Monte Mars Via Innominata 9 Luglio 2022


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Eravamo già stati qui per percorrere la bella cresta Carisey; abbiamo voluto tornare per provare un altro itinerario, più lungo e impegnativo sullo sperone S del monte Mars. Anche questa volta siamo saliti dal versante valdostano. La via è stata riattrezzata nel 2019 dalla Guida Alpina Gianni Lanza, infaticabile valorizzatore di queste montagne.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio di Pian Coumarial (1450 m), piccola frazione di Fontainemore, per prendere il sentiero 3A e le indicazioni per il rifugio Coda. Si passano alcuni alpeggi, alternando tratti su mulattiera ad altri su sentiero. Prima di un ponte in legno, abbiamo preso il sentiero che sale a sinistra. Raggiunta la conca dov’è adagiato un minuscolo laghetto, abbiamo lasciato il sentiero 3A per seguire le indicazioni per il rifugio Coda. Con una ripida salita che fa guadagnare rapidamente quota, in breve siamo arrivati al Colle Sella (2240 m). Scendendo sul versante Biellese, si percorre un tratto del sentiero GTA in direzione di Oropa. Appena prima del tratto attrezzato con catene a monte e mancorrente a valle si trova l’attacco della via indicato da una targhetta con il nome. Pochi metri a sinistra dell’Innominata parte un’altra via..

L1, 25 m, IV; bella placca verticale con buone prese, uscire su terrazzino sosta con 2 spit da collegare.

L2, 30 m, IV+/V; placca e strapiombino; uscita a destra, ignorando lo spit che si vede in alto a sinistra (altra via). Sosta con 2 spit collegati da cordino e anello di calata.

L3, 30 m, IV; superare la placca verso destra poi puntare al diedro alla cui base si sosta su 2 spit.

L4, 30 m IV+; salire il diedro su belle lame e proseguire in placca e raggiungere la sommità del primo salto tenendosi a destra, ignorando la sosta di calata a sinistra. Sosta con 2 spit+ anello

L5, 30 m II; salire il facile tratto erboso, aggirare a sinistra o risalire lo sperone roccioso e raggiungere una roccia staccata. Sosta con 1 spit.

L6, 30 m IV; alzarsi in spaccata sfruttando la roccia staccata, e proseguire poi più facilmente fino alla sosta con 1 spit.

L7, 30 m IV+; risalire la spaccatura, poi facili placche. Cordino di sosta su uno spuntone.

L8, circa 70 m, II; percorrere la cresta orizzontale e poi in discesa con facili passaggi, risalendo poi a destra il pendio erboso verso un camino, alla cui base si vede una targhetta con il nome della via. Possibilita di conserva protetta; 2 spit e spuntoni

L9, 30 m, IV+; salire il facile camino e uscire sul bellissimo spigolo aereo con buone prese, sosta con 2 spit.

L10, 25 m; V-; bella placca lavorata, sosta con 2 spit.

L11, 30 m; seguire la facile cresta III risalire un ostico risaltino 5c/A0 e proseguire sulla cresta fino alla sosta prima del tratto erboso su 1 spit.

L12, 30 m; II superare il pendio erboso verso sinistra, alla base di uno sperone roccioso (targhetta con il nome della via) sosta con 1 spit.

L13, 30 m; IV+ ; salire la placca poi il camino e uscire versodestra, sosta con 1 spit.

L14-L15 30+30 m ; due facili tiri che si possono accorpare e percorrere in conserva protetta: percorrere la cresta, aggirare a sinistra gli spuntoni e risalire a destra verso un passaggio squadrato. Sosta su uno spit

L16, 30 m, III; salire la cresta su placca abbattuta ed unmuretto. Sosta con 1 spit.

L17, 30 m, IV; continuare sul filo di cresta. Sosta con 1 spit.

L18, 30 m, III aggirare a destra lo sperone della cresta, poi a sinistra attraversare in orizzontale con passo facile ma esposto. Risalire facilmente le roccette tra i rododendri. Sosta su 1 spit.

L19, 30 m, III scendere qualche metro a sinistra ad aggirare due spuntoni e salire un facile diedro e portarsi alla base della evidente fessura con quarzo, sosta da attrezzare su spuntone.

L20, 15 m, 5c/A0; fessura molto bella accanto a una vena di quarzo, da affrontare in dulfer. Volendo, a metà della fessura è possibile uscire in verticale con passi divertenti, sfruttando due vecchi chiodi. Sosta con 2 spit.

L21, 30m, III; salire verso destra su un blocco appoggiato, poi per placche abbattute e cresta arrotondata , sosta con 1 spit. Questo tiro è facile ma non abbiamo trovato spit. Possono essere utili friend medio piccoli.

