MADERHUTTE DA GANTERWALD 18 Febbraio 2024

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Relive ‘Maderhutte’

Prima uscita per il 45° corso di Scialpinismo con il CAI di Villadossola. La scelta, quasi obbligata, cade su Rothwald

Dal parcheggio di Ganterwald (1725 m), seguiamo brevemente la strada, per risalire poi il bosco in direzione di Rothwald. Superate le case, proseguiamo seguendo la traccia nel bosco, per arrivare al ristorante in cima agli impianti (2232 m). Dopo una breve sosta, ripartiamo in direzione dell’ampio vallone di Bodme, dove ci fermiamo pochi metri sotto alla Maderhutte.

Discesa: per lo stesso itinerario fino all’arrivo degli impianti, dove abbiamo fatto una lunga sosta per prove Artva, poi seguendo la pista fino a Rothwald

Tempo di salita: 3,30 ore.
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS
– PD-

Condizioni: neve sufficiente con ancora qualche zona libera da tracce. Neve dura nel bosco e sulla pista; ancora qualche pendio non tracciato nei valloni sotto al bivacco, con bella polvere.


Corno Orientale di Nefelgiù 17 Febbraio 2024


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Relive ‘Corno Orientale di Nefelgiù’

Il Corno Orientale di Nefelgiù è una bellissima gita, in un ambiente selvaggio e poco frequentato. La prima parte della gita si svolge su pendii ripidi e soleggiati, mentre la seconda parte, prevalentemente all’ombra, percorre un lunghissimo diagonale che immette in un bel vallone ampio e di pendenza costante, ideale per lo sci.

Data la scarsità di neve, partiamo da Riale e non dall’albergo Pernice Bianca. Risalito il pendio in direzione O, raggiungiamo Furculti e proseguiamo in direzione del dosso quotato 2049 m. Risaliamo il ripido canale che immette nel vallone di Nefelgiù. Qui bisogna prestare molta attenzione alle condizioni della neve, perchè si deve percorrere un lungo diagonale che taglia completamente il ripido pendio. Entrati nel vallone, l’abbiamo risalito fino al colletto che si affiaccia sulla val Vannino. Da qui, in pochi minuti, si arriva in vetta.

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,45 ore
Dislivello: 1150 m circa
Sviluppo: 11 km circa andata e ritorno
Difficoltà: AD-

Condizioni: neve non molto abbondante e varia; nel vallone neve pressata, mentre sul pendio finale neve crostosa si alterna a tratti di neve trasformata, quasi primaverile.


Ghiacciaio del Rebbio da Berisal 3 Febbraio 2024


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Relive ‘Rebbio’


Sempre magnifico salire questa montagna così estetica. Anche se ci siamo fermati prima del previsto, anche se le condizioni nella parte bassa non erano ottimali, anche se la meta iniziale era un’altra, ne è valsa comunque la pena. Bella sciata fino al rifugio. Condizioni accettabili fino alla macchina.

Lasciata l’auto a Barisal (1525 m), abbiamo pecorso la strada che si inoltra nella valle in falsopiano. Tolti gli sci per attraversare il torrente, abbiamo risalito la spalla seguendo il sentiero estivo fino al Bortelhutte (2107 m). Proseguiamo percorrendo i bellissimi pendii fino a quota 2600 m, dove decidiamo di fermarci

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,15 ore, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: PD-


Condizioni: neve dalla partenza. Si tolgono gli sci solo per attraversare il torrente. Neve dura in salita fino al rifugio. Utili i rampant. Polvere compressa e a tratti già trasformata sopra al rifugio. Dal rifugio in giù non ci si può spostare molto dall’itinerario di salita, ma aspettando un po’ che la neve si ammorbidisca, ne esce una sciata passabile.


Mottarone da Armeno 7 Gennaio 2024


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Relive ‘Mottarone da Armeno’


Prima gita dell’anno e non poteva che essere al Mottarone, montagna di casa e finalmente in veste quasi invernale. Questa volta abbiamo scelto un percorso ad anello, lungo ma non faticoso e molto bello.

