Agaro Siscom 86 26 Giugno 2021

Divertente itinerario plasir, recente creazione delle guide ossolane Alberto Giovanola, Fabrizio Manoni e Paolo Stoppini.

Difficoltà: 6a+ – 5c/A0 obbligatorio
Materiale: 14 rinvii – Due mezze corde da 60 metri o corda intera da 80 metri
Sviluppo: 280 m
Tempo di salita: 40 minuti all’attacco; 3/3,30 ore per la via

Avvicinamento: dalla strada di Devero, prendere la deviazione per Ausone. Dalle case di Ausone la strada diventa sterrata e dopo qualche chilometro raggiunge l’angusta galleria che porta alla base della diga. Attenzione: la galleria è molto stretta e, al suo termine, i parcheggi sono pochi. Se si lascia l’auto prima della galleria, in alternativa all’attraversamento di quest’ultima a piedi, è possibile percorrere il sentiero esterno, che con percorso più lungo ma sicuramente più piacevole, porta alla diga. Saliti alla diga, si segue la strada che costeggia il lago e, poco prima di raggiungere la presa d’acqua si prende il sentiero che corre parallelo alla strada. Attraversato un rio il sentiero sale ripido verso la parete. Raggiuntala, a pochi metri sulla sinistra si trova l’attacco dell via.

L1 – 5b bella placca a liste, con qualche passo delicato 35 m

L2 – 5b+ placca a dx con brevi risalti 35 m

L3 – 6a+ (5c/A0) dopo un delicato e ben chiodato traverso a dx (oggi bagnato) si supera un piccolo gradino e si continua a destra con arrampicata più facile, sino alla sosta, comoda ma su terra. 40 m

L4 – 6a+ (5c/A0) si risale un muretto verticale ben protetto, facilmente azzerabile grazie a due cordoni, per proseguire con arrampicata più facile. 40 m

L5 – 4a si traversa a destra in piano (3 spit) e si risale la rampa erbosa sino in sosta. 50mt

L6 – 5c bellissimo tiro, che sale verso sinistra sino ad una bella placca compatta e di qui all’uscita su un risalto ben ammanigliato a sinistra. 45 m

L7 – 5c dalla sosta ci si sposta a sinistra per qualche metro aggirando la vegetazione, per raggiungere la parete. Tiro simile al precedente, sempre su liste orizzontali sino in sosta. 40 m


Discesa: in due doppie si raggiunge la sosta di partenza del 6° tiro e si percorre la cengia alla base della parete verso sinistra (guardando a valle), sino ad individuare la sosta di “Buon Compleanno” (due spit di sicurezza sui 60 mt di traversata circa). Da qui calarsi su questo itinerario o su Freedom.

Placche di Oriana Spigolo Hindu Kush 19 giugno 2021

Le placche di Oriana sono ormai diventati un appuntamento fisso per le nostre uscite alpinistiche. E’ sempre bello tornare su queste belle placche, che offrono un’arrampicata mai estrema ma sempre di soddisfazione e con il giusto grado di impegno. Questa volta la scelta è caduta sullo Spigolo Hindu Kush.

Via molto bella, su ottima roccia.
L’arrampicata è più varia rispetto alle altre vie delle placche di Oriana, con diedri e spigoli.
Chiodatura a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: 6a – 5b obbligatorio
Materiale: 10 rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 140 m
Tempo di salita: 40 minuti all’attacco; 2 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4, che consente di tagliare la strada sino a Pian Flo. Da qui seguire il sentiero verso destra che risale verso il bosco, in direzione delle placche.

L1 – 4a: superare lo spigolo e salire a destra, su facile placca, sino ad una comoda cengia. 25 m – 6 spit

L2 – 6a: è il tiro chiave della via. Dalla sosta raggiungere il muretto verticale, ben protetto, da superare prima a sinistra per spostarsi poi a destra e proseguire su placca più facile 30 m – 9 spit

L3 – 5a: raggiungere lo spigolo e risalire i diedrini affiancati. Prestare la massima attenzione alla grossa lama appena prima della sosta: assolutamente da non toccare; si muove in modo inquietante. Sosta scomoda. 20 m – 6 spit

L4 – 5b: preguire nel diedro con bella arrampicata 25 m – 6 spit

L5 – 4a: facile tiro in diagonale verso destra 15 m – 3 spit

L6 – 4b: placca che porta ad un facile muretto: superatolo proseguire su placca appoggiata fino alla sosta 25 m – 5 spit


Discesa: in doppia sulla via o, più consigliabile, a piedi, proseguendo oltre la sosta per tracce di passaggio fino ad incontrare il sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna alla strada

Ornavasso Falesia del Cannone (Im Schlàsti)

E’ una falesia non troppo grande, ma veramente molto bella. Il principale valorizzatore è la guida alpina Alberto Goivanola, a cui si sono aggiunti più di recente Franco Dattilo e la guida Giuseppe Burlone, che hanno chiodato il settore di sinistra.

