Devero Punta Esmeralda -Via Ciao Marco


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Relive ‘Devero Ciao Marco’

Giornata spettacolare e calda per questa bella via divertente e perfettamente attrezzata, sempre con 52° Corso di Alpinismo del CAI di Villadossola. Da Devero siamo saliti ai piani della Rossa per risalire poi verso la bastionata, dove si incontrano numerose vie moderne. Ciao Marco è la penultima a destra della parete della punta Esmeralda, accanto al Crepone e alla Carmagnola e prima del diedro. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. La via è tutta spittata, anche se un po’ lunga; consigliato qualche friends medio piccolo. Discesa in tre doppie sulla via o a piedi nel canale detritico sulla destra.

Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 8/10 rinvii, qualche friends medio-piccolo.

Tempo di salita: 1,45 ore all’attacco, 2,30 ore per la via.
Dislivello: 800 m circa all’attacco
Sviluppo: 8,5 km circa, andata e ritorno; 130 m la via
Difficoltà: L1 5a, L2 5a, L3 5b, L4 5a, L5 6a (TD-)

Condizioni: ancora tanta neve oltre i Piani della Rossa. Utile la piccozza


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Monte Bianco Aiguille de Marbreè 16 Giugno 2019


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Relive ‘Aiguille Marbrees’

Condizioni invernali quest’anno, per quello che è diventato un classico del corso di Alpinismo del CAI di Villadossola. Bellissimo itinerario e giornata strepitosa, non troppo calda e con condizioni ottimali della neve. Da Courmayeur, con il nuovo, modernissimo impianto, siamo saliti a Punta Helbronner. Scesi sul ghiacciaio, ci siamo diretti verso il Colle di Rochefort, dove ha inizio la cresta. Il primo tratto è il più impegnativo, con una bella placchetta di III. Poi si prosegue su misto, facile ma a tratti esposto. La vetta principale costringe ad una breve deviazione. Tornati sulla cresta, l’abbiamo percorsa in direzione S fino alla sosta di calata. Una breve doppia, ci deposita sul ghiacciaio, dove riprendiamo la traccia iniziale e torniamo al Rifugio Torino.

Tempo di salita: 30 minuti all’attacco, 2,30 ore per la cresta.
Dislivello: 300 m circa
Sviluppo: 4 km circa
Difficoltà: PD+

Condizioni: ancora parecchia neve, che rende più rapida e divertente la cresta. Condizioni complessivamente ottime. Buon rigelo notturno e scarso disgelo nel corso della giornata. I tempi di percorrenza possono variare molto in funzione dell’affollamento, soprattutto per la doppia che riporta sul ghiacciaio


Placche di Oriana Spigolo Pendulo 2 Giugno 2019

Prima uscita in ambiente per il 52° Corso di Alpinismo del CAI Villadossola. La via scelta è differente dalle classiche delle placche di Oriana: un primo tiro di placca, seguito da 5 tiri sullo spigolo, con qualche lama affilata e dall’aspetto instabile. Nel complesso una via discreta, ma niente di più.
Chiodatura un po’ lunga a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: Max 5c (un passo di 6a) – 5a obbligatorio
Materiale: una decina di rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 210 m
Tempo di salita: 25 minuti all’attacco; 2,30 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4. Raggiunta la strada, seguirla sino a superare l’ultimo tornante sinistro. Poco oltre un sentiero con il nome delle vie sale a destra nel bosco. Pochi minuti e si arriva all’attacco di Spigolo Verde. Poco oltre si trova l’attacco di Spigolo Pendulo, segnalato da una targhetta alla base

L1: 5b Facile placca

L2: 5b un passo di 6a. Un placchetta non banale, preceduta e seguita da un tratto nel bosco

