Devero Punta della Rossa Spigolo SE 20 Giugno 2020

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Grande classica del Devero, una delle più belle vie dell’Ossola. Non la ripercorrevamo da qualche anno e, con gli scarponi, ci ha impegnai più di quanto ricordavamo. Bellissima salita, non troppo difficile ma vietato sbagliare, vista l’esposizione, come dimostrano le numerose targhe commemorative che si trovano sulla via.

Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 5/6 rinvii, qualche friends, nuts, fettucce e cordini.

Da Devero (1600 m) si percorre la piana in direzione di Cantone, per prendere il sentiero che sale ai Piani della Rossa (2050 m), passando da Campello, Accanto al grosso masso erratico si stacca un sentiero che sale a sinistra. Seguirlo per un tratto per salire poi il pendio erboso. Quando questo si restringe, attraversare a destra sotto alla fascia rocciosa, per raggiungere una spalla, che affaccia sull’altopiano della bocca della Rossa. Qui il sentiero è più evidente e i numerosi ometti non lasciano dubbi sull’itinerario. Seguendo il filo dello spigolo si arriva all’attacco.

Le lunghezze di corda sono 10/12, a seconda di dove si decide di fare le soste. Noi ne abbiamo fatti 10.

L1  IV, 40 metri: dal terrazzo salire a sinistra (II) per arrivare ad un risalto verticale.
Salire una lama leggermente strapiombante e traversare a destra. Sosta su chiodi, qualche chiodo di passaggio.

L 2, III, 40 metri: salire lo spigolo proprio sopra la sosta, poi proseguire a destra per arrivare al bordo di un terrazzo. Sosta su spit.

L3, IV, 40 m: superare alcuni enormi blocchi (III) fino sotto a una fessura strapiombante; superare in leggero obliquo a sinistra uno strapiombino ben appigliato (IV+), guadagnando il comodo terrazzo con la sosta (40 m).

L4, III, 40 m: dalla sosta a sinistra per placca facile si supera una targa Murgia. Si continua a salire diagonalmente a sinistra, fino a sostare su spit alla base di un camino.

L5, V, 35 m: dalla sosta salire il muretto verticale di non facile interpretazione (è il passo della mano, punto chiave della via), per attraversare poi su facile placca verso destra. E’ consigliabile fare la sosta prima di salire i grossi blocchi che portano al terrazzino della sosta.

L6, IV+, 25 m: salito un muretto si affronta un bel diedro, fino ad un terrazzino. Sosta su due fix.

L7, IV,40 m: siamo al passo più famoso e caratteristico della via: il Caimano, non difficile ma certamente emozionante. Si sale la larga lama, per passare con una spaccata sulla parete, distante oltre un metro. Si attraversa verso destra per salire poi un muretto verticale ben appigliato. Sosta su due fix.

L8, II+ 40 m: abbiamo affrontato questo tratto in conserva, attraversando a sinistra per facili gradoni, fino a raggiungere due soste (usare quella a destra).

L9, IV, 25 m: superare in dulfer la fessura verticale a destra della sosta e salire il breve muro successivo.

L10, IV, 25 m: affrontare il camino (spesso, come oggi, bagnato), o lo spigolo alla sua sinistra (III+); una bella fessura verticale (IV+) porta sul terrazzo di sosta.

Discesa: con 5 doppie da 60 metri su Mania Verticale. Dalla sosta di uscita della via, spostarsi a sinistra per una cinquanta di metri, ignorando una sosta su tre spit arruginiti, fino ad un cordone su un masso. La sosta con anello di calata è proprio sul bordo della parete.

Tempo di salita: 2,40 ore all’attacco, 4/5 ore per la via.
Dislivello: 950 m circa all’attacco
Sviluppo: 11 km circa, andata e ritorno; 350 m la via

Condizioni: itinerario pulito. Si arriva all’attacco senza toccare la neve.


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Rocca d’Argimonia via SK2 13 Giugno 2020


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Non conoscevo questa zona. L’ho scoperta casualmente da un post di FB, che la consigliava e, a parte l’avvicinamento avventuroso, devo dire che è stata una bella sorpresa. Roccia bella e nel complesso solida, per una via di difficoltà classiche Un da affrontare con gli scarponi. Nel complesso un bell’itinerario.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto nel piccolo slargo tra le due gallerie, poco prima di raggiungere Bielmonte. Una traccia di sentiero sale a destra, tra le fitte felci. Poco dopo il sentiero sparisce, sommerso dalla vegetazione. Salendo a vista, abbiamo raggiunto una baita isolata, per attraversare poi verso sinistra in direzione di una pietraia che si vede alla base delle placche rocciose. Raggiuntala, abbiamo ritrovato gli ometti che portano all’attacco della via.