Avvicinamento: usciti da Ornavasso in direzione N, appena prima della curva di Migiandone si trova sulla sinistra un ampio piazzale, dove fanno bella mostra due grossi cannoni. Attraversato il grande piazzale lastricato, si incontra una stradina che in pochi minuti porta alla parete, già visibile dal piazzale

La roccia è uno gneiss scuro, ricco di tacche, lame e buchi che consentono una piacevole scalata su pareti quasi verticali. Difficoltà medio basse. La chiodatura è ottima.
A destra della parete c’è anche una bella via di quattro tiri (Rand 6a 120 m)

Bibliografia:
Ossola Rock. F. Manoni, M. Pellizzon, P. Stoppini Ed.Versante Sud
Le più belle vie dell’Ossola dal I al IV grado. A, Paleari Ed. Monte Rosa


Avvicinamento: 5 minuti
Roccia: gneiss
Arrampicata prevalente: varia
Difficoltà: dal 4c al 7a
Attrezzatura: corda da 70 m, 12 rinvii
Giudizio: ottimo
VALUTAZIONE DELLE VIE
*           merita
**         bella
***        molto bella
****      da non perdere
*****    di più
MARCUS 5c+ ***35m
Placca tecnica e spigolo fessurato
 
SENZA NOME 5c *** 20m
Buchi e grosse lame. Placca finale delicata
SENZA NOME 5c *** 20m
Buchi e grosse lame
VIA ELENA 5c+*** 20m
Dulfer e buone prese
 
ZEN 6a+*** 20m
Diedro leggermente strapiombante con buone prese
 
CERUTTI 6a *** 20m
Passaggio chiave su strapiombino
 
AL BODALO 5a ** 20m
Buoni appigli e placca
MONGINI 4c** 20m
Strapiombini ben manigliati
MAICINI 4c** 20m
Strapiombini ben manigliati
KRENDI 5c** 25m
Placca ripida
GOGONO 6a** 25m
Placca
RAND L1 6a**** 25m
Bellissima placca

 

Gravellona Falesia dei Cavalieri

Quella dei Cavalieri è una falesia storica della bassa Ossola; aperta nei primi anni sessanta da Alberto Paleari, insieme a un gruppo di amici, è stata ampliata negli anni settanta, fino ad arrivare ai giorni nostri, con l’ammodernamento della chiodatura, ora spit inox, ad opera di alpinisti del CAI di Gravellona.

Avvicinamento: da Pedemonte, frazione di Gravellona, seguire la via Pedolazzi in direzione di Ornavasso, fino alla evidente piccola falesia della Balma, dove si parcheggia. Lasciata l’auto negli slarghi della strada, tornare indietro, in direzione di Gravellona per un centinaio di metri, fino ad incontrare un sentierino che sale sulla destra, segnalato da un cartello azzurro, con il nome della falesia. Seguire i bolli blu sul ripido sentiero, che attraversa poi con vari saliscendi verso destra. Passato un traliccio, si attraversa il rio Cavalieri e si risale per una ventina di metri in direzione dell’evidente parete.