L3: 5c Spigolo da scalare sul filo. Sosta scomoda

L4: 5a Spigolo da affrontare sulla facile cengetta a sinistra

L5: 5a Spigolo e spaccatura a lame

L5: 5b Divertente spigolo da salire sul filo


Discesa: impossibile la discesa in doppia sulla via. Per le calate in doppia risalire il canalino erboso fino a trovare il sentiero. Seguirlo fino alla cima e scendere poi alla sosta di “Il silenzio” da cui, con due calate di 60 m si arriva alla base della parete.  Più comodo e veloce scendere a piedi, proseguendo sul sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna alla strada

Placche di Oriana “Rue de la Guerison” 4 Maggio 2019

Via molto bella, su ottima roccia.
L’arrampicata è prevalentemente su placca, con spittatura un po’ lunga ma comunque sicura. Passaggio chiave sull’ultimo tiro; un gradone appena sopra la sosta con un passo di 6a, seguito da un bel diedro di 5c.
Chiodatura a fix da 10 mm e soste con catena attrezzate per la calata.

Difficoltà: Max 5c (un passo di 6a) – 5b obbligatorio
Materiale: 7/8 rinvii – Due mezze corde da 60 metri se si scende in doppia o corda intera da 60 metri
Sviluppo: 140 m
Tempo di salita: 30 minuti all’attacco; 1,30-2 ore per la via

Avvicinamento: dal parcheggio di Courtil attraversare il gruppo di case, prendendo il sentiero 4, che consente di tagliare la strada sino a Pian Flo. Da qui seguire il sentiero verso destra che risale verso il bosco. Si oltrepassa lo spigolo “Hindu Kush” e si arriva a “Rue de la Guerison”

L1: 25 m – 6 spit – 5a/5b

L2: 25 m – 6 spit – 5a/5b)

L3: 30 m – 5 spit – 5b

L4: 25 m – 4c/5a – 4 spit

L5:  35 m – 5c-6a – 7 spit


Discesa: in doppia sulla via o, più consigliabile, a piedi, proseguendo oltre la sosta per tracce di passaggio fino ad incontrare il sentiero, a tratti attrezzato con cavi metallici, che scende in direzione dei ripetitori. Da qui, in breve si ritorna alla strada

Pizzo Bandiera 1 Maggio 2019


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Relive ‘Pizzo Bandiera’

Da Devero (1630 m) si percorre la piana fino all’alpe Campello, per poi immettersi nel ripido canale che  porta ai piani della Rossa (2051). In direzione ovest si attraversano i bei canali morenici che conducono alla base della ripida conca che con un traverso finale conduce alla cima (2817).

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 12 km circa andata e ritorno
Difficoltà: BS

Condizioni: ancora buone, soprattutto sui versanti esposti a N e oltre i 1800 metri. La strada che attraversa la piana in direzione Canton non è più innevata e occorre portare gli sci fin quasi a Campello. Poi la neve è  continua, salvo un breve tratto nei pressi della presa d’acqua. La crestina che porta in vetta si percorre agevolmente sci ai piedi.


Piz Palù 20 aprile 2019

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Relive ‘Morning Apr 20th’

ENGADINA PIZ PALU’

Magnifica gita scialpinistica, in ambiente grandioso, al cospetto del 4000 più orientale delle alpi. Il tratto finale su affilata cresta nevosa completa un’ascensione di grande fascino.

Lasciata la macchina al parcheggio della funivia Diavolezza Bernina, siamo saliti con gli impianti fino a quota 2972 m. Abbiamo iniziato la gita in discesa, perdendo oltre 150 m di dislivello, per portarci sul ghiacciaio. Messe le pelli, abbiamo iniziato la lunga salita, su pendenze moderate, in direzione S. Intorno ai 3100 m, la pendenza aumenta, e ci si deve destreggiare tra i numerosi crepacci del tormentato ghiacciaio. Il bel pendio glaciale prosegue fino alla larga crepaccia terminale, che si passa agevolmente a destra (salendo). Raggiunto il colle a quota 3729 m, si lasciano gli sci e si calzano i ramponi per affrontare la cresta nevosa. Il tratto fino alla vetta orientale è ampio e senza particolari difficoltà. Raggiunta la prima cima (3882 m), si scende in direzione O, seguendo la cresta che presenta delle bellissime cornici, per poi risalire un tratto via via più affilato, fino alla vetta principale (3900 m)

