Ghiacciaio del Rebbio da Berisal 3 Febbraio 2024


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Relive ‘Rebbio’


Sempre magnifico salire questa montagna così estetica. Anche se ci siamo fermati prima del previsto, anche se le condizioni nella parte bassa non erano ottimali, anche se la meta iniziale era un’altra, ne è valsa comunque la pena. Bella sciata fino al rifugio. Condizioni accettabili fino alla macchina.

Lasciata l’auto a Barisal (1525 m), abbiamo pecorso la strada che si inoltra nella valle in falsopiano. Tolti gli sci per attraversare il torrente, abbiamo risalito la spalla seguendo il sentiero estivo fino al Bortelhutte (2107 m). Proseguiamo percorrendo i bellissimi pendii fino a quota 2600 m, dove decidiamo di fermarci

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,15 ore, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: PD-


Condizioni: neve dalla partenza. Si tolgono gli sci solo per attraversare il torrente. Neve dura in salita fino al rifugio. Utili i rampant. Polvere compressa e a tratti già trasformata sopra al rifugio. Dal rifugio in giù non ci si può spostare molto dall’itinerario di salita, ma aspettando un po’ che la neve si ammorbidisca, ne esce una sciata passabile.


Mottarone da Armeno 7 Gennaio 2024


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Relive ‘Mottarone da Armeno’


Prima gita dell’anno e non poteva che essere al Mottarone, montagna di casa e finalmente in veste quasi invernale. Questa volta abbiamo scelto un percorso ad anello, lungo ma non faticoso e molto bello.

Lasciata l’auto ad Armeno (620 m), nel parcheggio Bagnalera, abbiamo attraversato il paese in direzione O e percorso in discesa via Sappa fino alla chiesa di Sant’Antonio, dove prendiamo via dei Ciliegi. Ben presto la strada asfaltata lascia il posto ad una sterrata, che sale nel bosco e arriva ad incontrare la strada per il Mottarone nei pressi di Cheggino (690 m). Entrati tra le case del borgo, abbiamo preso la strada sterrata che risale la valletta e con vari tornanti porta a Luciago (920 m). Attraversata la strada, prendiamo la sterrata che porta all’alpe Marigior, che vediamo dall’alto, e proseguiamo per l’alpe Lovaga. Torniamo ad attraversare la strada nei pressi del ricovero di Cortano (1030 m) e risaliamo al colle del Faggio della Barchetta. Risalendo il sentiero ben marcato arriviamo al bivio della Borromea e al Mottarone

Discesa: dal piazzale del Baby ci dirigiamo verso il piazzale N, passiamo dalla chiesetta della Madonna della Neve e ripercorriamo l’itinerario di salita fino al colle del Faggio della Barchetta. Poco oltre attraversiamo la pineta in direzione E per raggiungere il tornante destro. Sotto al tornante troviamo la sterrata che porta ad incrociare la strada delle Tre Montagnette, che con vari saliscendi porta a Coiromonte. Percorso un tratto di strada asfaltata, raggiungiamo la cappella commemorativa dei caduti, dove parte il sentiero che ci riporta ad Armeno.

Tempo di salita: 3,15 ore, 6,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1000 m circa, con le risalite
Sviluppo: 22,7 km circa
Difficoltà: E


Condizioni: sentiero abbastanza pulito ma poco segnalato. Incontrato neve da sopra Cortano. Alcuni tratti cominciano a gelare. Utili, anche se non indispensabili, i ramponcini. Il tratto in discesa da Coiromonte è in due punti interrotto da alberi caduti, che occorre scavalcare o aggirare


Mottarone da Agrano 2 Dicembre 2023


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Relive ‘Mottarone da Agrano’


Il Mottarone, essendo la più vicina a casa, è la montagna che maggiormente abbiamo frequentato. Ciò nonostante, siamo riusciti a trovare un nuovo itinerario, molto bello e panoramico. Ancora una volta con gli amici del GAM di Omegna

Partiti da Agrano (456 m), abbiamo attraversato il paese e ci siamo diretti alla dorsale che separa il bacino del Pescone dal lago. Il percorso è stato recentemente sistemato dai bikers e sale a tornanti nel bosco, per poi seguire lo spartiacque con dolci saliscendi. Cun una breve discesa raggiungiamo i Tre Alberi, e saliamo per il sentiero classico. Anche questo è stato oggetto di numerosi lavori di sistemazione e ci porta rapidamente alla partenza dello skilift della baita. Una breve sosta alla Baita del CAI e in pochi minuti siamo sul piazzale (1400 m).

