Mottarone Anello da Granerolo 6 Giugno 2020

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MOTTARONE DA GRANEROLO

Prima uscita post COVID con gli amici del GAM Verta. La scelta cade sul Mottarone, che offre numerose varianti di salita, e su un itinerario insolito, con partenza da Granerolo.

Dal parcheggio all’ingresso del paese (373 m), una stradina asfaltata sale in direzione NE. Superata una strada sterrata, si sale su bel sentiero in mezzo al bosco. Intorno a quota 900 m si incontra il sentiero che proviene da Gravellona. Poco oltre ci sono le baite dell’alpe Colma (920 m). Il sentiero ora volge a S e segue il costone che separa il rio Granerolo dal rio Grisolo. Superata la cima Cusio, il sentiero si dirige verso lo skilift la Rossa e incontra la strada che porta al piazzale. Pochi minuti di salita accanto allo skilift del Baby e si arriva alla grande croce di vetta (1491 m).

Discesa: dalla croce siamo tornati al piano dei milanesi e al laghetto artificiale. Seguendo la strada della cava, abbiamo preso il bel sentiero panoramico che scende all’alpe Bertogna. Dall’alpe, nei pressi di un traliccio dell’alta tensione, si stacca sulla destra un bel sentiero che, con vari saliscendi, porta ad attraversare il rio Inferno. Qui si incontrano i resti della decauville che portava i blocchi di granito dalla cava a Granerolo. E’ un’opera impressionante, costruita con blocchi di granito con funzione di traversine e rilevati in pietra dove il terreno crea avvallamenti. Questo tratto del sentiero, abbandonato per lungo tempo, è stato recentemente magnificamente pulito e ripristinato dagli Gnomi del Mastrolino.

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato . fino a Bertogna. Da qui a Granerolo non ci sono cartelli indicatori, ma il percorso è sempre evidente. L’attraversamento del rio Inferno può essere problematico in caso di forti precipitazioni

Tempo di salita: 2,45 ore comprese le soste; 6 per tutto il giro
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 14 km circa
Difficoltà: E

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Valle Strona Cima Capezzone 30 Maggio 2020

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CIMA CAPEZZONE DA CAMPELLO MONTI

Il paesino di Campello Monti è un piccolo gioiello Walser, arroccato alla testata della Valle Strona. Anche solo una visita ripaga della lunga e tortuosa strada che sale da Omegna. Dal paese partono numerosi interessanti itinerari escursionistici. Il Capezzone, cima più alta della valle, è uno dei più classici.

Dal parcheggio all’ingresso del paese (1305 m), si prende la stradina lastricata che sale alla chiesa. Da qui parte un sentiero in leggera salita. Superato un ponte in ferro, si lascia il sentiero che prosegue verso la bocchetta di Rimella, per prendere la traccia che sale a destra, in direzione della Piana di Via (1715 m). Il sentiero prosegue in direzione SO per un ripido tratto, per volgere poi a N e raggiungere, con una salita più dolce, l’alpe Capezzone (1845 m). La traccia è sempre evidente e attraversa gli ampi pascoli dell’alpeggio, dirigendosi alla bastionata rocciosa, che si aggira a sinistra. Un lungo diagonale oprta al bivacco Traglio e al laghetto del Capezzone. Aggirato il lago sulla destra, si salgono ampi pendii erbosi e noiose pietraie, per ora ancora coperte da residui nevai, fino ad arrivare al colle della Crocetta, che separa la cima Capezzone dalla cima Lago. Volgendo a destra, su tracce di sentiero, si raggiunge la vetta del Capezzone (2421 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato su tutto l’itinerario. Qualche nevaio oltre il lago, che non crea problemi .

Tempo di salita: 3,15 ore comprese le soste, con molta calma
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: E

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Devero – Grande Est 24 Maggio 2020


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Il grande Est di Devero è un magnifico altopiano, che si estende ai piedi dei monti Sangiatto e Corbernas, su una quota tra i 2000 e i 2300 metri. Il percorso non è obbligato, ed esistono numerose varianti. Oggi abbiamo percorso una delle più lunghe e complete.

