Devero Punta Esmeralda Ciao Marco 14 Giugno 2024


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Relive ‘Devero punta Esmeralda Ciao Marco’

Ciao Marco è la via che ho ripetuto più spesso all’Esmeralda, un po’ perchè interamente spittata, un po’ perche la roccia è bellissima e le difficoltà omogenee. Ciao Marco è la penultima via che si incontra a destra della parete della punta Esmeralda, accanto al Crepone e alla Carmagnola e prima del diedro. Una targa metallica segnala l’attacco. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. La via è tutta spittata, anche se un po’ lunga; consigliato qualche friends medio piccolo. Soste comode. Discesa in tre doppie sulla via o a piedi nel canale detritico sulla destra.

Difficoltà: 6a – 5b obbligatorio
Materiale: 10 rinvii, qualche friends medio-piccolo, nut – Due mezze corde da 60 metri
Sviluppo: 130 m
Tempo di salita: 1,45/2 ore all’attacco; 2,30 ore per la via

L1 – 5a facili gradoni 25 m

L2 – 5a placca fessurata 30 m

L3 – 5b placca fessurata 35 m

L4 – 5b placca fessurata 40 m

L5 – 5c+/6a è il tiro chiave. Muretto verticale ben manigliato. Uscita non banale. Spittato corto. 15mt

Condizioni: il sentiero che sale al passo della Rossa è stato interessato da una grossa valanga prima del tratto con le catene. E’ necessario districarsi tra gli alberi abbattuti. La neve comunque è quasi completamente scomparsa. Solo una lingua residua all’attacco delle vie, che costringe a saltare la prima parte del primo tiro. Via abitualmente molto frequentata, ma oggi eravamo solo noi
I dadi di alcuni spit sono allentati. Consiglio a chi volesse ripetere la via di portare una chiave per serrarli.


Val Vigezzo Punta I Pisoni 29 Giugno 2024


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Relive ‘Punta I Pisoni’


La punta I Pisoni è un modesto rilievo che si eleva sulla cresta NO del Tignolino, sullo spartiacque tra Ossola e Vigesso. E’ una gita semplice anche se i sentieri sono ripidi e faticosi.

Lasciata l’auto al parcheggio al temine della strada presso l’alpe Faievo (900 m circa), seguiamo la sterrata che sale ripida e conduce all’alpe Pieso (1445 m). Deviano a O, raggiungiamo la dorsale e prendiamo il sentiero che passa dall’alpe Nava (1728 m). E’ possibile evitare di passare dall’alpe Nava, tenedosi sul sentiero più basso. Proseguendo sul versante ossolano, raggiungiamo una bocchetta, dove incrociamo il sentiero che prenderemo in discesa. Un ultimo ripido tratto tra bassi cespugli ci porta all’ampia vetta erbosa.

Discesa: tornati alla bocchetta, scendiamo a destra per un sentiero inizialmente ripido, che ci riporta a Pieso. Da qui decidiamo di passare da Parpinasca, purtroppo sempre chiuso, per tornare infine alle auto seguendo l’ampi sentiero

Tempo di salita: 3 ore comprese le soste
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 9 km circa
Difficoltà: E

Valgrande Pizzo Marona


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Relive ‘Pizzo Marona’


“Il Pizzo Marona si alza dirupata e arcigna tra il Monte Zeda e la Cima Cugnacorta. E’ il trittico di monti che chiude ad oriente il bacino di Pogallo” Così Paolo Crosa Lenz nel suo Val Grande Grossi Editore. La Marona rappresenta pienamente le montagne della Valgrande. Fianchi ripidi, sentieri impervi, passaggi esposti. L’accesso può avvenire da vari punti di partenza, che però si congiungono tutti nei pressi del Rifugio di Piancavallone. Noi siamo partiti dalla Cappella Porta, sopra a Caprezzo.

Lasciata l’auto al parcheggio al temine della strada asfaltata (974 m), abbiamo preso la recente strada forestale che sale ripida partendo accanto alla cappelletta e all’area picnic, e segue la dorsale nel fitto bosco. Passati i ruderi dell’alpe Cornala, si prosegue nel bosco e si incontra il sentiero che sale da Intragna, poco sotto al rifugio di Pian Cavallone (1528 m). Superato il Rifugio, raggiungiamo la cappella alle pendici del Monte Todano. Prendiamo il sentiero in piano che percorre il versante O del Todano e porta con qualche saliscendi al Colle della Forcola. In questo tratto incontriamo le prime catene, che aiutano a superare i tratti più impegnativi. Qui inizia un lungo diagonale ascendente che porta al tratto ripido e attrezzato con paletti di ferro e catene, denominato Scala Santa. Un altro tratto attrezzato consente di superare agevolmente un tratto di cresta detto Passo del Diavolo. Pochi metri sopra si vede la cappella bivacco. Un facile tratto sulla larga cresta porta al grosso ometto di vetta (2051 m).