Discesa: dal piazzale scendiamo verso la falesia del Sass Butic. Raggiunta la Pera, prendiamo il sentiero che si dirige a N e costeggia le pareti della Sella, Stella e Cascata. Superato il suggestivo passaggio tra due massi appoggiati, denominato le Termopili, proseguiamo in falsopiano fino alle baite dell’alpe Celle, dove troviamo un altro bel sentiero tracciato per le bici, che scende a intercettare la strada proveniente dall’alpe Vermenasca. Seguiamo questa strada e, passaldo dall’alpe Selviana, torniamo ad Agrano. Gita molto bella.

Tempo di salita: 2 ore, 5,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato. Gran lavoro da parte dei bikers che hanno ritracciato e pulito l’itinerario.


Mazzocone e Monte Croce 22 Ottobre 2023


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Relive ‘Mazzocone e monte Croce’


Il Mazzocone (Aquila per i locali), è una delle montagne di casa, a cui si sale quando si è indecisi sulla meta da raggiungere, con la certezza di percorrere un bell’itineraio con un panorama di primordine e che offre la possibilità di allungare la gita a piacimento, verso il Monte Croce o la Massa del Turlo (Giandolino).

Partiti da Quarna Sopra (866 m), abbiamo preso la strada sterrata che sale ripida in direzione NO. Raggiunto l’alpe Preer (964 m), si lascia la strada e si prende il sentiero che si inerpica nel bosco. Proseguendo si arriva alla croce del colle della Frera e poi alla cappella di Saccarello. Il sentiero segue ora la dorsale, con un magnifico panorama sul lago e raggiunge la vetta (1424 m). Scendendo dal versante opposto, siamo arrivati al Col di Stobi, dove incontriamo la strada proveniente da Camasca, che seguiamo fino alla Bocchetta di Foglia. Lasciata la strada, saliamo per ripido sentiero la spalla E del monte Croce. Usciti dal bosco il sentiero perde pendenza e raggiunge l’ampia vetta (1643 m).

Discesa: dalla vetta del Monte Croce prendiamo il sentiero che scende in direzione S, sempre seguendo i bolli arancio dell’UTLO e, raggiungendo una sterrata, porta all’alpe Modello e al colle del Ranghetto. Abbandoniamo il percorso della gara e prendiamo la strada che torna alla Bocchetta di Foglia e a Camasca. Proseguendo sulla sterrata, passando dall’alpe Ruschini, torniamo a incontrare la strada di salita all’alpe Preer, da dove torniamo a Quarna.

Tempo di salita: 1,20 ore al Mazzocone, 2,40 ore al Monte Croce, 6,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 18,5 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato: ancora presenti numerosi nastri di plastica (che spero tolgano) e bolli arancio dell’UTLO.


Mottarone da Gravellona

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Relive ‘Mottarone da Gravellona’


Il Mottarone è la montagna di casa e l’abbiamo salita da tutti i versanti. Ci mancava solo il breve tratto tra Gravellona e l’alpe Colma. Abbiamo approfittato di una giornata di pausa dallo sci per colmare questa lacuna.

Da Gravellona si prende via Granerolo, che risale la Val Guerra. Dopo un breve tratto si incontra una stradina che sale a sinistra, chiusa da una sbarra (cartello indicatore VN1). La strada sale ripida e si restringe fino a diventare un sentiero e, seguendo la dorsale, porta all’alpe Colma (920 m). Proseguendo nel bosco, il sentiero attraversa il letto del rio Grisolo e sale ripido al Costone dell’Agnella. Da qui supera una piccola pineta e percorre una lunga diagonale fino all’alpe Nuovo (1204 m). Attraversato il torrente Selva Spessa su un bel ponticello, risaliamo il vecchio tracciato della pista Corti fino al piazzale N. Da qui una stradina in cemento, costeggiando la pista baby 2, porta rapidamente in vetta.