Lasciata l’auto ad Armeno (620 m), nel parcheggio Bagnalera, abbiamo attraversato il paese in direzione O e percorso in discesa via Sappa fino alla chiesa di Sant’Antonio, dove prendiamo via dei Ciliegi. Ben presto la strada asfaltata lascia il posto ad una sterrata, che sale nel bosco e arriva ad incontrare la strada per il Mottarone nei pressi di Cheggino (690 m). Entrati tra le case del borgo, abbiamo preso la strada sterrata che risale la valletta e con vari tornanti porta a Luciago (920 m). Attraversata la strada, prendiamo la sterrata che porta all’alpe Marigior, che vediamo dall’alto, e proseguiamo per l’alpe Lovaga. Torniamo ad attraversare la strada nei pressi del ricovero di Cortano (1030 m) e risaliamo al colle del Faggio della Barchetta. Risalendo il sentiero ben marcato arriviamo al bivio della Borromea e al Mottarone

Discesa: dal piazzale del Baby ci dirigiamo verso il piazzale N, passiamo dalla chiesetta della Madonna della Neve e ripercorriamo l’itinerario di salita fino al colle del Faggio della Barchetta. Poco oltre attraversiamo la pineta in direzione E per raggiungere il tornante destro. Sotto al tornante troviamo la sterrata che porta ad incrociare la strada delle Tre Montagnette, che con vari saliscendi porta a Coiromonte. Percorso un tratto di strada asfaltata, raggiungiamo la cappella commemorativa dei caduti, dove parte il sentiero che ci riporta ad Armeno.

Tempo di salita: 3,15 ore, 6,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1000 m circa, con le risalite
Sviluppo: 22,7 km circa
Difficoltà: E


Condizioni: sentiero abbastanza pulito ma poco segnalato. Incontrato neve da sopra Cortano. Alcuni tratti cominciano a gelare. Utili, anche se non indispensabili, i ramponcini. Il tratto in discesa da Coiromonte è in due punti interrotto da alberi caduti, che occorre scavalcare o aggirare


Valle Anzasca Pizzo Castello 30 Dicembre 2023

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Relive ‘Pizzo Castello’


Da tanto tempo non salivamo a questa cima, che offre un bel panorama sulle montaglne circostanti. L’abbiamo scelta come ultima gita dell’anno, con festeggiamenti e brindisi in vetta. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta.

Si parte da Madonna (560 m) piccola frazione di Cimamulera, e si sale in direzione dell’alpe Ceresole (1000 m), percorrendo il bosco sempre ripido. Con una breve deviazione, andiamo a vedere la croce su un poggio che si affaccia sulla piana ossolana. Seguendo la dorsale raggiungiamo l’alpe Propiano (1129 m) e poi l’alpe Piana. Qui la salita riprende ripida e porta alla vetta del pizzo Castello (1607 m).

Discesa: proseguendo in direzione O, scendiamo verso quello che era un laghetto (1525 m) dove troviamo il sentiero che scende ripido in direzione S. Passando dall’alpe Cangei, Cascinaccia e Selvavecchia raggiungiamo la strada. Dopo averla seguita per un breve tratto, prendiamo la mulattiera che passa da Miggianella e Meggiana, per rientrare poi a Madonna.

Tempo di salita: 2,45 ore per la salita, 6,30 ore per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1300 m circa
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: E


Mottarone da Agrano 2 Dicembre 2023


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Relive ‘Mottarone da Agrano’


Il Mottarone, essendo la più vicina a casa, è la montagna che maggiormente abbiamo frequentato. Ciò nonostante, siamo riusciti a trovare un nuovo itinerario, molto bello e panoramico. Ancora una volta con gli amici del GAM di Omegna

Partiti da Agrano (456 m), abbiamo attraversato il paese e ci siamo diretti alla dorsale che separa il bacino del Pescone dal lago. Il percorso è stato recentemente sistemato dai bikers e sale a tornanti nel bosco, per poi seguire lo spartiacque con dolci saliscendi. Cun una breve discesa raggiungiamo i Tre Alberi, e saliamo per il sentiero classico. Anche questo è stato oggetto di numerosi lavori di sistemazione e ci porta rapidamente alla partenza dello skilift della baita. Una breve sosta alla Baita del CAI e in pochi minuti siamo sul piazzale (1400 m).

