Valle Anzasca Pizzo Castello 30 Dicembre 2023

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Relive ‘Pizzo Castello’


Da tanto tempo non salivamo a questa cima, che offre un bel panorama sulle montaglne circostanti. L’abbiamo scelta come ultima gita dell’anno, con festeggiamenti e brindisi in vetta. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta.

Si parte da Madonna (560 m) piccola frazione di Cimamulera, e si sale in direzione dell’alpe Ceresole (1000 m), percorrendo il bosco sempre ripido. Con una breve deviazione, andiamo a vedere la croce su un poggio che si affaccia sulla piana ossolana. Seguendo la dorsale raggiungiamo l’alpe Propiano (1129 m) e poi l’alpe Piana. Qui la salita riprende ripida e porta alla vetta del pizzo Castello (1607 m).

Discesa: proseguendo in direzione O, scendiamo verso quello che era un laghetto (1525 m) dove troviamo il sentiero che scende ripido in direzione S. Passando dall’alpe Cangei, Cascinaccia e Selvavecchia raggiungiamo la strada. Dopo averla seguita per un breve tratto, prendiamo la mulattiera che passa da Miggianella e Meggiana, per rientrare poi a Madonna.

Tempo di salita: 2,45 ore per la salita, 6,30 ore per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: E


Valle Anzasca Pizzo Vallar 18 Novembre 2023

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Relive ‘Pizzo Vallar’


Itinerario per noi inedito, in una valle laterale della valle Anzasca che non avevamo mai frequentato. I sentieri sono ripidi e la salita faticosa, ma la gita è molto bella e la fatica ripagata.

Si parte da Roletto (690 m) frazione di Vanzone, si sale al Lavatoio e si prende un sentiero nel bosco di castagni che sale ripido fino all’Alpe Ronchi (1116 m). Proseguendo nel bosco, con salita sempre sostenuta, si arriva alle baite dell’Alpe Troggione (1405 m). Con un traverso in falsopiano si arriva all’Alpe Vallaretto di Sotto 1869m, quindi all’Alpe Vallaretto, dove si trova il bivacco La Tavernetta (1995 m).
Proseguendo dietro al bivacco, si attraversa sulla destra il vallone per salire con dei ripidi tornanti fino al Passo di Vallaretto, da qui nonostante la neve sul percorso decidiamo di proseguire fino alla vetta del Pizzo Vallar (2275 m).

Discesa: per la stessa traccia, con breve sosta al bivacco per una meritata merenda.

Tempo di salita: 6 ore, comprese le soste
Dislivello: 1580 m
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: EE


Valle Anzasca Faderhorn -Monte Croce 1 Luglio 2023

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Relive ‘Faderhorn’


Il Faderhorn è la punta più meridionale del crestone che scende dal corno Rosso. Dalla Croce, posta in posizione leggermente più bassa della cima, si gode di un’ampia veduta su Macugnaga, sul ghiacciaio del Belvedere e sulla parete E del Monte Rosa.

Partiamo da Pecetto (1358 m) e risaliamo la strada sterrata in direzione del Burki. Arrivati al muraglione di contenimento del torrente Anza, lo costeggiamo sulla sinistra orografica. La strada lascia il posto a un sentiero, che presto diventa ripido, ed è facilitato nei tratti più esposti da cavi metallici. Raggiunto il sentiero proveniente dall’alpe Jazzi, lo si segue in direzione E. Si percorre l’ampia conca superando vari ruscelli e si arriva al bivacco Hinderbalmo (1950 m). Proseguendo si passa accanto ad una casera, per proseguire a ripidi tornanti. Da qui la croce è ben visibile, ma il sentiero punta più a sinistra, raggiunge le balze rocciose e attraversa sotto a queste per raggiungere la cresta. Restando a destra del filo di cresta, per scomodi massi e facili roccette si scende alla Croce (2475 m).

