Pizzo Pioltone Camoscellahorn 15Giugno 2018

   Scarica la traccia


VAL BOGNANCO PIZZO PIOLTONE E ANELLO DI GATTASCOSA

Bella gita in alta val Bognanco, con una salita ripida e faticosa, seguita da un bel anello che ci ha portati a percorrere tutta la linea di confine, da Monscera a Gattascosa.

Lasciata l’auto nel parcheggio di San Bernardo (1630 m), abbiamo preso la strada asfaltata che scende ad attraversare il rio Rasiga e risale l’opposto versante, in direzione del rifugio Il Dosso. La strada diventa una mulattiera, che con direzione ONO porta all’alpe Monscera.  Qui parte un ampio sentiero e in breve arriviamo al passo di Monscera (2103 m), dove inizia la salita vera. Il sentiero è subito ripido e affronta il pendio facendo guadagnare rapidamente quota. Un po’ di attenzione ai sassi instabili e si arriva al grosso ometto di vetta.

Discesa: tornati al Passo Monscera, abbiamo proseguito in direzione della Cima del Tirone (2202 m). Seguendo lo spartiacque siamo arrivati alla Cima Mattaroni (2236 m) e siamo scesi al passo di Gattascosa (2158 m). Evitato sul lato destro un breve scivolo nevoso, riprendiamo il sentiero che porta al Rifugio Gattascosa (1993 m), strapieno di turisti. Proseguendo passiamo dal lago di Ragozza e, attraversata un’ampia torbiera su una passerella di legno, torniamo a San Bernardo.

Tempo di salita: 2,15 ore
Dislivello: 1000 m circa per il  Pioltone, altri 200 per completare l’anello
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

 

Non ci sono immagini in questa galleria.

Please follow and like us:

Monte Teggiolo da Trasquera 9 Giugno 2018

  Scarica la traccia


VAL DIVEDRO MONTE TEGGIOLO DA TRASQUERA

Partiamo da Trasquera (1095) dopo aver raggiunto l’alpeggio di Agro Fuori, fino a dove il sentiero è ben segnato con evidenti cartelli e bolli lungo il percorso. Ci spostiamo a destra (guardando la cappelletta), per riuscire ad aggirare una paretina di roccia. Si prosegue su traccia ben visibile e alcuni ometti ci aiutano nell’attraversamento di un paio di pietraie.
Quando ormai si è in prossimità della vetta, ci spostiamo sul versante di Veglia. Si affrontano brevi tratti esposti dove ci sono alcuni cavi di acciaio ( però rotti nella parte finale del traverso ) ed infine, dopo essere ritornati sul versante Divedro, si arriva al canale finale dove una catena aiuta la salita al bivacco del Teggiolo.(2385)

In discesa seguiao la traccia fino al Passo del Dosso e poi con un tratto in falsopiano raggiungiamo il Passo delle Possette. Da qui il sentiero ritorna ad essere segnato e ben evidente e passando vari alpeggi Ciampalbino, Ciusur, e Orzalina si scende a Bugliaga.
Proseguendo su strada asfaltata, superato il Ponte del Diavolo torniamo alla macchina.

Tempo di salita: 3 ore
Dislivello: 1290 m circa
Sviluppo: 13 km circa
Difficoltà: EE

 


Please follow and like us:

Monte Capio da Sabbia 12 maggio 2018


 Scarica la traccia


VALSESIA MONTE CAPIO (2172 m) DA SABBIA

Il Capio è per noi una classica salita da Campello. Questa volta abbiamo deciso di provare il versante Valsesiano, ed abbiamo scoperto un itinerario molto bello e vario.

