Devero Punta Esmeralda -Via Ciao Marco


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Relive ‘Devero Ciao Marco’

Giornata spettacolare e calda per questa bella via divertente e perfettamente attrezzata, sempre con 52° Corso di Alpinismo del CAI di Villadossola. Da Devero siamo saliti ai piani della Rossa per risalire poi verso la bastionata, dove si incontrano numerose vie moderne. Ciao Marco è la penultima a destra della parete della punta Esmeralda, accanto al Crepone e alla Carmagnola e prima del diedro. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. La via è tutta spittata, anche se un po’ lunga; consigliato qualche friends medio piccolo. Discesa in tre doppie sulla via o a piedi nel canale detritico sulla destra.

Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 8/10 rinvii, qualche friends medio-piccolo.

Tempo di salita: 1,45 ore all’attacco, 2,30 ore per la via.
Dislivello: 800 m circa all’attacco
Sviluppo: 8,5 km circa, andata e ritorno; 130 m la via
Difficoltà: L1 5a, L2 5a, L3 5b, L4 5a, L5 6a (TD-)

Condizioni: ancora tanta neve oltre i Piani della Rossa. Utile la piccozza


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Pizzo Bandiera 1 Maggio 2019


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Relive ‘Pizzo Bandiera’

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: ancora buone, soprattutto sui versanti esposti a N e oltre i 1800 metri. La strada che attraversa la piana in direzione Canton non è più innevata e occorre portare gli sci fin quasi a Campello. Poi la neve è  continua, salvo un breve tratto nei pressi della presa d’acqua. La crestina che porta in vetta si percorre agevolmente sci ai piedi.


Monte Giove 24 Marzo 2019

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Relive ‘Monte Giove’

VAL FORMAZZA MONTE GIOVE

Secondo giorno del week end con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. La scelta cade su una meta poco frequentata, ma che si è rivelata molto interessante.

Partiamo dal rifugio Miriam (2056 m) dove abbiamo trascorso la notte e raggiungiamo la strada che sale al lago Vannino. Aggirato il risalto su cui sorge il rifugio Margaroli, ci siamo abbassati fino al lago (2177 m), che abbiamo attraversato interamente fino all’alpe Cortenova. Anzichè al passo del Busin, ci siamo diretti più a E, ad una passo senza nome, a quota 2590 m. Scesi in direzione del lago del Busin, abbiamo contornato il valloncello che scende dalla forca del Giove, e aggirato la spalla SO della montagna, per risalire poi tutto il bellissimo pendio S fino in vetta. (3009 m)

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, poi seguendo la strada siamo tornati al Sagersboden e da qui abbiamo seguito la pista fino a Valdo.

Condizioni: ottimo innevamento. Buon rigelo fino in vetta. Neve dura negli ultimi ripidi metri ci ha indotto ad usare i rampant. Gita con condizioni primaverili. Ottimo firn in alto, con qualche tratto di piccoli sastrugi e via via più bagnata perdendo quota. Qualche metti e togli sulla strada.

Tempo di salita: 4,30 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 22,6 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Punta Clogstafel 23 Marzo 2019

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Relive ‘Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

Uscita di due giorni con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. Primo giorno dedicato ad una salita di grande soddisfazione ed a una sciata spettacolare

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. Oggi si usciva in cresta con gli sci ai piedi. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Noi ci siamo fermati al colle

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, dove abbiamo pernottato.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. Polvere spettacolare su tutto l’itinerario

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella;
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

Blinnenhorn 23 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 23rd’

VAL FORMAZZA BLINNENHORN TRAVERSATA DEL GHIACCIAIO DEL GRIES

Il Blinden è una delle mete scialpinistiche più belle e, assieme alla vicina Arbola, tra le più ambite. Se a questo unite un fantastico giro ad anello, con discesa dal ghiacciaio del Gries e Bettelmat, avrete relalizzato un’autentica GITONA!

