Valle Anzasca Passo del Monte Moro 10 Ottobre 2020

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Relive ‘Monte Moro da Macugnaga’

PASSO DEL MONTE MORO DA MACUGNAGA

Bellissima gita su un itinerario storico, che collegava i paesi valser della valle Anzasca con quelli della valle di Saas.

Si parte da Macugnaga (1350 m), dal piazzale della funivia. Passando accanto alla bella chesa e al tiglio secolare, si raggiunge la bella mulattiera lastricata, che porta all’alpe Bill (1700 m). Proseguendo, si vedono i danni provocati dalle recenti piogge, che tuttavia non hanno reso impraticabili i sentieri. Raggiunta la partenza della seggiovia del Ruppenstein (2348 m) incontriamo la neve, che si fa via via più alta e nasconde il sentiero medievale. Raggiungiamo il rifugio Oberto Maroli (2810 m), ci dobbiamo accontentare di una breve sosta nel locale invernale, prima di riprendere la salita in direzione della statua della Madonna, che sovrasta il passo. Gli ultimi metri di salita sono facilitati da gradini metallici che aiutano a superare la placca rocciosa

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero bello e sempre evidente. Qualche tratto rovinato dalle recenti piogge, ma comunque ben percorribile.

Tempo di salita: 4,45 ore comprese le soste
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

Devero Bocchetta della Valle 5 Settembre 2020


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Relive ‘Devero Bocchetta della Valle’

La Bocchetta della Valle è uno degli angoli più remoti del Devero. E’ un posto poco frequentato, ma di grande bellezza, che merita sicuramente una visita,

Siamo partiti da Devero e ci simo diretti a Crampiolo, seguendo l’ampia strada estiva. Superato il suggestivo borgo, abbiamo aggirato sulla destra il Montorfano, per raggiungere la dighetta. Percorso per un tratto il sentiero che fa il giro del lago, lo abbiamo abbandonato per seguire le indicazioni per l’alpe della Valle. Raggiunto l’alpe della Valle, abbiamo proseguito in direzione E, passando dalla baita isolata dell’alpe Naga (2210 m). A quota 2300 m circa, il sentiero fa un’ampia curva verso S. Arrivati al bivio per il passo di Pojala, il sentiero gira a NE e, con un percorso in leggera salita, arriva alla bocchetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo della gita: 3,15 ore alla bocchetta, 6 ore per la gita, comprese le soste.
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 1,77 km circa
Difficoltà: E

Val Formazza Punta Lebendun 24 Agosto 2020


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Relive ‘Punta Lebendun’

Una grande gita, lunga e con dislivello notevole, spesso senza sentiero, su giavine, facili roccette e ripidi pendii. Di straordinario fascino il dosso “lunare” su cui si stagliano le guglie bianche del Lebendun.

Lasciata l’auto ai piedi della diga di Morasco, abbiamo preso in sentiero che taglia i tornanti e porta al muraglione della diga. Percorsa la sinistra orografica del lago, abbiamo risalito il sentiero che sovrasta il rio del Sabbione (attenzione, tratto con rischio di caduta massi), fino ad un baitello isolato. Attraversato il rio del Sabbione, il sentiero prosegue sulla destra orografica in direzione della diga. Raggiunto il rifugio Mores, si abbandona il sentiero che porta al lago, per risalire a sinistra, su un sentiero che in breve porta al rifugio Somma Lombardo (2568 m). Pochi metri prima del rifugio, un sentiero si alza a sinistra, per percorrere con un lungo diagonale il ripido pendio della montagna. Giunti al colle sotto al Pizzo del Vallone, siamo scesi al lago di Ban (qui tutto si chiama Ban), seguendo rari ometti. Esiste anche un sentiero che percorre il versante opposto (destra orografica), leggermente più lungo ma che consente di non peredere quota. Superato il lago, abbiamo risalito un canale detritico che ci ha portato sotto alla parete E del Pizzo del Costone. Raggiunto un colle (2900 m ca) da cui ci si affaccia sul versante del Vannino, abbiamo risalito la spalla del Pizzo per un breve tratto su tracce di passaggio, per scendere poi in direzione dell’evidente dosso di detriti bianchi. Proseguendo con dolci saliscendi, si arriva ad ammirare le bellissime guglie bianche del Lebendun, che da sole meritano la salita. Ora la cima è davandi a noi e, cercando l’itinerio migliore tra facili roccette, in breve abbiamo raggiunto la croce di vetta (2935 m)

