Val Vigezzo Periplo della Pioda di Crana 17 Agosto 2019


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Relive ‘Periplo Pioda di Crana’

La Val Vigezzo è una valle bellissima, che offre numerose possibilità di gite escursionistiche per tutte le esigenze. Il periplo della Pioda di Crana è una delle gite più belle, lunghe e complete che si possano compiere su queste montagne.

Siamo partiti da Arvogno (1250 m) e abbiamo preso il sentiero che scende ripido ad attraversare il torrente su un ponticello, perdendo 150 m circa. Superato un secondo torrente su un ponte di tronchi, si inzia a salire verso l’alpe Coier. Il sentiero sale nel bosco verso l’ampia dorsale su cui si trovano numerose baite sparse e la si segu e fino alle baite di Campeglia (1540 m). Il sentiero devia a SO e passa dall’alpe Riola (1565 m), per riprendere poi a salire in direzione N verso l’alpe Campo (1776 m). Da qui il sentiero si fa meno evidente e occorre un po’ di attenzione a non perderlo. Usciti dal bosco la traccia sparisce definitivamente. Alcuni radi ometti aiutano a districarsi tra rododendri e pietraie. Il passo di Campeia (2199 m) è ormai vicino e lo si raggiunge su tracce di sentiero sulla sinistra orografica. La discesa sul versante N del passo è ripida e su materiale friabile e richiede attenzione. Una traccia di sentiero scende sulla sinistra, costeggiando la parete rocciosa, per spostarsi poi al centro della valle. Attenzione alle possibili cadute di sassi dalla parete della Cima dei Campelli. Raggiunta quota 2000 m, un paletto e un ometto indicano il sentiero che, in falsopiano, porta all’alpe Forgnone (1938m). Questo tratto è su traccia di sentiero parzialmente nascosto tra rododendri e ontani e percorre versanti ripidi e su rocce infide; occorre prestare molta attenzione. Raggiunto l’alpe il sentiero torna evidente e in pochi minuti sale al laghetto di Forgnone (2029 m). Da qui inizia la discesa verso il lago di Larecchio (1857 m). Attraversato il muraglione della diga, un ampio sentiero si inoltra nella valle con vari saliscendi. Un ultimo tratto di salita moderata porta alla Forcola di Larecchio (2148 m). Inizia qui la lunga discesa che, passando dal lago di Panelatte (2063 m) e dalla Cappella di San Pantaleone (1992 m) riporta ad Arvogno. In questo tratto il sentiero è bellissimo, lastricato e composto da innumerevoli gradini.

Tempo di salita: 3 ore al passo di Campeia; 8 ore comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 18 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: gita stupenda, che porta a visitare angoli poco frequentati e quasi sconosciuti della Val Vigezzo. Bella e inconsueta prospettiva sulla Pioda di Crana e sulle valli Isorno e Agrasino


Val Vigezzo Cima della Laurasca 14 Agosto 2019


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Relive ‘Morning Aug 14th’

La Cima della Laurasca è una bella montagna, che chiude la testata della val Loana. La sua sagoma triangolare è visibile dalla pianura e dai laghi, ed offre un panorama straordinario sulla Valgrande, sul Rosa e i quattromila del Vallese, oltre che sui laghi

Siamo partiti da Fondo li Gabbi (Fondighebi) (1250 m circa), e abbiamo percorso tutto il fondovalle in direzione delle fornaci. Qui il sentiero ben tenuto comincia a salire con pendenza costante e porta prima all’alpe Cortenuovo e subito dopo al bellissimo alpeggio di Scaredi (1841 m), con il confortevole bivacco. Il sentiero, sempre evidente, prosegue in falsopiano in direzione S. Passato un laghetto, si ricomincia a salire. Incrociato il sentiero Bove, la salita diventa ripida e si sposta gradualmente sul versante occidentale della montagna. Raggiunto lo spartiacque con la Valgrande, con l’aiuto di qualche catena, si raggiunge agevolmente la vetta.

Discesa: ripercorsa la via di salita fino al sentiero Bove, l’abbiamo seguito in direzione E, passando alti sopra al Lago del Marmo, fino alla Bocchetta di Cortechiuso (2066 m). lI sentiero prosegue ben segnalato in direzione N, e con una piacevole discesa porta alle baite di Cortechiuso, dove c’è un bel bivacco. Da qui abbiamo preso il sentiero che sale a scollinare sul versante di Loana e, con un lungo diagonale e numerosi saliscendi, passa sotto alla cima dei Fornaletti e porta alla Bocchetta della Forcola (1685 m). Una ripida discesa, su sentiero ben marcato, riporta in breve all’ampia mulattiera e a Fondo li Gabbi.