La roccia è un bel granito grigio, con uno ottimo grip. L’arrampicata è varia, su placche, diedri e fessure. Difficoltà medio basse. La chiodatura è ottima.
Alcune vie si possono suddividere in due brevi tiri

Bibliografia:
Ossola Rock. F. Manoni, M. Pellizzon, P. Stoppini Ed.Versante Sud
Le più belle vie dell’Ossola dal I al IV grado. A, Paleari Ed. Monte Rosa


Avvicinamento: 15 minuti
Roccia: granito
Arrampicata prevalente: varia
Difficoltà: dal 3b al 7a
Attrezzatura: corda da 70 m, 12 rinvii
Giudizio: ottimo
VALUTAZIONE DELLE VIE
*           merita
**         bella
***        molto bella
****      da non perdere
*****    di più
MIRANDA L1 5c ***17m + L2 6a **** 15m
Placca tecnica e uscita su strapiombino
 
SENZA NOME 5c **** 18m
Placca tecnica. Sosta in comune con L1 di MIRANDA
TEPORE 4a** 25m
Placca
e spigolino 
TERROR DOWN 4a** 24m
Placca
 
 
 LUCERTOLA 4a** 28m
Placca
 
 
IL DIEDRINO L1 5b **** 15m L2 5b***+12m
Partenza di difficile interpretazione. Meglio farla in un solo tiro 
 
LA NORMALE L1 4b *** 25m+L2 5b***15m
Dulfer, placca e fessura
 
IDA 6b *** 25m
Difficile il passo nella foto
ABULAFIA 6A+ ***** 31m
Bellissima e varia
SALAMANDRA 6C 27m
Giudizio sospeso. Troppo difficile per me

Devero Monte Cervandone 24 Aprile 2021


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Relive ‘Cervandone’

Da tanto tempo avevamo in mente questa fantastica gita, poi, per un motivo o per l’altro, non eravamo mai riusciti ad organizzarla. Finalmente abbiamo trovato il tempo e le condizioni perfette per farla, con grandissimo divertimento e in sicurezza. GITONA

Da Devero (1631 m) abbiamo attraversato la piana ancora innevata e ci siamo diretti a Cantone. Da qui la neve si fa discontinua, e si mettono e tolgono gli sci diverse volte, fino alla presa d’acqua. Rimessi gli sci, abbiamo risalito il ripido tratto che porta ai piani della Rossa (2051 m). Deviando a O, abbiamo percorso le bellissime morene del ghiacciao della Rossa, in direzione degli evidenti canali che solcano la parete E del Cervandone. Sci ai piedi abbiamo risalito il conoide nevoso. Quando questo diventa troppo ripido per proseguire, abbiamo tolto gli sci e, piccozza e ramponi, abbiamo iniziato la risalita del canale sinistro (Ferrari). Usciti dal canale a quota 3010 m circa, abbiamo lasciato gli sci per percorrere il bel pendio e la breve crestina finale fino alla vetta del Cervandone (3210 m).

Discesa: tornati agli sci, ci siamo diretti a N, attraversando quasi in piano il ripido versante, ad aggirare lo sperone roccioso quotato 3111 m. Tolti nuovamente gli sci, abbiamo percorso il ripido scivolo che porta in cresta. Di nuovo cambio di assetto e siamo scesi nel magnifico vallone sul versante svizzero della punta Marani, passando sotto alla punta Gerla. Ultima risalita, fortunatamente breve, e siamo al colle Marani. Da qui inizia la lunga discesa, su pendii bellissimi e con neve ancora inaspettatamente ottima, che ci riporta sull’itinerario di salita a quota 2250 m circa.

Tempo di salita: 7 ore, con molta calma, comprese le soste
Dislivello: 1720 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: D+

Condizioni: sulla piana di Devero c’è ancora neve, ma scarseggia sul tratto da Cantone alla presa d’acqua. Da qui il manto è continuo. Il canale Ferrari è in ottime condizioni, anche se abbiamo trovato lunghi tratti con 40 cm di neve non assestata, dove tracciare ci ha fatto faticare parecchio. Il pendio che porta a pochi metri dalla vetta è facilmente percorribile anche sci ai piedi. in discesa neve trasformata ma ottimanente sciabile fino in fondo.

Attrezzatura: corda, piccozza e ramponi


Valstrona Punta dello Sciatore 13 Marzo 2021


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Relive ‘Punta Sciatori’

Approfittiamo dell’ultimo week end con un minimo di libertà per fare una bella gita. Anche questa è una meta insolita, ad una cima il cui nome è tramandato dai frequentatori locali, ma che non si trova sulle carte. Si tratta comunque di una gita bellissima, in un angolo di Valstrona poco conosciuto. La strada per Campello in inverno non viene pulita e, anche se la neve non è continua, le valanghe scese dai canali la rendono impercorribile dalle auto.