Itinerario:
La via è ottimamente attrezzata, così come le soste. I tiri non superano i 30 metri.
L1: placca, III;
L2: è il passo chiave della via V, comunque ben protetto e azzerabile;
L3: placca, IV;
L4: trasferimento a destra su erba;
L5: placca, III;
L6: spigolo, III;
L7: successione di brevi saltini, III;
L8: trasferimento a destra su erba; spit su masso affiorrante
L9: placca, III.

Attrezzatura: corda da 30 m, 8 rinvii.

Discesa: arrivati al termine della via si incontra un bel sentiero che, in direzione E, percorre la cresta. Raggiunta una cappelletta, si scende in direzione di un colle con dei ripetitori. Da qui un ccomodo sentiero scende alla strada.

Tempo di salita: 20 minuti al’attacco, 2 ore per la via.
Dislivello: 100 m circa all’attacco, 250 m di sviluppo
Difficoltà: V. III obbligatorio

Condizioni: sentiero di accesso invaso dalla vegetazione; si perde dopo pochi metri. La direzione è comunque evidente e, anche se con qualche divagazione siamo arrivati all’attacco. La pioggia del giorno precedente ha reso la roccia scivolosa, proprio nei tratti più impegnativi.

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Mottarone Anello da Granerolo 6 Giugno 2020

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MOTTARONE DA GRANEROLO

Prima uscita post COVID con gli amici del GAM Verta. La scelta cade sul Mottarone, che offre numerose varianti di salita, e su un itinerario insolito, con partenza da Granerolo.

Dal parcheggio all’ingresso del paese (373 m), una stradina asfaltata sale in direzione NE. Superata una strada sterrata, si sale su bel sentiero in mezzo al bosco. Intorno a quota 900 m si incontra il sentiero che proviene da Gravellona. Poco oltre ci sono le baite dell’alpe Colma (920 m). Il sentiero ora volge a S e segue il costone che separa il rio Granerolo dal rio Grisolo. Superata la cima Cusio, il sentiero si dirige verso lo skilift la Rossa e incontra la strada che porta al piazzale. Pochi minuti di salita accanto allo skilift del Baby e si arriva alla grande croce di vetta (1491 m).

Discesa: dalla croce siamo tornati al piano dei milanesi e al laghetto artificiale. Seguendo la strada della cava, abbiamo preso il bel sentiero panoramico che scende all’alpe Bertogna. Dall’alpe, nei pressi di un traliccio dell’alta tensione, si stacca sulla destra un bel sentiero che, con vari saliscendi, porta ad attraversare il rio Inferno. Qui si incontrano i resti della decauville che portava i blocchi di granito dalla cava a Granerolo. E’ un’opera impressionante, costruita con blocchi di granito con funzione di traversine e rilevati in pietra dove il terreno crea avvallamenti. Questo tratto del sentiero, abbandonato per lungo tempo, è stato recentemente magnificamente pulito e ripristinato dagli Gnomi del Mastrolino.

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato . fino a Bertogna. Da qui a Granerolo non ci sono cartelli indicatori, ma il percorso è sempre evidente. L’attraversamento del rio Inferno può essere problematico in caso di forti precipitazioni

Tempo di salita: 2,45 ore comprese le soste; 6 per tutto il giro
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 14 km circa
Difficoltà: E

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Valle Strona Cima Capezzone 30 Maggio 2020

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CIMA CAPEZZONE DA CAMPELLO MONTI

Il paesino di Campello Monti è un piccolo gioiello Walser, arroccato alla testata della Valle Strona. Anche solo una visita ripaga della lunga e tortuosa strada che sale da Omegna. Dal paese partono numerosi interessanti itinerari escursionistici. Il Capezzone, cima più alta della valle, è uno dei più classici.

Dal parcheggio all’ingresso del paese (1305 m), si prende la stradina lastricata che sale alla chiesa. Da qui parte un sentiero in leggera salita. Superato un ponte in ferro, si lascia il sentiero che prosegue verso la bocchetta di Rimella, per prendere la traccia che sale a destra, in direzione della Piana di Via (1715 m). Il sentiero prosegue in direzione SO per un ripido tratto, per volgere poi a N e raggiungere, con una salita più dolce, l’alpe Capezzone (1845 m). La traccia è sempre evidente e attraversa gli ampi pascoli dell’alpeggio, dirigendosi alla bastionata rocciosa, che si aggira a sinistra. Un lungo diagonale oprta al bivacco Traglio e al laghetto del Capezzone. Aggirato il lago sulla destra, si salgono ampi pendii erbosi e noiose pietraie, per ora ancora coperte da residui nevai, fino ad arrivare al colle della Crocetta, che separa la cima Capezzone dalla cima Lago. Volgendo a destra, su tracce di sentiero, si raggiunge la vetta del Capezzone (2421 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato su tutto l’itinerario. Qualche nevaio oltre il lago, che non crea problemi .

