Val Formazza Punta di Valrossa 15 Febbraio 2020


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L’alta Val Formazza è un posto meraviglioso e la Valrossa è uno dei suoi angoli più belli.

Lasciate le auto a Riale (1729 m), abbiamo attraversato la pista di fondo per dirigerci verso la strada che sale al Passo San Giacomo. Tagliando i tornanti, siamo arrivati al Rifugio Maria Luisa (2160 m). Lasciata la strada che porta al passo, ci siamo diretti a NO, seguendo il corso del torrente. Arrivati a quota 2400 m, ci siamo diretti a O e abbiamo risalito i bei pendii fino a quota 2880 m. Un ripido traverso in direzione E ci ha portati ad un colle a quota 2930 circa. Da qui, seguendo l’ampia dorsale, in pochi minuti, siamo arrivati in vetta (2968 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 4,30 ore
Dislivello: 1240 m circa
Sviluppo: 16,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Condizioni: neve molto abbondante fin dalla partenza, con 30 centimetri di neve fresca, a tratti un po’ pesante. Tutta da tracciare dal rifugio alla vetta (Grazie a Omar per l’ottima traccia). Il traverso che porta al colle è ripido ed esposto. Da affrontare con prudenza. Discesa molto divertente fino al rifugio. Impagabile essere i primi a solcare i pendii. La discesa su Riale è stata su neve primaverile, sui ripidi pendii attraversati dalla strada. Bellissima gita e ottima compagnia.


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Valle di Goms Blashorn 11 Gennaio 2020


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La valle di Goms è un vero parco giochi per gli scialpinisti: magnifici pendii aperti in alto, boschi ben sciabili, dove è facile trovare neve polverosa, nel fondovalle. Questa volta la scelta è caduta sul Blashorn, una gita bellissima, con uno sviluppo notevole ed un bel finale, con la breve risalita a piedi fino alla bocchetta che porta in cresta, ed il facile tratto di cresta che conduce in vetta.

Partiti da Ulrichen (1350 m) abbiamo preso la strada per il passo Novena (Nufenenpass), chiusa al traffico, tagliando i tornanti. Lasciata la strada, abbiamo risalito i prati prima ed il bosco di larici poi, in direzione E fino a Niwhitte (1896 m), caratterizzata da un’enorme antenna. Continuando a salire ancora in terreno più aperto in direzione E fino a Randstafel 1983m, e si prosegue per il versante N fino a raggiungere Maellige 2204m. Passando a S della punta di Holiecht, quotata 2355 m, abbiamo risalito il canale in direzione SE, fino al colletto a quota 2650 m circa. Scavalcata la grande cornice, con un lungo traverso sulla parte superiore di quel che rimane del piccolo Blasgletscher, ci siamo portati poco sotto la bocchetta bocchetta (2736 m), dove ci siamo fermati, a causa di una grossa cornice che si protendeva sul pendio. Per la discesa, siamo scesi in direzione NNW fino a quota 2450 m e, superato un colletto ci siamo riportati sulle tracce di salita.

Tempo di salita:4,10 ore
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 15 km circa
Difficoltà: PD+
Utili i ramponi

Condizioni: come sempre quest’anno la neve ha subito pesantemente l’azione del vento; la parte bassa del percorso, presenta crosta da rigelo, rotta dai numerosi passaggi. Ancora bella polvere nel bosco, dove ha preso meno sole. Sui pendii aperti crosta spesso morbida e ben sciabile; in qualche tratto un po’ cedevole, ma nel complesso una bella sciata.


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Val Bognanco Traversata del Verosso 6 Gennaio 2020


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La strada aperta fino a San Bernardo riduce il dislivello della gita, senza nulla togliere alla sua bellezza. A dispetto del dislivello contenuto, la traversata del Verosso è una grande gita, completa e impegnativa, su pendii sempre sostenuti e un tratto di cresta che, a seconda delle condizioni, può risultare non banale. L’itinerario percorre pendii ripidi e a rischio di valanghe. Da percorrere solo con neve sicura.

Lasciata l’auto a San Bernardo, abbiamo risalito il ripido bosco a sinistra del parcheggio, seguendo il sentiero estivo. Raggiunta la cresta E, l’abbiamo seguita fedelmente, con numerosissime inversioni sul versante S. Raggiunto un dosso quotato 2141 m, la cresta diventa ampia, e si scende ad una piccola depressione con cartelli indicatori. Si riprende la salita per un tratto, fin dove la cresta si affila ed è necessario togliere gli sci. Calzati i ramponi e messi gli sci nello zaino, abbiamo percorso i numerosi saliscendi della cresta fino a che questa si allarga nuovamente, pochi metri sotto alla vetta (2444 m), che si raggiunge in pochi minuti.

