Valle Anzasca – Capanna Sella 1 Agosto 2020

Scarica la traccia

Relive ‘Capanna Sella’

CAPANNA EUGENIO SELLA DA PECETTO

Dopo anni di abbandono, la sezione del CAI di Macugnaga, che ne ha rilevato la proprietà, ha dato avvio ai lavori di sistemazione di questo storico rifugio. Ottima scusa per andarlo a vedere.

Si parte da Pecetto (1358 m), e si percorre per un tratto la pista del Burki. Appena prima della stazione intermedia della seggiovia, si prende il sentiero che sale a destra e porta all’Alpe Roffelstaffel. Il sentiero è ripido e con tratti tagliati nella roccia. Giunti al bivio per l’alpe Jazzi, si continua a destra, per ripidi prati, su sentiero che a volte si perde un po?. La direzione è comunque evidente, e i numerosi ometti non lasciano dubbi sul percorso. Arrivati al nevaio, lo si attraversa quasi in piano, e si raggiunge la placconata sul lato opposto. Risalitala, in pochi ninuti di facile sentiero si arriva al rifugio.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero non sempre evidente, ma numerosi ometti indicano la via. Neve portante ma non dura. Utili i ramponi

Tempo di salita: 4,45 ore comprese le soste
Dislivello: 1700 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

Valle Antrona Pizzo Ciapè 11 Luglio 2020

Scarica la traccia

Relive ‘Pizzo Ciapè’

PIZZO CIAPE’

Una meta ingiustamente poco frequentata, con itinerario vario e impegnativo, nonostante il dislivello non eccessivo.

Lasciate le auto all’alpe Campo, si prende il sentiero che scende in direzione del tornante. Un breve tratto in falsopiano e si attacca la salita che, in breve, porta a Cama Inferiore (1612 m) su buon sentiero, anche se molto ripido e poi Cama Superiore (1866 m) su poche tracce. Puntando alla spalla erbosa, si salgono i prati senza percorso obbligato. Sulla dorsale la traccia diventa più evidente, e si sposta sul versante S, con un sentiero pianeggiante che taglia il ripidissimo pendio. Tornati sulla dorsale la si segue fino all’anticima. Scesi pochi metri, si traversa il pendio sotto alla vetta, fino ad un colletto a N della cima. Un breve tratto di roccia, in pochi minuti porta in vetta (2394 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: buon sentiero fino a Cama inferiore, poi solo poche tracce di passaggio e qualche raro cartello. La direzione è comunque sempre evidente. Il tratto di cresta che porta in vetta, bagnato dalla pioggia, era particolarmente scivoloso, tanto che abbiamo preferito mettere una corda fissa per superare la placca.

Tempo di salita: 3,30 ore comprese le soste
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: EE/F

Valle Anzasca – Colle d’Egua 4 Luglio 2020

Scarica la traccia

Relive ‘Colle d’Egua’

COLLE BARANCA E COLLE D’EGUA

Da diversi anni non venivamo in questa zona e ci eravamo scordati della bellezza dei suoi paesaggi e della dolcezza dei pascoli. Gita bellissima, che merita di essere maggiormente frequentata. D’obbligo una visita ai ruderi di villa Lancia.

Si parte da Piè di Baranca (1195 m), alla fine della strada asfaltata. Attraversato su un bel ponte il torrente Olocchia, inizia il sentiero che si inerpica ripido nel bosco. Si passa nei pressi dell’alpe Oreto (1724 m) e si prosegue fino al Colle Baranca (1824 m) dove si trovano le baite e le case dell’alpe Selle. Poco lontano ci sono i resti di Villa Lancia, affacciati sul limaccioso lago di Baranca. Si devia a NO e, con un ampio giro in senso antiorario sotto alla cima dei Turni si prosegue la salita in direzione SO fino al colle d’Egua (2239 m), dove è stato sistemato un bel bivacco. Proseguendo sulla dorsale alle spalle del bivacco siamo arrivati ad una cima quotata 2331 m.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato.

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: E

Devero Punta della Rossa Spigolo SE 20 Giugno 2020

 Scarica la traccia

Grande classica del Devero, una delle più belle vie dell’Ossola. Non la ripercorrevamo da qualche anno e, con gli scarponi, ci ha impegnai più di quanto ricordavamo. Bellissima salita, non troppo difficile ma vietato sbagliare, vista l’esposizione, come dimostrano le numerose targhe commemorative che si trovano sulla via.

Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 5/6 rinvii, qualche friends, nuts, fettucce e cordini.