Ritorno: per lo stesso itinerario

Tempo: 3,15 ore, comprese le soste
Dislivello: 1117 m
Sviluppo: 11,2 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: il sentiero è sempre evidente e ben segnato. Agevolato nei tratti più esposti da cordine metalliche e gradini scalpellati nella roccia


Valle Anzasca Mattmark dal passo del Moro 10 Aprile 2023

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Relive ‘Moro Mattmark’

 

Gita atipica, che comincia in discesa e si conclude in salita, con modesto dislivello ma bellissimi pendii e, oggi, anche bellissima neve.
La meta iniziale doveva essere il Pizzo Antigine, ma la scarsita di neve su tutto il versante ci ha indotti a cambiare itinerario.

Saliti al Passo del Moro con la funivia, abbiamo inizialmente suguito la traccia battuta dal gatto, che sale a sinistra della statua della Madonna. Un’occhiata al versante svizzero ci basta per constatare che, data la scarsa neve, è preferibile salire verso lo skilift del San Pietro e valicare il passo alle pendici dello Joderhorn. Da qui ci si immette nel bellissimo vallone del ghiacciaio di Talliboden, inizialmente con pendenze sostenute e poi più dolci. Abbiamo percorso il vallone fino a quota 2300 m circa dove, visto il progressivo peggioramento delle condizioni della neve con il diminuire della quota. ci siamo fermati

Risalita: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 2 ore.
Dislivello: 750 m circa
Sviluppo: 9 km circa
Difficoltà: MS
– F+

Condizioni: neve sufficiente nel vallone, ma i versanti rocciosi sono tristemente spelati. Venti centimetri di bella polvere all’inizio della discesa, che lascia il posto a crosta portante man mano che si scende.


Valle Anzasca Pizzetto 29 Ottobre 2022

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Il Pizzetto è una cima che siamo più abituati a frequentare in inverno, quando la situazione dell’innevamento non consente mete più ambiziose. L’itinerario estivo è una bella sorpresa, completata da un giro ad anello che ci ha portati a percorrere la bella valle Olocchia.

Partiamo da Soi di Dentro (993 m) e risaliamo i ripidi prati e poi l’altrettanto ripido bosco che porta a Pianezzo (1201 m). Il sentiero prosegue sempre sostenuto nella faggeta, aggira il rilievo quotato 1584 m e si ricongiunge all’itinerario scialpinistico. Da qui, passando da Villa Simonini, abbiamo seguito quasi integralmente l’ampia dorsale fino alla vetta (1879 m)

Discesa: proseguendo in cresta siamo arrivati ad una bella conca, per proseguire poi nella stessa direzione. Il sentiero taglia il ripido pendio e arriva all’alpe Curtet (1651 m). Con una svolta di 180° seguiamo il sentiero che percorre il fondo della valle Olocchia fino all’alpe Cangelli (1384 m). Per evitare di scendere direttamente alla strada, affrontiamo una breve risalita e un lungo traverso che ci portano all’alpe Bargiga (1342 m) e a Pianezzo, dove troviamo il ripido sentiero che ci riporta all’alpe Soi. Bella gita.

Tempo di salita: 2,10 ore circa; 5,30 ore per la gita
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: itinerario evidente ben segnalato fino all’alpe Pregima. da qui si segue la dorsale, senza percorso obbligato. Dalla vetta si ritrovano buoni sentieri, a volte un po’ insidiosi per via del nardo.


Valle Anzasca Passo Mondelli e Passo del Moro 02 Luglio 2022


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Relive ‘Passo Mondelli’

Quello di Mondelli è un passo che si apre a quota 2830 m lungo la cresta di confine che unisce il Pizzo di Antigine allo Joderhorn. E’ un itinerario a torto poco frequentato, in ambiente incantevole, severo e poco antropizzato, che riporta alla memoria le fatiche degli spalloni che, fino agli anni 70 del secolo scorso, utilizzavano questo valico per i loro traffici. Una piccola cappella eretta nel 1985, ne ricorda le avventurose imprese. La possibilità di traversata al passo del Moro e la discesa in funivia evitano di ripercorrere l’itinerio di salita.