Tempo di salita: 3,15 ore comprese le soste, con molta calma
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: E

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Devero – Grande Est 24 Maggio 2020


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Il grande Est di Devero è un magnifico altopiano, che si estende ai piedi dei monti Sangiatto e Corbernas, su una quota tra i 2000 e i 2300 metri. Il percorso non è obbligato, ed esistono numerose varianti. Oggi abbiamo percorso una delle più lunghe e complete.

Siamo partiti da Cologno (1589 m), prima della galleria, e abbiamo preso il sentiero che sale verso la Forcoletta. Prima di raggiungerla, si incontra un sentiero che sale a destra e porta all’alpe Fontane (1910 m). Si prosegue in direzione E fino a quota 2040 m circa, dove si incrocia il sentiero che proviene da Agaro, e lo si prende in direzione N. Qui inizia l’altopiano costellato di laghi, il primo dei quali, il lago superiore del Sangiatto, è poco più avanti. Si prosegue con dolci saliscendi, passando alle pendici di Sangiatto e Corbernas, per raggiungere l’omonimo alpeggio. Il sentiero si inoltra in una valletta, per uscire su un pendio, in vista del lago di Devero. Un tratto in ripida discesa, oggi con neve ancora ancora dura, porta all’alpe della Valle. Da qui abbiamo abbandonato il sentiero che prosegue a sinistra, per inoltrarci nella bella valletta che porta all’alpe Nava. Abbandonato il sentiero per la Bocchetta della Valle, ci siamo tenuti a sinistra fino a quota 2320 m circa. Tornando a O, abbiamo cercato un passaggio che ci permettesse di uscire dalla valletta per portarci sugli ampi pascoli dell’alpe della Satta. Perdendo dolcemente quota, abbiamo superato i laghi della Satta per raggiungere l’alpe Forno Inferiore. Da qui un’ampia mulattiera scende verso il lago di Piamboglio, attraversando in qualche tratto dei ripidi tratti innevati. Seguendo il torrente, abbiamo raggiunto il lago di Devero, che abbiamo costeggiato in tutta la sua lunghezza. Scesi a Crampiolo, ci siamo diretti a corte d’Ardui e seguendo il bel sentiero sulla sinistra orografica del Torrente Devero, siamo arrivati Ai Ponti. Il sentiero che scende al parcheggio è inagibile, quindi abbiamo percorso un breve tratto di strada asfaltata e preso la scorciatoia che scende alla galleria (attenzione, è parzialmente franata). Da qui una mulattiera sale a destra della galleria, per attraversare poi a sinistra e ricongiungersi al sentiero di salita, che ci ha riportati alle auto. Gitona bellissima.

Tempo della gita: 8 ore comprese le soste.
Dislivello: 1170 m circa
Sviluppo: 21,7 km circa
Difficoltà: EE

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Valle Strona – Monte Massone 16 maggio 2020

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MASSONE DALLA LOCCIA

Terminata l’emergenza sanitaria, si può finalmente ritornare a fare quello che più ci piace e appassiona. Niente di meglio, per riprendere un po’ di fiato e di gambe, che una bella passeggiata su una delle montagne di casa.

Partiti dall’alpe Loccia (1107 m) sopra a Chesio, abbiamo raggiunto la chiesetta da dove parte un ampio sentiero pianeggiante, che porta ad un gruppo di case. Proseguendo, si supera un ruscello e si comincia a salire e si arriva rapidamente all’alpe Frera e all’omonimo colle. Da qui si segue l’ampia dorsale, che sale i ripidi prati in direzione NO. La cresta si stringe negli ultimi metri, ma rimane comunque agevole da percorrere.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato su tutto l’itinerario. Poca neve solo nei pressi della vetta.

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste, con molta calma
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: E

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Diei e Cistella da Ciamporino 22 Febbraio 2020


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Magnifica gita in ambiente grandioso e solitario, nonostante la partenza e l’arrivo siano da una frequentatissima località sciistica.

Saliti al Dosso con gli impianti, si risale il pendio in direzione E per dossi e vallette. Raggiunto un ripido canale, lo si risale fino a raggiungere la cengia che costeggia il versante Occidentale della montagna. Da qui si risale a piedi il più a destra dei canalini che scendono vetta. Rimessi gli sci, si raggiunge in breve la vetta del Diei (2906 m). Scendendo in direzione SE, si attraversano i bellissimi piani del Cistella, fino a raggiungere il bivacco Leoni (2808 m), ai piedi della calotta sommitale. In direzione E si raggiunge la base della vetta rocciosa, che si risale a piedi fino alla croce (2888 m).