Da Devero (1600 m) si percorre la piana in direzione di Cantone, per prendere il sentiero che sale ai Piani della Rossa (2050 m), passando da Campello, Accanto al grosso masso erratico si stacca un sentiero che sale a sinistra. Seguirlo per un tratto per salire poi il pendio erboso. Quando questo si restringe, attraversare a destra sotto alla fascia rocciosa, per raggiungere una spalla, che affaccia sull’altopiano della bocca della Rossa. Qui il sentiero è più evidente e i numerosi ometti non lasciano dubbi sull’itinerario. Seguendo il filo dello spigolo si arriva all’attacco.

Le lunghezze di corda sono 10/12, a seconda di dove si decide di fare le soste. Noi ne abbiamo fatti 10.

L1  IV, 40 metri: dal terrazzo salire a sinistra (II) per arrivare ad un risalto verticale.
Salire una lama leggermente strapiombante e traversare a destra. Sosta su chiodi, qualche chiodo di passaggio.

L 2, III, 40 metri: salire lo spigolo proprio sopra la sosta, poi proseguire a destra per arrivare al bordo di un terrazzo. Sosta su spit.

L3, IV, 40 m: superare alcuni enormi blocchi (III) fino sotto a una fessura strapiombante; superare in leggero obliquo a sinistra uno strapiombino ben appigliato (IV+), guadagnando il comodo terrazzo con la sosta (40 m).

L4, III, 40 m: dalla sosta a sinistra per placca facile si supera una targa Murgia. Si continua a salire diagonalmente a sinistra, fino a sostare su spit alla base di un camino.

L5, V, 35 m: dalla sosta salire il muretto verticale di non facile interpretazione (è il passo della mano, punto chiave della via), per attraversare poi su facile placca verso destra. E’ consigliabile fare la sosta prima di salire i grossi blocchi che portano al terrazzino della sosta.

L6, IV+, 25 m: salito un muretto si affronta un bel diedro, fino ad un terrazzino. Sosta su due fix.

L7, IV,40 m: siamo al passo più famoso e caratteristico della via: il Caimano, non difficile ma certamente emozionante. Si sale la larga lama, per passare con una spaccata sulla parete, distante oltre un metro. Si attraversa verso destra per salire poi un muretto verticale ben appigliato. Sosta su due fix.

L8, II+ 40 m: abbiamo affrontato questo tratto in conserva, attraversando a sinistra per facili gradoni, fino a raggiungere due soste (usare quella a destra).

L9, IV, 25 m: superare in dulfer la fessura verticale a destra della sosta e salire il breve muro successivo.

L10, IV, 25 m: affrontare il camino (spesso, come oggi, bagnato), o lo spigolo alla sua sinistra (III+); una bella fessura verticale (IV+) porta sul terrazzo di sosta.

Discesa: con 5 doppie da 60 metri su Mania Verticale. Dalla sosta di uscita della via, spostarsi a sinistra per una cinquanta di metri, ignorando una sosta su tre spit arruginiti, fino ad un cordone su un masso. La sosta con anello di calata è proprio sul bordo della parete.

Tempo di salita: 2,40 ore all’attacco, 4/5 ore per la via.
Dislivello: 950 m circa all’attacco
Sviluppo: 11 km circa, andata e ritorno; 350 m la via

Condizioni: itinerario pulito. Si arriva all’attacco senza toccare la neve.


« 1 di 2 »

Devero – Grande Est 24 Maggio 2020


 Scarica la traccia

 

Il grande Est di Devero è un magnifico altopiano, che si estende ai piedi dei monti Sangiatto e Corbernas, su una quota tra i 2000 e i 2300 metri. Il percorso non è obbligato, ed esistono numerose varianti. Oggi abbiamo percorso una delle più lunghe e complete.

Siamo partiti da Cologno (1589 m), prima della galleria, e abbiamo preso il sentiero che sale verso la Forcoletta. Prima di raggiungerla, si incontra un sentiero che sale a destra e porta all’alpe Fontane (1910 m). Si prosegue in direzione E fino a quota 2040 m circa, dove si incrocia il sentiero che proviene da Agaro, e lo si prende in direzione N. Qui inizia l’altopiano costellato di laghi, il primo dei quali, il lago superiore del Sangiatto, è poco più avanti. Si prosegue con dolci saliscendi, passando alle pendici di Sangiatto e Corbernas, per raggiungere l’omonimo alpeggio. Il sentiero si inoltra in una valletta, per uscire su un pendio, in vista del lago di Devero. Un tratto in ripida discesa, oggi con neve ancora ancora dura, porta all’alpe della Valle. Da qui abbiamo abbandonato il sentiero che prosegue a sinistra, per inoltrarci nella bella valletta che porta all’alpe Nava. Abbandonato il sentiero per la Bocchetta della Valle, ci siamo tenuti a sinistra fino a quota 2320 m circa. Tornando a O, abbiamo cercato un passaggio che ci permettesse di uscire dalla valletta per portarci sugli ampi pascoli dell’alpe della Satta. Perdendo dolcemente quota, abbiamo superato i laghi della Satta per raggiungere l’alpe Forno Inferiore. Da qui un’ampia mulattiera scende verso il lago di Piamboglio, attraversando in qualche tratto dei ripidi tratti innevati. Seguendo il torrente, abbiamo raggiunto il lago di Devero, che abbiamo costeggiato in tutta la sua lunghezza. Scesi a Crampiolo, ci siamo diretti a corte d’Ardui e seguendo il bel sentiero sulla sinistra orografica del Torrente Devero, siamo arrivati Ai Ponti. Il sentiero che scende al parcheggio è inagibile, quindi abbiamo percorso un breve tratto di strada asfaltata e preso la scorciatoia che scende alla galleria (attenzione, è parzialmente franata). Da qui una mulattiera sale a destra della galleria, per attraversare poi a sinistra e ricongiungersi al sentiero di salita, che ci ha riportati alle auto. Gitona bellissima.