Lasciata l’auto nel parcheggio all’ingresso del paese (1181 m), si attraversa il piccolo borgo passando d’innanzi alla bella casa degli specchi e si prende la mulattiera costeggiata da muretti in sasso, in direzione NNO. La mulattiera lascia presto il posto ad un sentiero che sale ripido nel bosco e conduce alle baite dell’alpe Cortevecchio (1476 m). Il sentiero, pulito di recente, porta ad attraversare il torrente (alcune corde fisse aiutano a superare un tratto che, se bagnato, può essere un po’ insidioso) e risale sfruttando un sistema di cenge che consentono di superare la barra rocciosa. Ormai fuori dal bosco, il sentiero ben segnalato con recenti segni di vernice raggiunge l’alpe Predenon (1831 m) e risale con pendenza costante tra distese di rododendri. Il passo è visibile dritto davanti a noi, ma ancora lontano. A quota 2300 di incontra una bellissima radura, attraversata dal torrente che forma pittoresche cascatelle. I segni di vernice aiutano a districarsi nella pietraia. Ci e si sposta ora sulla sinistra (destra orografica), per superare delle placche rocciose. Attraversato un piccolo nevaio la traccia risale ora molto ripida gli sfasciumi e, con stretti tornanti, porta al passo (2830 m).

Discesa: dal cippo di confine ci si abbassa sul versante svizzero e si seguono i segni rossi che guidano tra i grossi blocchi in direzione SO. Le placche di neve dura o ghiaccio possono essere facilmente aggirate abbassandosi leggermente, per risalire poi sulla traccia originaria. Paletti, ometti e segni di vernice aiutano a districarsi tra placche rocciose e grossi massi, anche se la statua della Madonna ben visibile lascia pochi dubbi sulla direzione. Raggiunta la spalla dello Joderhorn si può scendere verso lo skilift del San Pietro o, come abbiamo fatto noi, proseguire verso la statua. Da qui una serie di gradini aiuta a superare le placche rocciose e, passando accanto al laghetto, si arriva alla stazione della funivia. Gitona!

Tempo di salita: 4,15 ore; 1,15 per arrivare alla funivia
Dislivello: 1750 m circa con le risalite
Sviluppo: 8,8 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso  ben segnalato fino al passo, poi qualche segno di vernice e qualche paletto di segnalazione. Pochissima neve. I tratti ghiacciati si aggirano facilmente.


Valle Anzasca Passo del Monte Moro 10 Ottobre 2020

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Relive ‘Monte Moro da Macugnaga’

PASSO DEL MONTE MORO DA MACUGNAGA

Bellissima gita su un itinerario storico, che collegava i paesi valser della valle Anzasca con quelli della valle di Saas.

Si parte da Macugnaga (1350 m), dal piazzale della funivia. Passando accanto alla bella chesa e al tiglio secolare, si raggiunge la bella mulattiera lastricata, che porta all’alpe Bill (1700 m). Proseguendo, si vedono i danni provocati dalle recenti piogge, che tuttavia non hanno reso impraticabili i sentieri. Raggiunta la partenza della seggiovia del Ruppenstein (2348 m) incontriamo la neve, che si fa via via più alta e nasconde il sentiero medievale. Raggiungiamo il rifugio Oberto Maroli (2810 m), ci dobbiamo accontentare di una breve sosta nel locale invernale, prima di riprendere la salita in direzione della statua della Madonna, che sovrasta il passo. Gli ultimi metri di salita sono facilitati da gradini metallici che aiutano a superare la placca rocciosa

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero bello e sempre evidente. Qualche tratto rovinato dalle recenti piogge, ma comunque ben percorribile.

Tempo di salita: 4,45 ore comprese le soste
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

Valle Anzasca – Capanna Sella 1 Agosto 2020

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Relive ‘Capanna Sella’

CAPANNA EUGENIO SELLA DA PECETTO

Dopo anni di abbandono, la sezione del CAI di Macugnaga, che ne ha rilevato la proprietà, ha dato avvio ai lavori di sistemazione di questo storico rifugio. Ottima scusa per andarlo a vedere.

