Val Formazza Valrossa 28 Gennaio 202

 

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Relive ‘Valrossa’

Ancora poca neve in giro. In zona la Val Formazza è quasi una scelta obbligata.

Partiamo da Riale (1729 m) e, nonostante la scarsità di neve, riusciamo a tagliare qualche tornante. Raggiunto il Rifugio Maria Luisa (2160 m), la copertura nevosa è un po’ più consistente. Entrati in Valrossa, la percorriamo seguendo il fondo valle in direzione NNO. La nostra meta è il colle senza nome, a quota 2750 m circa, posto tra la punta Elgio e la punta di Valrossa. Il vallone è molto bello e la pendenza aumenta gradualmente, fino a 30/35° nel tratto finale.

Discesa: per lo stesso itinerario, tenendoci sulla sinistra orografica nella parte inferiore della Valrossa, per evitare di spingere troppo nel tratto di piano.

Tempo di salita: 3,45 ore.
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 19 km circa
Difficoltà: MS
F+

Condizioni: neve in via di trasformazione; tratti di polvere pressata si alternano ad altri di crosta non portante. Facendo attenzione a dove si mettono gli sci si riesce a sciare discretamente. Dal Maria Luisa è consigliabile seguire la strada.


Val Formazza Bocchetta del Gallo 10 Dicembre 2022

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Relive ‘Bocchetta del Gallo’


La Bocchetta del Gallo è un passo che mette in comunicazione, attraverso una valle laterale, la val Formazza con la Val Vannino. Ad un primo tratto nel bosco fa seguito un bel vallone, delimitato a N dai Corni di Nefelgiù e a S dalla Cima Freghera, su cui sono state aperte interessanti vie di roccia. Con buone condizioni di innevamento è una gita di grande interesse, che consente numerose varianti e traversate.

Da Sotto Frua (1546 m), si attraversa il fiume su un ponte in corrispondenza del paravalanghe e si risale il bosco a tratti piuttosto fitto in direzione SE. Raggiunto l’alpe Freghera di Mezzo, il vallone si apre, e lo si segue su pendio via via più ripido fino alla Bocchetta del Gallo (2498 m).

Discesa: per l’itinerario di salita.

Tempo di salita: 3 ore circa comprese soste
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 9,5 km circa
Difficoltà: F+

Condizioni: nonostante la lieve precipitazione della notte, la neve non è moltissima, Nel bosco la copertura è buona, ma in alto i grandi massi sono spesso nascosti da pochi centimetri di neve


Devero Corona Troggi da Cologno 8 Dicembre 2022

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Relive ‘Devero Corona Troggi’


Finalmente un po’ di neve. Non tantissima ma accontentiamoci. Per questa prima di stagione scegliamo il Devero; la Corona Troggi da Cologno è una classica di inizio stagione, e anche questa volta non ci ha delusi.

Partiamo da Cologno, prima della galleria (1520 m), e risaliamo la valle che porta alla Forcoletta. Prima di raggiungerla, a quota 1800 m circa, deviamo a SE e risaliamo la ripida valletta che sbuca nei prati dell’alpe Fontane (1910 m). Proseguiamo nella stessa direzione fino a quota 2000 m circa, poi lasciamo la valletta e saliamo a sinistra (NNO), per portarci al di sopra della barra rocciosa. Incrociata la traccia che proviene da Devero, saliamo nel rado bosco di larici, fino alla pala finale che conduce in vetta (2309 m)

Discesa: per l’itinerario di salita: l’ultimo tratto di discesa l’abbiamo fatto sulla sinistra orografica, costeggiando il torrente con divertente slalom tra gli ontani.

Tempo di salita: 2,40 ore circa comprese soste
Dislivello: 810 m circa
Sviluppo: 8 km circa
Difficoltà: F+

Condizioni: neve sufficiente già alla partenza. La traccia di salita percorre la destra orografica, alzandosi sul ripido pendio. Neve profonda in alto, ma abbastanza leggera e ben sciabile. Occorre fare attenzione in basso ai sassi appena coperti dalla neve.


 

Lago di Andromia 26 Novembre 2022

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Abbiamo sempre ammirato il lago di Andromia dall’alto, dalla cima del Lariè e ogni volta ci siamo ripromessi di farci una gita. Finalmente abbiamo avuto l’occasione per andarlo a visitare da vicino. Questo itinerario è contraddistinto da due parti nettamente contrastanti: una prima parte, sul versante ossolano, caratterizzato da un ripido bosco di castagni prima e poi di faggi e la parte superiore, nel vallone del Rio Deseno, una valle pensile tributaria del rio Bogna, costellata di alpeggi adagiati su dolci pendii attorniati dai larici.