Tempo di salita: 3, 15 ore comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero ben segnato. Presenta qualche tratto esposto che, anche se protetto da catene, va affrontato con la dovuta attenzione


Placche di Oriana Spigolo Hindu Kush 2 Giugno 2024

Le placche di Oriana sono ormai diventati un appuntamento fisso per le nostre uscite con il corso di alpinismo e anche quest’anno siamo qui con corso numero 55 del CAI di Villadossola. E’ sempre bello tornare su queste belle placche, che offrono un’arrampicata mai estrema ma sempre di soddisfazione e con il giusto grado di impegno. Questa volta la scelta è caduta sullo Spigolo Hindu Kush. La via segue fedelmete lo spigolo che separa le placche dovo sono state tracciate “Pioggia di lacrime”, a sinistra e la bellissima “Rue de la Guerison” a destra.

Via molto bella, su ottima roccia.
L’arrampicata è più varia rispetto alle altre vie delle placche di Oriana, con diedri e spigoli.
Chiodatura a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: 6a – 5b obbligatorio
Materiale: 10 rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 140 m
Tempo di salita: 40 minuti all’attacco; 2 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4, che consente di tagliare la strada sino a Pian Flo. Da qui seguire il sentiero verso destra che risale verso il bosco, in direzione delle placche.

L1 – 4a: superare lo spigolo e salire a destra, su facile placca, sino ad una comoda cengia. 25 m – 6 spit

L2 – 5c-6a: è il tiro chiave della via. Dalla sosta raggiungere il muretto verticale, ben protetto, da superare prima a sinistra per spostarsi poi a destra e proseguire su placca più facile 30 m – 9 spit

L3 – 5a: raggiungere lo spigolo e risalire i diedrini affiancati, oggi resi insidiosi dall’acqua. Prestare la massima attenzione alla grossa lama appena prima della sosta: assolutamente da non toccare; si muove in modo inquietante. Sosta scomoda. 20 m – 6 spit

L4 – 5b: proseguire nel diedro con bella arrampicata 25 m – 6 spit

L5 – 4a: facile tiro in diagonale verso destra 15 m – 3 spit

L6 – 4b: placca che porta ad un facile muretto: superatolo proseguire su placca appoggiata fino alla sosta 25 m – 5 spit


Discesa: in due doppie da 60 m utilizzando una delle soste a destra (salendo), sulla via Rue de la Guerison o a piedi, proseguendo oltre la sosta per tracce di passaggio fino ad incontrare il sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna a Courtil

Valle Anzasca Monte Moro 25 Aprile 2024

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Relive ‘Monte Moro’

Tanta neve, freddo invernale e assenza di vento. Condizioni strepitose per questa facile gita in un ambiente bellissimo e poco frequentato.

Saliti al Moro con la funivia, risaliamo la pista del San Pietro in direzione dello Joderhorn. Attacchiamo il ripido pendio, ma il vento dei giorni scorsi ha reso la neve ghiacciata e, non avendo i ramponi, rinunciamo alla vetta. Tolte le pelli, entriamo nel magnifico vallone di Talliboden e lo discendiamo al centro del ghiacciaio su 20/30 cm di polvere invernale. Arrivati a quota 2450 m circa, rimettiamo le pelli e risaliamo al San Pietro. Scendiamo lungo le piste fino al Ruppestein e proseguiamo la discesa su bella neve trasformata fino a 50 m circa dall’arrivo della funivia del Bill.

Condizioni: tanta neve e basse temperature. Condizioni perfette sul versante N, con bellissima neve fino a quota 2400 m, poi via via più umida. A S neve trasformata molto bella da sciare fino a tarda mattinata.

Tempo di salita: 30+1,30 ore comprese le soste
Dislivello: 600 m circa in salita, 1800 m in discesa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: MS-F (BS-PD per la vetta dello Joderhorn)

Val Formazza Bocchetta del Castel 21 Aprile 2024

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Relive ‘Bocchetta del Castel’

Tanta neve, bollettino favorevole, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Decidiamo per la bocchetta del Castel, con la speranza di trovare neve migliore rispetto alla Valrossa. Scelta azzeccatissima. 25/30 cm di neve fresca e ottima traccia (grazie Giorgio). Peccato solo la scarsa visibilità in discesa.

Partiti da Riale (1729 m) saliamo in direzione del Maria Luisa, tagliando i tornanti della strada. Quando la strada spiana, prima di raggiungere la diga, deviami a E e percorriamo i dossi in direzione dell’evidente canalone che porta alla bocchetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: tanta neve nonostante il caldo. Neve trasformata fino a quota 2200 circa, poi umida fino al canale, dove troviamo un’ottima polvere.

