Devero Anello di Tòpera 12 Ottobre 2019


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Il Pizzo Tòpera è un’elevazione non troppo evidente, della costa che separa il bacino di Agaro dalla Valle Antigorio. E’ una meta poco frequentata e segnalata, al di fuori dei sentieri principali che portano al passo del Muretto.

Siamo partiti da Agaro, (1599 m), ai piedi della diga, dopo aver percorso in auto la stretta galleria. Raggiunto il lago, abbiamo percorso tutta la costa occidentale, per iniziare poi la salita verso l’alpe Bionca (1993 m), con le caratteristiche baite con la copertura a botte. Proseguendo la salita, abbiamo raggiunto il passo del Muretto (2347 m). Lasciato il sentiero principale, che scende verso Salecchio, ci siamo diretti a S, per salire poi una cima senza nome, quotata 2482 m. Ridiscesi, abbiamo ripreso il cammino in direzione del passo Tòpera, che ci ha riportati sul versante di Agaro. Una ripida discesa ci ha riportati al lago.

Tempo di salita: 2,30 ore al passo del Muretto; 6,30 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE


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Val Vigezzo Periplo della Pioda di Crana 17 Agosto 2019


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Relive ‘Periplo Pioda di Crana’

La Val Vigezzo è una valle bellissima, che offre numerose possibilità di gite escursionistiche per tutte le esigenze. Il periplo della Pioda di Crana è una delle gite più belle, lunghe e complete che si possano compiere su queste montagne.

Siamo partiti da Arvogno (1250 m) e abbiamo preso il sentiero che scende ripido ad attraversare il torrente su un ponticello, perdendo 150 m circa. Superato un secondo torrente su un ponte di tronchi, si inzia a salire verso l’alpe Coier. Il sentiero sale nel bosco verso l’ampia dorsale su cui si trovano numerose baite sparse e la si segu e fino alle baite di Campeglia (1540 m). Il sentiero devia a SO e passa dall’alpe Riola (1565 m), per riprendere poi a salire in direzione N verso l’alpe Campo (1776 m). Da qui il sentiero si fa meno evidente e occorre un po’ di attenzione a non perderlo. Usciti dal bosco la traccia sparisce definitivamente. Alcuni radi ometti aiutano a districarsi tra rododendri e pietraie. Il passo di Campeia (2199 m) è ormai vicino e lo si raggiunge su tracce di sentiero sulla sinistra orografica. La discesa sul versante N del passo è ripida e su materiale friabile e richiede attenzione. Una traccia di sentiero scende sulla sinistra, costeggiando la parete rocciosa, per spostarsi poi al centro della valle. Attenzione alle possibili cadute di sassi dalla parete della Cima dei Campelli. Raggiunta quota 2000 m, un paletto e un ometto indicano il sentiero che, in falsopiano, porta all’alpe Forgnone (1938m). Questo tratto è su traccia di sentiero parzialmente nascosto tra rododendri e ontani e percorre versanti ripidi e su rocce infide; occorre prestare molta attenzione. Raggiunto l’alpe il sentiero torna evidente e in pochi minuti sale al laghetto di Forgnone (2029 m). Da qui inizia la discesa verso il lago di Larecchio (1857 m). Attraversato il muraglione della diga, un ampio sentiero si inoltra nella valle con vari saliscendi. Un ultimo tratto di salita moderata porta alla Forcola di Larecchio (2148 m). Inizia qui la lunga discesa che, passando dal lago di Panelatte (2063 m) e dalla Cappella di San Pantaleone (1992 m) riporta ad Arvogno. In questo tratto il sentiero è bellissimo, lastricato e composto da innumerevoli gradini.