Partiamo da Canei (455 m), seguendo il sentiero che sale ripidissimo nel bosco, tagliando la strada asfaltata. La salita è sempre molto ripida e porta all’alpe Rolo e poi a Onzo (811 m). Il sentiero è coperto dalle foglie e mal segnalato e spesso si perde. Ripresa la strada arriviamo all’alpe di Fuori (1531 m) e il panorama si apre sui bellissimi pascoli. Ci si addentra nella valle e si raggiunge l’alpe di Dentro (1702 m). Qui lasciamo la strada e seguiamo una traccia che prosegue sul fondovalle ma si perde poco dopo, costringendoci a una faticosa risalita tra i rododendri per ritrovare la strada. Poco oltre arriviamo al bellissimo alpeggio di Andromia (1855 m). Aggirando a destra il rilievo alle spalle dell’alpe, in pochi minuti arriviamo al lago (1929 m). Gita lunghetta e molto bella.

Discesa: seguendo la strada

Tempo di salita: 3,30 ore circa comprese soste all’alpe: 10 minuti al lago
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: il sentiero è spesso poco visibile, a causa delle abbondanti foglie che lo rendono anche piutosto insidioso. Anche per questo motivo, al ritorno, abbiamo preferito seguire quasi interamente la strada asfaltata.


 

Croveo-Agaro-Devero 12 Novembre 2022

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Sono sempre stato affascinato dai Walser, dalle loro belle costruzioni, dal mito del popolo delle montagne.
A questo si aggiunge l’alone di mistero che avvolge il villaggio di Agaro sommerso dalle acque del lago, con la costruzione della diga. Sono rimasti una serie di alpeggi in posizione molto panoramica, collegati da buoni sentieri che è sempre piacevole percorrere, soprattutto con i bei colori dell’autunno.

Partiamo da Croveo (814 m), seguendo una mulattiera che sale nel bosco fino al caseggiato di Beola. Al bivio prendiamo a destra, in direzione di Cima Chioso (965m) Da qui prendiamo il sentiero che si dirige a NNO, toccando gli abitati di Mollio e Suzzo e prosegue con un lungo traverso fino alla diga di Agaro (1599 m). Attraversata la diga, prendiamo il sentiero che parte dietro alle case e risaliamo il ripido versante. Superato Corte Verde la pendenza diminuisce e il sentiero percorre il versante sotto al caratteristico monolito del Pizzo Nava. Passando alti sopra all’alpe Nava, risaliamo il vallone per riprendere il sentiero che corre parallelo alla cresta della Corona Troggi, poco sopra i 2000 m di quota. Prima che questo salga al piano del lago di Sangiatto, deviamo a O, e iniziamo la breve discesa che ci porta all’alpe Fontane e poi a Cologno, dove avevamo portato alcune auto

Tempo di salita: 3 ore circa comprese soste alla diga, 5,30 ore per la gita
Dislivello: 1450 m circa
Sviluppo: 12 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: itinerario ben segnalato e pulito. Il sentiero si perde solo per un breve tratto nei pressi dell’alpe Nava, ma la direzione è sempre evidente.


 

Val Vigezzo Cima Trubbio 6 Novembre 2022

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La recente nevicata e l’abbassamento della temperatura limita un po’ la possibilità di scelta. Decidiamo per una meta non troppo elevata e esposta a S. La Val Vigezzo ci offre una bella scelta di itnerari e decidiamo per il Trubbio, vetta panoramica e di facile accesso.

Partiamo da Craveggia, lasciando le auto nel piccolo parcheggio all’inizio della strada che porta al Blitz (900 m). La strada poderale sale ripida ad larghi tornanti, La vecchia mulattiera taglia i tornanti i consente di guadagnare rapidamente quota. L’itinerario si mantiene ai margini dei prati e passa dall’alpe Fontana (1160 m). Con una serie infinita di tornanti si esce dal bosco a quota 1635 m circa, dove facciamo una breve deviazione per ammirare il bellissimo balcone su cui sorge l’oratorio di San Rocco.
Tornati sui nostri passi, superiamo le belle baite della colma, abbandoniamo la strada che prosegue in piano e saliamo il pendio in direzione del punto quotato 1851 m. Aggirato seguendo la strada il dosso quotato 1879, scendiamo al colletto che separa quest’ultimo dalla cima del Trubbio.
Risalendo il pendio senza percorso obbligato, raggiungiamo la vetta (2062 m),

Discesa: tornati al colletto, scendiamo lungo la pista fino ad incontrare la strasine che porta alla piana. Da qui abbiamo seguito il sentiero, percorribile anhe in MTB, che passa dall’alpe Monte Nero e porta a Vocogno. Un breve tratto di strada asfaltata ci ha riportati alle auto.