Discesa: in discesa non ci sono segni ne ometti. Abbiamo proseguito per cresta per un tratto in discesa. Raggiunto un colletto erboso, abbiamo deciso di scendere per il ripido prato, fino alla pietraia dove si incontra il sentiero che sale al passo del Vannino. Questo tratto è molto ripido e va percorso con la dovuta cautela. Probabilmente sarebbe stato più sicuro abbassarsi ancora un po’ per cresta prima di prendere il pendio aperto. Raggiunto il sentiero, l’abbiamo seguito in discesa fino al lago Sruer (2330 m). Proseguendo verso il Vannino, abbiamo incontrato il ripido sentiero che sale a sinistra e che ci ha portati al passo di Nefelgiù (2583 m). Una lunga discesa nel bel vallone di Nefelgiù ci ha portati all’alpe omonimo (2048 m), dove abbiamo trovato l’ampia mulattiera che scende al lago di Morasco. Gitona!

Tempo di salita: 5 ore alla Punta d Lebendun; 9,30 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1800 m circa
Sviluppo: 21 km circa
Difficoltà: EE/F

Condizioni: sentiero ben segnalato fino al lago di Ban, poi rari ometti. Sulla giavina sotto al Pizzo del costone non abbiamo trovato nulla. Le tracce riprendono al colle, fino all’attacco della cresta finale. In discesa nulla fino al sentiero che scende dal passo del Vannino, poi buon sentiero segnalato.

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Val Vigezzo Cima di Caneto 22 Agosto 2020


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Relive ‘Val Vigezzo Cima di Caneto’

Gita molto interessante: anche se a due passi dalle mete più popolari della val Vigezzo, questa cima viene raramente raggiunta. Come scrivono Frangioni e Crosa Lenz nella loro guida escursionistica della valle, “una meta per palati fini”.

Dopo aver portato alcune auto al Blitz, siamo tornati alla Vasca (974 m), da dove parte la gita. Superato il ponte su strada asfaltata, in prossimità di una curva a gomito parte il sentiero ben segnalato per la bocchetta di Sant’Antonio. A quota 1100 m circa, il sentiero spiana e porta all’alpe In Bies (1140 m). Si riprende a salire, sempre su buon sentiero, passando accanto a Crest e all’alpe Cortignasco (1681 m). Qui il sentiero diventa meno ripido, e ci conduce alla bocchetta di Sant’Antonio (1841 m). Il sentiero porta ad attraversare il versante N dello Ziccher, pressochè in piano, sul versante di Ganda Rossa. Superata una sella quotata 1821 m, proseguiamo sul sentiero che taglia il versante S della cima di Caneto. Ignorando le indicazioni per l’alpe Caneto, proseguiamo sul sentiero non sempre evidente che porta ad una sella quotata 1832 m. Deviando decisamente a O, risaliamo la facile cresta E della cima di Caneto, fino alla vetta (1913 m)

Discesa: tornati alla Bocchetta di Sant’Antonio, siamo saliti, su buon sentiero, alla cima dello Ziccher (1967 m). Scesi con un po’ di attenzione sull’accidentato versante opposto, abbiamo preso il sentiero che, passando per l’alpe Pragrande, ci ha portati al Blitz.

Tempo di salita: 2,50 ore alla cima di Caneto; 5 comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: buoni sentieri su quasi tutto l’itinerario, ad esclusione del tratto finale che porta alla cima di Caneto. Il primo tratto della discesa sul versante S dello Ziccher richiede un minimo di attenzione.

Val Vigezzo Giro del Passo Biordo 18 Agosto 2020


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Relive ‘Vigezzo Giro del passo Biordo’

Gita molto bella e lunga, su sentieri quasi sempre buoni, che consente di effettuare il periplo del Pizzo Ragno, visitando luoghi di grande interesse naturalistico ed etnografico.

Partiti dalla Baitina di Drugno (800 m ca), abbiamo preso il sentiero che sale, con ampi tornanti, verso Campra (1379 m). Raggiunto il bellissimo alpeggio, ci siamo diretti verso le ultime baite sulla destra, dietro le quali parte un sentiero che scende nella valle Antoliva, ad attraversare il rio presso una bella pozza. Sul versante opposto il sentiero sale, con tratti ripidissimi, ad incrociare il sentiero proveniente da Coimo. Proseguendo in direzione S, ormai fuori dal limite del bosco, si raggiunge l’alpe Fornale (1692 m). Il sentiero si districa tra grossi massi e cespugli di rododendri e mirtilli, e porta alla piccola sella del Passo Biordo (2061 m). Risalendo per tracce la dorsale O del Pizzo Nona, siamo arrivati ad una cimetta non quotata (2260 m ca) e abbiamo proseguito in direzione S fino ad un canale erboso che, senza percorso obbligato, ci ha consentito di scendere al laghetto superiore di Geccio. Proseguendo in discesa, siamo passati accanto al Castello, curiosa formazione rocciosa, dove è possibile vedere le tracce della lavorazione della pietra ollare. Il sentiero è ben marcato, e conduce prima all’alpe Geccio (1769 m) e poi al Cedo (1565 m). Abbandonato il sentiero che scende in valle del Basso, abbiamo preso il sentiero che taglia il versante con numerosi saliscendi, fino a raggiungere la Cappella di Larecchio (1694 m). Da qui inizia la lunga discesa che, passando dall’alpe la Cima (1503 m), con una bella mulattiera porta a Santa Maria Maggiore, nei pressi del campo da golf. Un breve tratto di strada asfaltata ci riporta a Druogno. Bella Gita

