Valle di Goms Blashorn 11 Gennaio 2020


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La valle di Goms è un vero parco giochi per gli scialpinisti: magnifici pendii aperti in alto, boschi ben sciabili, dove è facile trovare neve polverosa, nel fondovalle. Questa volta la scelta è caduta sul Blashorn, una gita bellissima, con uno sviluppo notevole ed un bel finale, con la breve risalita a piedi fino alla bocchetta che porta in cresta, ed il facile tratto di cresta che conduce in vetta.

Partiti da Ulrichen (1350 m) abbiamo preso la strada per il passo Novena (Nufenenpass), chiusa al traffico, tagliando i tornanti. Lasciata la strada, abbiamo risalito i prati prima ed il bosco di larici poi, in direzione E fino a Niwhitte (1896 m), caratterizzata da un’enorme antenna. Continuando a salire ancora in terreno più aperto in direzione E fino a Randstafel 1983m, e si prosegue per il versante N fino a raggiungere Maellige 2204m. Passando a S della punta di Holiecht, quotata 2355 m, abbiamo risalito il canale in direzione SE, fino al colletto a quota 2650 m circa. Scavalcata la grande cornice, con un lungo traverso sulla parte superiore di quel che rimane del piccolo Blasgletscher, ci siamo portati poco sotto la bocchetta bocchetta (2736 m), dove ci siamo fermati, a causa di una grossa cornice che si protendeva sul pendio. Per la discesa, siamo scesi in direzione NNW fino a quota 2450 m e, superato un colletto ci siamo riportati sulle tracce di salita.

Tempo di salita:4,10 ore
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 15 km circa
Difficoltà: PD+
Utili i ramponi

Condizioni: come sempre quest’anno la neve ha subito pesantemente l’azione del vento; la parte bassa del percorso, presenta crosta da rigelo, rotta dai numerosi passaggi. Ancora bella polvere nel bosco, dove ha preso meno sole. Sui pendii aperti crosta spesso morbida e ben sciabile; in qualche tratto un po’ cedevole, ma nel complesso una bella sciata.


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Val Bognanco Traversata del Verosso 6 Gennaio 2020


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La strada aperta fino a San Bernardo riduce il dislivello della gita, senza nulla togliere alla sua bellezza. A dispetto del dislivello contenuto, la traversata del Verosso è una grande gita, completa e impegnativa, su pendii sempre sostenuti e un tratto di cresta che, a seconda delle condizioni, può risultare non banale. L’itinerario percorre pendii ripidi e a rischio di valanghe. Da percorrere solo con neve sicura.

Lasciata l’auto a San Bernardo, abbiamo risalito il ripido bosco a sinistra del parcheggio, seguendo il sentiero estivo. Raggiunta la cresta E, l’abbiamo seguita fedelmente, con numerosissime inversioni sul versante S. Raggiunto un dosso quotato 2141 m, la cresta diventa ampia, e si scende ad una piccola depressione con cartelli indicatori. Si riprende la salita per un tratto, fin dove la cresta si affila ed è necessario togliere gli sci. Calzati i ramponi e messi gli sci nello zaino, abbiamo percorso i numerosi saliscendi della cresta fino a che questa si allarga nuovamente, pochi metri sotto alla vetta (2444 m), che si raggiunge in pochi minuti.

Discesa: dalla vetta ci siamo diretti a S, per ampi e ripidi pendii, in direzione di un minuscolo laghetto quotato 2208 m. Dalla conca del lago, in direzione N, abbiamo raggiunto un colletto che si affaccia sulla Zwischbergen. Tenendoci alti sul ripido pendio, abbiamo puntato direttamente alla Bocchetta di Gattascosa, facilmente individuabile. Oltre alla bocchetta, bellissimi ampi canaloni ben sciabili si abbassano verso il lago di Ragozza (1958 m). Qui si incontra l’evidente traccia che torna a San Bernardo

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 950 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: AD+
Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; in salita leggermente ammorbidita dal sole, in discesa polvere compressa e sastrugi morbidi fino al lago di Ragozza, molto bella da sciare, poi traccia battuta fino al parcheggio.


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Val Formazza Corno Orientale di Nefelgiù 2 Gennaio 2020


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Il Corno Orientale di Nefelgiù è una bellissima gita, in un ambiente selvaggio e poco frequentato. La prima parte della gita si svolge su pendii ripidi e soleggiati, mentre la seconda parte, prevalentemente all’ombra, percorre un lunghissimo diagonale che immette in un bel vallone ampio e di pendenza costante, ideale per lo sci.

