Alpi Orobie Pizzo Arera Via dei cugini 12 Agosto 2021


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Relive ‘Pizzo Arera via dei cugini’

Altra uscita in una zona che non conoscevo, ed altra bellissima scoperta. Il Pizzo Arera, che fa da spartiacque tra la val Brembana e la Val Seriana, si presenta con un aspetto quasi dolomitico, con la sua alta parete di bellissimo calcare, ed i conoidi detritici alla base.

Avvicinamento: da Zambla Alta nel comune di Oltre il Colle si prosegue per Plassa/Arera. L’utimo tratto è a pagamento (€4 da pagare ad una colonnina lungo la strada) e porta ad un grande piazzale, dove si lascia l’auto. Dal piazzale un’ampia strada lastricata sale a tornanti fino al rifugio Capanna 2000. Da qui si prosegue su un evidente sentiero (sentiero dei fiori) che contorna la montagna con vari saliscendi. Giunti ad una forcella, il sentiero scende ripido, già in vista della bella parete. Raggiunti i pendii ghiaiosi, si abbandona il santiero per risalire gli sfasciumi verso l’estremità sinistra della parete, in direzione di un diedro che sale obliquamente verso destra. La partenza della via è indicata da una scritta rossa.

Difficoltà: 5c obbligatorio
Materiale: 16 rinvii, , fettucce o cordini per collegare le soste e materiale per le doppie – Due mezze corde da 60 metri
Dislivello: 600 m circa all’attacco, 200 m per la via. Sviluppo 250 m circa
Tempo di salita: 1,30 ore all’attacco, 4 ore per la via, 1,30 ore per il rientro.

L1 – 5a salire il diedro in diagonale verso destra 40 m

L2 – 5c bella partenza direttamente sopra alla sosta, per attraversare poi a sinistra 35 m

L3 – 4b facile placca 30 m

L4 – 4c 40 m

L5 – 5c tiro impegnativo, nella spaccatura che sale sulla destra 35 m

L6 – 5b traversare a sinistra con passaggio non banale 30 m

L7 – 5c bel camino da salire abbastanza facilmente in spaccata 25 m

L8 – 4c facile tiro di uscita, che abbiamo concatenato con il precedente 15 m

Condizioni: la roccia è complessivamente bellissima, anche se sono presenti detriti e sassi mobili: fare molta attenzione, soprattutto in presenza di altre cordate. L’arrampicata è molto divertente ma, nonostante i gradi non estremi, piuttosto impegnativa su tutto l’itinerario.

Discesa: è possibile, anche se lo sconsiglio, scendere lungo la via. Dalla fine della via, proseguire su terreno instabile ma facile fino all’anticima. Proseguire scendendo qualche metro per la crestina e reperire sulla sinistra una sosta di calata, dalla quale si raggiunge il ripido canale ghiaioso, da percorrere con attenzione. Alla base del ghiaione, ometti e tracce di passaggio riportano al sentiero di salita.

Valmalenco Torrione Porro – Via Perego 31 Luglio 2021


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Relive ‘Valmalenco Torrione Porro’

Zona per me sconosciuta e bellissima scoperta questo angolo di Valtellina. Grazie all’amico Daniele che mi ha accompagnato in questa bella avventura.

Avvicinamento: da Chiareggio (1612 m) si segue la strada a pagamento fino alla fine e si lascia l’auto in uno slargo, a lato del torrente. Attraversato il Torrente Mallero su un ponte, si incontra la mulattiera che, in un’ora circa, porta al bel Rifugio Gerli-Porro (1965 m). Proseguendo sul sentiero che porta alla ferrata, lo si abbandona a quota 2140 circa, per attraversare a sinistra (N) su tracce e sfasciumi, in direzione della parete. La via attacca a sinistra di un conoide ghiaioso. Un pannello con una grande foto accanto al rifugio aiuta ad individure l’attacco.

