Diei e Cistella da Ciamporino 22 Febbraio 2020


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Magnifica gita in ambiente grandioso e solitario, nonostante la partenza e l’arrivo siano da una frequentatissima località sciistica.

Saliti al Dosso con gli impianti, si risale il pendio in direzione E per dossi e vallette. Raggiunto un ripido canale, lo si risale fino a raggiungere la cengia che costeggia il versante Occidentale della montagna. Da qui si risale a piedi il più a destra dei canalini che scendono vetta. Rimessi gli sci, si raggiunge in breve la vetta del Diei (2906 m). Scendendo in direzione SE, si attraversano i bellissimi piani del Cistella, fino a raggiungere il bivacco Leoni (2808 m), ai piedi della calotta sommitale. In direzione E si raggiunge la base della vetta rocciosa, che si risale a piedi fino alla croce (2888 m).

Discesa: tornati al bivacco, si scende un tratto in direzione S, per compiere poi un traverso in direzione NO e superare la bastionata rocciosa che sovrasta il vallone di Solcio. Giunti al di sopra dell’evidente colle, lo si raggiunge per un ripido pendio e si entra nel magnifico vallone di Solcio. Raggiunto i Rifugio Crosta, rimesse le pelli, si prende la strada che, con interminabibili saliscendi, riporta a San Domenico. Gitona!

Tempo di salita: 1,40 ore per il Diei; 50 minuti per il Cistella 7,30 ore per la gita
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD+
Utili piccozza e ramponi

Condizioni: buon innevamento. Neve dura portante in salita. Sastrugi ai piani del Cistella e neve primaverile nel vallone di Solcio. Gita molto interessante, da non sottovalutare nonostante il modesto dislivello.


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Val Formazza Punta di Valrossa 15 Febbraio 2020


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L’alta Val Formazza è un posto meraviglioso e la Valrossa è uno dei suoi angoli più belli.

Lasciate le auto a Riale (1729 m), abbiamo attraversato la pista di fondo per dirigerci verso la strada che sale al Passo San Giacomo. Tagliando i tornanti, siamo arrivati al Rifugio Maria Luisa (2160 m). Lasciata la strada che porta al passo, ci siamo diretti a NO, seguendo il corso del torrente. Arrivati a quota 2400 m, ci siamo diretti a O e abbiamo risalito i bei pendii fino a quota 2880 m. Un ripido traverso in direzione E ci ha portati ad un colle a quota 2930 circa. Da qui, seguendo l’ampia dorsale, in pochi minuti, siamo arrivati in vetta (2968 m).

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 4,30 ore
Dislivello: 1240 m circa
Sviluppo: 16,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Condizioni: neve molto abbondante fin dalla partenza, con 30 centimetri di neve fresca, a tratti un po’ pesante. Tutta da tracciare dal rifugio alla vetta (Grazie a Omar per l’ottima traccia). Il traverso che porta al colle è ripido ed esposto. Da affrontare con prudenza. Discesa molto divertente fino al rifugio. Impagabile essere i primi a solcare i pendii. La discesa su Riale è stata su neve primaverile, sui ripidi pendii attraversati dalla strada. Bellissima gita e ottima compagnia.


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Devero Pizzo Bandiera 8 febbraio 2020


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Relive ‘Pizzo Bandiera’

Il forte vento che continua a flagellare la alpi dall’inizio dell’inverno non è riuscito a rovinare la neve su questo magnifico itinerario, che regala sempre una discesa di grande soddisfazione, soprattutto tra le morene di quello che fu il ghiacciaio della Rossa.

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: neve abbondante sulla piana di Devero, che aumenta salendo di quota. Il ripido canale che porta ai piani della Rossa si percorre direttamente nel letto del torrente, con i rampant quasi d’obbligo alle prime ore del mattino. Dai piani della Rossa la neve diventa più fredda, con qualche placca ghiacciata affiorante qua e la. L’accesso alla cresta è molto affilato e, al momento, non tracciato. Nel complesso ottima sciata, su neve invernale in alto e primaverile nel tratto rivolto a S.