Presa la strada per Sabbia, la si abbandona ad un tornante sinistro, per imboccare una stretta stradina che si inoltra nella Val Sabbiola. La si segue fino alla sbarra, dove si lascia l’auto in uno slargo. La strade sale ripida, ed è tagliata da un sentiero a tratti ripidissimo. Attraversato un ponticello si arriva alla frazione di Montata (880 m). Il sentiero continua ripido nel bosco, da cui esce a quota 1110, nei pressi della baita isolata dell’alpe Corti. Si sale ora tra ripidi pascoli e rade betulle, per un largo sentiero che taglia il pendio con lunghi diagonali e porta all’ampio ripiano su cui sorge l’alpe Campo (1527 m). Qui ci sono due possibilità: salire il ripido sentiero alle spalle delle baite e raggiungere la cresta spartiacque tra Val Sabbiola e Valbella, oppure inoltrarsi, con sentiero in leggera discesa, nell’ampia valle a sinistra dell’alpe. Noi scegliamo questo itinerario, e ci inoltriamo nella valle solcata da numerosi ruscelli gonfi d’acqua di fusione. Ripresa la salita, arriviamo all’alpe Laghetto (1810 m), ancora coperta di neve, dove i due  itinerari si incontrano. Passiamo accanto ai ruderi delle abitazioni diroccate della miniera di nichelio e, dopo aver dato uno sguardo all’imboccatura dei pozzi minerari, proseguiamo la salita in una ampia vallata interamente innevata. Prima di raggiungere il colle dei Rossi attraversiamo a sinistra, per aggirare la bastionata rocciosa e risaliamo poi l’ultima ripida salita su pascoli innevati, che ci porta in vetta (2172 m).

In discesa, tornati all’alpe Laghetto, seguiamo l’ampio sentiero che sprosegue il direzione del crestone spartiacque e lo percorre, ora su un lato ora sull’altro, per scendere poi ripidissimo all’alpe Campo, dove ritroviamo il sentiero di salita.

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1400 m circa
Sviluppo: 12,8 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso  ben segnalato (itinerario 561) fino all’alpe Campo e  sulla cresta. Il sentiero che si inoltra nella valletta di sinistra a volte si perde un po’ ma la direzione è sempre evidente. Da quota 1800 m in su la neve è ancora abbondante, ma la meta è già visibile e l’itinerario logico. In discesa abbiamo visto scendere una valanga di apprezzabili dimensioni dal ripido versante della Cima di Ronda



Please follow and like us:

Baveno – Mottarone – Omegna per la ferrata dei Picasass 5 maggio 2018


  Scarica la traccia


CUSIO MOTTARONE DA BAVENO PER LA FERRATA DEI PICASASS

In attesa di capire se la stagione dello scialpinismo è finita o solo sospesa, torniamo su questo stupendo itinerario per salire al Mottarone, con la piacevole variante della ferrata dei Picasass. Partiamo da Oltrefiume (281 m), poco sopra Baveno e ci dirigiamo verso il Monte Camoscio (890), seguendo l’itinerario M3. Ad un tornante, un cartello indica il percorso per la ferrata, che si raggiunge in una trentina di minuti. La ferrata è abbastanza facile,  molto bella, panoramica e realizzata con perizia. Il ponte tibetano, che completa la ferrata, può essere evitato aggirandolo su sentiero che porta alla croce del monte Camoscio. Lasciato questo bellissimo balcone sul lago, scendiamo al Rifugio Papà Amilcare. Il sentiero sale su un dosso e si porta sul versante di Gravellona. Tornato sul lato di Baveno costeggia il Monte Crocino, per scendere poi all’alpe Vedabbia (879 m). Qui si incrocia la mulattiera che sale dall’Alpino. Si segue per un tratto una strada che salendo si fa sempre più scavata dall’acqua, per lasciare poi posto ad un ripido sentiero, che non da respiro. Ad un tornante si incontra il sentiero che sale al Monte Zugaro (1230 m). Scendendo pochi metri ci si porta alla bella baita dell’alpe Nuovo, del CAI Baveno. Si attraversa il ponticello e, risalendo le piste Corti e Baby 2, in breve si arriva in vetta (1491 m)

In discesa ci siamo diretti alla baita del CAI Omegna, per proseguire lungo la pista della baita, ad incontrare il buon sentiero che scende all’alpe Bertogna e poi alla frazione La Verta, alla periferia N di Omegna

Tempo di salita: 30 minuti all’attacco, 1,30 ore per la ferrata, altre 2,30 ore per la vetta. 1,45 ore per la discesa
Dislivello: 1400 m circa con le risalite
Sviluppo: 14,7 km circa
Difficoltà: EEA con set da ferrata e casco

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato su tutto l’itinerario.


Please follow and like us:

Monte Barone 19 Novembre 2017


   Scarica la traccia


VALSESSERA MONTE BARONE PER LA CRESTA SE (2044 m)

Gita molto interessante, che consente di raggiungere la vetta del Monte Barone concatenando una serie di cime minori, con divertente percorso di cresta e brevi tratti di facile arrampicata.