Discesa: dalla vetta ci siamo diretti a S, per ampi e ripidi pendii, in direzione di un minuscolo laghetto quotato 2208 m. Dalla conca del lago, in direzione N, abbiamo raggiunto un colletto che si affaccia sulla Zwischbergen. Tenendoci alti sul ripido pendio, abbiamo puntato direttamente alla Bocchetta di Gattascosa, facilmente individuabile. Oltre alla bocchetta, bellissimi ampi canaloni ben sciabili si abbassano verso il lago di Ragozza (1958 m). Qui si incontra l’evidente traccia che torna a San Bernardo

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 950 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: AD+
Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; in salita leggermente ammorbidita dal sole, in discesa polvere compressa e sastrugi morbidi fino al lago di Ragozza, molto bella da sciare, poi traccia battuta fino al parcheggio.


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Val Formazza Corno Orientale di Nefelgiù 2 Gennaio 2020


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Il Corno Orientale di Nefelgiù è una bellissima gita, in un ambiente selvaggio e poco frequentato. La prima parte della gita si svolge su pendii ripidi e soleggiati, mentre la seconda parte, prevalentemente all’ombra, percorre un lunghissimo diagonale che immette in un bel vallone ampio e di pendenza costante, ideale per lo sci.

Superata la cascata, abbiamo lasciato le auto nel piccolo spiazzo davanti all’albergo Pernice Bianca. Risalito il pendio in direzione O, abbiamo lasciato a destra il dosso quotato 2049 m per deviare a SO e risalire l’ampio canale che immette nel vallone di Nefelgiù. Qui bisogna prestare molta attenzione alle condizioni della neve, perchè si deve percorrere un lungo diagonale che taglia completamente il ripido pendio. Entrati nel vallone, l’abbiamo risalito fino al colletto che si affiaccia sulla val Vannino. Da qui, in pochi minuti, si arriva in vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,20 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD-

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; nel vallone neve pressata e fredda, mentre sul pendio finale neve crostosa si alterna a tratti di neve trasformata, quasi primaverile. Nel complesso ben sciabile.


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Monte Giove 24 Marzo 2019

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Relive ‘Monte Giove’

VAL FORMAZZA MONTE GIOVE

Secondo giorno del week end con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. La scelta cade su una meta poco frequentata, ma che si è rivelata molto interessante.

Partiamo dal rifugio Miriam (2056 m) dove abbiamo trascorso la notte e raggiungiamo la strada che sale al lago Vannino. Aggirato il risalto su cui sorge il rifugio Margaroli, ci siamo abbassati fino al lago (2177 m), che abbiamo attraversato interamente fino all’alpe Cortenova. Anzichè al passo del Busin, ci siamo diretti più a E, ad una passo senza nome, a quota 2590 m. Scesi in direzione del lago del Busin, abbiamo contornato il valloncello che scende dalla forca del Giove, e aggirato la spalla SO della montagna, per risalire poi tutto il bellissimo pendio S fino in vetta. (3009 m)

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, poi seguendo la strada siamo tornati al Sagersboden e da qui abbiamo seguito la pista fino a Valdo.

Condizioni: ottimo innevamento. Buon rigelo fino in vetta. Neve dura negli ultimi ripidi metri ci ha indotto ad usare i rampant. Gita con condizioni primaverili. Ottimo firn in alto, con qualche tratto di piccoli sastrugi e via via più bagnata perdendo quota. Qualche metti e togli sulla strada.

Tempo di salita: 4,30 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 22,6 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

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Punta Clogstafel 23 Marzo 2019

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Relive ‘Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

Uscita di due giorni con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. Primo giorno dedicato ad una salita di grande soddisfazione ed a una sciata spettacolare

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. Oggi si usciva in cresta con gli sci ai piedi. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Noi ci siamo fermati al colle

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, dove abbiamo pernottato.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. Polvere spettacolare su tutto l’itinerario

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella;
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

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Blinnenhorn 23 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 23rd’

VAL FORMAZZA BLINNENHORN TRAVERSATA DEL GHIACCIAIO DEL GRIES

Il Blinden è una delle mete scialpinistiche più belle e, assieme alla vicina Arbola, tra le più ambite. Se a questo unite un fantastico giro ad anello, con discesa dal ghiacciaio del Gries e Bettelmat, avrete relalizzato un’autentica GITONA!

Da Riale ci siamo diretti verso la diga di Morasco. Superato il lago, abbiamo imboccato il ripido canale del rio del Sabbione e, spostandoci sulla destra orografica, abbiamo raggiunto la diga. Attraversato il lago, abbiamo risalito la sponda sinistra fino al rifugio Claudio e Bruno. Dal rifugio ci siamo diretti a NO, se pendii sempre sostenuti, fino a raggiungere il bacino glaciale sotto alla vetta. Con un lungo diagonale verso sinistra (O) abbiamo raggiunto la spalla della montagna, che abbiamo risalito fino alla vetta. Scesi alla gran sella del Gries, abbiamo percorso tutto il ghiacciaio in direzione del lago Gries. A quota 2500 abbiamo rimesso le pelli e risalito un centinaio di metri, per immetterci nella valle del Gries. Grande discesa su firn perfetto fino al lago di Morasco. Anche il piano del Bettelmatt era scorrevole e l’abbiamo attraversato senza spingere. Un po’ di portage per costeggiare il lago e siamo arrivati a Riale.