Da Riale ci siamo diretti verso la diga di Morasco. Superato il lago, abbiamo imboccato il ripido canale del rio del Sabbione e, spostandoci sulla destra orografica, abbiamo raggiunto la diga. Attraversato il lago, abbiamo risalito la sponda sinistra fino al rifugio Claudio e Bruno. Dal rifugio ci siamo diretti a NO, se pendii sempre sostenuti, fino a raggiungere il bacino glaciale sotto alla vetta. Con un lungo diagonale verso sinistra (O) abbiamo raggiunto la spalla della montagna, che abbiamo risalito fino alla vetta. Scesi alla gran sella del Gries, abbiamo percorso tutto il ghiacciaio in direzione del lago Gries. A quota 2500 abbiamo rimesso le pelli e risalito un centinaio di metri, per immetterci nella valle del Gries. Grande discesa su firn perfetto fino al lago di Morasco. Anche il piano del Bettelmatt era scorrevole e l’abbiamo attraversato senza spingere. Un po’ di portage per costeggiare il lago e siamo arrivati a Riale.

Condizioni: neve un po’ crostosa sotto alla cima, polverosa su tutto il ghiacciaio, firn dal passo del Gries a Morasco

Tempo di salita: 7,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1850 m circa
Sviluppo: 25,5 km circa
Difficoltà: BSA

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Pizzo Stange Canale Est 9 Febbraio 2019

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Relive ‘Morning Feb 9th’

DEVERO PIZZO STANGE

Il pizzo Stange è una modesta elevazione che si stacca dalla cresta S del Pizzo Fizzo. Più che una meta in se, viene frequentata dagli sci alpinisti per il bel canale che, da quota 2369, scende ripido in direzione E verso la diga di Codelago, con una pendenza costante ed è un’ottima introduzione allo sci ripido in Ossola

Partiti da Devero, ci siamo diretti a Canton, per poi salire verso Campello e i Piani della Rossa. Deviando a E, abbiamo risalito il pendio via via più ripido in direzione dell’evidente sella. Da qui in pochi minuti si può raggiungere la vetta, che è un bellissimo balcone sulla piana di Devero, anche se pochi la raggiungono.

Discesa: il canale scende dritto verso la diga, e percorre nella parte bassa un rado boschetto, dove è facile trovare bella polvere. Dal muraglione della diga si scende a Crampiolo, per risalire brevemente a Vallaro e tornare a Devero.

Condizioni: innevamento discreto nella parte bassa, più abbondante in alto. Neve abbondantemente rimaneggiata dal vento, con qualche tratto ben sciabile e altri più insidiosi. un po’ di crosta leggera nel bosco

Tempo di salita: 2,15 ore, comprese le soste fino alla sella
Dislivello: 750 m circa
Sviluppo: 9 km circa
Difficoltà: OS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Punta Clogstafel 26 Gennaio 2019

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Relive ‘Punta Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

La punta Clogstafel negli ultimi anni è diventata a pieno diritto una classica. Con buone condizioni il suo ampio, ripido pendio offre una bella salita tecnica e una discesa entusiasmante. La cresta che porta in vetta è ampia e spesso è possibile salirla con gli sci. La salita è ripida ed esposta all’azione delle valanghe e va affrontata solo con condizioni sicure.

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Oggi, a causa del forte vento che ha spazzato le montagne per giorni e giorni, erano utili i ramponi.

Discesa per lo stesso itinerario fino al Sagersboden, poi lungo la bella pista perfettamente innevata artificialmente.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. In discesa leggera crosta nella prima metà del canale, poi buona polvere, un po’ da cercare. Strada ben battuta e pista con neve sparata.

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella; 20 minuti per la vetta
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

Corona Troggi 1 Dicembre 2018

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Relive ‘Devero Corona Troggi’

DEVERO CORONA TROGGI

Dopo un timido tentativo, un paio di settimane fa in Val Formazza, naufragato causa maltempo, finalmente iniziamo la stagione scialpinistica. Scegliamo una meta facile ma divertente, che spesso regala belle sciate; e anche questa volta il Devero non ci delude.

Alla galleria c’è poca neve, quindi proseguiamo fino a Devero (1631 m) e ci dirigiamo verso corte d’Ardui. Seguiamo il sentiero estivo e la mulattiera che portano al primo lago del Sangiatto. Deviando a S, ci portiamo sotto alla cima e, risalendo prima tra radi larici e poi in campo aperto, raggiungiamo la cima della Corona  Troggi (2309 m). La neve, negli ultimi metri, è stata notevolmente rimaneggiata dal vento e presenta tratti duri ma, con un po’ di cautela, si sale bene anche senza rampant.

Discesa per lo stesso itinerario.