Discesa: dalla vetta scendiamo lungo il baby 1 fino al piazzale O e proseguiamo verso il pian dei milanesi. Superato il bacino per l’innevamento artificiale, prendiamo la stradina che porta verso lo skilift della rossa: poco oltre, proprio sulla dorsale, si trova il bivio per Gravellona (cartello). Scendiamo in direzione della cima Cusio e proseguiamo per un tratto fina alla cima delle Guide (libro di vetta), seguendo i bolli blu. Tornati sui nostri passi fino al colle delle Capre, dove si scende nella valle del rio dell’Inferno per raggiungere alcune via di arrampicata, ritroviamo il sentiero con i segni bianco rossi, che scende verso N e porta all’alpe Colma. Poco oltre l’alpe abbiamo preso il bivio a sinistra e seguito il ripido sentiero per Granerolo: Attraversato il paese, abbiamo percorso un paio di chilometri di strada asfaltata per tornare all’auto

Tempo di salita: 3,15 ore circa comprese soste. 6/7 ore per l’intero giro
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: il sentiero di salita è stato in gran parte pulito per una gara di corsa in montagna. Ancora numerosi nastri di plastica sul percorso, che spero vengano rimossi. Il sentiero di discesa è ben segnalato e pulito fino all’alpe Colma. Un po’ più sporco verso Granerolo. Bella gita.


Monte Mazzoccone (L’Aquila) da Cireggio 8 Ottobre 2022

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Dopo oltre due mesi di riposo forzato, riprendiamo le escursioni con un facile e panoramico itinerario sulle montagne di casa

Partiamo da Cireggio (367 m), frazione di Omegna e imbocchiamo il Sentiero Beltrami, che parte accanto al circolo, bella mulattiera che sale nel bosco di castagni. La strada lastricata sale a lenti tornanti, passando per il bellissimo santuario del Fontegno, risalente al XVII secolo e prosegue in direzione di Quarna Sopra, incontrando numerose cappelle votive. Arrivati alla strada asfaltata nei pressi del belvedere, saliamo al paese e lo attraversiamo, per prendere la strada sterrata che sale verso NO, in direzione dell’alpe Preer. Qui prendiamo il sentiero sulla destra e poi il bivio a sinistra per il colle della Frera (1120 m). Il sentiero sale ripido tra felci e betulle e porta alla Cappella di Saccarello (1228 m). Da qui si segue la dorsale, aggirando le difficoltà, a volte aiutati da alcune catene, fino al monumento di vetta, sormontato da un’aquila (1424 m).

Discesa: proseguendo lungo la dorsale in direzione del Col di Stobj, poco prima di raggiungerlo (bocchetta della Luera 1310 m, cartello segnaletico) abbiamo preso un sentiero tra le felci che ci ha portati all’alpe Camasca. Una larga mulattiera prende il posto del sentiero e, passando dagli alpi Ruschini e Barca, ci riporta a Preer, dove ritroviamo l’itineraio di salita

Tempo di salita: 2,45 ore circa; 5.30 ore per la gita
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EE,

Condizioni: itinerario sempre ben segnalato. Attualmente le felci sono state tagliate e il sentiero pulito in vista del vertical.


Monte Mazzarone Viva le donne 26 marzo 2022

Il Mazzarone è una modesta cima che si eleva sulla lunga dorsale che scende a S del Mottarone. Sul suo versante O, di magnifico granito come tutto il massiccio del Mottarone, sono state chiodate alcune vie interessanti. Oggi abbiamo provato Viva le donne.