Siamo partiti da Cologno (1589 m), prima della galleria, e abbiamo preso il sentiero che sale verso la Forcoletta. Prima di raggiungerla, si incontra un sentiero che sale a destra e porta all’alpe Fontane (1910 m). Si prosegue in direzione E fino a quota 2040 m circa, dove si incrocia il sentiero che proviene da Agaro, e lo si prende in direzione N. Qui inizia l’altopiano costellato di laghi, il primo dei quali, il lago superiore del Sangiatto, è poco più avanti. Si prosegue con dolci saliscendi, passando alle pendici di Sangiatto e Corbernas, per raggiungere l’omonimo alpeggio. Il sentiero si inoltra in una valletta, per uscire su un pendio, in vista del lago di Devero. Un tratto in ripida discesa, oggi con neve ancora ancora dura, porta all’alpe della Valle. Da qui abbiamo abbandonato il sentiero che prosegue a sinistra, per inoltrarci nella bella valletta che porta all’alpe Nava. Abbandonato il sentiero per la Bocchetta della Valle, ci siamo tenuti a sinistra fino a quota 2320 m circa. Tornando a O, abbiamo cercato un passaggio che ci permettesse di uscire dalla valletta per portarci sugli ampi pascoli dell’alpe della Satta. Perdendo dolcemente quota, abbiamo superato i laghi della Satta per raggiungere l’alpe Forno Inferiore. Da qui un’ampia mulattiera scende verso il lago di Piamboglio, attraversando in qualche tratto dei ripidi tratti innevati. Seguendo il torrente, abbiamo raggiunto il lago di Devero, che abbiamo costeggiato in tutta la sua lunghezza. Scesi a Crampiolo, ci siamo diretti a corte d’Ardui e seguendo il bel sentiero sulla sinistra orografica del Torrente Devero, siamo arrivati Ai Ponti. Il sentiero che scende al parcheggio è inagibile, quindi abbiamo percorso un breve tratto di strada asfaltata e preso la scorciatoia che scende alla galleria (attenzione, è parzialmente franata). Da qui una mulattiera sale a destra della galleria, per attraversare poi a sinistra e ricongiungersi al sentiero di salita, che ci ha riportati alle auto. Gitona bellissima.

Tempo della gita: 8 ore comprese le soste.
Dislivello: 1170 m circa
Sviluppo: 21,7 km circa
Difficoltà: EE

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Valle Strona – Monte Massone 16 maggio 2020

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MASSONE DALLA LOCCIA

Terminata l’emergenza sanitaria, si può finalmente ritornare a fare quello che più ci piace e appassiona. Niente di meglio, per riprendere un po’ di fiato e di gambe, che una bella passeggiata su una delle montagne di casa.

Partiti dall’alpe Loccia (1107 m) sopra a Chesio, abbiamo raggiunto la chiesetta da dove parte un ampio sentiero pianeggiante, che porta ad un gruppo di case. Proseguendo, si supera un ruscello e si comincia a salire e si arriva rapidamente all’alpe Frera e all’omonimo colle. Da qui si segue l’ampia dorsale, che sale i ripidi prati in direzione NO. La cresta si stringe negli ultimi metri, ma rimane comunque agevole da percorrere.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato su tutto l’itinerario. Poca neve solo nei pressi della vetta.

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste, con molta calma
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: E

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Mottarone Anello da Bertogna 29 Dicembre 2019

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MOTTARONE DA OMEGNA BERTOGNA

Dopo pranzi e cene delle feste, sta diventando tradizione una bella camminata sulla montagna di casa.

