Val Bognanco Anello di Monscera 16 Gennaio 2021


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Relive ‘Bognanco Monscera’

Il vento, che fino ad ora ci aveva risparmiati, è tornato con forza, a rovinare la bella polvere di inizio anno e a rendere instabile il manto nevoso. Una scelta prudente è d’obbligo e decidiamo per un bell’anello il val Bognanco.

Lasciamo le auto poco oltre il grande ponte di Graniga, poco prima delle case di Vercengio (1190 m circa). L’innevamento è ottimo e la neve compattata da vento dei giorni scorsi.
Risaliamo i bei prati e la larga traccia nel bosco fino alla chiesetta di San Bernardo (1628 m), poi scendiamo lungo la strada ad attraversare il torrente. Sempre sulla strada risaliamo il versante opposto e raggiungiamo il Rifugio del Dosso (1700 m circa). Continuiamo in direzione dell’alpe Monscera e arriviamo al lago. Alla nostra destra il Pizzo Pioltone è completamente pelato dal vento. In leggera salita, ci dirigiamo verso SSO e con un ampio giro raggiungiamo il rifugio Gattascosa, oggi affollato.
Una breve risalita e ci dirigiamo al lago di Ragozza e poi, senza perdere quota, abbiamo fatto un lungo traverso per scendere al laghetto di Arza.
Ripreso il sentiero estivo, l’abbiamo seguito fino a San Bernardo. Da qui abbiamo ripercorso l’itinerario di salita fino a Vercengio.

Tempo dell’intero giro: 5 ore circa, con molta calma.
Dislivello: 1000 m circa con le risalite
Sviluppo: 13,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F

Condizioni: il vento ha lavorato molto, rimaneggiando il manto nevoso. In basso neve dura per il rigelo; il tratto da san Bernardo all’alpe Monscera presenta ancora neve invernale, nei tratti al riparo dal vento, mentre è dura dove il vento ha lavorato, spostando enormi quantità di neve. C’è da prestare molta attenzione agli accumuli. Ancora bella polvere nel bosco fino al lago Arza e neve trasformata sui pratoni di Vercengio.


Valle Strona Monte Croce da Fornero 9 Gennaio 2021


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Relive ‘Monte Croce da Fornero’

Anche questa è una gita insolita, che non sempre si può effettuare a causa della partenza a bassa quota; ma quando ci sono le condizioni, è una chicca che non ci si deve lasciar sfuggire. Il bosco esposto a N è garanzia di neve polverosa, nonostante la quota modesta.

Dal parcheggio di accanto alla chiesa di Fornero (590 m), si prende la ripida stradina asfaltata che sale in direzione E. Dopo un paio di tornanti la strada spiana e passata una bella chiesetta, si inoltra nella valle, raggiungendo l’alpe Foglia. Da qui si procede nel bel bosco di faggi, seguendo le marche bianco rosse del sentiero estivo. Si esce dal bosco al Co di Strobj, a quota 1265 m, quando si incontra la strada che proviene da Camasca. La si percorre per un tratto, in leggera discesa, fino alla bocchetta di Valfoglia, dove si lascia la strada che prosegue verso il colle del Ranghetto e si risale sulla destra la dorsale della montagna.
Dopo un breve tratto in diagonale, si raggiunge la cresta, inizialmente abbastanza angusta e che obbliga a numerose inversioni ravvicinate. A mano a mano che si sale la dorsale si amplia e la pendenza diminuisce, per arrivare al bel pendio sommitale, ampio e aperto (1643 m).

Discesa: per lo stesso itinerario, con possibili varianti nella faggeta, sufficientemente rada da consentire di sciare con pieno divertimento.

Tempo di salita: 3,10 ore
Dislivello: 1100 m circa con le risalite
Sviluppo: 12,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: PD

Condizioni: neve abbondante fin dalla partenza. Si calzano gli sci all’uscita del paese. Neve polverosa su tutto il percorso; anche nel tratto sommitale, a patto di non spostarsi mai sui versanti S sotto alla vetta, dove il sole ha già modificato il manto nevoso.


Val Vigezzo Cima Trubbio 30 Dicembre 2020


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Relive ‘Val Vigezzo Cima Trubbio’

Non ero mai salito al Trubbio da Arvogno con gli sci. E’ stata una bellissima scoperta.

Dal parcheggio di Arvogno (1247 m) abbiamo risalito i prati alle spalle della piccola cappella, lungo quella che era una bella pista di discesa e l’abbiamo risalita interamente. Dall’arrivo della seggiovia abbiamo preso l’ampia traccia che, sulla sinistra, aggira la Cima e porta alla Piana di Vigezzo. Prendendo la strada che sale tra le case, abbiamo risalito la pista in direzione NE, per risalire poi il ripido pendio che porta alla vetta (2062 m).