Tempo di salita: 3,15 ore comprese le soste
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 14,5 km circa
Difficoltà: BS-PD

Devero Punta d’Orogna 6 Aprile 2024

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Relive ‘Punta d’Orogna’


Finalmente tanta neve in questa strana stagione che ha portato precipitazioni abbondanti solo a fine inverno. Purtroppe le temperature sono alte e gli itinerari devono essere valutati con prudenza. La punta d’Orogna è sempre un’ottima scelta

Partiti da Devero (1630 m) ci dirigiamo a Pedemonte, e risaliamo il bosco in direzione di Misanco (1907 m). Lasciato il traccione che sale al Cazzola, ci portiamo nella bellissima valletta dove sono adagiate le baite di Curt du Vel, per sbucare poi in val Buscagna. Risalendo il facile pendio in direzione S, in breve raggiungiamo la cima quotata 2426.

Discesa: dalla cima seguiamo la cresta in direzione dei passi di Buscabna, per salire al Cazzola (2330 m). Raggiunti gli impianti, scendiamo seguendo le piste

Condizioni: tanta neve nonostante il caldo. Neve trasformata già in salita. Umida e pesante in discesa.

Tempo di salita: 3,10 ore comprese le soste
Dislivello: 1000 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: MS-F

Monte Massone dalla Loccia 16 Marzo 2024

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Relive ‘Massone’


Il Massone con gli sci era, fino a qualche anno fa, una grande classica che non poteva mancare nella stagione di scialpinismo. Da qualche tempo è diventato sempre più raro riuscire a trovare le condizioni; per questo, alla prima occasione, non ce lo siamo fatto sfuggire. Nonostante la neve non bellissima, rimane sempre una magnifica gita, con uno dei panorami più belli che si possano godere sulle nostre montagne.

Partiti dall’alpe Loccia (1107 m) sopra a Chesio con gli sci sullo zaino,, abbiamo raggiunto la chiesetta da dove parte un ampio sentiero pianeggiante, che porta ad un gruppo di case. Proseguendo, si supera un ruscello e si comincia a salire nel bosco, dove la neve diventa costante. Passiamo a poca distanza dal grosso alpeggio di Campallero e seguiamo l’ampio spallone che sale i ripidi prati in direzione NO. La cresta si stringe negli ultimi metri, ma rimane comunque agevole da percorrere, sci ai piedi.

Discesa: per lo stesso itinerario

Condizioni: meno neve del previsto. Continua da quota 1400 m. Neve trasformata già in salita. Umida e pesante in discesa.

Tempo di salita: 3,30 ore comprese le soste
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: BS-PD

Maderhutte da Ganterwald 18 Febbraio 2024

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Relive ‘Maderhutte’

Prima uscita per il 45° corso di Scialpinismo con il CAI di Villadossola. La scelta, quasi obbligata, cade su Rothwald

Dal parcheggio di Ganterwald (1725 m), seguiamo brevemente la strada, per risalire poi il bosco in direzione di Rothwald. Superate le case, proseguiamo seguendo la traccia nel bosco, per arrivare al ristorante in cima agli impianti (2232 m). Dopo una breve sosta, ripartiamo in direzione dell’ampio vallone di Bodme, dove ci fermiamo pochi metri sotto alla Maderhutte.

Discesa: per lo stesso itinerario fino all’arrivo degli impianti, dove abbiamo fatto una lunga sosta per prove Artva, poi seguendo la pista fino a Rothwald

Tempo di salita: 3,30 ore.
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS
– PD-

Condizioni: neve sufficiente con ancora qualche zona libera da tracce. Neve dura nel bosco e sulla pista; ancora qualche pendio non tracciato nei valloni sotto al bivacco, con bella polvere.


Corno Orientale di Nefelgiù 17 Febbraio 2024


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Relive ‘Corno Orientale di Nefelgiù’

Il Corno Orientale di Nefelgiù è una bellissima gita, in un ambiente selvaggio e poco frequentato. La prima parte della gita si svolge su pendii ripidi e soleggiati, mentre la seconda parte, prevalentemente all’ombra, percorre un lunghissimo diagonale che immette in un bel vallone ampio e di pendenza costante, ideale per lo sci.

Data la scarsità di neve, partiamo da Riale e non dall’albergo Pernice Bianca. Risalito il pendio in direzione O, raggiungiamo Furculti e proseguiamo in direzione del dosso quotato 2049 m. Risaliamo il ripido canale che immette nel vallone di Nefelgiù. Qui bisogna prestare molta attenzione alle condizioni della neve, perchè si deve percorrere un lungo diagonale che taglia completamente il ripido pendio. Entrati nel vallone, l’abbiamo risalito fino al colletto che si affiaccia sulla val Vannino. Da qui, in pochi minuti, si arriva in vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,45 ore
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD-

Condizioni: neve non molto abbondante e varia; nel vallone neve pressata, mentre sul pendio finale neve crostosa si alterna a tratti di neve trasformata, quasi primaverile.