Da Luciago si prende il sentiero che sale a sinistra dell’albergo, seguendo le indicazioni per il Sass dell’Om. Pochi metri prima di raggiungere il Sasso, un incredibile monolito che sfida la gravità, si segue il sentiero a destra, in discesa. Dopo aver superato un ruscello, ora secco, si attraversano altri tre canali asciutti. Risalendo il ripido bosco alla destra del terzo canale (sinistra orografica), si raggiunge l’attacco di Anaconda. Proseguendo la salita si attraversa verso sinistra alla fine del canale, in direzione del roccione su cui si sviluppano i primi tiri di Anaconda. Da qui si traversa a destra, dove si incontra l’attacco di PGB e poi Viva le donne. Scritta quasi invisibile all’attacco.

Chiodatura ottima a fix.

Difficoltà: 6a+ 5c/A0
Materiale: 10 rinvii – corda da 60 metri
Sviluppo: 100 m circa
Tempo di salita: 45 minuti all’attacco; 1,30 ore per la via

L1 35 m 5a: placca su spigolo arrotondato.
L2 25 m 5b: placca e uscita tra l’erba
L3 25 m 5b: partenza su strapiombino ben appigliato, seguito da un passo delicato; più facile a sinistra.
Un breve diagonale in discesa sulla destra porta all’attacco del 4° tiro.
L4 27 m 6a+: è il tiro chiave, nettamente più difficile degli altri ma spittato corto. Evitabile risalendo il pendio a sinistra della placca.

Dalla fine della via si risale il bosco fino alla vetta del Mazzarone su tracce di sentiero. Da qui si scende sul versante opposto fino a raggiungere la strada asfaltata e, in breve, Luciago.

Bibliografia: A. Paleari, Il Mottarone, Monte Rosa Edizioni


Mottarone da Gignese 28 Novembre 2021


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Relive ‘Morning Nov 28th’

Il Mottarone è la montagna di casa, ma gli accessi sono così tanti e così vari, da mostrarsi sempre con un aspetto diverso. Questa volta abbiamo scelto di partire da Gignese, con un percorso lungo e indiretto,che aggira il monte del Falo per arrivare in vetta.

Dopo aver lasciato l’auto a Gignese (670 m), nei pressi dell’agriturismo La Miniera, abbiamo preso la mulattiera che parte ripida in direzione S. Lasciato sulla destra il sentiero che porta al Monte Falò e proseguiamo in falsopiano in direzione SO, raggiungendo Coiromonte (810 m). Seguendo le indicazioni per le Tre Montagnette, seguiamo la strada sterrata che porta alla baita isolata dell’alpe Vaighella. La strada supera il monte Falò e conduce all’alpe Guasto con vari saliscendi, per riprendere poi a salire e arrivare alla strada asfaltata. Seguendo la stradina che la costeggia, abbiamo aggirato il tornante e risalito il bosco senza percorso obbligato, per incrociare nuovamente la strada e incontrare il sentiero che sale da Cortano, che abbiamo seguito fino in vetta (1491 m).

Discesa: per lo stesso itinerario fino al tornante sopra Cortano (1100 m ca.). Da qui abbiamo preso la strada sterrata che scende al colle del Termine (1001 m). Il sentiero prende il posto della stradina, e prosegue con vari saliscendi, raggiungendo i ruderi dell’alpe Tuja poi la bella costruzione dell’alpe di Marta e l’alpe Pirio (921 m). Poco oltre si comincia a scendere, e in breve si torna a Gignese, a poca distanza dal luogo di partenza. Gita molto bella, varia e panoramica

Tempo salita: 4 ore, comprese le soste. 2/2,30 ore per la discesa.
Dislivello: 1000 m circa, comprese le risalite
Sviluppo: 21,5 km circa
Difficoltà: E

Condizioni: stradine sterrate e buoni sentieri, non sempre ben segnalati, ma basta po’ di attenzione per non perdersi.

Valstrona Punta dello Sciatore 13 Marzo 2021


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Relive ‘Punta Sciatori’

Approfittiamo dell’ultimo week end con un minimo di libertà per fare una bella gita. Anche questa è una meta insolita, ad una cima il cui nome è tramandato dai frequentatori locali, ma che non si trova sulle carte. Si tratta comunque di una gita bellissima, in un angolo di Valstrona poco conosciuto. La strada per Campello in inverno non viene pulita e, anche se la neve non è continua, le valanghe scese dai canali la rendono impercorribile dalle auto.