Discesa: dal piazzale scendiamo verso la falesia del Sass Butic. Raggiunta la Pera, prendiamo il sentiero che si dirige a N e costeggia le pareti della Sella, Stella e Cascata. Superato il suggestivo passaggio tra due massi appoggiati, denominato le Termopili, proseguiamo in falsopiano fino alle baite dell’alpe Celle, dove troviamo un altro bel sentiero tracciato per le bici, che scende a intercettare la strada proveniente dall’alpe Vermenasca. Seguiamo questa strada e, passaldo dall’alpe Selviana, torniamo ad Agrano. Gita molto bella.

Tempo di salita: 2 ore, 5,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato. Gran lavoro da parte dei bikers che hanno ritracciato e pulito l’itinerario.


Valle Anzasca Pizzo Vallar 18 Novembre 2023

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Relive ‘Pizzo Vallar’


Itinerario per noi inedito, in una valle laterale della valle Anzasca che non avevamo mai frequentato. I sentieri sono ripidi e la salita faticosa, ma la gita è molto bella e la fatica ripagata.

Si parte da Roletto (690 m) frazione di Vanzone, si sale al Lavatoio e si prende un sentiero nel bosco di castagni che sale ripido fino all’Alpe Ronchi (1116 m). Proseguendo nel bosco, con salita sempre sostenuta, si arriva alle baite dell’Alpe Troggione (1405 m). Con un traverso in falsopiano si arriva all’Alpe Vallaretto di Sotto 1869m, quindi all’Alpe Vallaretto, dove si trova il bivacco La Tavernetta (1995 m).
Proseguendo dietro al bivacco, si attraversa sulla destra il vallone per salire con dei ripidi tornanti fino al Passo di Vallaretto, da qui nonostante la neve sul percorso decidiamo di proseguire fino alla vetta del Pizzo Vallar (2275 m).

Discesa: per la stessa traccia, con breve sosta al bivacco per una meritata merenda.

Tempo di salita: 6 ore, comprese le soste
Dislivello: 1580 m
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: EE


Valgrande Faiè e Corte Buè 4 Novembre 2023


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Relive ‘Corte Buè’


Il Faiè è un magnifico punto panoramico che affaccia sui laghi e la bassa Ossola. Ci siamo saliti spesso da Bracchio. Questa volta siamo partiti da Ruspesso, per fare un giro ad anello passando da Corte Buè, quasi un paese, che fino agli anni ’60 ospitava una ventina di famiglie. Oggi molti edifici sono diroccati, ma un bun numero ancora resiste. Una piccola baita è stata adibita a bivacco. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta.

Lasciata l’auto al temine della strada per Ompio (940 m circa), passando da Ruspesso, raggiungiamo il rifugio di Ompio. Seguendo un labile sentiero diretto a S, raggiungiamo la dorsale in un punto molto panoramico. (cartello all’inizio del sentiero). Ora il sentiero è più marcato e percorre la dorsale filo alla vetta del Faiè (1352 m), dove ci fermiamo un po’ ad ammirare i laghi sotto di noi. Scendendo dal versante opposto, raggiungiamo la colma di Vercio, per prendere il sentiero che scende nel bosco e porta a Corte Buè (888 m). Dopo una visita a quello che è stato un piccolo paese, con tanto di piazzetta e panchinona panoramica, lasciamo gli amici alle prese con la cucina nel piccolo bivacco e ritorniamo sui nostri passi fino a d un sentiero indicato da un cartello come “direttissimo”. Il sentiero percorre a saliscendi il versante N del Faiè attraversando vari ruscelli tributari del Rio Buè e, dopo dopo aver superato la costa ad un colletto (la Croce, quotato 1110), scendiamo nuovamente a Ompio e poi a Ruspesso.