Superata la cascata, abbiamo lasciato le auto nel piccolo spiazzo davanti all’albergo Pernice Bianca. Risalito il pendio in direzione O, abbiamo lasciato a destra il dosso quotato 2049 m per deviare a SO e risalire l’ampio canale che immette nel vallone di Nefelgiù. Qui bisogna prestare molta attenzione alle condizioni della neve, perchè si deve percorrere un lungo diagonale che taglia completamente il ripido pendio. Entrati nel vallone, l’abbiamo risalito fino al colletto che si affiaccia sulla val Vannino. Da qui, in pochi minuti, si arriva in vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,20 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD-

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; nel vallone neve pressata e fredda, mentre sul pendio finale neve crostosa si alterna a tratti di neve trasformata, quasi primaverile. Nel complesso ben sciabile.


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Devero Monte Sangiatto 7 Dicembre 2019


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Il Sangiatto è un bel panettone che sovrasta il grande est di Devero. L’itinerario, fino alla bocchetta di Scarpia non è difficile, mentre il ripido pendio finale si presenta raramente in condizioni per essere risalito con gli sci e a volte, come oggi, ostico anche a piedi.

Da Devero (1630 m) si risale il sentiero estivo che costeggia il torrente Devero fino a Corte d’Ardui. Passando accanto alle baite, si affronta un tratto ripido nel bosco rado, per proseguire poi in leggera discesa fino ad attraversare un ponticello. Si risale qui una valletta in direzione S, per rimontare poi il pendio a sinistra (Est), seguendo i tornanti della mulattiera. Arrivando al colletto sopra al lago inferiore del Sangiatto, si compie un diagonale senza perdere quota, per arrivare alle baite dell’alpe. Aggirando in senso antiorerio il dosso quotato 2076 m, si arriva al lago superiore. Si risale l’ampio pendio tra larici sempre più radi, fino ad arrivare all’ampia bocchetta di Scarpia (2248 m). Mantenendosi sulla sinistra e facendo attenzione alle cornici, si risale con gli sci il primo ripido tratto fin dove possibile, poi a piedi fino alla vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 2,30 ore
Dislivello: 700 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante, polverosa fino alla bocchetta di Scarpia. Pendio finale di infida crosta, difficile da sciare e brutta da risalire. Per questo ci siamo fermati a una cinquantina di metri dalla vetta.


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Devero Monte Cazzola 30 Novembre 2019


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Inizio di stagione scialpinistica anticipata, grazie alle abbondanti nevicate dei giorni scorsi. L’instabilità della neve induce comunque a scelte prudenziali; optiamo quindi per una tranquilla gita al Cazzola, che in queste situazioni è sempre una scelta azzeccata.

Da Devero (1630 m) si percorre la piana in direzione O, fino alle baite di Piedimonte. Attraversato il torrente su un ponticello, si segue il sentiero estivo, che inizia a salire nel bosco, costeggiano il torrente. Deviando a S, si raggiunge in breve l’alpe Misanco (1907 m). Qui il bosco si dirada e si risale una bella valletta in direzione S, fino a ad arrivare agli ampi pendii che portano alla vetta (2330 m)

Discesa: raggiunti gli impianti, abbiamo costeggiato le piste battute, sfruttando il più possibile le zone di bella neve polverosa, per percorrere poi l’ultimo tratto sulla traccia gelata dei gatti.

Tempo di salita: 2 ore
Dislivello: 700 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F

Condizioni: neve abbondante, nonostante la pioggia caduta fino in alta quota. La recente nevicata ha coperto la crosta gelata con una trentina di centimetri di bella polvere, e ci ha regalato una discesa divertente.


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Pizzo Bandiera 1 Maggio 2019


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Relive ‘Pizzo Bandiera’

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: ancora buone, soprattutto sui versanti esposti a N e oltre i 1800 metri. La strada che attraversa la piana in direzione Canton non è più innevata e occorre portare gli sci fin quasi a Campello. Poi la neve è  continua, salvo un breve tratto nei pressi della presa d’acqua. La crestina che porta in vetta si percorre agevolmente sci ai piedi.


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Piz Palù 20 aprile 2019

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Relive ‘Morning Apr 20th’

ENGADINA PIZ PALU’

Magnifica gita scialpinistica, in ambiente grandioso, al cospetto del 4000 più orientale delle alpi. Il tratto finale su affilata cresta nevosa completa un’ascensione di grande fascino.

Lasciata la macchina al parcheggio della funivia Diavolezza Bernina, siamo saliti con gli impianti fino a quota 2972 m. Abbiamo iniziato la gita in discesa, perdendo oltre 150 m di dislivello, per portarci sul ghiacciaio. Messe le pelli, abbiamo iniziato la lunga salita, su pendenze moderate, in direzione S. Intorno ai 3100 m, la pendenza aumenta, e ci si deve destreggiare tra i numerosi crepacci del tormentato ghiacciaio. Il bel pendio glaciale prosegue fino alla larga crepaccia terminale, che si passa agevolmente a destra (salendo). Raggiunto il colle a quota 3729 m, si lasciano gli sci e si calzano i ramponi per affrontare la cresta nevosa. Il tratto fino alla vetta orientale è ampio e senza particolari difficoltà. Raggiunta la prima cima (3882 m), si scende in direzione O, seguendo la cresta che presenta delle bellissime cornici, per poi risalire un tratto via via più affilato, fino alla vetta principale (3900 m)

Discesa: per stesso itinerario fino a quota 2800 m circa; abbiamo poi proseguito la discesa sul Ghiacciaio Vedret Pers, aggirando in senso antiorario l’Isla Persa, per immetterci nel ghiacciaio del Morteratsch. Da qui si segue l’itinerario di rientro, segnalato con paline, fino alla stradina che, in leggera discesa, porta alla stazione del Bernina Express. 10 minuti di treno e si ritorna al parcheggio.