Itinerario:
la via, nonostante i gradi non elevati, è abbastanza impegnativa, con il passaggio chiave in uno strapiombino sul secondo tiro, peraltro ben chiodato e azzarabile. I tiri totali sono 8, ma l’ultimo si può tranquillamente fare in conserva. Per il resto i gradi sono tra il IV e il V, con protezioni abbastanza distanti, ma sufficienti nei punti più difficili. Le soste presentano tutte due ancoraggi resinati da collegare. Non descriverò con precisione i tiri, in quanto la via si presta a numerose varianti, comunque tutte sullo stesso livello di difficoltà. La roccia, rossastra e rugosa, in alcuni tratti assomiglia molto al serpentino della Punta Esmeralda al Devero.

Attrezzatura: corda da 60 m, 8 rinvii, qualche friend per prudenza.

Discesa: la via porta in vetta. La discesa si effettua a piedi, per comodo sentiero che in un’ora circa riporta al rifugio.

Tempo di salita: 1,45 ore all’attacco, 4 ore per la via.
Dislivello: 500 m circa all’attacco, 250 m per la via. Sviluppo 150 m + 300 m
Difficoltà: AD+ V

Valsessera Punta Pissavacca. Via della Discordia e Due Valli 17 Luglio 2021


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Relive ‘Punta Pissavacca’

Era gia salito a questa cima, percorrendo la lunga cresta dal Monte Cornabecco, ma questa volta abbiamo deciso per due vie alpinistiche che, concatenate, portano alla vetta.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto presso la chiesetta delle Piane e preso il sentiero G1, ampio e ben segnalato, porta al rifugio Barone. Attraversato un rio con un ponticello in ferro, abbiamo proseguito per un breve tratto, fino ad incontrare i cartelli che segnalano la Palestra Oliva e le vie. Lasciato il sentiero che porta ad una facile placca appoggiata, siamo saliti dritti per il ripido prato, fino alla targhetta che segnala l’inizio della via.

Itinerario:
La via della discordia è di 6 tiri e molto facile. Credo che non superi il 4c. E’ottimamente attrezzata, a fix e anelli di calata in tutte le soste. I tiri non superano i 25 metri. Per velocizzare la progressione conviene accorpare i tiri a due a due.
Arrivati alla fine della via, rimessi gli scarponi, si percorre un lungo traverso a sinistra, in direzione delle evidenti placche. Presto si vede la targhetta della prima via (Braccio di ferro). Poco oltre, leggermente più in basso, parte la via 2 Valli, di 10 tiri.
Questa è un po’ più impegnativa della precedente, con qualche bel passaggio su placca e un divertente muretto verticale sull’ultimo tiro (5b). Come la precedente, può essere percorsa a due tiri per volta, facendo un po’ di attenzione agli attriti della corda. Anche questa via e perfettamente attrezzata, con fix e soste con anello di calata.

Alla fine della via si prosegue in conserva protetta per altri 150 m circa, sfruttando i fix e le soste presenti. Arrivati ad una selletta ci si può slegare, e proseguire sulla facile cresta che porta alla vetta della Punta Pissavacca.

Attrezzatura: corda da 60 m, 12 rinvii. Non occorre integrare.

Discesa: dalla croce di vetta si scende con evidente sentiero, a tratti attrezzato, fino al confortevole rifugio Monte Barone. Da qui un facile sentiero riporta alle Piane (2 ore dalla cima)

Tempo di salita: 30 minuti al’attacco, 4 ore per le vie e la cresta finale.
Dislivello: 100 m circa all’attacco, 1100 m totale. Sviluppo 150 m + 300 m
Difficoltà: 5b

Devero Punta Esmeralda Ciao Marco 10 Luglio 2021


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Relive ‘Devero Ciao Marco’

Bella giornata non troppo calda per questa bella via divertente e perfettamente attrezzata. Da Devero siamo saliti ai piani della Rossa per risalire poi verso la bastionata, dove si incontrano numerose vie moderne. Ciao Marco è la penultima a destra della parete della punta Esmeralda, accanto al Crepone e alla Carmagnola e prima del diedro. Una targa metallica segnala l’attacco. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. La via è tutta spittata, anche se un po’ lunga; consigliato qualche friends medio piccolo. Soste comode. Discesa in tre doppie sulla via o a piedi nel canale detritico sulla destra.