Tempo della gita: 8 ore comprese le soste.
Dislivello: 1170 m circa
Sviluppo: 21,7 km circa
Difficoltà: EE

Diei e Cistella da Ciamporino 22 Febbraio 2020


 Scarica la traccia

Magnifica gita in ambiente grandioso e solitario, nonostante la partenza e l’arrivo siano da una frequentatissima località sciistica.

Saliti al Dosso con gli impianti, si risale il pendio in direzione E per dossi e vallette. Raggiunto un ripido canale, lo si risale fino a raggiungere la cengia che costeggia il versante Occidentale della montagna. Da qui si risale a piedi il più a destra dei canalini che scendono vetta. Rimessi gli sci, si raggiunge in breve la vetta del Diei (2906 m). Scendendo in direzione SE, si attraversano i bellissimi piani del Cistella, fino a raggiungere il bivacco Leoni (2808 m), ai piedi della calotta sommitale. In direzione E si raggiunge la base della vetta rocciosa, che si risale a piedi fino alla croce (2888 m).

Discesa: tornati al bivacco, si scende un tratto in direzione S, per compiere poi un traverso in direzione NO e superare la bastionata rocciosa che sovrasta il vallone di Solcio. Giunti al di sopra dell’evidente colle, lo si raggiunge per un ripido pendio e si entra nel magnifico vallone di Solcio. Raggiunto i Rifugio Crosta, rimesse le pelli, si prende la strada che, con interminabibili saliscendi, riporta a San Domenico. Gitona!

Tempo di salita: 1,40 ore per il Diei; 50 minuti per il Cistella 7,30 ore per la gita
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD+
Utili piccozza e ramponi

Condizioni: buon innevamento. Neve dura portante in salita. Sastrugi ai piani del Cistella e neve primaverile nel vallone di Solcio. Gita molto interessante, da non sottovalutare nonostante il modesto dislivello.


« 1 di 2 »

Val Formazza Punta di Valrossa 15 Febbraio 2020


 Scarica la traccia

L’alta Val Formazza è un posto meraviglioso e la Valrossa è uno dei suoi angoli più belli.

Lasciate le auto a Riale (1729 m), abbiamo attraversato la pista di fondo per dirigerci verso la strada che sale al Passo San Giacomo. Tagliando i tornanti, siamo arrivati al Rifugio Maria Luisa (2160 m). Lasciata la strada che porta al passo, ci siamo diretti a NO, seguendo il corso del torrente. Arrivati a quota 2400 m, ci siamo diretti a O e abbiamo risalito i bei pendii fino a quota 2880 m. Un ripido traverso in direzione E ci ha portati ad un colle a quota 2930 circa. Da qui, seguendo l’ampia dorsale, in pochi minuti, siamo arrivati in vetta (2968 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 4,30 ore
Dislivello: 1240 m circa
Sviluppo: 16,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Condizioni: neve molto abbondante fin dalla partenza, con 30 centimetri di neve fresca, a tratti un po’ pesante. Tutta da tracciare dal rifugio alla vetta (Grazie a Omar per l’ottima traccia). Il traverso che porta al colle è ripido ed esposto. Da affrontare con prudenza. Discesa molto divertente fino al rifugio. Impagabile essere i primi a solcare i pendii. La discesa su Riale è stata su neve primaverile, sui ripidi pendii attraversati dalla strada. Bellissima gita e ottima compagnia.


« 1 di 2 »

Devero Pizzo Bandiera 8 febbraio 2020


 Scarica la traccia

Relive ‘Pizzo Bandiera’

Il forte vento che continua a flagellare la alpi dall’inizio dell’inverno non è riuscito a rovinare la neve su questo magnifico itinerario, che regala sempre una discesa di grande soddisfazione, soprattutto tra le morene di quello che fu il ghiacciaio della Rossa.