L22, 30 m, I; seguire la cresta in conserva fino alla cima del Dado, indicata da un ometto.


DISCESA: dalla sommità del Dado, si può proseguire per facile cresta (II e passaggi erbosi) fino al colle dove si incontra il sentiero attrezzato che porta al Monte Mars, oppure scendere lungo la Carisey per una decina di metri, fino a reperire una targhetta bianca e la sosta di calata. Con una doppia di 10/15 m si arriva alla base del Dado. Da qui abbiamo scelto di scendere il canale franoso sul versante valdostano con una doppia da trenta metri (cordone e anello di calata su un masso) e un po’ di attenzione a non smuovere i sassi. Pochi metri più in basso si incontra il sentiero che, dopo un tratto a mezza costa con corde fisse, porta ad incrociare l’itinerario di salita poco sotto al passo.

Attrezzatura: corda da 60 m, 10 rinvii, qualche friend non indispensabile.

Tempo di salita: 2,30 ore al’attacco, 5 ore per cresta, 3 ore per il rientro.
Dislivello: 800 m circa all’attacco, 450 m di sviluppo per la cresta
Sviluppo: 12,6 km circa
Difficoltà: D+, IV obbligatorio, 5c a0

Condizioni: magnifica via, lunga e di soddisfazione, su roccia bellissima e solida. Un ottimo granito ricco di appigli e appoggi. La via, tranne il 21° tiro, è tutta attrezzata. Alcuni tiri possono essere accorpati. I tratti erbosi richiedono attenzione. Il sentiero di avvicinamento è ben segnalato, così come la discesa sotto al canale.


Oropa Monte Tovo La Coda del Drago 2 Giugno 2022


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Relive 'Coda del Drago'

Oropa è un bel posto, che offre nomerose possibilità a chi voglia cimentarsi su ottima roccia e difficoltà contenute. Oggi abbiamo scelto una via di cresta, molto divertente e varia, con difficoltà massima 5a.

Avvicinamento: raggiunta Oropa, si prosegue in direzione della galleria Rosazza. Dopo poco più di un chilometro si incontra un finto rudere denominato Delubro, dove si può parcheggiare lungo la strada. Si imbocca la strada sterrata che parte accanto al rudere e la si segue, superando un tetto roccioso (Tetto della Pissa). Poco dopo si incontra un sentiero poco visibile, segnato da scritte gialle sbiadite e ometti, che risale il bosco. Noi non l’abbiamo visto e abbiamo proseguito sulla mulattiera. Superata la ferrata, abbiamo preso il sentiero D13-D14, che sale a destra e torna in direzione della ferrata. Dopo averla superata, abbiamo finalmente individuato il sentierino che risale il canale erboso (scritta nera poco visibile su un sasso) e porta all’attacco della via.

Itinerario:
La via è ottimamente attrezzata, così come le soste. I tiri non superano i 30 metri.
L1: , 5a; 25 m nuretto a tacche, con bella uscita (attaccando a sinistra è possibile raggiungere la stessa sosta su un muretto verticale (5c)
L2: aggirato un masso, si scala lo spigolo del secondo torrione. Un diagonale a destra porta alla sosta 4b 30m.
L3: si segue la cresta, iniziando con una breve discesa un po’ ostica. Attualmente è presente un cordino che aiuta ad arrivare a terra.
L4: si sale in direzione dell’evidente tetto che caratterizza l’uscita della via 4b
L5: bella paretina verticale ben manigliata che porta sotto al tetto 4c; 15 m
L6: partenza su placca e buone prese che consentono di spostarsi a sinistra e superare il tetto. Un cordone sull’ultimo spit aiuta a superare il tratto erboso che porta alla sosta 5a; 15 m
Attrezzatura: corda da 60 m, 10 rinvii, materiale per la doppia

Discesa: dalla sosta ci si cala a sinistra della cresta (30 m). Raggiunta la base della parete verticale, si seguono le ripide tracce che scendono costeggiando la cresta, fino ad incontrare il sentiero di salita

Tempo di salita: 40 minuti al’attacco, 1,30 ore per la via.
Dislivello: 150 m circa all’attacco, 150 m di sviluppo
Difficoltà: 5a, 4c obbligatorio

Condizioni: il sentiero di accesso è poco visibile. Abbiamo avuto qualche difficoltà a trovare l’attacco. Cresta molto divertente, ottima la roccia, così come l’attrezzatura a spit. Due cordoni presenti sul 4° tiro. Tutte le soste sono collegate.