Partito da Omegna (270 m), località la Verta, si percorre via Bertogna e poi via Ronco. Attraversato il gruppo di case, si incontra a destra il sentiero che sale nel bosco e porta ad un primo alpeggio. Continuando la salita nel bosco, con qualche affaccio panoramico su Omegna e il lago, si arriva all’alpe Bertogna (283 m). Il sentiero prosegue nel bosco, facendosi più ripido, e si porta sul versante del rio Inferno. Da qui si possono ammirare i pilastri occidentali del Mottarone, con vie di arrampicata di notevole impegno. Superato un bel bosco di betulle, il terreno si fa più aperto e il panorama sul lago d’Orta è magnifico. Il sentiero ora si porta verso la Rossa, risalendo il settore boulder del Sasso Rana, e incontra la strada della cava, che porta al laghetto artificiale e al piazzale. Pochi minuti di salita accanto allo skilift del Baby e si arriva alla grande croce di vetta (1491 m).

Discesa: dalla croce, passando dietro alle antenne, sono sceso verso S, in direzione del piazzale inferiore. Attraversato tutto il piazzale, ho seguito la vecchia strada sterrata, che scende al bivio di Stresa. Attraversata la strada, ho preso il sentiero che per un tratto la costeggia, per scendere poi con un lungo tratto a mezza costa a riattraversarla nei pressi di un cancello. Da qui in sentiero scende diretto al colle di Cortano (1042 m). Dal ricovero di Cortano, ho seguito a destra il sentiero che costeggia una recinzione, per scendere ripido nel bosco di faggi, in direzione del torrente. Attraversatolo, in pochi minuti sono arrivato all’alpe Vermenasca (894 m). Qui si incontra la mulattiera, che segue per un lungo tratto in falsopiano il corso del torrente Pescone. Arrivato al bivio per i Tre Alberi, sono sceso verso l’alpe Selviana e Agrano (475 m). Purtroppo il sentiero che collegava la strada di Agrano al sentiero che proviene da Crabbia non è più percorribile, quindi ho seguito la strada, riuscendo solo a tagliare i tornanti. Poi un noioso tratto, sempre su strada asfaltata, mi ha riportato alla Verta.

Condizioni: sentiero pulito su tutto l’itinerario. Solo un po’ di neve dal Sasso Rana alla vetta, ma non da problemi. Il sentiero di salita è bello e ben segnalato, con segni di vernice bianco rossi e con i bolli arancio dell’UTLO.

Tempo di salita: 2,45 ore comprese le soste; 7 per tutto il giro
Dislivello: 1250 m circa
Sviluppo: 21 km circa
Difficoltà: EE

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Devero Anello di Tòpera 12 Ottobre 2019


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Il Pizzo Tòpera è un’elevazione non troppo evidente, della costa che separa il bacino di Agaro dalla Valle Antigorio. E’ una meta poco frequentata e segnalata, al di fuori dei sentieri principali che portano al passo del Muretto.

Siamo partiti da Agaro, (1599 m), ai piedi della diga, dopo aver percorso in auto la stretta galleria. Raggiunto il lago, abbiamo percorso tutta la costa occidentale, per iniziare poi la salita verso l’alpe Bionca (1993 m), con le caratteristiche baite con la copertura a botte. Proseguendo la salita, abbiamo raggiunto il passo del Muretto (2347 m). Lasciato il sentiero principale, che scende verso Salecchio, ci siamo diretti a S, per salire poi una cima senza nome, quotata 2482 m. Ridiscesi, abbiamo ripreso il cammino in direzione del passo Tòpera, che ci ha riportati sul versante di Agaro. Una ripida discesa ci ha riportati al lago.

Tempo di salita: 2,30 ore al passo del Muretto; 6,30 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE


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Val Vigezzo Periplo della Pioda di Crana 17 Agosto 2019


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Relive ‘Periplo Pioda di Crana’

La Val Vigezzo è una valle bellissima, che offre numerose possibilità di gite escursionistiche per tutte le esigenze. Il periplo della Pioda di Crana è una delle gite più belle, lunghe e complete che si possano compiere su queste montagne.