Discesa: per lo stesso itinerario fino alla Piana; breve ripellata per salire alla Cima e non perdere nemmeno un metro di discesa

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 950 m circa con le risalite
Sviluppo: 9,5 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F

Condizioni: neve molto abbondante fin dalla partenza. 20 cm di polvere su fondo molto duro nella parte alta, fino alla Piana, poi tutta tracciata. La pista è veramente molto bella.


Val Vigezzo La Cima 13 Dicembre 2020


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Relive ‘La Cima da Malesco’

La Cima è una gita classica di inzio stagione, percorribile anche dopo una nevicata.

Lasciate le auto nel pacheggio all’imbocco della strada per la Val Loana, abbiamo percorso un breve tratto di strada, per prendere poi il sentiero estivo, che consente di tagliare i tornanti. Poco oltre la cappella del Sasso del Broglio, abbiamo preso la strada che porta all’alpe Cortino, tagliando nel bosco poco più in alto.
Attraversati i bei prati dell’alpe, la traccia sale ripida nel bosco piuttosto fitto e porta rapidamente al largo crestone che conduce alla croce di vetta.

Discesa: tornati all’alpe Cortino, siamo scesi direttamente nel bosco, seguendo la linea della teleferica. Raggiunto il sentiero di salita, l’abbiamo ripercorso fino alle auto

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 13 km circa andata e ritorno
Difficoltà: F

Condizioni: neve abbondante fin dalla partenza. Discesa tutta tracciata. Il bosco fitto non auita ed è difficile riuscire a fare due curve su neve non tritata.


Monte Eyehorn e Massone 31 Ottobre 2020

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Relive ‘Eyehorn e Massone da Quaggione’

EYEHORN E MONTE MASSONE DA QUAGGIONE

Il Massone è una gran bella montagna e regala panorami stupendi, soprattutto se si sale da Quaggione. Il percorso è più lungo e faticoso, ma ne vale assolutamente la pena. Se poi si ritorna, con itinerario ad anello, passando dalla Frera e Bagnone, diventa un vero gitone. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta

Partiti da Quaggione, (1255 m), abbiamo seguito il sentiero in falsopiano che aggira il monte Zuccaro e che porta alla base dei Tre Gobbi. Qui il sentiero si impenna, e percorre tutta la ripida dorsale che sale al Cerano (1702 m). Una breve discesa, poi si risale fino al Poggio Croce (1765 m). Ora la discesa è più lunga. Si perde parecchia quota prima di affrontare la faticosa salita al Barafet. Arriviamo così alla Bocchetta di Bagnone (1589 m) e riprendiamo a salire, seguendo più o meno la linea di cresta. Arrivati alla Bocchetta del Massone, dove si incontra la mulattiera militare della linea Cadorna che sale da Ornavasso, decidiamo di fare una breve deviazione, per raggiungere la vetta dell’Eyehorn. Da qui un sentiero quasi pianeggiante taglia il versante S poco sotto la cresta e porta ad incrociare il sentiero per il Massone, che raggiungiamo in pochi minuti.

Discesa: dalla croce ci dirigiamo a S, seguendo la cresta. Rimanendo sull’ampia dorsale, seguiamo la traccia evidente che scende verso la Loccia. Arrivati al colle sopra alla Frera, abbiamo abbandonato il sentiero per la Loccia e seguito quello che, con un ampio giro, porta all’alpe Bagnone. Da qui bisogna seguire i bolli gialli e non i cartelli indicatori, che portano ad un sentiero semi abbandonato. Proseguendo su sentiero ben marcato, siamo arrivati all’alpe Morello e, con lunghi saliscendi e dentro e fuori da innumerevoli vallette, siamo tornati al sentiero di partenza, alle pendici del monte Zuccaro.

Condizioni: sentiero pulito, senza tracce di neve. L’itinerario è tutto ben segnalato con i bolli gialli della gara 3M.

Tempo di salita: 3,45 ore comprese le soste; 8 per tutto il giro
Dislivello: 1370 m circa
Sviluppo: 17 km circa
Difficoltà: EE

Rifugio Barba Ferrero 24 Ottobre 2020

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Relive ‘Alagna Rifugio Barba Ferrero’

RIFUGIO BARBA FERRERO DA ALAGNA

Bella e facile gita, ai piedi del Rosa, con una magnifica vista sui suoi versanti SE e sulla Grober. Da qui parte l’itinerario che porta alla capanna Resegotti, punto di partenza per la Cresta Signal. Abbiamo scelto di fare un giro ad anello, per visitare qust’angolo di Valsesia che conosciamo poco.