Valsessera Punta Pissavacca. Via della Discordia e Due Valli 17 Luglio 2021


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Relive ‘Punta Pissavacca’

Era gia salito a questa cima, percorrendo la lunga cresta dal Monte Cornabecco, ma questa volta abbiamo deciso per due vie alpinistiche che, concatenate, portano alla vetta.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto presso la chiesetta delle Piane e preso il sentiero G1, ampio e ben segnalato, porta al rifugio Barone. Attraversato un rio con un ponticello in ferro, abbiamo proseguito per un breve tratto, fino ad incontrare i cartelli che segnalano la Palestra Oliva e le vie. Lasciato il sentiero che porta ad una facile placca appoggiata, siamo saliti dritti per il ripido prato, fino alla targhetta che segnala l’inizio della via.

Itinerario:
La via della discordia è di 6 tiri e molto facile. Credo che non superi il 4c. E’ottimamente attrezzata, a fix e anelli di calata in tutte le soste. I tiri non superano i 25 metri. Per velocizzare la progressione conviene accorpare i tiri a due a due.
Arrivati alla fine della via, rimessi gli scarponi, si percorre un lungo traverso a sinistra, in direzione delle evidenti placche. Presto si vede la targhetta della prima via (Braccio di ferro). Poco oltre, leggermente più in basso, parte la via 2 Valli, di 10 tiri.
Questa è un po’ più impegnativa della precedente, con qualche bel passaggio su placca e un divertente muretto verticale sull’ultimo tiro (5b). Come la precedente, può essere percorsa a due tiri per volta, facendo un po’ di attenzione agli attriti della corda. Anche questa via e perfettamente attrezzata, con fix e soste con anello di calata.

Alla fine della via si prosegue in conserva protetta per altri 150 m circa, sfruttando i fix e le soste presenti. Arrivati ad una selletta ci si può slegare, e proseguire sulla facile cresta che porta alla vetta della Punta Pissavacca.

Attrezzatura: corda da 60 m, 12 rinvii. Non occorre integrare.

Discesa: dalla croce di vetta si scende con evidente sentiero, a tratti attrezzato, fino al confortevole rifugio Monte Barone. Da qui un facile sentiero riporta alle Piane (2 ore dalla cima)

Tempo di salita: 30 minuti al’attacco, 4 ore per le vie e la cresta finale.
Dislivello: 100 m circa all’attacco, 1100 m totale. Sviluppo 150 m + 300 m
Difficoltà: 5b

Rocca d’Argimonia via SK2 13 Giugno 2020


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Non conoscevo questa zona. L’ho scoperta casualmente da un post di FB, che la consigliava e, a parte l’avvicinamento avventuroso, devo dire che è stata una bella sorpresa. Roccia bella e nel complesso solida, per una via di difficoltà classiche, da affrontare con gli scarponi. Nel complesso un bell’itinerario.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto nel piccolo slargo tra le due gallerie, poco prima di raggiungere Bielmonte. Una traccia di sentiero sale a destra, tra le fitte felci. Poco dopo il sentiero sparisce, sommerso dalla vegetazione. Salendo a vista, abbiamo raggiunto una baita isolata, per attraversare poi verso sinistra in direzione di una pietraia che si vede alla base delle placche rocciose. Raggiuntala, abbiamo ritrovato gli ometti che portano all’attacco della via.

Itinerario:
La via è ottimamente attrezzata, così come le soste. I tiri non superano i 30 metri.
L1: placca, III;
L2: è il passo chiave della via V, comunque ben protetto e azzerabile;
L3: placca, IV;
L4: trasferimento a destra su erba;
L5: placca, III;
L6: spigolo, III;
L7: successione di brevi saltini, III;
L8: trasferimento a destra su erba; spit su masso affiorrante
L9: placca, III.

Attrezzatura: corda da 30 m, 8 rinvii.

Discesa: arrivati al termine della via si incontra un bel sentiero che, in direzione E, percorre la cresta. Raggiunta una cappelletta, si scende in direzione di un colle con dei ripetitori. Da qui un comodo sentiero scende alla strada.

Tempo di salita: 20 minuti al’attacco, 2 ore per la via.
Dislivello: 100 m circa all’attacco, 250 m di sviluppo
Difficoltà: V. III obbligatorio

Condizioni: sentiero di accesso invaso dalla vegetazione; si perde dopo pochi metri. La direzione è comunque evidente e, anche se con qualche divagazione siamo arrivati all’attacco. La pioggia del giorno precedente ha reso la roccia scivolosa, proprio nei tratti più impegnativi.