Tempo di salita: 3 ore al passo di Campeia; 8 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 18 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: gita stupenda, che porta a visitare angoli poco frequentati e quasi sconosciuti della Val Vigezzo. Bella e inconsueta prospettiva sulla Pioda di Crana e sulle valli Isorno e Agrasino


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Val Vigezzo Cima della Laurasca 14 Agosto 2019


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Relive ‘Morning Aug 14th’

La Cima della Laurasca è una bella montagna, che chiude la testata della val Loana. La sua sagoma triangolare è visibile dalla pianura e dai laghi, ed offre un panorama straordinario sulla Valgrande, sul Rosa e i quattromila del Vallese, oltre che sui laghi

Siamo partiti da Fondo li Gabbi (Fondighebi) (1250 m circa), e abbiamo percorso tutto il fondovalle in direzione delle fornaci. Qui il sentiero ben tenuto comincia a salire con pendenza costante e porta prima all’alpe Cortenuovo e subito dopo al bellissimo alpeggio di Scaredi (1841 m), con il confortevole bivacco. Il sentiero, sempre evidente, prosegue in falsopiano in direzione S. Passato un laghetto, si ricomincia a salire. Incrociato il sentiero Bove, la salita diventa ripida e si sposta gradualmente sul versante occidentale della montagna. Raggiunto lo spartiacque con la Valgrande, con l’aiuto di qualche catena, si raggiunge agevolmente la vetta.

Discesa: ripercorsa la via di salita fino al sentiero Bove, l’abbiamo seguito in direzione E, passando alti sopra al Lago del Marmo, fino alla Bocchetta di Cortechiuso (2066 m). lI sentiero prosegue ben segnalato in direzione N, e con una piacevole discesa porta alle baite di Cortechiuso, dove c’è un bel bivacco. Da qui abbiamo preso il sentiero che sale a scollinare sul versante di Loana e, con un lungo diagonale e numerosi saliscendi, passa sotto alla cima dei Fornaletti e porta alla Bocchetta della Forcola (1685 m). Una ripida discesa, su sentiero ben marcato, riporta in breve all’ampia mulattiera e a Fondo li Gabbi.

Tempo di salita: 2,10 ore per la cima, 5 ore, comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: EE

Condizioni: bella gita, non molto frequentata se non nel mese di agosto. I sentieri sono ben segnati. Il tratto che porta in vetta è un po’ esposto, ma ben protetto da catene


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Pizzo Marcio 22 Agosto 2018

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Relive ‘Pizzo Marcio’

VAL VIGEZZO PIZZO MARCIO

Il Pizzo Marcio è una cima secondaria della catena di montagne che chiude a N le testate della Valgrande ed è anche una delle meno frequentate. Infatti il sentiero di accesso si ferma a Sassoledo e gli ultimo 300 metri di dislivello vanno percorsi a vista, cercando l’itinerario. Ciò nonostante, è una bella escursione, che merita di essere riscoperta.

Partiti dalla statale (677 m), si scende ad attraversare il Melezzo occidentale e si risale verso la stazione di Coimo, tagliando ove possibile la strada in cemento che sale a Dalovio. Superato il bel borgo, si proseghe su buon sentiero, che presso la baita dell’alpe Bogo entra nel bosco di faggi, e sale molto ripido fino all’alpe Miucca (1498 m). Qui si devia a O e il sentiero diventa pianeggiante, tagliando il fianco della montagna e superando alcuni valloncelli. In circa 40 minuti si arriva all’alpe Roi, completamente abbandonato, bellissimo balcone sulla piana ossolana. Attraversato tutto il pascolo, si trovano dei cartelli e dietro alle ultime baite parte il sentiero che porta a Sassoledo (1568 m). Qui finisce il sentiero, e si deve rialire la valletta in direzione E, verso un evidente colletto. In questo tratto conviene rimanere a sinistra, sotto alla parete rocciosa, e risalire con facile arrampicata il letto asciutto di un rigagnolo, piuttosto che cercare un passaggio nell’intrico degli ontani. Raggiunto il colletto (cartelli), si scende brevemente un ripido prato con tracce di passaggio, per risalire poi un canalino erboso che porta ad un colle tra la cima e l’anticima del pizzo Marcio. Dirigendoci a sinistra (O), per grossi blocci si arriva in pochi minuti alla cima (1924 m) 

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario fino a Miucca, per risalire poi in direzione del Passo Biordo. Ad un bivio (cartelli), abbiamo preso il sentiero che scende ripido verso il fondo della Val Antoliva e risale al bellissimo alpeggio di Campra. Da qui in bel sentiero ben segnalato nella faggeta ci a portati a Orcesco e a Gagnone. Un paio di chilometri di strada asfaltata ci hanno riportati al punto di partenza