Difficoltà: 6a – 5b obbligatorio
Materiale: 10 rinvii, qualche friends medio-piccolo, nut – Due mezze corde da 50 metri
Sviluppo: 130 m
Tempo di salita: 1,45/2 ore all’attacco; 2,30 ore per la via

L1 – 5a facili gradoni 25 m

L2 – 5a placca fessurata 30 m

L3 – 5b placca fessurata 35 m

L4 – 5b placca fessurata 40 m

L5 – 5c+/6a è il tiro chiave. Muretto verticale ben manigliato. Uscita non banale. Spittato corto. 15mt

Condizioni: la neve è quasi completamente scomparsa. Solo una lingua residua all’attacco delle vie. Via molo frequentata. Oggi 6 cordate in parete.


Agaro Siscom 86 26 Giugno 2021

Divertente itinerario plasir, recente creazione delle guide ossolane Alberto Giovanola, Fabrizio Manoni e Paolo Stoppini.

Difficoltà: 6a+ – 5c/A0 obbligatorio
Materiale: 14 rinvii – Due mezze corde da 60 metri o corda intera da 80 metri
Sviluppo: 280 m
Tempo di salita: 40 minuti all’attacco; 3/3,30 ore per la via

Avvicinamento: dalla strada di Devero, prendere la deviazione per Ausone. Dalle case di Ausone la strada diventa sterrata e dopo qualche chilometro raggiunge l’angusta galleria che porta alla base della diga. Attenzione: la galleria è molto stretta e, al suo termine, i parcheggi sono pochi. Se si lascia l’auto prima della galleria, in alternativa all’attraversamento di quest’ultima a piedi, è possibile percorrere il sentiero esterno, che con percorso più lungo ma sicuramente più piacevole, porta alla diga. Saliti alla diga, si segue la strada che costeggia il lago e, poco prima di raggiungere la presa d’acqua si prende il sentiero che corre parallelo alla strada. Attraversato un rio il sentiero sale ripido verso la parete. Raggiuntala, a pochi metri sulla sinistra si trova l’attacco dell via.

L1 – 5b bella placca a liste, con qualche passo delicato 35 m

L2 – 5b+ placca a dx con brevi risalti 35 m

L3 – 6a+ (5c/A0) dopo un delicato e ben chiodato traverso a dx (oggi bagnato) si supera un piccolo gradino e si continua a destra con arrampicata più facile, sino alla sosta, comoda ma su terra. 40 m

L4 – 6a+ (5c/A0) si risale un muretto verticale ben protetto, facilmente azzerabile grazie a due cordoni, per proseguire con arrampicata più facile. 40 m

L5 – 4a si traversa a destra in piano (3 spit) e si risale la rampa erbosa sino in sosta. 50mt

L6 – 5c bellissimo tiro, che sale verso sinistra sino ad una bella placca compatta e di qui all’uscita su un risalto ben ammanigliato a sinistra. 45 m

L7 – 5c dalla sosta ci si sposta a sinistra per qualche metro aggirando la vegetazione, per raggiungere la parete. Tiro simile al precedente, sempre su liste orizzontali sino in sosta. 40 m


Discesa: in due doppie si raggiunge la sosta di partenza del 6° tiro e si percorre la cengia alla base della parete verso sinistra (guardando a valle), sino ad individuare la sosta di “Buon Compleanno” (due spit di sicurezza sui 60 mt di traversata circa). Da qui calarsi su questo itinerario o su Freedom.

Placche di Oriana Spigolo Hindu Kush 19 giugno 2021

Le placche di Oriana sono ormai diventati un appuntamento fisso per le nostre uscite alpinistiche. E’ sempre bello tornare su queste belle placche, che offrono un’arrampicata mai estrema ma sempre di soddisfazione e con il giusto grado di impegno. Questa volta la scelta è caduta sullo Spigolo Hindu Kush.

Via molto bella, su ottima roccia.
L’arrampicata è più varia rispetto alle altre vie delle placche di Oriana, con diedri e spigoli.
Chiodatura a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: 6a – 5b obbligatorio
Materiale: 10 rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 140 m
Tempo di salita: 40 minuti all’attacco; 2 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4, che consente di tagliare la strada sino a Pian Flo. Da qui seguire il sentiero verso destra che risale verso il bosco, in direzione delle placche.