Da Forno si segue la strada per Campello fin dove possibile. Oggi siamo arrivati ad un chilometro circa dalla Piana di Forno (1000 m circa). Lasciata l’auto in uno slargo della strada, abbiamo messo gli sci sullo zaino fino al cimitero di Campello, dove la neve diventa costante. Raggiunto il paese, siamo scesi al torrente, lo abbiamo attraversato sui resti dì una valanga e ci siamo inoltrati lungo la mulattiera che sale all’alpe Pennino. Quando questa, attraversato il torrente, volge a E, la si abbandona e si risale il ripido pendio, in direzione S. Proseguendo il pendio si incunea in un ampio canale, che sfocia in un tratto aperto e pianeggiante. Percorso il pianoro, ci si alza nuovamente in un altro canale, che porta alla bocchetta del Crac. Deviando a destra, si supera un breve risalto un po’ ostico e si esce sui pendii sommitali, in vista della cima. Raggiunta la bocchetta dove si lasciano gli sci, si percorrono a piedi gli ultimi 10 metri che portano in vetta (2060 m)

Discesa: dalla cima ci siamo diretti a NO, seguendo bellissimi pendii e ampi canali. Un tratto a mezzacosta ci ha portati all’alpe Penninetto, dove abbiamo scollinato, per scendere in direzione dell’alpe del Vecchio. Raggiunto il ponticello sulla Strona, in breve siamo tornati a Campello. Gitona!

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1100 m circa con le risalite
Sviluppo: 13,5 km circa tutto il giro
Difficoltà: AD-

Condizioni: lasciata la strada, la neve è abbondante. La salita alla bocchetta del Crac è a tratti molto ripida e soggetta a valanghe. Deve essere percorsa solo in condizioni assolutamente sicure. Neve trasformata in salita (utili i coltelli) e polverosa e bellissima su tutto l’itinerario di discesa.


Val Formazza Bocchetta Foglia 27 Febbraio 2021


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Relive ‘Bocchetta di Foglia’

Gitona, in una zona della val Formazza poco frequentata, soprattutto in inverno. I bellissimi pendii della parte superiore della gita ripagano ampiamente del disagio del tratto di bosco, fitto e non sciabile.

Da Fondovalle (1219 m), ci si dirige a S, attraversando la pista di fondo, e ci si inoltra nella valletta del Torrente Ribo. Raggiunto l’alpe Stavello, si prosegue sulla destra orografica, nel bosco ora più rado. Arrivati a quota 1800 m circa, si lascia l’ampia valle principale, per entrare in una stretta valletta in direzione E. Dopo un centinaio di metri di dislivello la valle si apre e l’itinerario punta al ripido canale che porta al lago superiore. Questo tratto è abbastanza ripido e parzialmente invaso da una valanga, che ci obbliga a togliere gli sci e risalire sul bordo del canale. Rimanendo a sinistra del lago, si affronta un altro pendio molto ripido e si arriva in vista della bocchetta, che si raggiunge per un facile traverso. Dalla bocchetta, in mezzora circa, si può raggiungere la vetta del Pizzo Stella (2688 m), sci ai piedi, sul versante svizzero.

Discesa: per lo stesso itinerario, con possibilità di divagazioni sui bei pendii sotto al lago. Il bosco è fitto, ripido e accidentato, quindi non consente di sciare ma solo di scendere.

Tempo di salita: 4 ore, comprese le soste
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: D-

Condizioni: neve abbondante fin dalla partenza. Il canale sotto al lago è parzialmente ostruito da una valanga a blocchi. Siamo saliti a piedi, senza ramponi, sulla sinistra orografica. Il pendio ripido sopra al lago presenta neve dura. Utili i rampant. Nella parte superiore la neve è piuttosto varia. Primaverile con un po’ di firn in alto, ancora qualche tratto con buona polvere sui pendii rimasti in ombra, straterelli di granita su fondo portante prima di entrare nel bosco.


Val Vigezzo Monte Ziccher 31 Gennaio 2021


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Relive ‘Val Vigezzo Monte Ziccher’

La meta era un’altra, ma la pioggia fino ad alta quota e il vento dei giorni scorsi impongono prudenza, quindi decidiamo per una gita tranquilla.