Valsesia Colle del Piccolo Altare da Rima 18 Gennaio 2020


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Tempo inclemente, con vento forte sulla cresta principale delle alpi. Per questo motivo optiamo per questa bella gita, in una zona per noi non troppo usuale, che parte da un paese bellissimo: Rima.

Lasciata l’auto all’ingresso del paese, abbiamo attraversatoil paese, per prendere il sentiero 292. Superati un paio di ponticelli, l’itinerario si dirige a O e segue il sentiero che consente di risalire la ripida costola, fino all’alpe Lanciole (1710 m). Da qui si esce in ambiente aperto e si percorre un ampio semicerchio in senso antiorario, per superare la barra rocciosa. Al di sopra di questa, si torna a seguire la direzione O, risalendo un largo canale, che porta in vista del bivacco Axerio. Raggiunto un ampio ripiano, si sale a destra l’ultimo pendio che porta al Colle del Piccolo Altare (2627 m)

Per lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 4 ore
Dislivello: 1216 m circa
Sviluppo: 11,8 km circa
Difficoltà: PD+

Condizioni: neve abbondante, dura e rimaneggiata dal vento; sastrugi e tracce di passaggio rendono faticosa la sciata. Il tratto di sentiero, in discesa era un toboga ghiacciato. Nei prossimi giorni saranno d’obbligo i rampant.


Valle di Goms Blashorn 11 Gennaio 2020


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La valle di Goms è un vero parco giochi per gli scialpinisti: magnifici pendii aperti in alto, boschi ben sciabili, dove è facile trovare neve polverosa, nel fondovalle. Questa volta la scelta è caduta sul Blashorn, una gita bellissima, con uno sviluppo notevole ed un bel finale, con la breve risalita a piedi fino alla bocchetta che porta in cresta, ed il facile tratto di cresta che conduce in vetta.

Partiti da Ulrichen (1350 m) abbiamo preso la strada per il passo Novena (Nufenenpass), chiusa al traffico, tagliando i tornanti. Lasciata la strada, abbiamo risalito i prati prima ed il bosco di larici poi, in direzione E fino a Niwhitte (1896 m), caratterizzata da un’enorme antenna. Continuando a salire ancora in terreno più aperto in direzione E fino a Randstafel 1983m, e si prosegue per il versante N fino a raggiungere Maellige 2204m. Passando a S della punta di Holiecht, quotata 2355 m, abbiamo risalito il canale in direzione SE, fino al colletto a quota 2650 m circa. Scavalcata la grande cornice, con un lungo traverso sulla parte superiore di quel che rimane del piccolo Blasgletscher, ci siamo portati poco sotto la bocchetta bocchetta (2736 m), dove ci siamo fermati, a causa di una grossa cornice che si protendeva sul pendio. Per la discesa, siamo scesi in direzione NNW fino a quota 2450 m e, superato un colletto ci siamo riportati sulle tracce di salita.

Tempo di salita:4,10 ore
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 15 km circa
Difficoltà: PD+
Utili i ramponi

Condizioni: come sempre quest’anno la neve ha subito pesantemente l’azione del vento; la parte bassa del percorso, presenta crosta da rigelo, rotta dai numerosi passaggi. Ancora bella polvere nel bosco, dove ha preso meno sole. Sui pendii aperti crosta spesso morbida e ben sciabile; in qualche tratto un po’ cedevole, ma nel complesso una bella sciata.


Val Bognanco Traversata del Verosso 6 Gennaio 2020


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La strada aperta fino a San Bernardo riduce il dislivello della gita, senza nulla togliere alla sua bellezza. A dispetto del dislivello contenuto, la traversata del Verosso è una grande gita, completa e impegnativa, su pendii sempre sostenuti e un tratto di cresta che, a seconda delle condizioni, può risultare non banale. L’itinerario percorre pendii ripidi e a rischio di valanghe. Da percorrere solo con neve sicura.