Tempo di salita: 2,10 ore per la cima, 5 ore, comprese le soste, per la gita.
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: EE

Condizioni: bella gita, non molto frequentata se non nel mese di agosto. I sentieri sono ben segnati. Il tratto che porta in vetta è un po’ esposto, ma ben protetto da catene


Valle Anzasca Passo del Turlo 20 Luglio 2019


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Relive ‘Colle del Turlo’

Il passo del Turlo è una antica via di comunicazione tra le comunità Walser di Macugnaga e di Alagna. Il secolare sentiero lastricato è stato ritracciato e ampliato negli anni 20 dagli alpini del battaglione Intra, che hanno costruito una magnifica mulattiera.

Siamo partiti da Fornalei (1190 m), poco prima di Macugnaga, e abbiamo preso il sentiero gradinato che porta allo sbarramento del lago delle Fate. Da qui, una strada sterrata si inoltra, in falsopiano, nella Val Quarazza, costeggiando il torrente. Dopo poco si raggiunge la Città Morta, con i venefici ricordi della miniera. Attraversato il torrente su un ponte di legno, si prosegue in leggera salita fino a quota 1500 circa, per salire a sinistra il sentiero, che porta all’alpe La Piana (1613 m) e poi, su bella mulattiera, all’alpe Schena (2037 m). Un lungo traverso in falsopiano conduce al nuovissimo Bivacco Lanti (2150 m), dotato anche di prese USB per la ricarica dei cellulari. La mulattiera, ancora ben conservata, prosegue con pendenza costante e una serie di tornanti in un ambiente d’alta montagna, caratterizzato da pietraie e residui nevai, fino al passo (2738 m).

Tempo di salita: 4,15 ore, comprese le soste.
Dislivello: 1600 m circa
Sviluppo: 23,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: E

Condizioni: bella gita, molto frequentata e su ottimi sentieri. Merita anche solo per vedere la bellissima mulattiera. Da quota 2400 m circa si incontrano ancora dei nevai, che invadono a tratti la strada, ma la neve non è gelata e non crea problemi. Prestare attenzione ai possibili buchi.


Monte Mars Cresta dei Carisey 13 Luglio 2019


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Relive ‘Morning Jul 13th’

Da qualche tempo avevamo in mente di percorrere questo itinerario, di cui avevamo sentito parlare, ma in una zona che frequentiamo poco. Veramente una bella cresta, aerea e affilata, ma mai troppo difficile, per un divertimento continuo su tutto il percorso. Non per niente è una super classica di queste montagne. Per evitare di dover fare le cose di corsa, siamo saliti dal versante valdostano, eliminando così l’assillo degli orari della funivia.

Avvicinamento: abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio di Pian Coumarial (1450 m), piccola frazione di Fontainemore, per prendere il sentiero 3A e le indicazioni per il rifugio Coda. Si passano alcuni alpeggi, alternando tratti su mulattiera ad altri su sentiero. Prima di un ponte in legno, abbiamo preso il sentiero che sale a sinistra. Raggiunta la conca dov’è adagiato un minuscolo laghetto, abbiamo lasciato il sentiero 3A per seguire le indicazioni per il rifugio Coda. Con una ripida salita che fa guadagnare rapidamente quota, in breve siamo arrivati al Colle Sella (2240 m). Pochi metri a sinistra del colle attacca la cresta.

Itinerario: si segue il filo con passi di II/III fino ad arrivare in cima ad un salto, per scendere un breve camino. Si prosegue sempre sul filo, con difficolta che non superano il III. In caso di dubbi , gli spit abbastanza numerosi aiutano nella scelta della via. Raggiunta la Punta Amici (2338 m), la cresta diviene pressochè orizzontale. La si segue scendendo su placche molto aeree ed esposte, con passaggio molto divertenti. Si arriva ad un dosso che si risale puntando allo spigolo di destra che si supera con passo di III, bello esposto. Si risalgono delle facili placche per arrivare ad una sosta che ci consente di scendere il difficile tratto dell’Inginocchiatoio. Poco oltre, dopo un tratto in conserva, si raggiunge il cosiddetto Dado, che costituisce il passo chiave della via. Si obliqua verso destra, per raggiungere un primo spit nei pressi dello spigolo. Un secondo spit poco sopra consente di uscire in sicurezza alla sosta VI-. Dal Dado, si prosegue in discesa lungo la cresta con passi di II, oppure per tracce di sentiero sul versante biellese, sino ad arrivare ad un colletto dove si incrocia la via normale al Monte Mars. Una serie di canaponi e una noiosa giavina riportano al laghetto, dove si incrocia il sentiero di salita.

Attrezzatura: corda da 40 m, 5/6 rinvii, qualche friend. Consigliato il casco.

