Val Formazza Valrossa 5 Marzo 2022

 

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Relive ‘Valrossa’

Questa volta decidiamo di rimanere in Italia e la scelta è quasi obbligata: Val Formazza,

Partiamo da Riale (1729 m) e, data la scarsità di neve, per una volta percorriamo la strada, anche se qualche taglio sarebbe possibile. Raggiunto il Rifugio Maria Luisa (2160 m), la copertura nevosa è decisamente più consistente. Entrati in Valrossa, la percorriamo seguendo il fondo valle in direzione NNO. La nostra meta è il colle senza nome, a quota 2750 m circa, posto tra la punta Elgio e la punta di Valrossa. Il vallone è molto bello e la pendenza aumenta gradualmente, fino a 30/35° nel tratto finale.

Discesa: per lo stesso itinerario, tenendoci sulla sinistra orografica nella parte inferiore della Valrossa, per evitare di spingere troppo nel tratto di piano.

Tempo di salita: 4 ore.
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 19 km circa
Difficoltà: MS
F+

Condizioni: neve ormai primaverile: piuttosto dura in salita, diventata un ottimo firn al momento di scendere. Innevamento sufficiente oltre il rifugio Maria Luisa, anche se il confronto con gli anni passati è sconfortante. Nella parte bassa è consigliabile seguire la strada.


Stockhorn da Fald 26 Febbraio 2022

 

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Relive ‘Stockhorn’

Come capita spesso in questa stagione, ancora una volta valichiamo il Sempione e andiamo in Vallese, alla ricerca della neve; ancora una volta la scelta è azzeccata. Neve polverosa e sufficiente a garantirci un’ottima sciata.

Partiamo da Fald (1500 m), poco oltre Binn, e risaliamo la strada innevata in direzione SE. Attraversato il torrente Masserbach, risaliamo il bosco e raggiungiamo la baita isolata di Litze Nacke (1713 m). La traccia prosegue in direzione S, nel bosco che si dirada, e ci porta alla baita di Dri Stafle (2033 m). Usciti dal bosco, proseguiamo in direzione S, risalendo l’ampio vallone. I dossi si alternano con pendenze moderate, fino all’ultimo tratto, che si impenna in prossimità della cresta. Tolti gli sci per superare più facilmente un brevissimo tratto dove la traccia è interrotta da un roccione affiorante, ci portiamo sull’ampia spalla della montagna, che risaliamo in direzione ENE, sci ai piedi, fino alla vetta (2610 m).

Discesa: per lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 3,30 ore.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 13 km circa
Difficoltà: BS
PD

Condizioni: neve sufficiente in alto, anche se nella parte bassa è consigliabile seguire la strada. Polvere molto bella fino alla strada, poi pista battuta. Bella sciata e bellissima gita.


Valle di Goms Gross Chastelhorn 12 Febbraio 2022

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Chastellicke da Munster

Relive ‘Gross Chastelhorn’

Devo ripetermi: per fortuna c’è la valle di Goms. Altra sveglia in orari improponibili ma, ancora una volteìa, ne è valsa la pena.

Partiamo da Munster (1400 m) risalendo il ripido bosco in direzione O. Raggiunta l’ampia dorsale, l’itinerario la segue fino al limite del bosco. Usciti in campo aperto ci si dirige a SO e si raggiunge il rifugio (2107 m, in posizione molto panoramica. Con un ampio giro in senso orario, si risalgono pendii bellissimi, puntando infine all’evidente sella della Chastellicke (2659 m), che si raggiunge facilmente. Da qui la vetta si può raggiungere direttamente a piedi, per la facile spalla NE che tuttavia oggi presentava neve poco portante che faceva affondare fino a metà gamba, oppure, sci ai piedi, si scende nel vallone di Ouchumm e si risale il pendio N. Noi ci siamo fermati al colle.

Discesa: per lo stesso itinerario fino a quota 1888 m, poi sulla stradina, essendo il bosco fitto e la neve non entusiasmante.

Tempo di salita: 3,30 ore.
Dislivello: 1250 m circa
Sviluppo: 13 km circa
Difficoltà: BS
– PD-

Condizioni: neve abbondante. Solo nei boschi fitti ce ne vorrebbe un po’ di più. I pendii oltre il rifugio, anche se esposti a S presentano ancora tratti di bella polvere. Bella sciata e bellissima gita.