Discesa: tornati al bivacco, si scende un tratto in direzione S, per compiere poi un traverso in direzione NO e superare la bastionata rocciosa che sovrasta il vallone di Solcio. Giunti al di sopra dell’evidente colle, lo si raggiunge per un ripido pendio e si entra nel magnifico vallone di Solcio. Raggiunto i Rifugio Crosta, rimesse le pelli, si prende la strada che, con interminabibili saliscendi, riporta a San Domenico. Gitona!

Tempo di salita: 1,40 ore per il Diei; 50 minuti per il Cistella 7,30 ore per la gita
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD+
Utili piccozza e ramponi

Condizioni: buon innevamento. Neve dura portante in salita. Sastrugi ai piani del Cistella e neve primaverile nel vallone di Solcio. Gita molto interessante, da non sottovalutare nonostante il modesto dislivello.


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Val Formazza Punta di Valrossa 15 Febbraio 2020


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L’alta Val Formazza è un posto meraviglioso e la Valrossa è uno dei suoi angoli più belli.

Lasciate le auto a Riale (1729 m), abbiamo attraversato la pista di fondo per dirigerci verso la strada che sale al Passo San Giacomo. Tagliando i tornanti, siamo arrivati al Rifugio Maria Luisa (2160 m). Lasciata la strada che porta al passo, ci siamo diretti a NO, seguendo il corso del torrente. Arrivati a quota 2400 m, ci siamo diretti a O e abbiamo risalito i bei pendii fino a quota 2880 m. Un ripido traverso in direzione E ci ha portati ad un colle a quota 2930 circa. Da qui, seguendo l’ampia dorsale, in pochi minuti, siamo arrivati in vetta (2968 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 4,30 ore
Dislivello: 1240 m circa
Sviluppo: 16,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Condizioni: neve molto abbondante fin dalla partenza, con 30 centimetri di neve fresca, a tratti un po’ pesante. Tutta da tracciare dal rifugio alla vetta (Grazie a Omar per l’ottima traccia). Il traverso che porta al colle è ripido ed esposto. Da affrontare con prudenza. Discesa molto divertente fino al rifugio. Impagabile essere i primi a solcare i pendii. La discesa su Riale è stata su neve primaverile, sui ripidi pendii attraversati dalla strada. Bellissima gita e ottima compagnia.


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Devero Pizzo Bandiera 8 febbraio 2020


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Relive ‘Pizzo Bandiera’

Il forte vento che continua a flagellare la alpi dall’inizio dell’inverno non è riuscito a rovinare la neve su questo magnifico itinerario, che regala sempre una discesa di grande soddisfazione, soprattutto tra le morene di quello che fu il ghiacciaio della Rossa.

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: neve abbondante sulla piana di Devero, che aumenta salendo di quota. Il ripido canale che porta ai piani della Rossa si percorre direttamente nel letto del torrente, con i rampant quasi d’obbligo alle prime ore del mattino. Dai piani della Rossa la neve diventa più fredda, con qualche placca ghiacciata affiorante qua e la. L’accesso alla cresta è molto affilato e, al momento, non tracciato. Nel complesso ottima sciata, su neve invernale in alto e primaverile nel tratto rivolto a S.


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Valsesia Colle del Piccolo Altare da Rima 18 Gennaio 2020


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Tempo inclemente, con vento forte sulla cresta principale delle alpi. Per questo motivo optiamo per questa bella gita, in una zona per noi non troppo usuale, che parte da un paese bellissimo: Rima.

Lasciata l’auto all’ingresso del paese, abbiamo attraversatoil paese, per prendere il sentiero 292. Superati un paio di ponticelli, l’itinerario si dirige a O e segue il sentiero che consente di risalire la ripida costola, fino all’alpe Lanciole (1710 m). Da qui si esce in ambiente aperto e si percorre un ampio semicerchio in senso antiorario, per superare la barra rocciosa. Al di sopra di questa, si torna a seguire la direzione O, risalendo un largo canale, che porta in vista del bivacco Axerio. Raggiunto un ampio ripiano, si sale a destra l’ultimo pendio che porta al Colle del Piccolo Altare (2627 m)

Per lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1216 m circa
Sviluppo: 11,8 km circa
Difficoltà: PD+

Condizioni: neve abbondante, dura e rimaneggiata dal vento; sastrugi e tracce di passaggio rendono faticosa la sciata. Il tratto di sentiero, in discesa era un toboga ghiacciato. Nei prossimi giorni saranno d’obbligo i rampant.


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