Tempo di salita: 2,15 ore al’attacco, 4,30 ore per cresta.
Dislivello: 800 m circa all’attacco, 200 m per la cresta
Sviluppo: 11,2 km circa
Difficoltà: AD

Condizioni: roccia bellissima e solida. Un ottimo granito ricco di appigli e appoggi. Il sentiero di avvicinamento è ben segnalato, così come la discesa dal colle. Nel complesso un bellissimo itinerario, che consiglio vivamente.


Sempione Seehorn 6 Luglio 2019


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Relive ‘Sempione Seehorn’

Il Seehorn è una montagna che siamo abituati ad affrontare in condizioni invernali, perché è facile trovare bella neve e, fino al colle, è sicura anche dopo una nevicata. Per questo ero curioso di salirla in condizioni decisamente diverse ed è stata una bella scoperta.

Si parte da Gabi (1228 m) e si attraversa il torrente Laggina su un ponte in ferro. Si segue per un tratto una larga pista nel bosco e la si abbandona nei pressi di una baita, dove si stacca una bella mulattiera che risale ripida in direzione E. Si risale il bosco con un bel percorso che costeggia il torrente. Attraversato un ponte, si esce su ampi prati nei pressi di un gruppo di baite. Proseguendo la salita, la mulattiera diventa un bel sentiero, che porta rapidamente al colle di Furggu (1872 m), dove si incrocia la strada asfaltata che sale dalla Zwischbergen. Qui il sentiero riprende ripido tra radi larici e sbuca nella conca dove è adagiato un laghetto (Seetole 2027 m). Ora si esce dal bosco e il sentiero sale con lunghi diagonali sulla giavina, per portarsi nei pressi della cresta O e arrivare alla vetta, dove si trovano delle brutte antenne ed una piattaforma di atterraggio.

Tempo di salita: 2,20ore, comprese le soste.
Dislivello: 1220
Sviluppo: 11,5 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: E

Condizioni: bella gita, molto frequentata e su ottimi sentieri. Dalla vetta si gode di un magnifico panorama sulle montagne del Sempione e della Val Bognanco


Monte Rosa – Castore 29/30 Giugno 2019


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Relive ‘Morning Jun 30th’

Da Gressoney abbiamo preso gli impianti che portano al colle di Bettaforca (2720 m) e da qui abbiamo seguito il sentiero ben segnalato che porta al rifugio Quintino Sella (3585 m). Il primo tratto del sentiero attraversa qualche residuo nevaio. Poco prima del rifugio, una lunga serie di corde fisse aiuta a superare delle placche e qualche tratto di cresta. Un ponticello e ancora qualche fissa e siamo al rifugio Quintino Sella (3585 m), strapieno di alpinisti.

Al mattino partiamo alle 5,45 su neve ottimamente rigelata e seguiamo la lunga fila di alpinisti che sale verso il colle del Felik. Costeggiamo la Punta Perazzi e ci dobbiamo fermare alla terminale, ad attendere che le cordate che ci precedono riescano a superare il breve tratto con ghiaccio affiorante. Arrivati al colle Felik (4086 m), riusciamo a superare un po’ di cordate e, incrociando altri alpinisti già sulla via del ritorno, arriviamo alla panoramica vetta (4223 m).

Attrezzatura: normale dotazione da ghiacciaio.

Tempo di salita: 3,30ore al rifugio, 2,10 ore per la vetta.
Dislivello: 900 m circa al rifugio, 650 m per la vetta
Sviluppo: 15,6 km circa, andata e ritorno
Difficoltà: F+

Condizioni: ancora un po’ di neve nell’avicinamento al rifugio. Meglio raggiungerlo in mattinata. Buon rigelo notturno e condizioni ottimali su tutto il tracciato. Solo un po’ di ghiaccio affiorante nel ripido tratto che porta al colle del Felik. Cresta con tracciona autostradale. Gran traffico di cordate.


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Devero Punta Esmeralda -Via Ciao Marco


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Relive ‘Devero Ciao Marco’

Giornata spettacolare e calda per questa bella via divertente e perfettamente attrezzata, sempre con 52° Corso di Alpinismo del CAI di Villadossola. Da Devero siamo saliti ai piani della Rossa per risalire poi verso la bastionata, dove si incontrano numerose vie moderne. Ciao Marco è la penultima a destra della parete della punta Esmeralda, accanto al Crepone e alla Carmagnola e prima del diedro. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. La via è tutta spittata, anche se un po’ lunga; consigliato qualche friends medio piccolo. Discesa in tre doppie sulla via o a piedi nel canale detritico sulla destra.

Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 8/10 rinvii, qualche friends medio-piccolo.