Si parte da Pecetto (1358 m), e si percorre per un tratto la pista del Burki. Appena prima della stazione intermedia della seggiovia, si prende il sentiero che sale a destra e porta all’Alpe Roffelstaffel. Il sentiero è ripido e con tratti tagliati nella roccia. Giunti al bivio per l’alpe Jazzi, si continua a destra, per ripidi prati, su sentiero che a volte si perde un po?. La direzione è comunque evidente, e i numerosi ometti non lasciano dubbi sul percorso. Arrivati al nevaio, lo si attraversa quasi in piano, e si raggiunge la placconata sul lato opposto. Risalitala, in pochi ninuti di facile sentiero si arriva al rifugio.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero non sempre evidente, ma numerosi ometti indicano la via. Neve portante ma non dura. Utili i ramponi

Tempo di salita: 4,45 ore comprese le soste
Dislivello: 1700 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

Valle Anzasca – Colle d’Egua 4 Luglio 2020

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Relive ‘Colle d’Egua’

COLLE BARANCA E COLLE D’EGUA

Da diversi anni non venivamo in questa zona e ci eravamo scordati della bellezza dei suoi paesaggi e della dolcezza dei pascoli. Gita bellissima, che merita di essere maggiormente frequentata. D’obbligo una visita ai ruderi di villa Lancia.

Si parte da Piè di Baranca (1195 m), alla fine della strada asfaltata. Attraversato su un bel ponte il torrente Olocchia, inizia il sentiero che si inerpica ripido nel bosco. Si passa nei pressi dell’alpe Oreto (1724 m) e si prosegue fino al Colle Baranca (1824 m) dove si trovano le baite e le case dell’alpe Selle. Poco lontano ci sono i resti di Villa Lancia, affacciati sul limaccioso lago di Baranca. Si devia a NO e, con un ampio giro in senso antiorario sotto alla cima dei Turni si prosegue la salita in direzione SO fino al colle d’Egua (2239 m), dove è stato sistemato un bel bivacco. Proseguendo sulla dorsale alle spalle del bivacco siamo arrivati ad una cima quotata 2331 m.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato.

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: E

Valle Anzasca Passo del Turlo 20 Luglio 2019


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Relive ‘Colle del Turlo’

Il passo del Turlo è una antica via di comunicazione tra le comunità Walser di Macugnaga e di Alagna. Il secolare sentiero lastricato è stato ritracciato e ampliato negli anni 20 dagli alpini del battaglione Intra, che hanno costruito una magnifica mulattiera.

Siamo partiti da Fornalei (1190 m), poco prima di Macugnaga, e abbiamo preso il sentiero gradinato che porta allo sbarramento del lago delle Fate. Da qui, una strada sterrata si inoltra, in falsopiano, nella Val Quarazza, costeggiando il torrente. Dopo poco si raggiunge la Città Morta, con i venefici ricordi della miniera. Attraversato il torrente su un ponte di legno, si prosegue in leggera salita fino a quota 1500 circa, per salire a sinistra il sentiero, che porta all’alpe La Piana (1613 m) e poi, su bella mulattiera, all’alpe Schena (2037 m). Un lungo traverso in falsopiano conduce al nuovissimo Bivacco Lanti (2150 m), dotato anche di prese USB per la ricarica dei cellulari. La mulattiera, ancora ben conservata, prosegue con pendenza costante e una serie di tornanti in un ambiente d’alta montagna, caratterizzato da pietraie e residui nevai, fino al passo (2738 m).

Tempo di salita: 4,15 ore, comprese le soste.
Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 23,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: E

Condizioni: bella gita, molto frequentata e su ottimi sentieri. Merita anche solo per vedere la bellissima mulattiera. Da quota 2400 m circa si incontrano ancora dei nevai, che invadono a tratti la strada, ma la neve non è gelata e non crea problemi. Prestare attenzione ai possibili buchi.