Discesa: per stesso itinerario fino a quota 2800 m circa; abbiamo poi proseguito la discesa sul Ghiacciaio Vedret Pers, aggirando in senso antiorario l’Isla Persa, per immetterci nel ghiacciaio del Morteratsch. Da qui si segue l’itinerario di rientro, segnalato con paline, fino alla stradina che, in leggera discesa, porta alla stazione del Bernina Express. 10 minuti di treno e si ritorna al parcheggio.

Condizioni: buon innevamento. Ghiacciaio completamente chiuso sul percorso, ma la presenza di numerosi crepacci e seracchi consiglia prudenza. Terminale facilmente superabile con gli sci ai piedi. Cresta ben tracciata e senza ghiaccio affiorante. Neve invernale fino a 3000 m, che diventa crostosa e poi marcia al di sotto dell’Isla Persa.

Itinerario molto frequentato; difficile trovare in metro quadro non tritato. Gobbe come negli anni 70 su tratti ripidi.

Tempo di salita: 3,15 ore, comprese le soste al deposito degli sci; 1 ora per la cima principale
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 21 km circa
Difficoltà: BSA

Attrezzatura: piccozza e ramponi; in base alle condizioni, può essere utile la corda

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Stockhorn 31 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 31st’

BINNTAL STOCKHORN

Uscita di finale con il 40° corso di scialpinismo del CAI di Villadossola. Lo Stockhorn l’avevamo già affrontato con il corso, ma sempre dal versante N. Questa volta abbiamo optato per la salita dal versante S.

Lasciata la macchina a Fald (1519 m), abbiamo preso la strada innevata e l’abbiamo seguita, con qualche taglio, fino alla miniera. Risalito il prato tra bassi cespugli, abbiamo preso il sentiero estivo che attraversa il bosco (segno bianco-giallo su un albero), e che porta ad un ponticello che consente di attraversare agevolmente il torrente. Risalendo il bosco rado, si arriva alle baite di Wissy (1852 m) e di Schare (1979 m). Lasciata la traccia che sale all Massersee e alla punta di Valdeserta, ci siamo diretti a bellissimi piani di Galti Ritze, che abbiamo attraversato, per deviare poi a SO, risalendo l’ampio canale che porta al passo di Furggulti (2352m ). Da qui, puntando dritti a N, abbiamo risalito il pendio ripido che porta sotto alle rocce di vetta. Data l’ora e il caldo, abbiamo preferito evitare il diagonale sotto alle rocce della vetta e ci siamo fermati 50 metri più in basso.

Discesa: per stesso itinerario

Condizioni: buon innevamento su tutto il percorso. Firn sui versanti esposti a S e ancora neve invernale su quelli a N. Qualche metti e togli sulla strada; neve gelata nell’attraversamento del bosco. Utili i rampant.

Tempo di salita: 3,40 ore, comprese le soste
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica.

Monte Giove 24 Marzo 2019

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Relive ‘Monte Giove’

VAL FORMAZZA MONTE GIOVE

Secondo giorno del week end con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. La scelta cade su una meta poco frequentata, ma che si è rivelata molto interessante.

Partiamo dal rifugio Miriam (2056 m) dove abbiamo trascorso la notte e raggiungiamo la strada che sale al lago Vannino. Aggirato il risalto su cui sorge il rifugio Margaroli, ci siamo abbassati fino al lago (2177 m), che abbiamo attraversato interamente fino all’alpe Cortenova. Anzichè al passo del Busin, ci siamo diretti più a E, ad una passo senza nome, a quota 2590 m. Scesi in direzione del lago del Busin, abbiamo contornato il valloncello che scende dalla forca del Giove, e aggirato la spalla SO della montagna, per risalire poi tutto il bellissimo pendio S fino in vetta. (3009 m)

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, poi seguendo la strada siamo tornati al Sagersboden e da qui abbiamo seguito la pista fino a Valdo.