Tempo di salita: 3,45 ore al passo Biordo; 8,30 comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1750 m circa
Sviluppo: 21,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: itinerario molto vario. Ottima mulattiera fino a Campra, poi sentiero segnalato ma piuttosto impervio. Tracce di passaggio oltre il passo e fino ai laghetti, poi di nuovo buoni sentieri, anche se poco frequentati.

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Val Vigezzo Monte Ziccher 12 Agosto 2020


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Relive ‘Monte Ziccher’

Gita esplorativa, su un versante del monte Ziccher che non avevamo mai frequentato.

Lasciata l’auto nel pacheggio alla fine della strada che sale da Craveggia (1180 m ca), ci siamo diretti verso il rifugio del Blitz, su un’ampia strada sterrata. Proseguendo in leggera discesa, la stada lascia posto al sentiero e siamo in breve arrivati all’alpe Cailina (1135 m). Qui si abbandona il sentiero principale, e si segue uma labile traccia che sale nel bosco. Il sentiero è poco frequentato e ancor meno segnalato, ma con un po’ di attenzione si arriva all’alpe degli Orti (1223 m). Da qui il sentiero svanisce definitivamente, ma con l’aiuto della carta e del GPS, abbiamo raggiunto la baita isolata a quota 1480 m. Oltre alla baita, ci siamo trovati su pendii ripidi, invasi da altissime felci. Il percorso era esatto, tanco che a tratti si intravedeva qualche segno di vernice bianco rossa e un tratto con una catena, ma il sentiero è stato completamente fagocitato dalla vegetazione, e procedere è difficile e faticoso. Usciti dalle felci si ritrova il sentiero che porta all’alpe Caneto (1766 m), bel balcone adagiato su un pendio pietroso e magri pascoli. Seguendo il sentiero pianeggiante in direzione OSO, si passa sul versante di Ganda Rossa, e si arriva alla bocchetta di Sant’Antonio (1841 m). Una breve salita su sentiero evidente ci porta in breve alla frequentata vetta dello Ziccher (1967 m).

Tempo di salita: 4 ore allo Ziccher; 5,30 comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: itinerario di salita poco frequentato. Il sentiero spesso sparisce, invaso dalla vegetazione. Da evitare, se non viene pulito. Dall’alpe Caneto il sentiero è ben marcato e segnalato.


Val Vigezzo Cima del Sassone e Pizzo Formalone 10 Agosto 2020


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Relive ‘Vigezzo Cime Sassone e Formalone’

Bella gita, che con un percorso ad anello porta a percorrere tutta la testata della valle del Rio Vasca, su sentieri quasi sempre buoni e panorama incantevole.

Lasciata l’auto sul ponte all’uscita di Craveggia (980 m ca.), ho salito la scaletta di cemento e il ripido sentiero che sale alto sopra al torrente. Raggiunte alcune baite, il sentiero si perde, ma grazie alla traccia GPS riesco a risalire il bosco fino a ritrovare il sentiero che porta a Cascine di Mezzo (1280 m). Da qui, un sentiero in mezza costa mi porta ad un gruppo di cascine, dove incontro la ripidissima mulattiera che sale ad incrociare la strada che, con una serie infinita di tornanti, porta alla Colma (1670 m). Fortunatamente un sentierino, anche se ripido e faticoso, consente di abbreviare il percorso. Da qui, un bel sentiero in leggera salita porta a percorrere tutta la testata della valle. Una breve deviazione consente di visitare, pochi metri sotto alla Bocchetta della Cima (1955 m), la bella Cappelletta della Madonna del Rosario, con begli affreschi settcenteschi. Tornato al bivio, sono rimasto alto sopra al sentiero e ho raggiunto la Cima del Sassone (2085 m). Sceso con cautela dalla cresta E, facile ma esposta, ho proseguito per cresta, fino all’ebosa cima del Pizzo Formalone (2062 m). Un sentiero evidente porta, con una ripida discesa, alla bocchetta di Sant’Antonio (1841 m). Da qui si scende in direzione SO su sentiero ben segnalato, verso l’alpe Cortignasco (1681 m). Proseguendo in discesa, il sentiero tocca l’alpe Crest e In Bies, per arrivare alla strada asfaltata, nei pressi della Vasca. Da qui, in breve, sono tornato alla macchina