Tempo di salita: 1,45 ore all’attacco, 2,30 ore per la via.
Dislivello: 800 m circa all’attacco
Sviluppo: 8,5 km circa, andata e ritorno; 130 m la via
Difficoltà: L1 5a, L2 5a, L3 5b, L4 5a, L5 6a (TD-)

Condizioni: ancora tanta neve oltre i Piani della Rossa. Utile la piccozza


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Monte Bianco Aiguille de Marbreè 16 Giugno 2019


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Relive ‘Aiguille Marbrees’

Condizioni invernali quest’anno, per quello che è diventato un classico del corso di Alpinismo del CAI di Villadossola. Bellissimo itinerario e giornata strepitosa, non troppo calda e con condizioni ottimali della neve. Da Courmayeur, con il nuovo, modernissimo impianto, siamo saliti a Punta Helbronner. Scesi sul ghiacciaio, ci siamo diretti verso il Colle di Rochefort, dove ha inizio la cresta. Il primo tratto è il più impegnativo, con una bella placchetta di III. Poi si prosegue su misto, facile ma a tratti esposto. La vetta principale costringe ad una breve deviazione. Tornati sulla cresta, l’abbiamo percorsa in direzione S fino alla sosta di calata. Una breve doppia, ci deposita sul ghiacciaio, dove riprendiamo la traccia iniziale e torniamo al Rifugio Torino.

Tempo di salita: 30 minuti all’attacco, 2,30 ore per la cresta.
Dislivello: 300 m circa
Sviluppo: 4 km circa
Difficoltà: PD+

Condizioni: ancora parecchia neve, che rende più rapida e divertente la cresta. Condizioni complessivamente ottime. Buon rigelo notturno e scarso disgelo nel corso della giornata. I tempi di percorrenza possono variare molto in funzione dell’affollamento, soprattutto per la doppia che riporta sul ghiacciaio


Placche di Oriana Spigolo Pendulo 2 Giugno 2019

Prima uscita in ambiente per il 52° Corso di Alpinismo del CAI Villadossola. La via scelta è differente dalle classiche delle placche di Oriana: un primo tiro di placca, seguito da 5 tiri sullo spigolo, con qualche lama affilata e dall’aspetto instabile. Nel complesso una via discreta, ma niente di più.
Chiodatura un po’ lunga a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: Max 5c (un passo di 6a) – 5a obbligatorio
Materiale: una decina di rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 210 m
Tempo di salita: 25 minuti all’attacco; 2,30 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4. Raggiunta la strada, seguirla sino a superare l’ultimo tornante sinistro. Poco oltre un sentiero con il nome delle vie sale a destra nel bosco. Pochi minuti e si arriva all’attacco di Spigolo Verde. Poco oltre si trova l’attacco di Spigolo Pendulo, segnalato da una targhetta alla base

L1: 5b Facile placca

L2: 5b un passo di 6a. Un placchetta non banale, preceduta e seguita da un tratto nel bosco

L3: 5c Spigolo da scalare sul filo. Sosta scomoda

L4: 5a Spigolo da affrontare sulla facile cengetta a sinistra

L5: 5a Spigolo e spaccatura a lame

L5: 5b Divertente spigolo da salire sul filo


Discesa: impossibile la discesa in doppia sulla via. Per le calate in doppia risalire il canalino erboso fino a trovare il sentiero. Seguirlo fino alla cima e scendere poi alla sosta di “Il silenzio” da cui, con due calate di 60 m si arriva alla base della parete.  Più comodo e veloce scendere a piedi, proseguendo sul sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna alla strada

Placche di Oriana “Rue de la Guerison” 4 Maggio 2019

Via molto bella, su ottima roccia.
L’arrampicata è prevalentemente su placca, con spittatura un po’ lunga ma comunque sicura. Passaggio chiave sull’ultimo tiro; un gradone appena sopra la sosta con un passo di 6a, seguito da un bel diedro di 5c.
Chiodatura a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: Max 5c (un passo di 6a) – 5b obbligatorio
Materiale: 7/8 rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 140 m
Tempo di salita: 30 minuti all’attacco; 1,30-2 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4, che consente di tagliare la strada sino a Pian Flo. Da qui seguire il sentiero verso destra che risale verso il bosco. Si oltrepassa lo spigolo “Hindu Kush” e si arriva a “Rue de la Guerison”

L1: 25 m – 6 spit – 5a/5b

L2: 25 m – 6 spit – 5a/5b)

L3: 30 m – 5 spit – 5b

L4: 25 m – 4c/5a – 4 spit

L5:  35 m – 5c-6a – 7 spit


Discesa: in doppia sulla via o, più consigliabile, a piedi, proseguendo oltre la sosta per tracce di passaggio fino ad incontrare il sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna alla strada