Monte Giove 24 Marzo 2019

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Relive ‘Monte Giove’

VAL FORMAZZA MONTE GIOVE

Secondo giorno del week end con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. La scelta cade su una meta poco frequentata, ma che si è rivelata molto interessante.

Partiamo dal rifugio Miriam (2056 m) dove abbiamo trascorso la notte e raggiungiamo la strada che sale al lago Vannino. Aggirato il risalto su cui sorge il rifugio Margaroli, ci siamo abbassati fino al lago (2177 m), che abbiamo attraversato interamente fino all’alpe Cortenova. Anzichè al passo del Busin, ci siamo diretti più a E, ad una passo senza nome, a quota 2590 m. Scesi in direzione del lago del Busin, abbiamo contornato il valloncello che scende dalla forca del Giove, e aggirato la spalla SO della montagna, per risalire poi tutto il bellissimo pendio S fino in vetta. (3009 m)

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, poi seguendo la strada siamo tornati al Sagersboden e da qui abbiamo seguito la pista fino a Valdo.

Condizioni: ottimo innevamento. Buon rigelo fino in vetta. Neve dura negli ultimi ripidi metri ci ha indotto ad usare i rampant. Gita con condizioni primaverili. Ottimo firn in alto, con qualche tratto di piccoli sastrugi e via via più bagnata perdendo quota. Qualche metti e togli sulla strada.

Tempo di salita: 4,30 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 22,6 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

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Punta Clogstafel 23 Marzo 2019

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Relive ‘Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

Uscita di due giorni con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. Primo giorno dedicato ad una salita di grande soddisfazione ed a una sciata spettacolare

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. Oggi si usciva in cresta con gli sci ai piedi. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Noi ci siamo fermati al colle

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, dove abbiamo pernottato.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. Polvere spettacolare su tutto l’itinerario

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella;
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

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Blinnenhorn 23 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 23rd’

VAL FORMAZZA BLINNENHORN TRAVERSATA DEL GHIACCIAIO DEL GRIES

Il Blinden è una delle mete scialpinistiche più belle e, assieme alla vicina Arbola, tra le più ambite. Se a questo unite un fantastico giro ad anello, con discesa dal ghiacciaio del Gries e Bettelmat, avrete relalizzato un’autentica GITONA!

Da Riale ci siamo diretti verso la diga di Morasco. Superato il lago, abbiamo imboccato il ripido canale del rio del Sabbione e, spostandoci sulla destra orografica, abbiamo raggiunto la diga. Attraversato il lago, abbiamo risalito la sponda sinistra fino al rifugio Claudio e Bruno. Dal rifugio ci siamo diretti a NO, se pendii sempre sostenuti, fino a raggiungere il bacino glaciale sotto alla vetta. Con un lungo diagonale verso sinistra (O) abbiamo raggiunto la spalla della montagna, che abbiamo risalito fino alla vetta. Scesi alla gran sella del Gries, abbiamo percorso tutto il ghiacciaio in direzione del lago Gries. A quota 2500 abbiamo rimesso le pelli e risalito un centinaio di metri, per immetterci nella valle del Gries. Grande discesa su firn perfetto fino al lago di Morasco. Anche il piano del Bettelmatt era scorrevole e l’abbiamo attraversato senza spingere. Un po’ di portage per costeggiare il lago e siamo arrivati a Riale.

Condizioni: neve un po’ crostosa sotto alla cima, polverosa su tutto il ghiacciaio, firn dal passo del Gries a Morasco

Tempo di salita: 7,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1850 m circa
Sviluppo: 25,5 km circa
Difficoltà: BSA

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

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Punta Clogstafel 26 Gennaio 2019

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Relive ‘Punta Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

La punta Clogstafel negli ultimi anni è diventata a pieno diritto una classica. Con buone condizioni il suo ampio, ripido pendio offre una bella salita tecnica e una discesa entusiasmante. La cresta che porta in vetta è ampia e spesso è possibile salirla con gli sci. La salita è ripida ed esposta all’azione delle valanghe e va affrontata solo con condizioni sicure.

