fino a quota 2100 circa, dove lo si abbandona per dirigersi nel vallone in direzione ONO. Qui non c’è più sentiero, solo qualche traccia di passaggio e qualche raro ometto.  Superati alcuni nevai il pendio si fa ripido e il terreno più inconsistente. Si risalgono pietraie e pendii erbosi sfruttando le cenge e e i canali, facendo attenzione a non smuovete troppo le pietre. Noi abbiamo raggiunto la spalla N pochi metri sotto alla cima, per risalire poi alla croce di vetta arrampicando su facili roccette (I-II) un po’ esposte.

Discesa: ci siamo diretti a S, fino al  colle dove sbuca anche l’itineratio scialpinistico, per percorrere con cautela dei ripidi canalini franoso, che ci hanno consentito di raggiungere i nevai. Ritrovato l’itinerario di salita,  l’abbiamo ripercorso fino a Egga.

L’itinerario non è segnato, quindi le difficoltà possono variare in base alla scelta del percorso. La parte alta della gita è su terreno franoso e instabile, da affrontare con le dovuta cautela.

Tempo di salita: 2,50 ore
Dislivello: 1220 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: EEA

Punta d’Aurona-Furggubaumhorn 4 Agosto 2018

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Guarda il percorso in Relive ‘Punta d’Aurona’

SEMPIONE PUNTA D’AURONA FURGGUBAUMHORN

Gita bellissima, con un dislivello contenuto ma un discreto sviluppo e, soprattutto, una cresta finale alpinistica, con passaggi di II, che rende molto divertente la salita. Dalla vetta stupendo panorama su Terrarossa, Leone, Veglia e Rebbio.

Da Rothwald si sale in auto fino a Wintrigmatte (2042 m), dove si parcheggia a lato della strada. Superato un cancello per gli animali, la strada prosegue in leggera salita, in direzione N, per poi deviare a E e aggirare l’Hohture. Con qualche saliscendi si supera la valletta di Alpji, per risalire poi a superare lo spallone N del Terrarossa. Entrati nella Valle di Furggubaum, si prosegue per un lungo tratto in direzione E, per poi iniziare la salita verso la Forca d’Aurona. Attraversato un piccolo nevaio, una serie di gradini in ferro, catene e cordine metalliche, aiuta a superare il ripido tratto che conduce al colle, dove sorge un bivacco (2686 m).
Qui inizia la larga cresta che, in direzione NE, porta alla Punta d’Aurona (2984 m). La cresta non è difficile, ma alcuni passaggi sono esposti e richiedono un minimo di esperienza di arrampicata. I passaggi più insidiosi sono protetti da alcuni spit. La roccia è nel complesso buona, ma attenzione ai sassi mobili.

Discesa: per lo stesso itinerario. Volendo, dal colle è possibile scendere verso Veglia

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1000 m circa con le risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EE fino alla Forca d’Aurona, F+ la cresta

Attrezzatura: utile uno spezzone di corda

 

Punta del Rebbio 21 Aprile 2018

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SEMPIONE PUNTA DEL REBBIO

Il Rebbio è una delle più belle gite della zona e lo ha dimostrato anche oggi.  Purtroppo qualche inconveniente ci ha attardati in salita e, data l’ora tarda e il caldo, abbiamo deciso di fermarci al colle.

Partiti a piedi dal tornante di Berisal,  a causa di una grossa valanga che ha investito la strada. Dopo poche decine di metri abbiamo messo gli sci e percorso la strada che si inoltra nella valle. Superata un’altra valanga abbiamo attraversato il torrente, invisibile sotto alla spessa coltre di neve, e abbiamo attaccato la salita, subito ripida, che porta al rifugio Bortel. Superato il rifugio, si prosegue per dossi e vallette in ambiente aperto e bellissimo, per raggiungere il ghiacciao Bortel. Un diagonale verso destra porta al colletto dove inizia la cresta.

Discesa su neve molto varia: granita da rigelo in alto, poi bellissima moquette fino al Rifugio. Tratto molto pesante poco sotto il rifugio e infine marcia ma sciabile fino alla strada.

Tempo di salita: 5 ore.

Dislivello:  1500 m circa
Sviluppo: 14 km circa
Difficoltà: BS (BSA con la cresta)

Condizioni: tanta neve già dalla partenza e rigelo discreto, soprattutto sopra i 2000 metri. Grosse valanghe attraversano la strada che da Berisal porta a Tamatte e costringono a un po’ di ravanage. La salita al Rifugio Bortel è ripida e l’itinerario va valutato con attenzione. Cresta in ottime condizioni e ben tracciata. Anche qui tanta neve: meglio affrontarla presto, prima che rimolli.


Passo Terrarossa 8 aprile 2018


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SEMPIONE PASSO TERRAROSSA DA ROTHWALD

Ultima uscita per il 39° corso di scialpinismo del CAI di Villadossola.
Quest’anno l’inverno non da tregua e anche questa gita è stata condizionata dalle avverse condizioni meteo.
La nebbia fitta e il vento sul versante meridionale ci ha fatto proseguire fino a Rothwald, dove il tempo era decisamente migliore.

Partiti dagli impianti di Rothwald, abbiamo risalito le piste, ormai chiuse ma abbondantemente innevate, fino alla fine della prima ancora. Abbiamo poi proseguito in direzione SE fino a quota 2300 m, per deviare decisamente a E per entrare nell’ampio vallone della Wasmertally, che abbiamo risalito, in direzione S, fino a quota 2700 m circa. Il colle era avvolto dalla nebbia, quindi abbiamo preferito fermarci poco sotto.

Discesa su neve varia, a tratti un po’ di crosta ma mediamente ben sciabile

Tempo di salita: 3 ore.

Dislivello:  1000 m circa
Sviluppo: 10,9 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: innevamento decisamente abbondante. I pendii che portano al passo non hanno subito l’azione del vento e, al momento della gita, si presentavano sicuri. L’itinerario affronta pendii ripidi e deve essere valutato con attenzione.


Seehorn 18 marzo 2018


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SEMPIONE SEEHORN

Il maltempo persistente degli ultimi giorni, unito ad un pericolo 4 del bollettino ARPA, inducono a scelte conservative, per questa quarta uscita del 39° corso di scialpinismo del CAI di Villadossola. La scelta ricade sul Seehorn, che consente una tranquilla salita protetta dal bosco, frammezzata da ampi pascoli degli alpeggi alti, che lasciano spazio per una divertente sciata. La pala finale, anche se non eccessivamente carica, è stata prudentemente evitata, anche in considerazione del gruppo molto numeroso.

Tempo di salita: 2,15 ore.
Dislivello: 850 m circa al lago, 1200 alla vetta
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: MS fino al laghetto; BS per la vetta

Condizioni: 15 centimetri di neve fresca su crosta umida portante fino a quota 1500 circa, poi polvere più abbondante su fondo più consistente. 25/30 centimetri di neve fresca e leggera al lago. Ottima sciata fino al ripido tratto finale, sotto alle ultime baite di Hubelti, dove l’innevamento è sufficiente, ma la discesa nel bosco va affrontata con circospezione.