Val Bognanco Traversata del Verosso 6 Gennaio 2020


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La strada aperta fino a San Bernardo riduce il dislivello della gita, senza nulla togliere alla sua bellezza. A dispetto del dislivello contenuto, la traversata del Verosso è una grande gita, completa e impegnativa, su pendii sempre sostenuti e un tratto di cresta che, a seconda delle condizioni, può risultare non banale. L’itinerario percorre pendii ripidi e a rischio di valanghe. Da percorrere solo con neve sicura.

Lasciata l’auto a San Bernardo, abbiamo risalito il ripido bosco a sinistra del parcheggio, seguendo il sentiero estivo. Raggiunta la cresta E, l’abbiamo seguita fedelmente, con numerosissime inversioni sul versante S. Raggiunto un dosso quotato 2141 m, la cresta diventa ampia, e si scende ad una piccola depressione con cartelli indicatori. Si riprende la salita per un tratto, fin dove la cresta si affila ed è necessario togliere gli sci. Calzati i ramponi e messi gli sci nello zaino, abbiamo percorso i numerosi saliscendi della cresta fino a che questa si allarga nuovamente, pochi metri sotto alla vetta (2444 m), che si raggiunge in pochi minuti.

Discesa: dalla vetta ci siamo diretti a S, per ampi e ripidi pendii, in direzione di un minuscolo laghetto quotato 2208 m. Dalla conca del lago, in direzione N, abbiamo raggiunto un colletto che si affaccia sulla Zwischbergen. Tenendoci alti sul ripido pendio, abbiamo puntato direttamente alla Bocchetta di Gattascosa, facilmente individuabile. Oltre alla bocchetta, bellissimi ampi canaloni ben sciabili si abbassano verso il lago di Ragozza (1958 m). Qui si incontra l’evidente traccia che torna a San Bernardo

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 950 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: AD+
Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; in salita leggermente ammorbidita dal sole, in discesa polvere compressa e sastrugi morbidi fino al lago di Ragozza, molto bella da sciare, poi traccia battuta fino al parcheggio.


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Pizzo Pioltone Camoscellahorn 15 Luglio 2018

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VAL BOGNANCO PIZZO PIOLTONE E ANELLO DI GATTASCOSA

Bella gita in alta val Bognanco, con una salita ripida e faticosa, seguita da un bel anello che ci ha portati a percorrere tutta la linea di confine, da Monscera a Gattascosa.

Lasciata l’auto nel parcheggio di San Bernardo (1630 m), abbiamo preso la strada asfaltata che scende ad attraversare il rio Rasiga e risale l’opposto versante, in direzione del rifugio Il Dosso. La strada diventa una mulattiera, che con direzione ONO porta all’alpe Monscera.  Qui parte un ampio sentiero e in breve arriviamo al passo di Monscera (2103 m), dove inizia la salita vera. Il sentiero è subito ripido e affronta il pendio facendo guadagnare rapidamente quota. Un po’ di attenzione ai sassi instabili e si arriva al grosso ometto di vetta.

Discesa: tornati al Passo Monscera, abbiamo proseguito in direzione della Cima del Tirone (2202 m). Seguendo lo spartiacque siamo arrivati alla Cima Mattaroni (2236 m) e siamo scesi al passo di Gattascosa (2158 m). Evitato sul lato destro un breve scivolo nevoso, riprendiamo il sentiero che porta al Rifugio Gattascosa (1993 m), strapieno di turisti. Proseguendo passiamo dal lago di Ragozza e, attraversata un’ampia torbiera su una passerella di legno, torniamo a San Bernardo.

Tempo di salita: 2,15 ore
Dislivello: 1000 m circa per il  Pioltone, altri 200 per completare l’anello
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

 

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Pizzo Giezza

 


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VAL BOGNANCO – PIZZO GIEZZA – ANELLO DALL’ALPE VARIOLA

Ancora una gita bellissima e poco frequentata, in compagnia degli amici del GAM di Omegna.

Partiti da San Bernardo (1650 m) siamo scesi ad attraversare il torrente Rasiga e, al primo tornante, abbiamo lasciato la strada per prendere il sentiero che sale nel bosco. Dopo un primo tratto di salita, il sentiero prosegue con saliscendi, passando per l’alpe Casariola e l’alpe Dorca (1870 m). Raggiunta l’alpe Variola di Sopra, abbiamo lasciato il sentiero per risalire dapprima i prati, poi le facili roccette, fino a raggiungere la cresta E della montagna, che abbiamo percorso fino alla vetta (2658 m).
La discesa è avvenuta  proseguendo lungo la cresta che scende in direzione SSE fino a quota 2200 circa, per portarci poi nella valle dei laghi di Paione ed incontrare il comodo sentiero che ci ha riportati a San Bernardo

Tempo di salita: 3,30 ore circa, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 14 km circa
Difficoltà: EE/F
Condizioni: dall’alpe Variola non c’è sentiero. La cresta è facile ma a tratti esposta, specialmente nel tratto di discesa, con passi di II


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Pizzo Straciugo

 


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VAL BOGNANCO PIZZO STRACIUGO DA PIZZANCO

Lo Straciugo è una vetta isolata e il suo avvicinamento è lungo e faticoso. E’ possibile partire da Gomba (1243 m) o da Pizzanco (1142 m). Noi abbiamo scelto di partire da Pizzanco, bellissimo paesino raggiungibile con una stretta stradina asfaltata. Possibilità di parcheggio nella piazzetta del paese. Attraversato il paese, subito dopo la fontana, un sentiero a tratti nascosto dall’erba alta, sale a destra nel bosco e con ripidi tornanti porta in breve ad incrociare il sentiero proveniente dalla Gomba. Qui il sentiero è molto più battuto. Proseguendo verso sinistra, con una serie di saliscendi, si raggiunge l’alpe Oriaccia (1651 m). Il sentiero torna a salire e ci conduce alla Croce di Vallaro, bel punto panoramico su tutta la valle del Bogna. Proseguendo a mezza costa, ci alziamo sopra i bellissimi pascoli di Vallaro e raggiungiamo il Rifugio dell’alpe Laghetto (2046 m). Il sentiero prosegue in mezza costa, in direzione dell’evidente Passo di Campo (2180 m). Entrati nella valle, la si contorna con vari saliscendi. Passati dai bei laghetti, riprendiamo a salire fino al passo di Straciugo. Qui il sentiero lascia il posto ad una traccia, che segue la cresta. Quando questa si impenna, seguendo la traccia e gli ometti abbiamo traversato a sinistra per un centinaio di metri, per risalire poi la ripida dorsale che ci ha portati un vetta (2717 m). Discesa per lo stesso itinerario. Gitona!

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1570 m circa
Sviluppo: 16 km A/R
Difficoltà: E fino al rifugio, EE fino alla vetta
Condizioni: sentiero ben tracciato fino al Passo di Straciugo. Poi tracce di passaggio e ometti. In caso di nebbia, al ritorno, prestare attenzione a non scendere troppo dalla vetta in direzione S


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