L1 – 4a: superare lo spigolo e salire a destra, su facile placca, sino ad una comoda cengia. 25 m – 6 spit

L2 – 6a: è il tiro chiave della via. Dalla sosta raggiungere il muretto verticale, ben protetto, da superare prima a sinistra per spostarsi poi a destra e proseguire su placca più facile 30 m – 9 spit

L3 – 5a: raggiungere lo spigolo e risalire i diedrini affiancati. Prestare la massima attenzione alla grossa lama appena prima della sosta: assolutamente da non toccare; si muove in modo inquietante. Sosta scomoda. 20 m – 6 spit

L4 – 5b: preguire nel diedro con bella arrampicata 25 m – 6 spit

L5 – 4a: facile tiro in diagonale verso destra 15 m – 3 spit

L6 – 4b: placca che porta ad un facile muretto: superatolo proseguire su placca appoggiata fino alla sosta 25 m – 5 spit


Discesa: in doppia sulla via o, più consigliabile, a piedi, proseguendo oltre la sosta per tracce di passaggio fino ad incontrare il sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna alla strada

Ornavasso Falesia del Cannone (Im Schlàsti)

E’ una falesia non troppo grande, ma veramente molto bella. Il principale valorizzatore è la guida alpina Alberto Goivanola, a cui si sono aggiunti più di recente Franco Dattilo e la guida Giuseppe Burlone, che hanno chiodato il settore di sinistra.

Avvicinamento: usciti da Ornavasso in direzione N, appena prima della curva di Migiandone si trova sulla sinistra un ampio piazzale, dove fanno bella mostra due grossi cannoni. Attraversato il grande piazzale lastricato, si incontra una stradina che in pochi minuti porta alla parete, già visibile dal piazzale

La roccia è uno gneiss scuro, ricco di tacche, lame e buchi che consentono una piacevole scalata su pareti quasi verticali. Difficoltà medio basse. La chiodatura è ottima.
A destra della parete c’è anche una bella via di quattro tiri (Rand 6a 120 m)

Bibliografia:
Ossola Rock. F. Manoni, M. Pellizzon, P. Stoppini Ed.Versante Sud
Le più belle vie dell’Ossola dal I al IV grado. A, Paleari Ed. Monte Rosa


Avvicinamento: 5 minuti
Roccia: gneiss
Arrampicata prevalente: varia
Difficoltà: dal 4c al 7a
Attrezzatura: corda da 70 m, 12 rinvii
Giudizio: ottimo
VALUTAZIONE DELLE VIE
*           merita
**         bella
***        molto bella
****      da non perdere
*****    di più
MARCUS 5c+ ***35m
Placca tecnica e spigolo fessurato
 
SENZA NOME 5c *** 20m
Buchi e grosse lame. Placca finale delicata
SENZA NOME 5c *** 20m
Buchi e grosse lame
VIA ELENA 5c+*** 20m
Dulfer e buone prese
 
ZEN 6a+*** 20m
Diedro leggermente strapiombante con buone prese
 
CERUTTI 6a *** 20m
Passaggio chiave su strapiombino
 
AL BODALO 5a ** 20m
Buoni appigli e placca
MONGINI 4c** 20m
Strapiombini ben manigliati
MAICINI 4c** 20m
Strapiombini ben manigliati
KRENDI 5c** 25m
Placca ripida
GOGONO 6a** 25m
Placca
RAND L1 6a**** 25m
Bellissima placca

 

Gravellona Falesia dei Cavalieri

Quella dei Cavalieri è una falesia storica della bassa Ossola; aperta nei primi anni sessanta da Alberto Paleari, insieme a un gruppo di amici, è stata ampliata negli anni settanta, fino ad arrivare ai giorni nostri, con l’ammodernamento della chiodatura, ora spit inox, ad opera di alpinisti del CAI di Gravellona.