Dalla fine della strada che da Craveggia porta al Blitz (1200 m circa), prendiamo la stradina che porta ad attraversare il ruscello su un ponticello, e proseguiamo in direzione del rifugio. Prima di raggiungerlo, lasciamo la strada e risaliamo gli ampi pendii, in direzione della chiesetta del Blitz.
Superata una fascia boscata, usciamo su bellissimi pascoli che attraversiamo in direzione delle belle baite di Pragrande.
Superato l’alpeggio entriamo nel bosco, che negli ultimi anni è diventato sempre più fitto e con una ripida salita l’abbiamo attraversato interamente, per uscirne sul bellissimo pendio finale.
Raggiunta la piccola sella che che precede la vetta, ritenendo pericoloso il pendio soprastante, decidiamo di fermarci (1940 m circa).

Discesa: per lo stesso itinerario, con qualche possibile variante nel bosco, che tuttavia è sempre troppo fitto per consentire di sciare con continuità

Tempo di salita: 2 ore
Dislivello: 750 m circa
Sviluppo: 7 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F (PD- se si vuole raggiungere la vetta)

Condizioni: neve abbondante fin dalla partenza, ma resa pesante dalla pioggia fino ad alta quota. Nessun segno di rigelo notturno.


Valle Anzasca Il Pizzetto 23 Gennaio 2021


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Relive ‘Valle Anzasca Pizzetto’

Ancora una volta il vento ha spostato grandi quantità di neve, rendendo pericolosi gli itinerari su versanti aperti. Per questo decidiamo per una gita sicura, interamente nel bosco.

Lasciamo le auto a Bannio (670 m) e saliamo per il sentiero estivo, sfruttando la scarsa neve (la pioggia di questi giorni ha rovinato il fondo fino a 1300 m circa). Superiamo l’alpe Fontane e l’alpe Balmo, risalendo le vecchie piste, per entrare poi nel bosco, percorrendo la dorsale. Poco oltre vila Simonini (1638 m), entriamo nella valletta che, in falsopiano,  attraversa il versante N del Pizzetto. Arrivati a un’ampia radura, con un ampio giro risaliamo la spalla O, fino a pochi metri dalla vetta (1879 m). 

Tempo di salita: 3,30 ore circa, comprese le soste.
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F

Condizioni: in basso neve pessima; bagnata dalla pioggia sopra al paese e via via piu crostosa salendo fino a quota 1300 m circa. Bella polvere più in alto.


Val Bognanco Anello di Monscera 16 Gennaio 2021


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Relive ‘Bognanco Monscera’

Il vento, che fino ad ora ci aveva risparmiati, è tornato con forza, a rovinare la bella polvere di inizio anno e a rendere instabile il manto nevoso. Una scelta prudente è d’obbligo e decidiamo per un bell’anello il val Bognanco.

Lasciamo le auto poco oltre il grande ponte di Graniga, poco prima delle case di Vercengio (1190 m circa). L’innevamento è ottimo e la neve compattata da vento dei giorni scorsi.
Risaliamo i bei prati e la larga traccia nel bosco fino alla chiesetta di San Bernardo (1628 m), poi scendiamo lungo la strada ad attraversare il torrente. Sempre sulla strada risaliamo il versante opposto e raggiungiamo il Rifugio del Dosso (1700 m circa). Continuiamo in direzione dell’alpe Monscera e arriviamo al lago. Alla nostra destra il Pizzo Pioltone è completamente pelato dal vento. In leggera salita, ci dirigiamo verso SSO e con un ampio giro raggiungiamo il rifugio Gattascosa, oggi affollato.
Una breve risalita e ci dirigiamo al lago di Ragozza e poi, senza perdere quota, abbiamo fatto un lungo traverso per scendere al laghetto di Arza.
Ripreso il sentiero estivo, l’abbiamo seguito fino a San Bernardo. Da qui abbiamo ripercorso l’itinerario di salita fino a Vercengio.

Tempo dell’intero giro: 5 ore circa, con molta calma.
Dislivello: 1000 m circa con le risalite
Sviluppo: 13,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F

Condizioni: il vento ha lavorato molto, rimaneggiando il manto nevoso. In basso neve dura per il rigelo; il tratto da san Bernardo all’alpe Monscera presenta ancora neve invernale, nei tratti al riparo dal vento, mentre è dura dove il vento ha lavorato, spostando enormi quantità di neve. C’è da prestare molta attenzione agli accumuli. Ancora bella polvere nel bosco fino al lago Arza e neve trasformata sui pratoni di Vercengio.