Siamo partiti da Arvogno (1250 m) e abbiamo preso il sentiero che scende ripido ad attraversare il torrente su un ponticello, perdendo 150 m circa. Superato un secondo torrente su un ponte di tronchi, si inzia a salire verso l’alpe Coier. Il sentiero sale nel bosco verso l’ampia dorsale su cui si trovano numerose baite sparse e la si segu e fino alle baite di Campeglia (1540 m). Il sentiero devia a SO e passa dall’alpe Riola (1565 m), per riprendere poi a salire in direzione N verso l’alpe Campo (1776 m). Da qui il sentiero si fa meno evidente e occorre un po’ di attenzione a non perderlo. Usciti dal bosco la traccia sparisce definitivamente. Alcuni radi ometti aiutano a districarsi tra rododendri e pietraie. Il passo di Campeia (2199 m) è ormai vicino e lo si raggiunge su tracce di sentiero sulla sinistra orografica. La discesa sul versante N del passo è ripida e su materiale friabile e richiede attenzione. Una traccia di sentiero scende sulla sinistra, costeggiando la parete rocciosa, per spostarsi poi al centro della valle. Attenzione alle possibili cadute di sassi dalla parete della Cima dei Campelli. Raggiunta quota 2000 m, un paletto e un ometto indicano il sentiero che, in falsopiano, porta all’alpe Forgnone (1938m). Questo tratto è su traccia di sentiero parzialmente nascosto tra rododendri e ontani e percorre versanti ripidi e su rocce infide; occorre prestare molta attenzione. Raggiunto l’alpe il sentiero torna evidente e in pochi minuti sale al laghetto di Forgnone (2029 m). Da qui inizia la discesa verso il lago di Larecchio (1857 m). Attraversato il muraglione della diga, un ampio sentiero si inoltra nella valle con vari saliscendi. Un ultimo tratto di salita moderata porta alla Forcola di Larecchio (2148 m). Inizia qui la lunga discesa che, passando dal lago di Panelatte (2063 m) e dalla Cappella di San Pantaleone (1992 m) riporta ad Arvogno. In questo tratto il sentiero è bellissimo, lastricato e composto da innumerevoli gradini.

Tempo di salita: 3 ore al passo di Campeia; 8 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 18 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: gita stupenda, che porta a visitare angoli poco frequentati e quasi sconosciuti della Val Vigezzo. Bella e inconsueta prospettiva sulla Pioda di Crana e sulle valli Isorno e Agrasino


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Val Vigezzo Cima della Laurasca 14 Agosto 2019


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Relive ‘Morning Aug 14th’

La Cima della Laurasca è una bella montagna, che chiude la testata della val Loana. La sua sagoma triangolare è visibile dalla pianura e dai laghi, ed offre un panorama straordinario sulla Valgrande, sul Rosa e i quattromila del Vallese, oltre che sui laghi

Siamo partiti da Fondo li Gabbi (Fondighebi) (1250 m circa), e abbiamo percorso tutto il fondovalle in direzione delle fornaci. Qui il sentiero ben tenuto comincia a salire con pendenza costante e porta prima all’alpe Cortenuovo e subito dopo al bellissimo alpeggio di Scaredi (1841 m), con il confortevole bivacco. Il sentiero, sempre evidente, prosegue in falsopiano in direzione S. Passato un laghetto, si ricomincia a salire. Incrociato il sentiero Bove, la salita diventa ripida e si sposta gradualmente sul versante occidentale della montagna. Raggiunto lo spartiacque con la Valgrande, con l’aiuto di qualche catena, si raggiunge agevolmente la vetta.

Discesa: ripercorsa la via di salita fino al sentiero Bove, l’abbiamo seguito in direzione E, passando alti sopra al Lago del Marmo, fino alla Bocchetta di Cortechiuso (2066 m). lI sentiero prosegue ben segnalato in direzione N, e con una piacevole discesa porta alle baite di Cortechiuso, dove c’è un bel bivacco. Da qui abbiamo preso il sentiero che sale a scollinare sul versante di Loana e, con un lungo diagonale e numerosi saliscendi, passa sotto alla cima dei Fornaletti e porta alla Bocchetta della Forcola (1685 m). Una ripida discesa, su sentiero ben marcato, riporta in breve all’ampia mulattiera e a Fondo li Gabbi.