Avvicinamento: da Pedemonte, frazione di Gravellona, seguire la via Pedolazzi in direzione di Ornavasso, fino alla evidente piccola falesia della Balma, dove si parcheggia. Lasciata l’auto negli slarghi della strada, tornare indietro, in direzione di Gravellona per un centinaio di metri, fino ad incontrare un sentierino che sale sulla destra, segnalato da un cartello azzurro, con il nome della falesia. Seguire i bolli blu sul ripido sentiero, che attraversa poi con vari saliscendi verso destra. Passato un traliccio, si attraversa il rio Cavalieri e si risale per una ventina di metri in direzione dell’evidente parete.

La roccia è un bel granito grigio, con uno ottimo grip. L’arrampicata è varia, su placche, diedri e fessure. Difficoltà medio basse. La chiodatura è ottima.
Alcune vie si possono suddividere in due brevi tiri

Bibliografia:
Ossola Rock. F. Manoni, M. Pellizzon, P. Stoppini Ed.Versante Sud
Le più belle vie dell’Ossola dal I al IV grado. A, Paleari Ed. Monte Rosa


Avvicinamento: 15 minuti
Roccia: granito
Arrampicata prevalente: varia
Difficoltà: dal 3b al 7a
Attrezzatura: corda da 70 m, 12 rinvii
Giudizio: ottimo
VALUTAZIONE DELLE VIE
*           merita
**         bella
***        molto bella
****      da non perdere
*****    di più
MIRANDA L1 5c ***17m + L2 6a **** 15m
Placca tecnica e uscita su strapiombino
 
SENZA NOME 5c **** 18m
Placca tecnica. Sosta in comune con L1 di MIRANDA
TEPORE 4a** 25m
Placca
e spigolino 
TERROR DOWN 4a** 24m
Placca
 
 
 LUCERTOLA 4a** 28m
Placca
 
 
IL DIEDRINO L1 5b **** 15m L2 5b***+12m
Partenza di difficile interpretazione. Meglio farla in un solo tiro 
 
LA NORMALE L1 4b *** 25m+L2 5b***15m
Dulfer, placca e fessura
 
IDA 6b *** 25m
Difficile il passo nella foto
ABULAFIA 6A+ ***** 31m
Bellissima e varia
SALAMANDRA 6C 27m
Giudizio sospeso. Troppo difficile per me

Devero Punta della Rossa Spigolo SE 20 Giugno 2020

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Grande classica del Devero, una delle più belle vie dell’Ossola. Non la ripercorrevamo da qualche anno e, con gli scarponi, ci ha impegnai più di quanto ricordavamo. Bellissima salita, non troppo difficile ma vietato sbagliare, vista l’esposizione, come dimostrano le numerose targhe commemorative che si trovano sulla via.

Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 5/6 rinvii, qualche friends, nuts, fettucce e cordini.

Da Devero (1600 m) si percorre la piana in direzione di Cantone, per prendere il sentiero che sale ai Piani della Rossa (2050 m), passando da Campello, Accanto al grosso masso erratico si stacca un sentiero che sale a sinistra. Seguirlo per un tratto per salire poi il pendio erboso. Quando questo si restringe, attraversare a destra sotto alla fascia rocciosa, per raggiungere una spalla, che affaccia sull’altopiano della bocca della Rossa. Qui il sentiero è più evidente e i numerosi ometti non lasciano dubbi sull’itinerario. Seguendo il filo dello spigolo si arriva all’attacco.

Le lunghezze di corda sono 10/12, a seconda di dove si decide di fare le soste. Noi ne abbiamo fatti 10.

L1  IV, 40 metri: dal terrazzo salire a sinistra (II) per arrivare ad un risalto verticale.
Salire una lama leggermente strapiombante e traversare a destra. Sosta su chiodi, qualche chiodo di passaggio.

L 2, III, 40 metri: salire lo spigolo proprio sopra la sosta, poi proseguire a destra per arrivare al bordo di un terrazzo. Sosta su spit.

L3, IV, 40 m: superare alcuni enormi blocchi (III) fino sotto a una fessura strapiombante; superare in leggero obliquo a sinistra uno strapiombino ben appigliato (IV+), guadagnando il comodo terrazzo con la sosta (40 m).