Lasciata l’auto a San Bernardo, abbiamo risalito il ripido bosco a sinistra del parcheggio, seguendo il sentiero estivo. Raggiunta la cresta E, l’abbiamo seguita fedelmente, con numerosissime inversioni sul versante S. Raggiunto un dosso quotato 2141 m, la cresta diventa ampia, e si scende ad una piccola depressione con cartelli indicatori. Si riprende la salita per un tratto, fin dove la cresta si affila ed è necessario togliere gli sci. Calzati i ramponi e messi gli sci nello zaino, abbiamo percorso i numerosi saliscendi della cresta fino a che questa si allarga nuovamente, pochi metri sotto alla vetta (2444 m), che si raggiunge in pochi minuti.

Discesa: dalla vetta ci siamo diretti a S, per ampi e ripidi pendii, in direzione di un minuscolo laghetto quotato 2208 m. Dalla conca del lago, in direzione N, abbiamo raggiunto un colletto che si affaccia sulla Zwischbergen. Tenendoci alti sul ripido pendio, abbiamo puntato direttamente alla Bocchetta di Gattascosa, facilmente individuabile. Oltre alla bocchetta, bellissimi ampi canaloni ben sciabili si abbassano verso il lago di Ragozza (1958 m). Qui si incontra l’evidente traccia che torna a San Bernardo

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 950 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: AD+
Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; in salita leggermente ammorbidita dal sole, in discesa polvere compressa e sastrugi morbidi fino al lago di Ragozza, molto bella da sciare, poi traccia battuta fino al parcheggio.


Val Formazza Corno Orientale di Nefelgiù 2 Gennaio 2020


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Il Corno Orientale di Nefelgiù è una bellissima gita, in un ambiente selvaggio e poco frequentato. La prima parte della gita si svolge su pendii ripidi e soleggiati, mentre la seconda parte, prevalentemente all’ombra, percorre un lunghissimo diagonale che immette in un bel vallone ampio e di pendenza costante, ideale per lo sci.

Superata la cascata, abbiamo lasciato le auto nel piccolo spiazzo davanti all’albergo Pernice Bianca. Risalito il pendio in direzione O, abbiamo lasciato a destra il dosso quotato 2049 m per deviare a SO e risalire l’ampio canale che immette nel vallone di Nefelgiù. Qui bisogna prestare molta attenzione alle condizioni della neve, perchè si deve percorrere un lungo diagonale che taglia completamente il ripido pendio. Entrati nel vallone, l’abbiamo risalito fino al colletto che si affiaccia sulla val Vannino. Da qui, in pochi minuti, si arriva in vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,20 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD-

Condizioni: neve abbondante e varia, ovunque rimaneggiata dal vento; nel vallone neve pressata e fredda, mentre sul pendio finale neve crostosa si alterna a tratti di neve trasformata, quasi primaverile. Nel complesso ben sciabile.


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Mottarone Ferrata dei Picasass 31 Dicembre 2019

MOTTARONE FERRATA DEI PICASASS DA BAVENO

Non c’è modo migliore per finire l’anno, di questa bella e facile ferrata, con vista mozzafiato sulle isole borromee.

Dall’uscita dell’autostrada seguire le indicazioni per il campeggio La Tranquilla e poi la stretta strada che sale ripida sulla destra, con l’indicazione CAI “Monte Camoscio” Lasciare l’auto al termine della strada asfaltata.

Seguire il sentiero per il monte Camoscio, fino a un bivio con le indicazioni per la ferrata, che si snoda sul versante occidentale del monte Camoscio. La roccia è il bellissimo granito rosa del Mottarone e in molti tratti si utilizza la sua naturale aderenza, alternata a numerosi gradini in acciaio. La via è abbastanza esposta ma non difficile, con un solo passaggio leggermente strapiombante e un po’ più impegnativo ad un terzo circa del percorso. Alla fine della ferrata c’è anche un divertente ponte tibetano, che è comunque possibile aggirare.

Discesa: dalla croce, prendere il sentiero con segni bianco rossi che scende a sinistra e seguirlo fino ad ritrovare il sentiero di salita.

Tempo di salita: 40 minuti avvicinamento, 1,15 ore per la ferrata; 45 minupi per la discesa

Mottarone Anello da Bertogna 29 Dicembre 2019

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MOTTARONE DA OMEGNA BERTOGNA

Dopo pranzi e cene delle feste, sta diventando tradizione una bella camminata sulla montagna di casa.