Partiti dalla chiesetta delle Piane ( m) abbiamo preso il ripido sentiero G4, che risale nel bosco. Usciti dalla vegetazione si incontra il sentiero G7 che porta al Rifugio dell’alpe Ponasca. Noi invece proseguiamo dritti e saliamo il largo crestone, con percorso segnalato da bolli rossi, fino alla croce del Monte Gemevola o Cornabecco (1576 m). Qui il sentiero finisce e si scende per tracce di passaggio, ad affrontare la lunga cresta che porta alla Punta Pissavacca (1659 m). Aggirando a sinistra un ultimo risalto,  arriviamo ad incrociare il sentiero della normale (G8), che seguiamo fino alla vetta.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario fino al bivio, per scendere poi al Rifugio. Da qui abbiamo seguito il sentiero G1, meno diretto ma più panoramico del G8, e siamo tornati a le Piane

Tempo di salita: 3,45 ore, 7 ore per la gita.
Dislivello: 1400 m circa con le numerose risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EEA

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato fino alla cima Gemevola. Solo tracce discontinue di passaggio da qui fino al bivio con la normale. Alcuni tratti richiedono l’utilizzo delle mani. Il tratto più ostico, pochi metri verticali, è facilitato da una corda fissa.


« 1 di 2 »
Please follow and like us:

Colle Mud 4 Novembre 2017


  Scarica la traccia


VALSESIA COLLE MUD (2324 m) DA ALAGNA

Gita condizionata dal maltempo, ma comunque piacevole e interessante. La meta era il Corno Mud, ma la scarsa visibilità e le pessime previsioni ci hanno convinti a fermarci al colle.

Partiti da Pedemonte (1224 m), poco oltre Alagna in direzione Acqua Bianca, si segue il sentiero 208, ben tenuto e segnalato: dopo pochi metri, si lascia il sentiero che sale alla Bocchetta della Moanda e, attraversato il torrente Mud su un ponte di legno, si inizia a salire con comodi tornanti verso il primo degli alpeggi, Z’Ise hus (Casa Ferro) 1627 m. Si prosegue sempre tenendo la destra orografica e si raggiungono gli alpi Mud di Qua (1887 m) e Venghi (2042 m).
Poco oltre il sentiero si divide; a sinistra porta a Oubre Alpu (alpe superiore) 2264 m, dove si trova il rifugio Ferioli, con un bel locale invernale, mentre proseguendo dritti si raggiunge il colle Mud (2324 m). Il colle si può raggiungere anche dal rifugio, in 15 minuti circa.

Tempo di salita: ore al rifugio Ferioli, 15 minuti al colle.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato (itinerario 208). Consigliabile una visita ai bei borghi di Pedemonte e Ronco


Please follow and like us:

Cima di Bo 29 Ottobre 2017


    Scarica la traccia


VALSESIA PUNTA DEL TALAMONE (2488 m) E CIMA DI BO (2556 m) DA RASSA

Ancora una bellissima gita in Valsesia, questa volta partendo da Rassa.
La Cima di Bo l’avevamo già salita altre volte, ma sempre dal versante biellese. Questa volta abbiamo voluto seguire l’itinerario valsesiano. Il percorso è lungo e vario e porta a percorrere quasi interamente la Val Sorba.

Partiti da Rassa (917 m), abbiamo preso la mulattiera che, con ripido tornanti, porta alle baite dell’alpe Piane (1100 m). Proseguendo in direzione S, sempre su bella mulattiera, siamo arrivati all’alpe Scandalorso (1446 m). Un lungo diagonale il leggera salita porta all’alpe Sorbella (1636 m), con la caratteristica chiesetta dedicata a San Gioacchino. Superata la strada, il sentiero sale nel bosco, passando nei pressi di una depressione, la Bosa, dove in un lontano passato c’era un lago. Si compie un largo giro, nel bosco che si dirada, e si risale una pietraia frammista a rododendri, fino alla Forcella del Larice (2000 m). Si supera una conca detritica fino ad arrivare ad un dosso, ai piedi del quale si trova il lago del Talamone. Aggiratolo sulla destra, si riprende a salire la pietraia e si raggiunge l’ampia dorsale detta Schiena Piatta, che sale verso la Punta del Talamone. A questo punto consiglio una breve deviazione per salire a questa panoramica cima. Tornati sulla traccia di salita, si segue, aggirando a destra le difficoltà,  la cresta che scende al colletto dove si incontra l’itinerario che sale da Montesinaro. Qui inizia l’ultima salita, seguendo una traccia che si districa tra grossi massi e in breve porta alla vetta. Pochi metri sotto alla cima c’è il bel bivacco Antoniotti.

