Via dei Balossi

 


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VALLE ANZASCA PUNTA BATTISTI VIA DEI BALOSSI

Bella via, in un ambiente straordinario, in compagnia dell’amico Francesco. Roccia resa un po’ scivolosa dai licheni, ma nel complesso buona. Più impegnativi i rimi tre tiri, poi la pendenza diminuisce e l’arrampicata è decisamente più facile. L’ultimo tiro torna ad impegnare su una bella placca, con passaggi di aderenza.
La via è attrezzata a spit. Molto alto il  primo spit del primo tiro, unica occasione in cui abbiamo usato un friend. Soste comode, alcuni cordini di collegamento un po’ usurati; meglio collegarle con una fettuccia. Discesa a piedi per sentiero, inizialmente ripido sul versante Rosareccio, poi più facile quando torna sul lato Pedriola.

Difficoltà: L1 5b, L2 5c, L3 5b+, L4 4b, L5 2a, L6 5b (D+);

Tempo di salita: 1,30 ore, all’attacco, 2.30 ore per la via

Dislivello: 500 m circa all’attacco, 200 metri la via

Attrezzatura: corda intera da 60, 10 rinvii, friend medio piccoli, fettucce e moschettoni per collegare le soste


 

 

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Passo del Pizzo Nero


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VALLE ANZASCA PASSO DEL PIZZO NERO – TRAVERSATA PECETTO ISELLA

Itinerario inconsueto, ma non per questo meno interessante. Peccato per la scarsa visibilità che ci ha impedito dei ammirare lo splendido panorama. Partiti da Pecetto (1360 m), abbiamo risalito la strada fino all’alpe Burki. Attraversato il torrente Anza, abbiamo preso il sentiero ripido che consente di superare la bastionata rocciosa e porta all’alpe Rosareccio. Sempre su buona traccia e percorso meno ripido, siamo arrivati ai Piani Alti, dove si incontra il cubo di cemento della vecchia funivia, definitivamente abbandonata dal 1975, dopo che una grossa valanga aveva fatto crollare il pilone intermedio. Qui il sentiero lascia il posto ad una esile traccia, anche se l’itinerario è ben marcato con segni di vernice e ometti. Un tratto attrezzato con una cordina metallica, utile soprattutto in caso di vetrato, aiuta a superare la placconata posta poco sotto il passo. Da qui  abbiamo risalito la breve cresta che porta alla cima quotata 2750 m. Tornati al passo, siamo scesi dai ripidi prati sul versante della val Quarazza. Costeggiati i laghetti del Ligher, abbiamo continuato la discesa senza sentiero, ma guidati dai frequenti segni di vernice fino all’alpe Caspisana, dove inizia un sentiero più evidente e l’erba è stata tagliata di recente. Raggiunto il fondovalle e ammirate le bellissime marmitte dei giganti, su una strada sterrata siamo tornati al bellissimo paesino Walser di Isella, dove avevamo lasciato un’auto. Bella gita!

Tempo di salita: 3,15 ore comprese le soste. 7 ore per la gita
Dislivello: 1400 m circa
Sviluppo: 14,5 km
Difficoltà: EE
Condizioni: oltre la vecchia stazione della funivia e fino all’alpe Caspisana l’itinerario è ben segnato con vernice bianco rossa, ma non c’è sentiero, e si sale e scende su sfasciumi e ripidi pratoni.


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