Condizioni: buon innevamento. Ghiacciaio completamente chiuso sul percorso, ma la presenza di numerosi crepacci e seracchi consiglia prudenza. Terminale facilmente superabile con gli sci ai piedi. Cresta ben tracciata e senza ghiaccio affiorante. Neve invernale fino a 3000 m, che diventa crostosa e poi marcia al di sotto dell’Isla Persa.

Itinerario molto frequentato; difficile trovare in metro quadro non tritato. Gobbe come negli anni 70 su tratti ripidi.

Tempo di salita: 3,15 ore, comprese le soste al deposito degli sci; 1 ora per la cima principale
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 21 km circa
Difficoltà: BSA

Attrezzatura: piccozza e ramponi; in base alle condizioni, può essere utile la corda

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Stockhorn 31 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 31st’

BINNTAL STOCKHORN

Uscita di finale con il 40° corso di scialpinismo del CAI di Villadossola. Lo Stockhorn l’avevamo già affrontato con il corso, ma sempre dal versante N. Questa volta abbiamo optato per la salita dal versante S.

Lasciata la macchina a Fald (1519 m), abbiamo preso la strada innevata e l’abbiamo seguita, con qualche taglio, fino alla miniera. Risalito il prato tra bassi cespugli, abbiamo preso il sentiero estivo che attraversa il bosco (segno bianco-giallo su un albero), e che porta ad un ponticello che consente di attraversare agevolmente il torrente. Risalendo il bosco rado, si arriva alle baite di Wissy (1852 m) e di Schare (1979 m). Lasciata la traccia che sale all Massersee e alla punta di Valdeserta, ci siamo diretti a bellissimi piani di Galti Ritze, che abbiamo attraversato, per deviare poi a SO, risalendo l’ampio canale che porta al passo di Furggulti (2352m ). Da qui, puntando dritti a N, abbiamo risalito il pendio ripido che porta sotto alle rocce di vetta. Data l’ora e il caldo, abbiamo preferito evitare il diagonale sotto alle rocce della vetta e ci siamo fermati 50 metri più in basso.

Discesa: per stesso itinerario

Condizioni: buon innevamento su tutto il percorso. Firn sui versanti esposti a S e ancora neve invernale su quelli a N. Qualche metti e togli sulla strada; neve gelata nell’attraversamento del bosco. Utili i rampant.

Tempo di salita: 3,40 ore, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica.

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Monte Giove 24 Marzo 2019

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Relive ‘Monte Giove’

VAL FORMAZZA MONTE GIOVE

Secondo giorno del week end con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. La scelta cade su una meta poco frequentata, ma che si è rivelata molto interessante.

Partiamo dal rifugio Miriam (2056 m) dove abbiamo trascorso la notte e raggiungiamo la strada che sale al lago Vannino. Aggirato il risalto su cui sorge il rifugio Margaroli, ci siamo abbassati fino al lago (2177 m), che abbiamo attraversato interamente fino all’alpe Cortenova. Anzichè al passo del Busin, ci siamo diretti più a E, ad una passo senza nome, a quota 2590 m. Scesi in direzione del lago del Busin, abbiamo contornato il valloncello che scende dalla forca del Giove, e aggirato la spalla SO della montagna, per risalire poi tutto il bellissimo pendio S fino in vetta. (3009 m)

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, poi seguendo la strada siamo tornati al Sagersboden e da qui abbiamo seguito la pista fino a Valdo.

Condizioni: ottimo innevamento. Buon rigelo fino in vetta. Neve dura negli ultimi ripidi metri ci ha indotto ad usare i rampant. Gita con condizioni primaverili. Ottimo firn in alto, con qualche tratto di piccoli sastrugi e via via più bagnata perdendo quota. Qualche metti e togli sulla strada.

Tempo di salita: 4,30 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 22,6 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

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Punta Clogstafel 23 Marzo 2019

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Relive ‘Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

Uscita di due giorni con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. Primo giorno dedicato ad una salita di grande soddisfazione ed a una sciata spettacolare

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. Oggi si usciva in cresta con gli sci ai piedi. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Noi ci siamo fermati al colle

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, dove abbiamo pernottato.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. Polvere spettacolare su tutto l’itinerario

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella;
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

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