Tempo di salita: 3 ore circa comprese soste e deviazioni; 5 ore per la gita
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: itinerario evidente fino alla Colma, poi tracce di sentiero parzialmente nascosto dalla poca neve caduta nei giorni scorsi. Sul pendio finale la neve è più abbondante ma non crea problemi. Dalla Piana scarsi segnali escursionistici, mentre sono presenti quelli per le MTB


 

Valle Anzasca Pizzetto 29 Ottobre 2022

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Il Pizzetto è una cima che siamo più abituati a frequentare in inverno, quando la situazione dell’innevamento non consente mete più ambiziose. L’itinerario estivo è una bella sorpresa, completata da un giro ad anello che ci ha portati a percorrere la bella valle Olocchia.

Partiamo da Soi di Dentro (993 m) e risaliamo i ripidi prati e poi l’altrettanto ripido bosco che porta a Pianezzo (1201 m). Il sentiero prosegue sempre sostenuto nella faggeta, aggira il rilievo quotato 1584 m e si ricongiunge all’itinerario scialpinistico. Da qui, passando da Villa Simonini, abbiamo seguito quasi integralmente l’ampia dorsale fino alla vetta (1879 m)

Discesa: proseguendo in cresta siamo arrivati ad una bella conca, per proseguire poi nella stessa direzione. Il sentiero taglia il ripido pendio e arriva all’alpe Curtet (1651 m). Con una svolta di 180° seguiamo il sentiero che percorre il fondo della valle Olocchia fino all’alpe Cangelli (1384 m). Per evitare di scendere direttamente alla strada, affrontiamo una breve risalita e un lungo traverso che ci portano all’alpe Bargiga (1342 m) e a Pianezzo, dove troviamo il ripido sentiero che ci riporta all’alpe Soi. Bella gita.

Tempo di salita: 2,10 ore circa; 5,30 ore per la gita
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: itinerario evidente ben segnalato fino all’alpe Pregima. da qui si segue la dorsale, senza percorso obbligato. Dalla vetta si ritrovano buoni sentieri, a volte un po’ insidiosi per via del nardo.


Devero Monte Sangiatto 22 Ottobre 2022

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Frequentiamo il Devero in ogni stagione, ma ogni volta rimaniamo incantati dalla bellezza dei luoghi e dai meravigliosi colori che ogni stagione sa regalarci. Questa volta siamo andati al Sangiatto, gita tranquilla e panoramica, ideale per ammirare e fotografare i colori autunnali.

Partiamo da Devero (1631 m) e ci dirigiamo a corte d’Ardui (1760 m) seguendo il corso del torrente Devero. Risalito il ripido valloncello, attraversiamo il torrente Sangiatto e incontriamo la strada sterrata che ci porta all’alpe Sangiatto (2010 m). Aggirato il risalto quotato 2076 m, risaliamo il pendio fino alla bocchetta di Scarpia (2248 m). Il sentiero si dirige a S, per tagliare poi in diagonale il ripido pendio e raggiungere il segnale di vetta (2387 m).

Discesa: per lo stesso itinerario fino alla strada sotto all’alpe Sangiatto. Arrivati al tornante, abbandoniamo la strada e seguiamo il sentiero che porta a Crampiolo (1767 m). Dopo una breve sosta ci dirigiamo verso Vallaro e, passando da Cantone, torniamo a Devero

Tempo di salita: 2,10 ore circa; 5 ore per la gita
Dislivello: 800 m circa
Sviluppo: 12 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: itinerario evidente e sempre ben segnalato su buoni sentieri.


Bocchetta di Val Maggia 23 Luglio 2022

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Sempre bella l’alta Val Formazza, sia ci si avventuri sui ghiacciai alle quote più alte, sia che si decida di fare una tranquilla camminata, tra laghi, pascoli d’alta quota o scomode pietraie. Questa volta decidiamo di salire alla Bocchetta di val Maggia; un passo d’alta quota che mette in comunicazione il bacino del Toggia con quello del Basodino.