Tempo di salita: 4,15 ore; 8,30 per la gita
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 20 km circa
Difficoltà: EE

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Pizzo Ragno 22 Luglio 2018

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VAL VIGEZZO PIZZO RAGNO DA DRUOGNO

Una grande gita, lunga e con tratti di salita impegnativi e un panorama mozzafiato sulle montagne dell’Ossola e della Valgrande.
Lasciata la macchina nei pressi della stazione di Druogno (820 m), ci siamo diretti verso Orcesco. Poco oltre la Baitina, abbiamo preso la stradina sterrata che si stacca a sinistra. La strada prosegue in leggera salita, fino ad un bivio con l’indicazione per l’alpe Campra, che si raggiunge con un bel sentiero nel bosco di faggi. Dall’alpe (1379 m), si prende il sentiero che, tagliando il versante in direzione E, porta al colle del Ragno (1640 m). Qui inizia una lunga salita, ripidissima, con tratti di arrampicata facile ma con passaggi esposti, che porta in vista drlla croce del Pizzo Ragno. Un ripido prato e, in pochi minuti, siamo in vetta (2289 m).

Discesa: siamo scesi per il versante S, in direzione dei laghetti di Geccio e abbiamo proseguito (E) per l’omonimo alpeggio. Il sentiero è ben segnalato da segni di vernice bianco rossa sui sassi o su paletti. Raggiunto il Cedo (1565 m), abbiamo abbandonato il sentiero che scende in Val Loana e siamo risaliti in direzione della Cappella di Larecchio (1694 m).  Si scende in direzione NO, per costeggiare il monte Bassetta poi, raggiunta l’alpe Cima (1503 m), si valica la Costa di Fracchia e, con una bella ma interminabile mulattiera, si arriva a Santa Maria Maggiore, nei pressi dell’area  camper. Una bella passeggiata sulla stradina asfaltata ci riporta a Druogno. GITONA!

Tempo di salita: 4,30 ore
Dislivello: 1550 m circa con le risalite
Sviluppo: 20,5 km circa
Difficoltà: EEA

 


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Monte Togano

 


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VALLE VIGEZZO – MONTE TOGANO DA COIMO

Il Monte Togano è la massima elevazione della catena di monti che separa la Valgrande dalla Vigezzo. Si può salire da Trontano, attraverso il Passo di Basagrana o da Coimo, passando dal Passo Biordo. Entrambi gli itinerari sono per EE.

Lasciata l’auto sulla statale della Valle Vigezzo, poco prima della deviazione per Coimo, si prende la stradina che scende a destra verso la stazione della vigezzina. Attraversato il ponte sul Melezzo, la strada, asfaltata ma chiusa al traffico, risale il versante opposto in direzione dell’alpe Dalovio. Oltre l’alpeggio si prosegue per un breve tratto su strada sterrata, fino ad una fontana, in corrispondenza della quale, sulla destra, parte un sentiero che sale nel bosco, a tratti molto ripido. Passati gli alpeggi di Bogo e Miucca (1498 m), il sentiero prosegue a lungo con vari saliscendi e, usciti dal bosco, raggiunge le baite diroccate dell’alpe Fornale (1692 m). Ora il sentiero diventa ripido e roccioso e porta rapidamente al Passo Biordo. Tracce di animali e qualche vecchio segno di vernice aiutano a trovare il percorso migliore per raggiungere le antenne dell’anticima (2299 m). Ancora qualche saliscendi e si perviene alla vera vetta (2301 m)

Tempo di salita: 4 ore, comprese le soste
Dislivello: 1650 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa A/R
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente fino all’alpe Fornale. A tratti nascosto dalla vegetazione fino al passo, poi solo tracce di passaggio e sbiaditi segni di vernice. Il sentiero taglia il versante un po’ più in basso della cresta, ma è possibile anche seguire il percorso di cresta, che non presenta difficoltà. Prestare attenzione in caso di rocce gelate o bagnate.


 

 

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