Partito da Omegna (270 m), località la Verta, si percorre via Bertogna e poi via Ronco. Attraversato il gruppo di case, si incontra a destra il sentiero che sale nel bosco e porta ad un primo alpeggio. Continuando la salita nel bosco, con qualche affaccio panoramico su Omegna e il lago, si arriva all’alpe Bertogna (283 m). Il sentiero prosegue nel bosco, facendosi più ripido, e si porta sul versante del rio Inferno. Da qui si possono ammirare i pilastri occidentali del Mottarone, con vie di arrampicata di notevole impegno. Superato un bel bosco di betulle, il terreno si fa più aperto e il panorama sul lago d’Orta è magnifico. Il sentiero ora si porta verso la Rossa, risalendo il settore boulder del Sasso Rana, e incontra la strada della cava, che porta al laghetto artificiale e al piazzale. Pochi minuti di salita accanto allo skilift del Baby e si arriva alla grande croce di vetta (1491 m).

Discesa: dalla croce, passando dietro alle antenne, sono sceso verso S, in direzione del piazzale inferiore. Attraversato tutto il piazzale, ho seguito la vecchia strada sterrata, che scende al bivio di Stresa. Attraversata la strada, ho preso il sentiero che per un tratto la costeggia, per scendere poi con un lungo tratto a mezza costa a riattraversarla nei pressi di un cancello. Da qui in sentiero scende diretto al colle di Cortano (1042 m). Dal ricovero di Cortano, ho seguito a destra il sentiero che costeggia una recinzione, per scendere ripido nel bosco di faggi, in direzione del torrente. Attraversatolo, in pochi minuti sono arrivato all’alpe Vermenasca (894 m). Qui si incontra la mulattiera, che segue per un lungo tratto in falsopiano il corso del torrente Pescone. Arrivato al bivio per i Tre Alberi, sono sceso verso l’alpe Selviana e Agrano (475 m). Purtroppo il sentiero che collegava la strada di Agrano al sentiero che proviene da Crabbia non è più percorribile, quindi ho seguito la strada, riuscendo solo a tagliare i tornanti. Poi un noioso tratto, sempre su strada asfaltata, mi ha riportato alla Verta.

Condizioni: sentiero pulito su tutto l’itinerario. Solo un po’ di neve dal Sasso Rana alla vetta, ma non da problemi. Il sentiero di salita è bello e ben segnalato, con segni di vernice bianco rossi e con i bolli arancio dell’UTLO.

Tempo di salita: 2,45 ore comprese le soste; 7 per tutto il giro
Dislivello: 1250 m circa
Sviluppo: 21 km circa
Difficoltà: EE

Devero Monte Sangiatto 7 Dicembre 2019


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Il Sangiatto è un bel panettone che sovrasta il grande est di Devero. L’itinerario, fino alla bocchetta di Scarpia non è difficile, mentre il ripido pendio finale si presenta raramente in condizioni per essere risalito con gli sci e a volte, come oggi, ostico anche a piedi.

Da Devero (1630 m) si risale il sentiero estivo che costeggia il torrente Devero fino a Corte d’Ardui. Passando accanto alle baite, si affronta un tratto ripido nel bosco rado, per proseguire poi in leggera discesa fino ad attraversare un ponticello. Si risale qui una valletta in direzione S, per rimontare poi il pendio a sinistra (Est), seguendo i tornanti della mulattiera. Arrivando al colletto sopra al lago inferiore del Sangiatto, si compie un diagonale senza perdere quota, per arrivare alle baite dell’alpe. Aggirando in senso antiorerio il dosso quotato 2076 m, si arriva al lago superiore. Si risale l’ampio pendio tra larici sempre più radi, fino ad arrivare all’ampia bocchetta di Scarpia (2248 m). Mantenendosi sulla sinistra e facendo attenzione alle cornici, si risale con gli sci il primo ripido tratto fin dove possibile, poi a piedi fino alla vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 2,30 ore
Dislivello: 700 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Utili i ramponi

Condizioni: neve abbondante, polverosa fino alla bocchetta di Scarpia. Pendio finale di infida crosta, difficile da sciare e brutta da risalire. Per questo ci siamo fermati a una cinquantina di metri dalla vetta.