Da Forno si segue la strada per Campello fin dove possibile. Oggi siamo arrivati ad un chilometro circa dalla Piana di Forno (1000 m circa). Lasciata l’auto in uno slargo della strada, abbiamo messo gli sci sullo zaino fino al cimitero di Campello, dove la neve diventa costante. Raggiunto il paese, siamo scesi al torrente, lo abbiamo attraversato sui resti dì una valanga e ci siamo inoltrati lungo la mulattiera che sale all’alpe Pennino. Quando questa, attraversato il torrente, volge a E, la si abbandona e si risale il ripido pendio, in direzione S. Proseguendo il pendio si incunea in un ampio canale, che sfocia in un tratto aperto e pianeggiante. Percorso il pianoro, ci si alza nuovamente in un altro canale, che porta alla bocchetta del Crac. Deviando a destra, si supera un breve risalto un po’ ostico e si esce sui pendii sommitali, in vista della cima. Raggiunta la bocchetta dove si lasciano gli sci, si percorrono a piedi gli ultimi 10 metri che portano in vetta (2060 m)

Discesa: dalla cima ci siamo diretti a NO, seguendo bellissimi pendii e ampi canali. Un tratto a mezzacosta ci ha portati all’alpe Penninetto, dove abbiamo scollinato, per scendere in direzione dell’alpe del Vecchio. Raggiunto il ponticello sulla Strona, in breve siamo tornati a Campello. Gitona!

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1100 m circa con le risalite
Sviluppo: 13,5 km circa tutto il giro
Difficoltà: AD-

Condizioni: lasciata la strada, la neve è abbondante. La salita alla bocchetta del Crac è a tratti molto ripida e soggetta a valanghe. Deve essere percorsa solo in condizioni assolutamente sicure. Neve trasformata in salita (utili i coltelli) e polverosa e bellissima su tutto l’itinerario di discesa.


Valle Strona Monte Croce da Fornero 9 Gennaio 2021


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Relive ‘Monte Croce da Fornero’

Anche questa è una gita insolita, che non sempre si può effettuare a causa della partenza a bassa quota; ma quando ci sono le condizioni, è una chicca che non ci si deve lasciar sfuggire. Il bosco esposto a N è garanzia di neve polverosa, nonostante la quota modesta.

Dal parcheggio di accanto alla chiesa di Fornero (590 m), si prende la ripida stradina asfaltata che sale in direzione E. Dopo un paio di tornanti la strada spiana e passata una bella chiesetta, si inoltra nella valle, raggiungendo l’alpe Foglia. Da qui si procede nel bel bosco di faggi, seguendo le marche bianco rosse del sentiero estivo. Si esce dal bosco al Co di Strobj, a quota 1265 m, quando si incontra la strada che proviene da Camasca. La si percorre per un tratto, in leggera discesa, fino alla bocchetta di Valfoglia, dove si lascia la strada che prosegue verso il colle del Ranghetto e si risale sulla destra la dorsale della montagna.
Dopo un breve tratto in diagonale, si raggiunge la cresta, inizialmente abbastanza angusta e che obbliga a numerose inversioni ravvicinate. A mano a mano che si sale la dorsale si amplia e la pendenza diminuisce, per arrivare al bel pendio sommitale, ampio e aperto (1643 m).

Discesa: per lo stesso itinerario, con possibili varianti nella faggeta, sufficientemente rada da consentire di sciare con pieno divertimento.

Tempo di salita: 3,10 ore
Dislivello: 1100 m circa con le risalite
Sviluppo: 12,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Condizioni: neve abbondante fin dalla partenza. Si calzano gli sci all’uscita del paese. Neve polverosa su tutto il percorso; anche nel tratto sommitale, a patto di non spostarsi mai sui versanti S sotto alla vetta, dove il sole ha già modificato il manto nevoso.