Tempo di salita: 4 ore alla Cima Sassone; 8 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1250 m circa
Sviluppo: 16 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: gita molto bella, su sentieri quasi sempre buoni, anche se non molto segnalati. Solo la prima parte è un po’ da cercare. E’ possibile evitare questo tratto partendo da Craveggia e seguendo la strada per l’alpe Fontana.


Valle Anzasca – Capanna Sella 1 Agosto 2020

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Relive ‘Capanna Sella’

CAPANNA EUGENIO SELLA DA PECETTO

Dopo anni di abbandono, la sezione del CAI di Macugnaga, che ne ha rilevato la proprietà, ha dato avvio ai lavori di sistemazione di questo storico rifugio. Ottima scusa per andarlo a vedere.

Si parte da Pecetto (1358 m), e si percorre per un tratto la pista del Burki. Appena prima della stazione intermedia della seggiovia, si prende il sentiero che sale a destra e porta all’Alpe Roffelstaffel. Il sentiero è ripido e con tratti tagliati nella roccia. Giunti al bivio per l’alpe Jazzi, si continua a destra, per ripidi prati, su sentiero che a volte si perde un po?. La direzione è comunque evidente, e i numerosi ometti non lasciano dubbi sul percorso. Arrivati al nevaio, lo si attraversa quasi in piano, e si raggiunge la placconata sul lato opposto. Risalitala, in pochi ninuti di facile sentiero si arriva al rifugio.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero non sempre evidente, ma numerosi ometti indicano la via. Neve portante ma non dura. Utili i ramponi

Tempo di salita: 4,45 ore comprese le soste
Dislivello: 1700 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

Valle Antrona Pizzo Ciapè 11 Luglio 2020

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Relive ‘Pizzo Ciapè’

PIZZO CIAPE’

Una meta ingiustamente poco frequentata, con itinerario vario e impegnativo, nonostante il dislivello non eccessivo.

Lasciate le auto all’alpe Campo, si prende il sentiero che scende in direzione del tornante. Un breve tratto in falsopiano e si attacca la salita che, in breve, porta a Cama Inferiore (1612 m) su buon sentiero, anche se molto ripido e poi Cama Superiore (1866 m) su poche tracce. Puntando alla spalla erbosa, si salgono i prati senza percorso obbligato. Sulla dorsale la traccia diventa più evidente, e si sposta sul versante S, con un sentiero pianeggiante che taglia il ripidissimo pendio. Tornati sulla dorsale la si segue fino all’anticima. Scesi pochi metri, si traversa il pendio sotto alla vetta, fino ad un colletto a N della cima. Un breve tratto di roccia, in pochi minuti porta in vetta (2394 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: buon sentiero fino a Cama inferiore, poi solo poche tracce di passaggio e qualche raro cartello. La direzione è comunque sempre evidente. Il tratto di cresta che porta in vetta, bagnato dalla pioggia, era particolarmente scivoloso, tanto che abbiamo preferito mettere una corda fissa per superare la placca.

Tempo di salita: 3,30 ore comprese le soste
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: EE/F

Valle Anzasca – Colle d’Egua 4 Luglio 2020

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Relive ‘Colle d’Egua’

COLLE BARANCA E COLLE D’EGUA

Da diversi anni non venivamo in questa zona e ci eravamo scordati della bellezza dei suoi paesaggi e della dolcezza dei pascoli. Gita bellissima, che merita di essere maggiormente frequentata. D’obbligo una visita ai ruderi di villa Lancia.

Si parte da Piè di Baranca (1195 m), alla fine della strada asfaltata. Attraversato su un bel ponte il torrente Olocchia, inizia il sentiero che si inerpica ripido nel bosco. Si passa nei pressi dell’alpe Oreto (1724 m) e si prosegue fino al Colle Baranca (1824 m) dove si trovano le baite e le case dell’alpe Selle. Poco lontano ci sono i resti di Villa Lancia, affacciati sul limaccioso lago di Baranca. Si devia a NO e, con un ampio giro in senso antiorario sotto alla cima dei Turni si prosegue la salita in direzione SO fino al colle d’Egua (2239 m), dove è stato sistemato un bel bivacco. Proseguendo sulla dorsale alle spalle del bivacco siamo arrivati ad una cima quotata 2331 m.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato.

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: E