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Oggi, a causa del forte vento che ha spazzato le montagne per giorni e giorni, erano utili i ramponi.

Discesa per lo stesso itinerario fino al Sagersboden, poi lungo la bella pista perfettamente innevata artificialmente.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. In discesa leggera crosta nella prima metà del canale, poi buona polvere, un po’ da cercare. Strada ben battuta e pista con neve sparata.

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella; 20 minuti per la vetta
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

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Tamierhorn 26 Agosto 2018

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Relive ‘Tamierhorn’

VAL FORMAZZA TAMIERHORN

Da tempo avevo in mente questa meta e finalmente si è presentata l’occasione. E’ una bella gita, molto panoramica, con sentieri ben segnalati fino al colletto a quota 2800 m circa, dove il sentiero prosegue in direzione del Tamierpass. Da qui la salita è a vista, aiutata da qualche ometto, ma la direzione è evidente ed è impossibile sbagliare.

Partiti da La Frua (1680 m), sopra alla cascata del Toce, si prende il sentiero segnalato in direzione N, che porta all’alpe Ghighel (2132 m). Attraversati in piano i prati dell’alpe in direzione SE, si sale ad incontrare un tratto di strada, che subito diventa un sentiero e che, con un tratto più ripido, porta al bellissimo lago Nero. Superato il lago lungo la sponda N, il sentiero volge a S, epermette di superare una fascia rocciosa. Giunti a quota 2600, il sentiero torna a ENE, e prosegue verso un evidente colletto. Poco prima di raggiungerlo, a quota 2800 circa, una traccia si stacca sulla sinistra segnalata da alcuni ometti. Il riferimeno è il pannello ripetitore di sinistra, posto sulla spalla SO della montagna, che si raggiunge dopo aver attraversato un valloncello su poca neve residua. Da qui, senza percorso obbligato, in pochi minuti abbiamo raggiunto la vetta (2087 m). Bellissimo il panorama sui laghi dell’alta val Formazza.

In discesa siamo tornati al ripetitore per dirigerci poi alla cresta, dove si trova un altro ripetitore, e gettare lo sguardo sul vallone dell’alpe Tamia. Scendendo tra massi instabili e terreno friabile siamo tornati sul percorso di salita, che abbiamo ripercorso finon alla Frua. Bellissima gita.

Tempo di salita: 4,15 ore
Dislivello: 1380 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: EE

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Punta della Scatta 25 Agosto 2018

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Relive ‘Punta della Scatta’

VAL FORMAZZA PUNTA DELLA SCATTA

La Scatta Minoia è un punto di passaggio frequentato, soprattutto per chi fa la traversata dalla Val Formazza al Sempione, ma le cime che la sovrastano vedono ben pochi escursionisti. Questo vale anche per la Punta della Scatta, alla quale non avevo mai prestato attenzione, ma che si è rivelata una meta interessante. Grazie all’amico Flavio, (www.cappef.com) per avercela involontariamente suggerita.

Partiti dal Sagerboden (1772 m), dopo essere saliti con la seggiovia, abbiamo percorso la strada sterrata che, con alcuni ripidi tornanti, ci consente di inoltrarci nella valle del Vannino. Qui la strada diventa meno ripida e in breve raggiungiamo in rifugio Margaroli (2194 m). Proseguendo, abbiamo aggirato il lago, percorrendone la sponda occidentale, per arrivare all’alpe Curzalma (2279 m). Proseguendo in direzione S, i pascoli lasciano il posto a grossi blocchi, ma il percorso è sempre evidente e ben segnalato. Raggiunta la Scatta Minoia, ci fermiamo qualche minuto al bivacco Conti. Il bivacco è pieno di latte di vernice, rulli e pennelli; qualche giorno dopo, ho visto sui social, il bivacco è stato verniciato a strisce bianche e rosse. Lasciato il bivacco, saliamo a sinistra cercando il passaggio più agevole e, su ripidi prati e facili roccette, raggiungiamo la vetta (2720 m), da dove possiamo godere in un bel panorama sulle montagne di Devero e della Val Formazza.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: EE

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