Partiamo da Riale e saliamo in direzione del Maria Luisa, tagliando i tornanti della strada. Quando la strada spiana, prima di raggiungere il rifugio, prendiamo la deviazione che si stacca a destra, in direzione del lago Castel. Raggiunta la baita dell’alpeggio, abbandoniamo l’ampia traccia e ci dirigiamo verso il vallone che scende dalla bocchetta del Castel. Aggirato il risalto quotato 2321 m, ci dirigiamo a N, senza percorso obbligato, districandoci tra grossi blocchi. Raggiunti i laghi del Boden, ritroviamo il sentiero principale e con una deviazione a E, risaliamo la pietraia fino alla bocchetta (2634 m)

Discesa: tornati ai laghi, ci dirigiamo nuovamente a N, su sentiero ben marcato. Superiamo la rupe del Gesso e proseguiamo fino al passo San Giacomo, dove incontriamo la strada sterrata che, costeggiando il lago del Toggia, ci porta al Maria Luisa. Da quo riprendiamo l’itinerario di salita fino a Riale.

Tempo di salita: 3,15 ore circa; 7 ore per la gita
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: EE,

Condizioni: itinerario ben segnalato fino all’alpe Castel. La deviazione che abbiamo effettuato presenta qualche palina e alcuni ometti. Non ci sono comunque problemi di orientamento; è solo necessario ricercare il percorso migliore nella pietraia. Desolante la vista del ghiacciaio del Basodino.


Valle Anzasca Passo Mondelli e Passo del Moro 02 Luglio 2022


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Relive ‘Passo Mondelli’

Quello di Mondelli è un passo che si apre a quota 2830 m lungo la cresta di confine che unisce il Pizzo di Antigine allo Joderhorn. E’ un itinerario a torto poco frequentato, in ambiente incantevole, severo e poco antropizzato, che riporta alla memoria le fatiche degli spalloni che, fino agli anni 70 del secolo scorso, utilizzavano questo valico per i loro traffici. Una piccola cappella eretta nel 1985, ne ricorda le avventurose imprese. La possibilità di traversata al passo del Moro e la discesa in funivia evitano di ripercorrere l’itinerio di salita.

Lasciata l’auto nel parcheggio all’ingresso del paese (1181 m), si attraversa il piccolo borgo passando d’innanzi alla bella casa degli specchi e si prende la mulattiera costeggiata da muretti in sasso, in direzione NNO. La mulattiera lascia presto il posto ad un sentiero che sale ripido nel bosco e conduce alle baite dell’alpe Cortevecchio (1476 m). Il sentiero, pulito di recente, porta ad attraversare il torrente (alcune corde fisse aiutano a superare un tratto che, se bagnato, può essere un po’ insidioso) e risale sfruttando un sistema di cenge che consentono di superare la barra rocciosa. Ormai fuori dal bosco, il sentiero ben segnalato con recenti segni di vernice raggiunge l’alpe Predenon (1831 m) e risale con pendenza costante tra distese di rododendri. Il passo è visibile dritto davanti a noi, ma ancora lontano. A quota 2300 di incontra una bellissima radura, attraversata dal torrente che forma pittoresche cascatelle. I segni di vernice aiutano a districarsi nella pietraia. Ci e si sposta ora sulla sinistra (destra orografica), per superare delle placche rocciose. Attraversato un piccolo nevaio la traccia risale ora molto ripida gli sfasciumi e, con stretti tornanti, porta al passo (2830 m).

Discesa: dal cippo di confine ci si abbassa sul versante svizzero e si seguono i segni rossi che guidano tra i grossi blocchi in direzione SO. Le placche di neve dura o ghiaccio possono essere facilmente aggirate abbassandosi leggermente, per risalire poi sulla traccia originaria. Paletti, ometti e segni di vernice aiutano a districarsi tra placche rocciose e grossi massi, anche se la statua della Madonna ben visibile lascia pochi dubbi sulla direzione. Raggiunta la spalla dello Joderhorn si può scendere verso lo skilift del San Pietro o, come abbiamo fatto noi, proseguire verso la statua. Da qui una serie di gradini aiuta a superare le placche rocciose e, passando accanto al laghetto, si arriva alla stazione della funivia. Gitona!

Tempo di salita: 4,15 ore; 1,15 per arrivare alla funivia
Dislivello: 1750 m circa con le risalite
Sviluppo: 8,8 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso  ben segnalato fino al passo, poi qualche segno di vernice e qualche paletto di segnalazione. Pochissima neve. I tratti ghiacciati si aggirano facilmente.