Condizioni: neve un po’ crostosa sotto alla cima, polverosa su tutto il ghiacciaio, firn dal passo del Gries a Morasco

Tempo di salita: 7,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1850 m circa
Sviluppo: 25,5 km circa
Difficoltà: BSA

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

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Punta Clogstafel 26 Gennaio 2019

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Relive ‘Punta Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

La punta Clogstafel negli ultimi anni è diventata a pieno diritto una classica. Con buone condizioni il suo ampio, ripido pendio offre una bella salita tecnica e una discesa entusiasmante. La cresta che porta in vetta è ampia e spesso è possibile salirla con gli sci. La salita è ripida ed esposta all’azione delle valanghe e va affrontata solo con condizioni sicure.

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Oggi, a causa del forte vento che ha spazzato le montagne per giorni e giorni, erano utili i ramponi.

Discesa per lo stesso itinerario fino al Sagersboden, poi lungo la bella pista perfettamente innevata artificialmente.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. In discesa leggera crosta nella prima metà del canale, poi buona polvere, un po’ da cercare. Strada ben battuta e pista con neve sparata.

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella; 20 minuti per la vetta
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

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Tamierhorn 26 Agosto 2018

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Relive ‘Tamierhorn’

VAL FORMAZZA TAMIERHORN

Da tempo avevo in mente questa meta e finalmente si è presentata l’occasione. E’ una bella gita, molto panoramica, con sentieri ben segnalati fino al colletto a quota 2800 m circa, dove il sentiero prosegue in direzione del Tamierpass. Da qui la salita è a vista, aiutata da qualche ometto, ma la direzione è evidente ed è impossibile sbagliare.

Partiti da La Frua (1680 m), sopra alla cascata del Toce, si prende il sentiero segnalato in direzione N, che porta all’alpe Ghighel (2132 m). Attraversati in piano i prati dell’alpe in direzione SE, si sale ad incontrare un tratto di strada, che subito diventa un sentiero e che, con un tratto più ripido, porta al bellissimo lago Nero. Superato il lago lungo la sponda N, il sentiero volge a S, epermette di superare una fascia rocciosa. Giunti a quota 2600, il sentiero torna a ENE, e prosegue verso un evidente colletto. Poco prima di raggiungerlo, a quota 2800 circa, una traccia si stacca sulla sinistra segnalata da alcuni ometti. Il riferimeno è il pannello ripetitore di sinistra, posto sulla spalla SO della montagna, che si raggiunge dopo aver attraversato un valloncello su poca neve residua. Da qui, senza percorso obbligato, in pochi minuti abbiamo raggiunto la vetta (2087 m). Bellissimo il panorama sui laghi dell’alta val Formazza.

In discesa siamo tornati al ripetitore per dirigerci poi alla cresta, dove si trova un altro ripetitore, e gettare lo sguardo sul vallone dell’alpe Tamia. Scendendo tra massi instabili e terreno friabile siamo tornati sul percorso di salita, che abbiamo ripercorso finon alla Frua. Bellissima gita.

Tempo di salita: 4,15 ore
Dislivello: 1380 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: EE

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Punta della Scatta 25 Agosto 2018

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Relive ‘Punta della Scatta’

VAL FORMAZZA PUNTA DELLA SCATTA

La Scatta Minoia è un punto di passaggio frequentato, soprattutto per chi fa la traversata dalla Val Formazza al Sempione, ma le cime che la sovrastano vedono ben pochi escursionisti. Questo vale anche per la Punta della Scatta, alla quale non avevo mai prestato attenzione, ma che si è rivelata una meta interessante. Grazie all’amico Flavio, (www.cappef.com) per avercela involontariamente suggerita.

Partiti dal Sagerboden (1772 m), dopo essere saliti con la seggiovia, abbiamo percorso la strada sterrata che, con alcuni ripidi tornanti, ci consente di inoltrarci nella valle del Vannino. Qui la strada diventa meno ripida e in breve raggiungiamo in rifugio Margaroli (2194 m). Proseguendo, abbiamo aggirato il lago, percorrendone la sponda occidentale, per arrivare all’alpe Curzalma (2279 m). Proseguendo in direzione S, i pascoli lasciano il posto a grossi blocchi, ma il percorso è sempre evidente e ben segnalato. Raggiunta la Scatta Minoia, ci fermiamo qualche minuto al bivacco Conti. Il bivacco è pieno di latte di vernice, rulli e pennelli; qualche giorno dopo, ho visto sui social, il bivacco è stato verniciato a strisce bianche e rosse. Lasciato il bivacco, saliamo a sinistra cercando il passaggio più agevole e, su ripidi prati e facili roccette, raggiungiamo la vetta (2720 m), da dove possiamo godere in un bel panorama sulle montagne di Devero e della Val Formazza.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: EE

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