Condizioni: 15 centimetri di neve fresca su fondo duro per tutto il tratto nel bosco. Il pendio finale è parzialmente ghiacciato sulla traccia di salita, mentre nei valloncelli sulla destra (scendendo) presenta un po’ di neve accumulata dal vento che consente una bella sciata. Ottimo il tratto nel bosco di larici, poi percorso obbligato sulla traccia di salita fino a Devero. 

Tempo di salita: 2,30 ore, con molta calma, comprese le soste
Dislivello: 700 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: MS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Passo della Rossa e Passo Crampiolo 20 Ottobre 2018

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Relive ‘Passo di Crampiolo’

DEVERO PASSO DELLA ROSSA E PASSO CRAMPIOLO

Dopo aver dedicato, come di consueto, il mese di settembre al corso di arrampicata con il CAI di Villadossola, riprendiamo ad andare in montagna, e lo facciamo con una bella gita non troppo impegnativa, al Devero. 

Partiti da Devero (1631 m), abbiamo attraversato la piana in direzione di Canton, dove inizia il sentiero che, passando dall’alpe Campello,  sale ai Piani della Rossa (2051 m).  Superato il caratteristico masso erratico, abbiamo proseguito verso N, seguendo il sentiero che porta a Binn. Arrivati nei pressi della bastionata, abbiamo fatto una breve deviazione, per vedere alcune vie tra bastionata della Rossa e Punta Esmeralda. Tornati sul sentiero nei pressi della scaletta, l’abbiamo seguito tra la sconfinata distesa di blocchi che porta al passo della Rossa (2473 m).

Lasciato definitivamente il sentiero per Binn,  abbiamo preso quello che prosegue in leggera salita in direzione NE e il passo di Crampiolo (2553 m), che abbiamo raggiunto in una ventina di minuti.  Questo tratto, nonostante la temperatura mite, presentava ampie zone rese scivolose dal ghiaccio.

Da qui inizia una lunga discesa su grossi blocchi e noiose pietraie, che ci ha portati in val Deserta, nei pressi dell’alpe omonimo (2047 m). Discesa la valle, abbiamo incontrato il sentiero che costeggia il lago, per arrivare a Crampiolo e, seguendo la gippabile, in breve siamo tornati a Devero.

Tempo della gita: 8 ore, con molta calma, comprese le soste
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 14,5 km circa
Difficoltà: EE


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Tamierhorn 26 Agosto 2018

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Relive ‘Tamierhorn’

VAL FORMAZZA TAMIERHORN

Da tempo avevo in mente questa meta e finalmente si è presentata l’occasione. E’ una bella gita, molto panoramica, con sentieri ben segnalati fino al colletto a quota 2800 m circa, dove il sentiero prosegue in direzione del Tamierpass. Da qui la salita è a vista, aiutata da qualche ometto, ma la direzione è evidente ed è impossibile sbagliare.

Partiti da La Frua (1680 m), sopra alla cascata del Toce, si prende il sentiero segnalato in direzione N, che porta all’alpe Ghighel (2132 m). Attraversati in piano i prati dell’alpe in direzione SE, si sale ad incontrare un tratto di strada, che subito diventa un sentiero e che, con un tratto più ripido, porta al bellissimo lago Nero. Superato il lago lungo la sponda N, il sentiero volge a S, epermette di superare una fascia rocciosa. Giunti a quota 2600, il sentiero torna a ENE, e prosegue verso un evidente colletto. Poco prima di raggiungerlo, a quota 2800 circa, una traccia si stacca sulla sinistra segnalata da alcuni ometti. Il riferimeno è il pannello ripetitore di sinistra, posto sulla spalla SO della montagna, che si raggiunge dopo aver attraversato un valloncello su poca neve residua. Da qui, senza percorso obbligato, in pochi minuti abbiamo raggiunto la vetta (2087 m). Bellissimo il panorama sui laghi dell’alta val Formazza.

In discesa siamo tornati al ripetitore per dirigerci poi alla cresta, dove si trova un altro ripetitore, e gettare lo sguardo sul vallone dell’alpe Tamia. Scendendo tra massi instabili e terreno friabile siamo tornati sul percorso di salita, che abbiamo ripercorso finon alla Frua. Bellissima gita.

Tempo di salita: 4,15 ore
Dislivello: 1380 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: EE