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: neve abbondante sulla piana di Devero, che aumenta salendo di quota. Il ripido canale che porta ai piani della Rossa si percorre direttamente nel letto del torrente, con i rampant quasi d’obbligo alle prime ore del mattino. Dai piani della Rossa la neve diventa più fredda, con qualche placca ghiacciata affiorante qua e la. L’accesso alla cresta è molto affilato e, al momento, non tracciato. Nel complesso ottima sciata, su neve invernale in alto e primaverile nel tratto rivolto a S.


Valle di Goms Blashorn 11 Gennaio 2020


 Scarica la traccia

La valle di Goms è un vero parco giochi per gli scialpinisti: magnifici pendii aperti in alto, boschi ben sciabili, dove è facile trovare neve polverosa, nel fondovalle. Questa volta la scelta è caduta sul Blashorn, una gita bellissima, con uno sviluppo notevole ed un bel finale, con la breve risalita a piedi fino alla bocchetta che porta in cresta, ed il facile tratto di cresta che conduce in vetta.

Partiti da Ulrichen (1350 m) abbiamo preso la strada per il passo Novena (Nufenenpass), chiusa al traffico, tagliando i tornanti. Lasciata la strada, abbiamo risalito i prati prima ed il bosco di larici poi, in direzione E fino a Niwhitte (1896 m), caratterizzata da un’enorme antenna. Continuando a salire ancora in terreno più aperto in direzione E fino a Randstafel 1983m, e si prosegue per il versante N fino a raggiungere Maellige 2204m. Passando a S della punta di Holiecht, quotata 2355 m, abbiamo risalito il canale in direzione SE, fino al colletto a quota 2650 m circa. Scavalcata la grande cornice, con un lungo traverso sulla parte superiore di quel che rimane del piccolo Blasgletscher, ci siamo portati poco sotto la bocchetta bocchetta (2736 m), dove ci siamo fermati, a causa di una grossa cornice che si protendeva sul pendio. Per la discesa, siamo scesi in direzione NNW fino a quota 2450 m e, superato un colletto ci siamo riportati sulle tracce di salita.

Tempo di salita:4,10 ore
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 15 km circa
Difficoltà: PD+
Utili i ramponi

Condizioni: come sempre quest’anno la neve ha subito pesantemente l’azione del vento; la parte bassa del percorso, presenta crosta da rigelo, rotta dai numerosi passaggi. Ancora bella polvere nel bosco, dove ha preso meno sole. Sui pendii aperti crosta spesso morbida e ben sciabile; in qualche tratto un po’ cedevole, ma nel complesso una bella sciata.


Val Bognanco Traversata del Verosso 6 Gennaio 2020


 Scarica la traccia

La strada aperta fino a San Bernardo riduce il dislivello della gita, senza nulla togliere alla sua bellezza. A dispetto del dislivello contenuto, la traversata del Verosso è una grande gita, completa e impegnativa, su pendii sempre sostenuti e un tratto di cresta che, a seconda delle condizioni, può risultare non banale. L’itinerario percorre pendii ripidi e a rischio di valanghe. Da percorrere solo con neve sicura.

Lasciata l’auto a San Bernardo, abbiamo risalito il ripido bosco a sinistra del parcheggio, seguendo il sentiero estivo. Raggiunta la cresta E, l’abbiamo seguita fedelmente, con numerosissime inversioni sul versante S. Raggiunto un dosso quotato 2141 m, la cresta diventa ampia, e si scende ad una piccola depressione con cartelli indicatori. Si riprende la salita per un tratto, fin dove la cresta si affila ed è necessario togliere gli sci. Calzati i ramponi e messi gli sci nello zaino, abbiamo percorso i numerosi saliscendi della cresta fino a che questa si allarga nuovamente, pochi metri sotto alla vetta (2444 m), che si raggiunge in pochi minuti.

Discesa: dalla vetta ci siamo diretti a S, per ampi e ripidi pendii, in direzione di un minuscolo laghetto quotato 2208 m. Dalla conca del lago, in direzione N, abbiamo raggiunto un colletto che si affaccia sulla Zwischbergen. Tenendoci alti sul ripido pendio, abbiamo puntato direttamente alla Bocchetta di Gattascosa, facilmente individuabile. Oltre alla bocchetta, bellissimi ampi canaloni ben sciabili si abbassano verso il lago di Ragozza (1958 m). Qui si incontra l’evidente traccia che torna a San Bernardo

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 950 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: AD+
Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; in salita leggermente ammorbidita dal sole, in discesa polvere compressa e sastrugi morbidi fino al lago di Ragozza, molto bella da sciare, poi traccia battuta fino al parcheggio.