Da Alagna località Merletti (1271 m), si prende la strada che sale verso Sant’Antonio. Attraversato il ponte sul Sesia, si incontra il sentiero che sale alla sinistra orografica e raggionge la cascata dell’Acqua Bianca. Seguendo il sentiero 207A per il Colle del Turlo, lo si segue fino all’alpe Mittlentheil. Lasciando a destra la mulattiera che sale al colle, si prosegue su buon sentiero per raggiungere l’alpe Testanera (2260 m). Da qui si prosegue con un lungo traverso che, senza perdere quota, porta al rifugio (2247 m).

Discesa: proseguendo in direzione O, si segue il sentiero ben marcato che scende al Rifugio Pastore e, con una ripida discesa che porta i segni delle recenti forti piogge, si ritorna alla strada nei pressi del ponte di Sant’antonio.

Condizioni: itinerario evidente fino all’alpe Testanera, poi bisogna prestare un po’ di attenzione per non perdere di vista segni di vernice e ometti. La tanta acqua ancora presente impone attenzione nell’attraversamento dei torrenti.

Tempo di salita: 4 ore, 7 per la gita, con molta calma
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: km 16 circa
Difficoltà: E

Valle Strona Montagna Ronda 17 Ottobre 2020

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Relive ‘Valle Strona Montagna Ronda’

MONTAGNA RONDA DA CAMPELLO MONTI

Il paesino di Campello Monti è un piccolo gioiello Walser, arroccato alla testata della Valle Strona. Anche solo una visita ripaga della lunga e tortuosa strada che sale da Omegna. Dal paese partono numerosi interessanti itinerari escursionistici. Questa volta abbiamo scelto la Montagna Ronda, seconda montagna della Valle Stroma per elevazione e a nostro avviso una delle più belle montagne della bassa Ossola.

Dal parcheggio all’ingresso del paese (1305 m), si prende la scalinata che sale verso la chiesa. Senza passare davanti alla chiesa, si prosegue in salita e si esce dal paese per un ripido sentierino, che con alcuni tornanti, porta ad incontrare il sentiero principale. Superata una baita isolata, si lascia il sentiero che prosegue verso Ravinella e si sale a sinistra. Attraversato il torrente, si sale a vista verso la baita dell’alpe Fornale inferiore. Qui il sentiero torna visibile e si sposta sulla sinistra, tagliando il ripido versante, per andare ad attraversare ancora il torrente.
Si riprende a salire, per raggiungere l’ampio pascolo dell’alpe Fornale Superiore.
Attraversati i prati in direzione SO, si ritrovano un cartello, i segni bianco rossi ed il sentiero, anche se non sempre evidente.
Arrivati al ripiano che ospita due laghetti, oggi gelati, si risale il ripido versante S della Ronda, per attraversare a sinistra, in direzione dell’evidente bocchetta. Da qui si segue l’ampio crestone, che nell’ultimo tratto si presenta disseminato di grossi blocchi.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero abbastanza ben segnalato su tutto l’itinerario, anche se in qualche tratto non è molto evidente. Neve recente impone prudenza sui ripidi versanti sopra ai laghi e nella cresta finale. Gita bellissima.

Tempo di salita: 3,15 ore comprese le soste
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 8,7 km circa
Difficoltà: EE

Valle Anzasca Passo del Monte Moro 10 Ottobre 2020

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Relive ‘Monte Moro da Macugnaga’

PASSO DEL MONTE MORO DA MACUGNAGA

Bellissima gita su un itinerario storico, che collegava i paesi valser della valle Anzasca con quelli della valle di Saas.

Si parte da Macugnaga (1350 m), dal piazzale della funivia. Passando accanto alla bella chesa e al tiglio secolare, si raggiunge la bella mulattiera lastricata, che porta all’alpe Bill (1700 m). Proseguendo, si vedono i danni provocati dalle recenti piogge, che tuttavia non hanno reso impraticabili i sentieri. Raggiunta la partenza della seggiovia del Ruppenstein (2348 m) incontriamo la neve, che si fa via via più alta e nasconde il sentiero medievale. Raggiungiamo il rifugio Oberto Maroli (2810 m), ci dobbiamo accontentare di una breve sosta nel locale invernale, prima di riprendere la salita in direzione della statua della Madonna, che sovrasta il passo. Gli ultimi metri di salita sono facilitati da gradini metallici che aiutano a superare la placca rocciosa

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: sentiero bello e sempre evidente. Qualche tratto rovinato dalle recenti piogge, ma comunque ben percorribile.