Tempo di salita: 2,10 ore per la cima, 5 ore, comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: EE

Condizioni: bella gita, non molto frequentata se non nel mese di agosto. I sentieri sono ben segnati. Il tratto che porta in vetta è un po’ esposto, ma ben protetto da catene


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Valle Anzasca Passo del Turlo 20 Luglio 2019


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Relive ‘Colle del Turlo’

Il passo del Turlo è una antica via di comunicazione tra le comunità Walser di Macugnaga e di Alagna. Il secolare sentiero lastricato è stato ritracciato e ampliato negli anni 20 dagli alpini del battaglione Intra, che hanno costruito una magnifica mulattiera.

Siamo partiti da Fornalei (1190 m), poco prima di Macugnaga, e abbiamo preso il sentiero gradinato che porta allo sbarramento del lago delle Fate. Da qui, una strada sterrata si inoltra, in falsopiano, nella Val Quarazza, costeggiando il torrente. Dopo poco si raggiunge la Città Morta, con i venefici ricordi della miniera. Attraversato il torrente su un ponte di legno, si prosegue in leggera salita fino a quota 1500 circa, per salire a sinistra il sentiero, che porta all’alpe La Piana (1613 m) e poi, su bella mulattiera, all’alpe Schena (2037 m). Un lungo traverso in falsopiano conduce al nuovissimo Bivacco Lanti (2150 m), dotato anche di prese USB per la ricarica dei cellulari. La mulattiera, ancora ben conservata, prosegue con pendenza costante e una serie di tornanti in un ambiente d’alta montagna, caratterizzato da pietraie e residui nevai, fino al passo (2738 m).

Tempo di salita: 4,15 ore, comprese le soste.
Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 23,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: E

Condizioni: bella gita, molto frequentata e su ottimi sentieri. Merita anche solo per vedere la bellissima mulattiera. Da quota 2400 m circa si incontrano ancora dei nevai, che invadono a tratti la strada, ma la neve non è gelata e non crea problemi. Prestare attenzione ai possibili buchi.


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Sempione Seehorn 6 Luglio 2019


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Relive ‘Sempione Seehorn’

Il Seehorn è una montagna che siamo abituati ad affrontare in condizioni invernali, perché è facile trovare bella neve e, fino al colle, è sicura anche dopo una nevicata. Per questo ero curioso di salirla in condizioni decisamente diverse ed è stata una bella scoperta.

Si parte da Gabi (1228 m) e si attraversa il torrente Laggina su un ponte in ferro. Si segue per un tratto una larga pista nel bosco e la si abbandona nei pressi di una baita, dove si stacca una bella mulattiera che risale ripida in direzione E. Si risale il bosco con un bel percorso che costeggia il torrente. Attraversato un ponte, si esce su ampi prati nei pressi di un gruppo di baite. Proseguendo la salita, la mulattiera diventa un bel sentiero, che porta rapidamente al colle di Furggu (1872 m), dove si incrocia la strada asfaltata che sale dalla Zwischbergen. Qui il sentiero riprende ripido tra radi larici e sbuca nella conca dove è adagiato un laghetto (Seetole 2027 m). Ora si esce dal bosco e il sentiero sale con lunghi diagonali sulla giavina, per portarsi nei pressi della cresta O e arrivare alla vetta, dove si trovano delle brutte antenne ed una piattaforma di atterraggio.

Tempo di salita: 2,20ore, comprese le soste.
Dislivello: 1220
Sviluppo: 11,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: E

Condizioni: bella gita, molto frequentata e su ottimi sentieri. Dalla vetta si gode di un magnifico panorama sulle montagne del Sempione e della Val Bognanco


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