Monte Mars Cresta dei Carisey 13 Luglio 2019


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Relive ‘Morning Jul 13th’

Da qualche tempo avevamo in mente di percorrere questo itinerario, di cui avevamo sentito parlare, ma in una zona che frequentiamo poco. Veramente una bella cresta, aerea e affilata, ma mai troppo difficile, per un divertimento continuo su tutto il percorso. Non per niente è una super classica di queste montagne. Per evitare di dover fare le cose di corsa, siamo saliti dal versante valdostano, eliminando così l’assillo degli orari della funivia.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio di Pian Coumarial (1450 m), piccola frazione di Fontainemore, per prendere il sentiero 3A e le indicazioni per il rifugio Coda. Si passano alcuni alpeggi, alternando tratti su mulattiera ad altri su sentiero. Prima di un ponte in legno, abbiamo preso il sentiero che sale a sinistra. Raggiunta la conca dov’è adagiato un minuscolo laghetto, abbiamo lasciato il sentiero 3A per seguire le indicazioni per il rifugio Coda. Con una ripida salita che fa guadagnare rapidamente quota, in breve siamo arrivati al Colle Sella (2240 m). Pochi metri a sinistra del colle attacca la cresta.

Itinerario: si segue il filo con passi di II/III fino ad arrivare in cima ad un salto, per scendere un breve camino. Si prosegue sempre sul filo, con difficolta che non superano il III. In caso di dubbi , gli spit abbastanza numerosi aiutano nella scelta della via. Raggiunta la Punta Amici (2338 m), la cresta diviene pressochè orizzontale. La si segue scendendo su placche molto aeree ed esposte, con passaggio molto divertenti. Si arriva ad un dosso che si risale puntando allo spigolo di destra che si supera con passo di III, bello esposto. Si risalgono delle facili placche per arrivare ad una sosta che ci consente di scendere il difficile tratto dell’Inginocchiatoio. Poco oltre, dopo un tratto in conserva, si raggiunge il cosiddetto Dado, che costituisce il passo chiave della via. Si obliqua verso destra, per raggiungere un primo spit nei pressi dello spigolo. Un secondo spit poco sopra consente di uscire in sicurezza alla sosta VI-. Dal Dado, si prosegue in discesa lungo la cresta con passi di II, oppure per tracce di sentiero sul versante biellese, sino ad arrivare ad un colletto dove si incrocia la via normale al Monte Mars. Una serie di canaponi e una noiosa giavina riportano al laghetto, dove si incrocia il sentiero di salita.

Attrezzatura: corda da 40 m, 5/6 rinvii, qualche friend. Consigliato il casco.

Tempo di salita: 2,15 ore al’attacco, 4,30 ore per cresta.
Dislivello: 800 m circa all’attacco, 200 m per la cresta
Sviluppo: 11,2 km circa
Difficoltà: AD

Condizioni: roccia bellissima e solida. Un ottimo granito ricco di appigli e appoggi. Il sentiero di avvicinamento è ben segnalato, così come la discesa dal colle. Nel complesso un bellissimo itinerario, che consiglio vivamente.


Monte Barone 19 Novembre 2017


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VALSESSERA MONTE BARONE PER LA CRESTA SE (2044 m)

Gita molto interessante, che consente di raggiungere la vetta del Monte Barone concatenando una serie di cime minori, con divertente percorso di cresta e brevi tratti di facile arrampicata.

Partiti dalla chiesetta delle Piane ( m) abbiamo preso il ripido sentiero G4, che risale nel bosco. Usciti dalla vegetazione si incontra il sentiero G7 che porta al Rifugio dell’alpe Ponasca. Noi invece proseguiamo dritti e saliamo il largo crestone, con percorso segnalato da bolli rossi, fino alla croce del Monte Gemevola o Cornabecco (1576 m). Qui il sentiero finisce e si scende per tracce di passaggio, ad affrontare la lunga cresta che porta alla Punta Pissavacca (1659 m). Aggirando a sinistra un ultimo risalto,  arriviamo ad incrociare il sentiero della normale (G8), che seguiamo fino alla vetta.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario fino al bivio, per scendere poi al Rifugio. Da qui abbiamo seguito il sentiero G1, meno diretto ma più panoramico del G8, e siamo tornati a le Piane

Tempo di salita: 3,45 ore, 7 ore per la gita.
Dislivello: 1400 m circa con le numerose risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EEA

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato fino alla cima Gemevola. Solo tracce discontinue di passaggio da qui fino al bivio con la normale. Alcuni tratti richiedono l’utilizzo delle mani. Il tratto più ostico, pochi metri verticali, è facilitato da una corda fissa.


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