Condizioni: ottimo innevamento. Buon rigelo fino in vetta. Neve dura negli ultimi ripidi metri ci ha indotto ad usare i rampant. Gita con condizioni primaverili. Ottimo firn in alto, con qualche tratto di piccoli sastrugi e via via più bagnata perdendo quota. Qualche metti e togli sulla strada.

Tempo di salita: 4,30 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1350 m circa
Sviluppo: 22,6 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica

Punta Clogstafel 23 Marzo 2019

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Relive ‘Clogstafel’

VAL FORMAZZA PUNTA CLOGSTAFEL VERSANTE NORD

Uscita di due giorni con il 40° Corso di Scialpinisco del CAI di Villadossola. Primo giorno dedicato ad una salita di grande soddisfazione ed a una sciata spettacolare

Saliti al Sagersboden con la seggiovia, abbiamo risalito la strada forestale che, con ripidi tornanti, si inoltra in val Vannino. Quando la strada spiana ci sono due possibilità: prendere la deviazione che porta al rifugio Miriam, oppure proseguire ancora per 4 o 500 metri e prendere la traccia battuta che sale al Polmone. Da qui inizia il magnifico pendio, che si affronta spostandosi progressivamente sul lato destro orografico, passando accanto alla parete rocciosa che costeggia il ripido pendio finale. L’uscita sulla cresta può presentare qualche difficoltà se ghiacciata o in presenza di cornici. Oggi si usciva in cresta con gli sci ai piedi. A seconda delle condizioni, si può proseguire verso la vetta sci ai piedi o con i ramponi. Noi ci siamo fermati al colle

Discesa per lo stesso itinerario fino al rifugio Miriam, dove abbiamo pernottato.

Condizioni: ottimo innevamento fino alla sella che sbuca sulla cresta. Cresta spazzata dal vento, con poca neve gelata. Polvere spettacolare su tutto l’itinerario

Tempo di salita: 3 ore, comprese le soste fino alla sella;
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 8,5 km circa
Difficoltà: BS

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica e ramponi

Blinnenhorn 23 Marzo 2019

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Relive ‘Morning Mar 23rd’

VAL FORMAZZA BLINNENHORN TRAVERSATA DEL GHIACCIAIO DEL GRIES

Il Blinden è una delle mete scialpinistiche più belle e, assieme alla vicina Arbola, tra le più ambite. Se a questo unite un fantastico giro ad anello, con discesa dal ghiacciaio del Gries e Bettelmat, avrete relalizzato un’autentica GITONA!

Da Riale ci siamo diretti verso la diga di Morasco. Superato il lago, abbiamo imboccato il ripido canale del rio del Sabbione e, spostandoci sulla destra orografica, abbiamo raggiunto la diga. Attraversato il lago, abbiamo risalito la sponda sinistra fino al rifugio Claudio e Bruno. Dal rifugio ci siamo diretti a NO, se pendii sempre sostenuti, fino a raggiungere il bacino glaciale sotto alla vetta. Con un lungo diagonale verso sinistra (O) abbiamo raggiunto la spalla della montagna, che abbiamo risalito fino alla vetta. Scesi alla gran sella del Gries, abbiamo percorso tutto il ghiacciaio in direzione del lago Gries. A quota 2500 abbiamo rimesso le pelli e risalito un centinaio di metri, per immetterci nella valle del Gries. Grande discesa su firn perfetto fino al lago di Morasco. Anche il piano del Bettelmatt era scorrevole e l’abbiamo attraversato senza spingere. Un po’ di portage per costeggiare il lago e siamo arrivati a Riale.

Condizioni: neve un po’ crostosa sotto alla cima, polverosa su tutto il ghiacciaio, firn dal passo del Gries a Morasco

Tempo di salita: 7,30 ore, comprese le soste
Dislivello: 1850 m circa
Sviluppo: 25,5 km circa
Difficoltà: BSA

Attrezzatura: normale dotazione scialpinistica