In discesa, tornati sui nostri passi fino alla colletto, abbiamo preso il sentiero che scende in Valle Cervo e l’abbiamo seguito fino a quota 1900 m circa. Lasciato il sentiero principale, siamo saliti al passo del Croso (1940 m), dove si incontra l’itinerario 253 che scende in direzione dell’alpe Toso (1649 m), dove c’è un bivacco del CAI. Prima di raggiungere il bivacco, un sentiero si stacca sulla destra e percorre per un tratto la destra orografica della valle, per attraversare poi il torrente e congiungersi con il buon sentiero che, in meno di due ore, riporta a Rassa. Gitona spettacolare

Tempo di salita: 5 ore, comprese le soste; 30 minuti in più se si vuole salire anche al Talamone; 10 ore per la gita
Dislivello: 1850 m circa con le risalite
Sviluppo: 24 km circa
Difficoltà: EE ben allenati

Condizioni: percorso quasi sempre evidente e abbastanza segnalato (itinerario in salita 252; in discesa, dal passo del Croso, 253 e 251); gran parte della salita è su pietraie e il sentiero è spesso solo una sporadica traccia. Porre un po’ di attenzione sulle pietraie, dove i segni non sempre sono ben visibili


Please follow and like us:

Punta Sivella 21 Ottobre 2017


    Scarica la traccia


VALSESIA PUNTA SIVELLA O CICIOZZA (2523  m) DA CAMPERTOGNO

Gran bella scoperta la Valle Artogna, posta sulla destra orografica della Valsesia, che si unisce a quest’ultima all’altezza di Campertogno.
La punta Sivella è una bella cima, molto panoramica e la si raggiunge con un percorso vario e interessante. Altrettanto interessante è la discesa verso l’alpe Campo, dove c’è un bivacco, che consente di percorrere buona parte della Valle Artogna, costellata di alpeggi.
Si parte da Tetti (827 m), frazione di Campertogno, appena attraversato il fiume. Una bella mulattiera percorre un itinerario devozionale, cadenzato da numerose cappelle votive, e porta prima alla chiesetta della Madonna degli Angeli, poi alla chiesa della Madonna del Callone (1092 m). Percorso un bel bosco, si esce sui prati di Argnaccia (1183 m). La mulattiera prosegue tra muretti a secco, per diventare un sentiero che sale tra gli abeti. Raggiunto Cangello, il sentiero si inerpica ripido nel fitto bosco, fino ad una sella a quota 1583 m, dove inizia un lungo diagonale in leggera salita che taglia il ripido versante e porta all’alpe Vasnera (1731 m). Attraversata una colata detritica, si continua quasi in piano fino ad incontrare, poco prima di una baita isolata, un sentiero ripidissimo che sale dritto in direzione S. Raggiunta quota 2200 m circa, il sentiero gira a O, per risalire un ripido canalino che sbuca sulla cresta N della montagna a quota 2370 m. Da qui, in breve, per facili roccette e tracce di passaggio si raggiunge la vetta (2523 m).

In discesa, tornati sui nostri passi per poche decine di metri, abbiamo preso la traccia (cartello) che scende all’alpe Campo, dove si incontra un buon sentiero che, attraversando numerosi alpeggi, riporta a Campertogno.

Tempo di salita: 4,30 ore, comprese le soste; 9 ore per la gita
Dislivello: 1700 m circa
Sviluppo: 24 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: sentiero quasi sempre evidente e abbastanza segnalato (itinerario in salita 278; in discesa 274 e 271). A volte le tracce di vernice sono sbiadite e poco visibili, ma nel complesso non ci sono problemi di orientamento. In discesa, raggiunta la sterrata, a quota 1120 m circa, è preferibile abbandonare la strada e prendere il sentiero che scende a sinistra (cartello) e passa nei pressi di una bella cascata.