Valle di Goms Teltschehorn 29 Gennaio 2022

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TELTSCHEHORN TRAVERSATA DA GESCHINEN A ULRICHEN

Relive ‘Teltschehorn’

Per fortuna c’è la valle di Goms. La neve da noi non si fa vedere e noi la andiamo a cercare: un po’ di chilometri e una sveglia antelucana, ma ampiamente ripagati da una grande gita,

A Geschinen (1339 m) lasciamo l’auto in uno slargo sulla strada che affianca la ferrovia. Attraversate la linea ferrata e superato un giovane Rodano su un ponte,, risaliamo i prati in direzione SE, fino ad incrociare una stradina, che seguiamo per un tratto. A quota 1450 m lasciamo la strada e prendiamo il sentiero che sale nel bosco. Quando questo comincia a scendere, lo abbandoniamo e risaliamo il bosco liberamente, fino a ritrovare la traccia poco più in alto. In breve raggiungiamo una baita isolata, mentre il bosco si dirada. Risaliamo la conca tra il Brudelhorn e il Mossmattestock e, a quota 2450 m circa, lasciamo la traccia che sale al Brudelhorn e deviamo decisamente a E. Per bei dossi e pendenze mai impegnative arriviamo alla sommità del Teltschehorn (2744 m), fermandoci qualche metro sotto la vetta per ripararci dal vento fastidioso.

Discesa: dalla vetta ci dirigiamo a NE, percorrendo un bel vallone. Senza perdere troppo quota, ci portiamo ad un colle che ci consente di entrare nella Chiental, un magnifico vallone che ci regala ancora della bellissima neve. Raggiunta la baita isolata di Challer (1879 m), troviamo la stradina che in brevi ci porta alla strada del Nufenenpass, che percorriamo fino ad Ulrichen. Da qui, tolti gli sci, ritorniamo a piedi alle auto.

Tempo di salita: 4,30 ore.
Dislivello: 1405 m circa
Sviluppo: 20 km circa
Difficoltà: BS
– PD

Condizioni: neve più che sufficiente, viste anche le condizioni riscontrate altrove. Solo nei boschi fitti ce ne vorrebbe un po’ di più. I pendii esposti a N presentano ancora tratti di bella polvere. Bella sciata e bellissima gita. Il ritorno a Geschinen si può anche effettuare in treno.


 

Valle d’Aosta Becca di Trecarè

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BECCA DI TRECARE’ DA CHENEIL

Relive ‘Becca di Trecare’

La neve bisogna andarla a cercare e ancora una volta scegliamo una gita in Valle d’Aosta: la becca di Trecarè in Valtournenche.
Si parte da Cheneil (2100 m), bellissimo paesino che si raggiunge con la nuova cabina/ascensore, che evita 50 metri di sentierino. Si risale un bosco di larici in direzione SE. A quota 2400 m circa si devia a E e si raggiunge un bel canalino che si risale senza difficoltà. Alla fine del canale ci si sposta a sinistra (NE), e si raggiunge l’ampia conca che porta al col des Fontaines. Tenendosi a sinistra, ignorando il colle, si risale il pendio con un’ampia curva in senso orario, fino a raggiungere l’ampia dorsale, che si risale fino all’inizio della cresta rocciosa, dove finisce la gita scialpinistica (2860 m)

Discesa: per lo stesso itinerario, con varie possibilità di deviazioni

Tempo di salita: 2,45 ore.
Dislivello: 800 m circa
Sviluppo: 8 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: neve sufficiente e ben assestata. Meteo spettacolare, neve un po’ meno. Crosta su tutto l’itinerario, solo con qualche tratto trasformato, dove più esposto al sole


Sempione Maderlicke 15 Gennaio 2022

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MADERLICKE DA GANTERWALD

Relive ‘Maderlicke’

In questo strano inverno caldo e senza neve, l’unica certezza è Rothwald che, anche in queste condizioni, non delude le aspettative.

Dal parcheggio di Ganterwald (1725 m), seguiamo brevenente la strada, per risalire poi il bosco in direzione di Rothwald. Superate le case, proseguiamo seguendo la traccia nel bosco, per arrivare al ristorante in cima agli impianti (2232 m). Dopo una breve sosta, ripartiamo in direzione dell’ampio vallone di Bodme. Passando accanto alla Maderutte, risaliamo il pendio che diventa abbastanza ripido nell’ultimo tratto e raggiungiamo il colle della Maderlicke (2852 m), che si affaccia sulla Chaltwassertalli.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,30 ore.
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS
– PD

Condizioni: neve sufficiente con ancora qualche zona libera da tracce. Meteo spettacolare e neve nel complesso buona; polvere alternata a crosta leggera, ma comunque ben sciabile. Dal ristorante fino a quota 2100 abbiamo seguito la pista, poi abbiamo preferito la strada. Considerate le condizioni generali, una buona gita


Valle d’Aosta Col Serena 18 Dicembre 2021

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VALLE D’AOSTA COL SERENA DA MOTTES

Relive ‘Col Serena’

La neve in Ossola scarseggia, quindi scegliamo una gita in Valle d’Aosta: il Col Serena, facile salita e grande classica della zona, ideale per riprendere confidenza con la montagna invernale.
Si parte da Saint Rhémy en Bosses, località Mosses (1647 m), lasciando le auto all’ampio parcheggio degli impianti di risalita. Si segue la strada che passa sotto al viadotto del Gran San Bernardo e si attraversa il torrente su un ponticello. Ci si mantiene a sinistra, entrando nel rado bosco e si raggiunge la cappella di Saint Michel (1750 m). Volgendo a SSO si entra nel vallone, dove si trovano gli alpeggi di Arp du Bois. Passati accanto alla baite inferiori (1940 m), si prosegue al centro del vallone, fino al colle (2547 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 2,40 ore.
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: neve sufficiente e ben assestata. Meteo spettacolare e neve nel complesso buona; polvere compressa alternata a neve più profonda in alto, buona polvere, anche se ormai abbastanza tritata, nella seconda parte della discesa


Devero Monte Cervandone 24 Aprile 2021


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Relive ‘Cervandone’

Da tanto tempo avevamo in mente questa fantastica gita, poi, per un motivo o per l’altro, non eravamo mai riusciti ad organizzarla. Finalmente abbiamo trovato il tempo e le condizioni perfette per farla, con grandissimo divertimento e in sicurezza. GITONA

Da Devero (1631 m) abbiamo attraversato la piana ancora innevata e ci siamo diretti a Cantone. Da qui la neve si fa discontinua, e si mettono e tolgono gli sci diverse volte, fino alla presa d’acqua. Rimessi gli sci, abbiamo risalito il ripido tratto che porta ai piani della Rossa (2051 m). Deviando a O, abbiamo percorso le bellissime morene del ghiacciao della Rossa, in direzione degli evidenti canali che solcano la parete E del Cervandone. Sci ai piedi abbiamo risalito il conoide nevoso. Quando questo diventa troppo ripido per proseguire, abbiamo tolto gli sci e, piccozza e ramponi, abbiamo iniziato la risalita del canale sinistro (Ferrari). Usciti dal canale a quota 3010 m circa, abbiamo lasciato gli sci per percorrere il bel pendio e la breve crestina finale fino alla vetta del Cervandone (3210 m).

Discesa: tornati agli sci, ci siamo diretti a N, attraversando quasi in piano il ripido versante, ad aggirare lo sperone roccioso quotato 3111 m. Tolti nuovamente gli sci, abbiamo percorso il ripido scivolo che porta in cresta. Di nuovo cambio di assetto e siamo scesi nel magnifico vallone sul versante svizzero della punta Marani, passando sotto alla punta Gerla. Ultima risalita, fortunatamente breve, e siamo al colle Marani. Da qui inizia la lunga discesa, su pendii bellissimi e con neve ancora inaspettatamente ottima, che ci riporta sull’itinerario di salita a quota 2250 m circa.

Tempo di salita: 7 ore, con molta calma, comprese le soste
Dislivello: 1720 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: D+

Condizioni: sulla piana di Devero c’è ancora neve, ma scarseggia sul tratto da Cantone alla presa d’acqua. Da qui il manto è continuo. Il canale Ferrari è in ottime condizioni, anche se abbiamo trovato lunghi tratti con 40 cm di neve non assestata, dove tracciare ci ha fatto faticare parecchio. Il pendio che porta a pochi metri dalla vetta è facilmente percorribile anche sci ai piedi. in discesa neve trasformata ma ottimanente sciabile fino in fondo.

Attrezzatura: corda, piccozza e ramponi


Valstrona Punta dello Sciatore 13 Marzo 2021


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Relive ‘Punta Sciatori’

Approfittiamo dell’ultimo week end con un minimo di libertà per fare una bella gita. Anche questa è una meta insolita, ad una cima il cui nome è tramandato dai frequentatori locali, ma che non si trova sulle carte. Si tratta comunque di una gita bellissima, in un angolo di Valstrona poco conosciuto. La strada per Campello in inverno non viene pulita e, anche se la neve non è continua, le valanghe scese dai canali la rendono impercorribile dalle auto.

Da Forno si segue la strada per Campello fin dove possibile. Oggi siamo arrivati ad un chilometro circa dalla Piana di Forno (1000 m circa). Lasciata l’auto in uno slargo della strada, abbiamo messo gli sci sullo zaino fino al cimitero di Campello, dove la neve diventa costante. Raggiunto il paese, siamo scesi al torrente, lo abbiamo attraversato sui resti dì una valanga e ci siamo inoltrati lungo la mulattiera che sale all’alpe Pennino. Quando questa, attraversato il torrente, volge a E, la si abbandona e si risale il ripido pendio, in direzione S. Proseguendo il pendio si incunea in un ampio canale, che sfocia in un tratto aperto e pianeggiante. Percorso il pianoro, ci si alza nuovamente in un altro canale, che porta alla bocchetta del Crac. Deviando a destra, si supera un breve risalto un po’ ostico e si esce sui pendii sommitali, in vista della cima. Raggiunta la bocchetta dove si lasciano gli sci, si percorrono a piedi gli ultimi 10 metri che portano in vetta (2060 m)

Discesa: dalla cima ci siamo diretti a NO, seguendo bellissimi pendii e ampi canali. Un tratto a mezzacosta ci ha portati all’alpe Penninetto, dove abbiamo scollinato, per scendere in direzione dell’alpe del Vecchio. Raggiunto il ponticello sulla Strona, in breve siamo tornati a Campello. Gitona!

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1100 m circa con le risalite
Sviluppo: 13,5 km circa tutto il giro
Difficoltà: AD-

Condizioni: lasciata la strada, la neve è abbondante. La salita alla bocchetta del Crac è a tratti molto ripida e soggetta a valanghe. Deve essere percorsa solo in condizioni assolutamente sicure. Neve trasformata in salita (utili i coltelli) e polverosa e bellissima su tutto l’itinerario di discesa.


Val Formazza Bocchetta Foglia 27 Febbraio 2021


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Relive ‘Bocchetta di Foglia’

Gitona, in una zona della val Formazza poco frequentata, soprattutto in inverno. I bellissimi pendii della parte superiore della gita ripagano ampiamente del disagio del tratto di bosco, fitto e non sciabile.

Da Fondovalle (1219 m), ci si dirige a S, attraversando la pista di fondo, e ci si inoltra nella valletta del Torrente Ribo. Raggiunto l’alpe Stavello, si prosegue sulla destra orografica, nel bosco ora più rado. Arrivati a quota 1800 m circa, si lascia l’ampia valle principale, per entrare in una stretta valletta in direzione E. Dopo un centinaio di metri di dislivello la valle si apre e l’itinerario punta al ripido canale che porta al lago superiore. Questo tratto è abbastanza ripido e parzialmente invaso da una valanga, che ci obbliga a togliere gli sci e risalire sul bordo del canale. Rimanendo a sinistra del lago, si affronta un altro pendio molto ripido e si arriva in vista della bocchetta, che si raggiunge per un facile traverso. Dalla bocchetta, in mezzora circa, si può raggiungere la vetta del Pizzo Stella (2688 m), sci ai piedi, sul versante svizzero.

Discesa: per lo stesso itinerario, con possibilità di divagazioni sui bei pendii sotto al lago. Il bosco è fitto, ripido e accidentato, quindi non consente di sciare ma solo di scendere.

Tempo di salita: 4 ore, comprese le soste
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: D-

Condizioni: neve abbondante fin dalla partenza. Il canale sotto al lago è parzialmente ostruito da una valanga a blocchi. Siamo saliti a piedi, senza ramponi, sulla sinistra orografica. Il pendio ripido sopra al lago presenta neve dura. Utili i rampant. Nella parte superiore la neve è piuttosto varia. Primaverile con un po’ di firn in alto, ancora qualche tratto con buona polvere sui pendii rimasti in ombra, straterelli di granita su fondo portante prima di entrare nel bosco.