L4, III, 40 m: dalla sosta a sinistra per placca facile si supera una targa Murgia. Si continua a salire diagonalmente a sinistra, fino a sostare su spit alla base di un camino.

L5, V, 35 m: dalla sosta salire il muretto verticale di non facile interpretazione (è il passo della mano, punto chiave della via), per attraversare poi su facile placca verso destra. E’ consigliabile fare la sosta prima di salire i grossi blocchi che portano al terrazzino della sosta.

L6, IV+, 25 m: salito un muretto si affronta un bel diedro, fino ad un terrazzino. Sosta su due fix.

L7, IV,40 m: siamo al passo più famoso e caratteristico della via: il Caimano, non difficile ma certamente emozionante. Si sale la larga lama, per passare con una spaccata sulla parete, distante oltre un metro. Si attraversa verso destra per salire poi un muretto verticale ben appigliato. Sosta su due fix.

L8, II+ 40 m: abbiamo affrontato questo tratto in conserva, attraversando a sinistra per facili gradoni, fino a raggiungere due soste (usare quella a destra).

L9, IV, 25 m: superare in dulfer la fessura verticale a destra della sosta e salire il breve muro successivo.

L10, IV, 25 m: affrontare il camino (spesso, come oggi, bagnato), o lo spigolo alla sua sinistra (III+); una bella fessura verticale (IV+) porta sul terrazzo di sosta.

Discesa: con 5 doppie da 60 metri su Mania Verticale. Dalla sosta di uscita della via, spostarsi a sinistra per una cinquanta di metri, ignorando una sosta su tre spit arruginiti, fino ad un cordone su un masso. La sosta con anello di calata è proprio sul bordo della parete.

Tempo di salita: 2,40 ore all’attacco, 4/5 ore per la via.
Dislivello: 950 m circa all’attacco
Sviluppo: 11 km circa, andata e ritorno; 350 m la via

Condizioni: itinerario pulito. Si arriva all’attacco senza toccare la neve.


Rocca d’Argimonia via SK2 13 Giugno 2020


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Non conoscevo questa zona. L’ho scoperta casualmente da un post di FB, che la consigliava e, a parte l’avvicinamento avventuroso, devo dire che è stata una bella sorpresa. Roccia bella e nel complesso solida, per una via di difficoltà classiche Un da affrontare con gli scarponi. Nel complesso un bell’itinerario.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto nel piccolo slargo tra le due gallerie, poco prima di raggiungere Bielmonte. Una traccia di sentiero sale a destra, tra le fitte felci. Poco dopo il sentiero sparisce, sommerso dalla vegetazione. Salendo a vista, abbiamo raggiunto una baita isolata, per attraversare poi verso sinistra in direzione di una pietraia che si vede alla base delle placche rocciose. Raggiuntala, abbiamo ritrovato gli ometti che portano all’attacco della via.

Itinerario:
La via è ottimamente attrezzata, così come le soste. I tiri non superano i 30 metri.
L1: placca, III;
L2: è il passo chiave della via V, comunque ben protetto e azzerabile;
L3: placca, IV;
L4: trasferimento a destra su erba;
L5: placca, III;
L6: spigolo, III;
L7: successione di brevi saltini, III;
L8: trasferimento a destra su erba; spit su masso affiorrante
L9: placca, III.

Attrezzatura: corda da 30 m, 8 rinvii.

Discesa: arrivati al termine della via si incontra un bel sentiero che, in direzione E, percorre la cresta. Raggiunta una cappelletta, si scende in direzione di un colle con dei ripetitori. Da qui un ccomodo sentiero scende alla strada.

Tempo di salita: 20 minuti al’attacco, 2 ore per la via.
Dislivello: 100 m circa all’attacco, 250 m di sviluppo
Difficoltà: V. III obbligatorio

Condizioni: sentiero di accesso invaso dalla vegetazione; si perde dopo pochi metri. La direzione è comunque evidente e, anche se con qualche divagazione siamo arrivati all’attacco. La pioggia del giorno precedente ha reso la roccia scivolosa, proprio nei tratti più impegnativi.