Tempo di salita: 1, 15 ore per il Faiè, 4,30 ore per la gita
Dislivello: 900 m circa
Sviluppo: 10,7 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero abbastanza pulito e ben segnato. In alcuni tratti è necessaria un po’ di attenzione per non perderlo.


Ossola Bivacco Pozzolo 28/10/2023


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Relive ‘Bivacco Pozzolo’

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Il bivacco Pozzolo è adagiato su un dosso erboso, in posizione molto panoramica, a pochi minuti dall’alpe omonimo. E’ ben attrezzato con stufa e pentole e la legna abbonda; ne abbiamo approfittato per cucinare un’ottima pasta. Ancora una volta con gli amici del GAM Verta.

Lasciata l’auto nei pressi del municipio di Beura (257 m), abbiamo preso la strada che passa tra le case. Dopo pochi metri si abbandona la strada e si prende la mulattiera che sale a sinistra (cartelli). La ripida mulattiera lascia posto al sentiero che attraversa un bel bosco di castagni e incontra gli alpeggi di Fiesco, Vaccareccia e Provo in parte ristrutturati.
Percorso a lungo il crinale, il sentiero attraversa poi il ripido versante in direzione E e raggiunge il fondo del vallone dove scorre un torrente.
Al bivio poco prima del torrente si prende a destra (SO) e si ripercorre il versante in direzione del crinale, che si raggiunge a breve distanza dal Bivacco Pozzolo (1635 m)

Discesa: per lo stesso itinerario

Tempo di salita: 3,40 ore
Dislivello: 1400 m circa
Sviluppo: 12,7 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero abbastanza pulito. In alcuni tratti è necessaria un po’ di attenzione per non perderlo.


Mazzocone e Monte Croce 22 Ottobre 2023


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Relive ‘Mazzocone e monte Croce’


Il Mazzocone (Aquila per i locali), è una delle montagne di casa, a cui si sale quando si è indecisi sulla meta da raggiungere, con la certezza di percorrere un bell’itineraio con un panorama di primordine e che offre la possibilità di allungare la gita a piacimento, verso il Monte Croce o la Massa del Turlo (Giandolino).

Partiti da Quarna Sopra (866 m), abbiamo preso la strada sterrata che sale ripida in direzione NO. Raggiunto l’alpe Preer (964 m), si lascia la strada e si prende il sentiero che si inerpica nel bosco. Proseguendo si arriva alla croce del colle della Frera e poi alla cappella di Saccarello. Il sentiero segue ora la dorsale, con un magnifico panorama sul lago e raggiunge la vetta (1424 m). Scendendo dal versante opposto, siamo arrivati al Col di Stobi, dove incontriamo la strada proveniente da Camasca, che seguiamo fino alla Bocchetta di Foglia. Lasciata la strada, saliamo per ripido sentiero la spalla E del monte Croce. Usciti dal bosco il sentiero perde pendenza e raggiunge l’ampia vetta (1643 m).

Discesa: dalla vetta del Monte Croce prendiamo il sentiero che scende in direzione S, sempre seguendo i bolli arancio dell’UTLO e, raggiungendo una sterrata, porta all’alpe Modello e al colle del Ranghetto. Abbandoniamo il percorso della gara e prendiamo la strada che torna alla Bocchetta di Foglia e a Camasca. Proseguendo sulla sterrata, passando dall’alpe Ruschini, torniamo a incontrare la strada di salita all’alpe Preer, da dove torniamo a Quarna.

Tempo di salita: 1,20 ore al Mazzocone, 2,40 ore al Monte Croce, 6,30 per la gita, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 18,5 km circa
Difficoltà: E
Condizioni: sentiero pulito e ben segnalato: ancora presenti numerosi nastri di plastica (che spero tolgano) e bolli arancio dell’UTLO.