Tempo di salita: 4,45 ore comprese le soste
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

Corno Mud da Rima 26 Settembre 2020

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Relive ‘Corno Mud’

CORNO MUD DA RIMA

La prima volta al Corno Mud. Eravamo già stati al Colle Mud, da Alagna una volta e da Rima un’altra, quando salimmo la bella Cresta NNO del Tagliaferro, ma non ci eravamo mai spinti su questa bella montagna, dalla cui cima si ha una magnifica vista sul Monte Rosa.

Da Rima (1411 m), attraversato il paese, si segue la mulattiera che sale in direzione NNO. Dopo qualche minuto si incontra un bivio con pannello e carta della zona. Lasciato il sentiero che si inoltra nella valle, si prende il sentiero 296 (96 sui vecchi cartelli) a sinistra e si prosegue per un buon tratto in comune con la salita al Tagliaferro. Ad un successivo bivio si lascia il sentiero per il Tagliaferro e si seguono, a destra, le indicazioni per il Rifugio Ferioli.
Usciti dal bosco si risale su bel sentiero la valle che porta al Colle Mud, passando per alpeggi ben conservati. Una cinquantina di metri oltre il colle (2324 m, 2,15 ore), un sentierino inizialmente non molto evidente sale, dapprima obliquando verso sinistra per aggirare una placconata, poi in direzione della vetta, con ripidi tornanti. Il sentiero diventa più marcato e i numerosi ometti non lasciano dubbi sulla direzione da tenere. Negli ultimi metri la pendenza diminuisce e, aggirando sulla sinistra una crestina rocciosa, si arriva alla croce di vetta (2802 m).

Discesa: Per lo stesso itinerario. Arrivati al colle, siamo scesi in direzione di Alagna e in pochi minuti siamo arrivati al bel Rifugio Ferioli, dove siamo stati accolti con molta simpatia dai volontari che si alternano nella gestione del rifugio. Tornati al colle, abbiamo ripreso l’itinerario di salita.

Condizioni: itinerario ben segnalato sino al colle (è un tratto GTA). Porre un po’ di attenzione ad individuare l’inizio del sentiero di salita, poco oltre il colle.

Tempo di salita: 3,30
Dislivello: 1550 m circa
Sviluppo: km 12,7 circa
Difficoltà: EE

Monte Bo Valsesiano 12 Settembre 2020

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Relive ‘Monte Bo Valsesiano’

MONTE BO DA RASSA

Il monte Bo è una bella gita di scialpinismo, ed è soprattutto in veste invernale che siamo abituati ad affrontare questo itinerario. La gita estiva è altrettanto bella, anche se la discesa verso l’alpe Sorbella è di difficile individuazione, a causa dei rododendri che hanno completamente nascosto il sentiero. Ancora una volta con gli amici del GAM di Omegna.

Da Rassa (917 m), lasciate le auto al parcheggio all’ingresso del paese, abbiamo preso il vecchio sentiero che sale ripido nel bosco, per incontrare, dopo pochi minuti, la nuova strada sterrata. Superate alcune baite , il sentiero prosegue nel bosco fino a quota 1600 m circa, dove esce all’aperto sugli ampi pascoli dell’alpe la Selvaccia. Dietro alle baite il sentiero sale in diagonale verso sinistra e dopo poco si perde in mille tracce. Risalendo senza percorso obbligato, si raggiunge l’ampia dorsale dove si incontra la strada sterrata che sale da Piode. Ritrovato il sentiero, lo si segue in direzione di un vistoso ripetitore e poi fino alla vetta (2070m).

Discesa: proseguendo in direzione S, dopo poco si incontra una traccia quasi invisibile, che scende in direzione O. Qui il sentiero sparisce, sommerso dai rododendri e la discesa verso l’alpe Sorbella diventa un po’ avventurosa. La direzione è comunque sempre evidente, anche se la progressione è faticosa e ostacolata dalla vegetazione. Raggiunte le baite di Sorbella si ritrova il sentiero, che con bel percorso scende nel bosco fino al torrente. Attraversato il Sorba su un ponte, si incontra l’ampio sentiero che, passando dall’alpe Sorba e dall’alpe Campello, riporta a Rassa

Condizioni: itinerario evidente fino alla vetta e dall’alpe Sorbella fino a Rassa. il tratto intermedio, dalla vetta all’alpe, è di difficile individuazione.

Tempo di salita: 2,30 ore, 5,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: km 11,7 circa
Difficoltà: EE