Valgrande Pizzo Marona


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Relive ‘Pizzo Marona’


“Il Pizzo Marona si alza dirupata e arcigna tra il Monte Zeda e la Cima Cugnacorta. E’ il trittico di monti che chiude ad oriente il bacino di Pogallo” Così Paolo Crosa Lenz nel suo Val Grande Grossi Editore. La Marona rappresenta pienamente le montagne della Valgrande. Fianchi ripidi, sentieri impervi, passaggi esposti. L’accesso può avvenire da vari punti di partenza, che però si congiungono tutti nei pressi del Rifugio di Piancavallone. Noi siamo partiti dalla Cappella Porta, sopra a Caprezzo.

Lasciata l’auto al parcheggio al temine della strada asfaltata (974 m), abbiamo preso la recente strada forestale che sale ripida partendo accanto alla cappelletta e all’area picnic, e segue la dorsale nel fitto bosco. Passati i ruderi dell’alpe Cornala, si prosegue nel bosco e si incontra il sentiero che sale da Intragna, poco sotto al rifugio di Pian Cavallone (1528 m). Superato il Rifugio, raggiungiamo la cappella alle pendici del Monte Todano. Prendiamo il sentiero in piano che percorre il versante O del Todano e porta con qualche saliscendi al Colle della Forcola. In questo tratto incontriamo le prime catene, che aiutano a superare i tratti più impegnativi. Qui inizia un lungo diagonale ascendente che porta al tratto ripido e attrezzato con paletti di ferro e catene, denominato Scala Santa. Un altro tratto attrezzato consente di superare agevolmente un tratto di cresta detto Passo del Diavolo. Pochi metri sopra si vede la cappella bivacco. Un facile tratto sulla larga cresta porta al grosso ometto di vetta (2051 m).

Tempo di salita: 3, 15 ore comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero ben segnato. Presenta qualche tratto esposto che, anche se protetto da catene, va affrontato con la dovuta attenzione


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