« 1 di 2 »
Please follow and like us:

Alpe Devero 14 Ottobre 2017


  Scarica la traccia


ANELLO DEVERO – SCARPIA – POJALA – AGARO – DEVERO

Il Devero è un posto magico e lo è ancora di più con gli straordinari colori dell’autunno.
L’itinerario descritto è uno dei più interessanti e appaganti, per scoprire alcuni degli angoli più suggestivi.

Partiti da Devero, località Ai Ponti (1620 m), abbiamo preso il sentiero che sale a Corte d’Ardui (1760 m). Attraversato il torrente, una comoda mulattiera ci ha portati all’alpe Sangiatto (2010 m). Raggiunto il lago Superiore, abbiamo risalito il fianco del monte Sangiatto (2017 m), fino alla bocchetta di Scarpia (2248 m).
Da qui siamo scesi in direzione dell’alpe Pojala (2148 m) per dirigerci poi a S e, passando nei pressi dell’alpe Bionca (1993 m), abbiamo raggiunto il lago di Agaro (1600 m), alla sua estremità N.
Percorsa la destra orografica fino alla diga, abbiamo preso il sentiero che sale ripidissimo all’alpe Corte Verde (1821 m) e Nava, che lasciamo in basso a sinistra. Raggiunta una bocchetta a quota 2045 m, abbiamo iniziato la discesa verso l’alpe Fontane (1910 m). Scesi verso Cologno, prima di raggiungere la strada, abbiamo tagliato a destra su tracce di sentiero per trovare, nei pressi della strada che scavalca la galleria, un buon sentiero che ci ha portati di nuovo a Devero, passando davanti ad una bellissima cascata. Gitona stupenda

Tempo della gita: 7 ore, comprese le soste
Dislivello: 1200 m circa, con le risalite
Sviluppo: 18,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato fino all’alpe Nava. Da qui alla mulattiera che scende all’alpe Fontane occorre prestare un po’ di attenzione per non perdere la traccia.



 

« 1 di 2 »
Please follow and like us:

Monte Capio


  Scarica la traccia


VALLE STRONA MONTE CAPIO DA CAMPELLO MONTI
POSA DELLA TARGA IN RICORDO DELL’AMICO GIUSEPPE

Il Monte Capio è una cima un po’ discosta, in quella valle un po’ discosta e selvatica che è la Valle Strona. Proprio per queste caratteristiche è stata scelta, dagli amici del GAM Verta, per porre una targa in ricordo di un caro amico, che ne sapeva apprezzare e ne condivideva il carattere riservato. La moglie Maura e la figlia Chiara sono state accompagnate da molti amici e conoscenti, che hanno voluto presenziare alla semplice ma sentita cerimonia.

Partiti da Campello (1305 m), abbiamo preso la mulattiera che sale ripida in direzione S. Superata con una lunga curva una valletta, la strada lascia il posto ad un sentiero che, tornando a S, porta prima all’alpe Pennino Grande (1530 m) e poi alla Balma (1671 m).
Poco oltre le baite il sentiero si inerpica sul ripido versante, sulla destra orografica, fino ad incontrare il sentiero che, provenendo dalla bocchetta del Crac, conduce al Passo dei Rossi.
Oltre il passo il sentiero si inerpica su terreno inizialmente instabile e, aggirando la rocciosa parete S, porta al rilievo erboso che costituisce la spalla O. Una breve salita porta alla vetta del Monte Capio (2172 m).

In discesa, tornati alla base della spalla erbosa, abbiamo sceso il canale a destra, ripido e franoso, attrezzato con catene in direzione N. Prima di raggiungere il termine del canale, un sentiero ben segnato con vernice biancorossa consente di abbassarsi nella valle di Rimella. Incontrata una larga traccia, abbiamo raggiunto prima una baita isolata e poi il bellissimo alpeggio di Pianello, dove sorge la bella baita del CAI di Borgomanero (1801 m). Una breve risalita ci ha portati alla bocchetta di Rimella (1924 m), dove abbiamo incontrato il comodo sentiero che, in meno di un’ora, ci ha riportati a Campello.

Tempo di salita: 1,45 ore, comprese le soste; 6,30 ore per tutta la gita
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato. Numerosi cartelli indicatori, ometti e segni di vernice


 

« 1 di 2 »
Please follow and like us: