Col Vofrède 2 Settembre 2018

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Relive ‘Col Vofrede’

VALLE D’AOSTA COL VOFREDE – GIRO DEL MONT ROUS

Bellissima gita in Valle d’Aosta in compagnia degli amici del CAI di Borgomanero.

La gita parte da Perreres (1909 m), lungo la strada che porta a Cervinia. Si attraversa un ponticello sul torrente Marmore e si segue il comodo sentiero  che porta alla Finestra di Cignana. Passato il bellissimo alpeggio Le Grillon si giunge al colle e si entra nel vallone di Cignana, scendendo per un centinaio di metri verso un un grosso alpeggio. Qui inizia un lunghissimo traverso, con qualche tratto attrezzato e bellissima vista sul lago sottostante. Subito dopo si inizia a salire, passando al di sotto di una bella cascata. Superato un antro (grotta di Gargantua) si raggiunge il piccolissimo Bivacco Duccio Manenti 2790 m (2 posti). Si continua  aggirando dall’alto il bel Lago di Balanselmo e  si arriva al Rifugio Perucca – Vuillermoz 2909 m. Superato il rifugio, si costeggiano il laghi Dragone e Gran Lago. Il percorso prosegue segnalato da ometti e segni di vernice gialla, risalendo il ripido canale pietroso in direzione dell’evidente Colle di Vofrede (3130 m). Dal colle, seguendo i segni gialli e gli ometti si risale per un breve tratto lo spallone roccioso dello Chateau des Dames e si raggiunge l’attacco del tratto attrezzato che, con lunghe calate su roccia solida e con parecchi appigli, consente di superare facilmente il tratto più ostico. Raggiunta la morena, la si percorre attarversando i resti di un’enorme frana, fino alla strada.

Attrezzatura: imbracatura, casco e set da ferrata.

Tempo di salita: 5,15 ore, 9,30 per la gita
Dislivello: 1520 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: EE

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Tamierhorn 26 Agosto 2018

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Relive ‘Tamierhorn’

VAL FORMAZZA TAMIERHORN

Da tempo avevo in mente questa meta e finalmente si è presentata l’occasione. E’ una bella gita, molto panoramica, con sentieri ben segnalati fino al colletto a quota 2800 m circa, dove il sentiero prosegue in direzione del Tamierpass. Da qui la salita è a vista, aiutata da qualche ometto, ma la direzione è evidente ed è impossibile sbagliare.

Partiti da La Frua (1680 m), sopra alla cascata del Toce, si prende il sentiero segnalato in direzione N, che porta all’alpe Ghighel (2132 m). Attraversati in piano i prati dell’alpe in direzione SE, si sale ad incontrare un tratto di strada, che subito diventa un sentiero e che, con un tratto più ripido, porta al bellissimo lago Nero. Superato il lago lungo la sponda N, il sentiero volge a S, epermette di superare una fascia rocciosa. Giunti a quota 2600, il sentiero torna a ENE, e prosegue verso un evidente colletto. Poco prima di raggiungerlo, a quota 2800 circa, una traccia si stacca sulla sinistra segnalata da alcuni ometti. Il riferimeno è il pannello ripetitore di sinistra, posto sulla spalla SO della montagna, che si raggiunge dopo aver attraversato un valloncello su poca neve residua. Da qui, senza percorso obbligato, in pochi minuti abbiamo raggiunto la vetta (2087 m). Bellissimo il panorama sui laghi dell’alta val Formazza.

In discesa siamo tornati al ripetitore per dirigerci poi alla cresta, dove si trova un altro ripetitore, e gettare lo sguardo sul vallone dell’alpe Tamia. Scendendo tra massi instabili e terreno friabile siamo tornati sul percorso di salita, che abbiamo ripercorso finon alla Frua. Bellissima gita.

Tempo di salita: 4,15 ore
Dislivello: 1380 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa
Difficoltà: EE

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Punta della Scatta 25 Agosto 2018

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Relive ‘Punta della Scatta’

VAL FORMAZZA PUNTA DELLA SCATTA

La Scatta Minoia è un punto di passaggio frequentato, soprattutto per chi fa la traversata dalla Val Formazza al Sempione, ma le cime che la sovrastano vedono ben pochi escursionisti. Questo vale anche per la Punta della Scatta, alla quale non avevo mai prestato attenzione, ma che si è rivelata una meta interessante. Grazie all’amico Flavio, (www.cappef.com) per avercela involontariamente suggerita.

Partiti dal Sagerboden (1772 m), dopo essere saliti con la seggiovia, abbiamo percorso la strada sterrata che, con alcuni ripidi tornanti, ci consente di inoltrarci nella valle del Vannino. Qui la strada diventa meno ripida e in breve raggiungiamo in rifugio Margaroli (2194 m). Proseguendo, abbiamo aggirato il lago, percorrendone la sponda occidentale, per arrivare all’alpe Curzalma (2279 m). Proseguendo in direzione S, i pascoli lasciano il posto a grossi blocchi, ma il percorso è sempre evidente e ben segnalato. Raggiunta la Scatta Minoia, ci fermiamo qualche minuto al bivacco Conti. Il bivacco è pieno di latte di vernice, rulli e pennelli; qualche giorno dopo, ho visto sui social, il bivacco è stato verniciato a strisce bianche e rosse. Lasciato il bivacco, saliamo a sinistra cercando il passaggio più agevole e, su ripidi prati e facili roccette, raggiungiamo la vetta (2720 m), da dove possiamo godere in un bel panorama sulle montagne di Devero e della Val Formazza.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario.

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 17,5 km circa
Difficoltà: EE

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Pizzo Marcio 22 Agosto 2018

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Relive ‘Pizzo Marcio’

VAL VIGEZZO PIZZO MARCIO

Il Pizzo Marcio è una cima secondaria della catena di montagne che chiude a N le testate della Valgrande ed è anche una delle meno frequentate. Infatti il sentiero di accesso si ferma a Sassoledo e gli ultimo 300 metri di dislivello vanno percorsi a vista, cercando l’itinerario. Ciò nonostante, è una bella escursione, che merita di essere riscoperta.

Partiti dalla statale (677 m), si scende ad attraversare il Melezzo occidentale e si risale verso la stazione di Coimo, tagliando ove possibile la strada in cemento che sale a Dalovio. Superato il bel borgo, si proseghe su buon sentiero, che presso la baita dell’alpe Bogo entra nel bosco di faggi, e sale molto ripido fino all’alpe Miucca (1498 m). Qui si devia a O e il sentiero diventa pianeggiante, tagliando il fianco della montagna e superando alcuni valloncelli. In circa 40 minuti si arriva all’alpe Roi, completamente abbandonato, bellissimo balcone sulla piana ossolana. Attraversato tutto il pascolo, si trovano dei cartelli e dietro alle ultime baite parte il sentiero che porta a Sassoledo (1568 m). Qui finisce il sentiero, e si deve rialire la valletta in direzione E, verso un evidente colletto. In questo tratto conviene rimanere a sinistra, sotto alla parete rocciosa, e risalire con facile arrampicata il letto asciutto di un rigagnolo, piuttosto che cercare un passaggio nell’intrico degli ontani. Raggiunto il colletto (cartelli), si scende brevemente un ripido prato con tracce di passaggio, per risalire poi un canalino erboso che porta ad un colle tra la cima e l’anticima del pizzo Marcio. Dirigendoci a sinistra (O), per grossi blocci si arriva in pochi minuti alla cima (1924 m) 

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario fino a Miucca, per risalire poi in direzione del Passo Biordo. Ad un bivio (cartelli), abbiamo preso il sentiero che scende ripido verso il fondo della Val Antoliva e risale al bellissimo alpeggio di Campra. Da qui in bel sentiero ben segnalato nella faggeta ci a portati a Orcesco e a Gagnone. Un paio di chilometri di strada asfaltata ci hanno riportati al punto di partenza

Tempo di salita: 4,15 ore; 8,30 per la gita
Dislivello: 1500 m circa
Sviluppo: 20 km circa
Difficoltà: EE

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Monte Gorio da Agaro 18 agosto 2018

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Relive ‘Morning Aug 18th’


VALLE ANTIGORIO MONTE GORIO

Gita molto bella ad una cima ingiustamente poco frequentata, che sa regalare ampi panorami sulla valle Antigorio e su tutte le montagne circostanti. Il percorso parte dalla diga di Agaro (1599 m), che si raggiunge percorrendo i 1500 m di stretta galleria di servizio dell’Enel. Superato il ponticello, il sentiero segnalato si dirige a destra (S) e prosegue con vari saliscendi fino all’alpe Suzzo Alto (1667 m). Qui si volge a NNE; il sentiero diventa ripido e ci porta rapidamente a Vergnana (1891 m). Continuando nella stessa direzione, con un sentiero che alterna tratti in falsopiano ad altri più ripidi, si entra nel vallone che sovrasta la sponda orientale del lago. Lasciato il sentiero che prosegue verso Topera, si sale ora per esili tracce, aiutati dai segni di vernice bianca e dagli ometti. Dirigendosi a S, si supera la bastionata rocciosa, per riprendere poi la direzione N, fino a raggiungere la cresta NO della montagna, che si segue fino in vetta (2593 m). Discesa: per lo stesso itinerario. Tornati alla diga, abbiamo percorso il sentiero, denominato “tracciolino” che in 40 minuti di cammino, consente di evitare la galleria.

Itinerario molto bello, contrassegnato da pendii ripidi e, nella parte superiore della gita, da sentiero poco evidente

Tempo di salita: 3 ore
Dislivello: 1280 m circa
Sviluppo: 11 km circa
Difficoltà: EE

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Schilthorn da Egga 11 agosto 2018

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Relive ‘Morning Aug 11th’

 

SEMPIONE SCHILTHORN

Gita inconsueta, da effettuare a piedi, ma bella e varia; molto più frequentata nel periodo invernale con gli sci. Il percorso parte da Egga (1580 m), dove un bel sentiero parte accanto alla segheria e sale nel bosco, a tagliare i tornanti della strada che porta a Rosbodestaffel (1930 m). Raggiunto l’alpe, si prosegue su buon sentiero fino a quota 2100 circa, dove lo si abbandona per dirigersi nel vallone in direzione ONO. Qui non c’è più sentiero, solo qualche traccia di passaggio e qualche raro ometto.  Superati alcuni nevai il pendio si fa ripido e il terreno più inconsistente. Si risalgono pietraie e pendii erbosi sfruttando le cenge e e i canali, facendo attenzione a non smuovete troppo le pietre. Noi abbiamo raggiunto la spalla N pochi metri sotto alla cima, per risalire poi alla croce di vetta arrampicando su facili roccette (I-II) un po’ esposte.

Discesa: ci siamo diretti a S, fino al  colle dove sbuca anche l’itineratio scialpinistico, per percorrere con cautela dei ripidi canalini franoso, che ci hanno consentito di raggiungere i nevai. Ritrovato l’itinerario di salita,  l’abbiamo ripercorso fino a Egga.

L’itinerario non è segnato, quindi le difficoltà possono variare in base alla scelta del percorso. La parte alta della gita è su terreno franoso e instabile, da affrontare con le dovuta cautela.

Tempo di salita: 2,50 ore
Dislivello: 1220 m circa
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: EEA

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Punta d’Aurona-Furggubaumhorn 4 Agosto 2018

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Guarda il percorso in Relive ‘Punta d’Aurona’

SEMPIONE PUNTA D’AURONA FURGGUBAUMHORN

Gita bellissima, con un dislivello contenuto ma un discreto sviluppo e, soprattutto, una cresta finale alpinistica, con passaggi di II, che rende molto divertente la salita. Dalla vetta stupendo panorama su Terrarossa, Leone, Veglia e Rebbio.

Da Rothwald si sale in auto fino a Wintrigmatte (2042 m), dove si parcheggia a lato della strada. Superato un cancello per gli animali, la strada prosegue in leggera salita, in direzione N, per poi deviare a E e aggirare l’Hohture. Con qualche saliscendi si supera la valletta di Alpji, per risalire poi a superare lo spallone N del Terrarossa. Entrati nella Valle di Furggubaum, si prosegue per un lungo tratto in direzione E, per poi iniziare la salita verso la Forca d’Aurona. Attraversato un piccolo nevaio, una serie di gradini in ferro, catene e cordine metalliche, aiuta a superare il ripido tratto che conduce al colle, dove sorge un bivacco (2686 m).
Qui inizia la larga cresta che, in direzione NE, porta alla Punta d’Aurona (2984 m). La cresta non è difficile, ma alcuni passaggi sono esposti e richiedono un minimo di esperienza di arrampicata. I passaggi più insidiosi sono protetti da alcuni spit. La roccia è nel complesso buona, ma attenzione ai sassi mobili.

Discesa: per lo stesso itinerario. Volendo, dal colle è possibile scendere verso Veglia

Tempo di salita: 3,15 ore
Dislivello: 1000 m circa con le risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EE fino alla Forca d’Aurona, F+ la cresta

Attrezzatura: utile uno spezzone di corda

 

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Pizzo Ragno 22 Luglio 2018

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VAL VIGEZZO PIZZO RAGNO DA DRUOGNO

Una grande gita, lunga e con tratti di salita impegnativi e un panorama mozzafiato sulle montagne dell’Ossola e della Valgrande.
Lasciata la macchina nei pressi della stazione di Druogno (820 m), ci siamo diretti verso Orcesco. Poco oltre la Baitina, abbiamo preso la stradina sterrata che si stacca a sinistra. La strada prosegue in leggera salita, fino ad un bivio con l’indicazione per l’alpe Campra, che si raggiunge con un bel sentiero nel bosco di faggi. Dall’alpe (1379 m), si prende il sentiero che, tagliando il versante in direzione E, porta al colle del Ragno (1640 m). Qui inizia una lunga salita, ripidissima, con tratti di arrampicata facile ma con passaggi esposti, che porta in vista drlla croce del Pizzo Ragno. Un ripido prato e, in pochi minuti, siamo in vetta (2289 m).

Discesa: siamo scesi per il versante S, in direzione dei laghetti di Geccio e abbiamo proseguito (E) per l’omonimo alpeggio. Il sentiero è ben segnalato da segni di vernice bianco rossa sui sassi o su paletti. Raggiunto il Cedo (1565 m), abbiamo abbandonato il sentiero che scende in Val Loana e siamo risaliti in direzione della Cappella di Larecchio (1694 m).  Si scende in direzione NO, per costeggiare il monte Bassetta poi, raggiunta l’alpe Cima (1503 m), si valica la Costa di Fracchia e, con una bella ma interminabile mulattiera, si arriva a Santa Maria Maggiore, nei pressi dell’area  camper. Una bella passeggiata sulla stradina asfaltata ci riporta a Druogno. GITONA!

Tempo di salita: 4,30 ore
Dislivello: 1550 m circa con le risalite
Sviluppo: 20,5 km circa
Difficoltà: EEA

 


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Pizzo Pioltone Camoscellahorn 15 Luglio 2018

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VAL BOGNANCO PIZZO PIOLTONE E ANELLO DI GATTASCOSA

Bella gita in alta val Bognanco, con una salita ripida e faticosa, seguita da un bel anello che ci ha portati a percorrere tutta la linea di confine, da Monscera a Gattascosa.

Lasciata l’auto nel parcheggio di San Bernardo (1630 m), abbiamo preso la strada asfaltata che scende ad attraversare il rio Rasiga e risale l’opposto versante, in direzione del rifugio Il Dosso. La strada diventa una mulattiera, che con direzione ONO porta all’alpe Monscera.  Qui parte un ampio sentiero e in breve arriviamo al passo di Monscera (2103 m), dove inizia la salita vera. Il sentiero è subito ripido e affronta il pendio facendo guadagnare rapidamente quota. Un po’ di attenzione ai sassi instabili e si arriva al grosso ometto di vetta.

Discesa: tornati al Passo Monscera, abbiamo proseguito in direzione della Cima del Tirone (2202 m). Seguendo lo spartiacque siamo arrivati alla Cima Mattaroni (2236 m) e siamo scesi al passo di Gattascosa (2158 m). Evitato sul lato destro un breve scivolo nevoso, riprendiamo il sentiero che porta al Rifugio Gattascosa (1993 m), strapieno di turisti. Proseguendo passiamo dal lago di Ragozza e, attraversata un’ampia torbiera su una passerella di legno, torniamo a San Bernardo.

Tempo di salita: 2,15 ore
Dislivello: 1000 m circa per il  Pioltone, altri 200 per completare l’anello
Sviluppo: 13,5 km circa
Difficoltà: EE

 

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Monte Teggiolo da Trasquera 9 Giugno 2018

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VAL DIVEDRO MONTE TEGGIOLO DA TRASQUERA

Partiamo da Trasquera (1095) dopo aver raggiunto l’alpeggio di Agro Fuori, fino a dove il sentiero è ben segnato con evidenti cartelli e bolli lungo il percorso. Ci spostiamo a destra (guardando la cappelletta), per riuscire ad aggirare una paretina di roccia. Si prosegue su traccia ben visibile e alcuni ometti ci aiutano nell’attraversamento di un paio di pietraie.
Quando ormai si è in prossimità della vetta, ci spostiamo sul versante di Veglia. Si affrontano brevi tratti esposti dove ci sono alcuni cavi di acciaio ( però rotti nella parte finale del traverso ) ed infine, dopo essere ritornati sul versante Divedro, si arriva al canale finale dove una catena aiuta la salita al bivacco del Teggiolo.(2385)

In discesa seguiao la traccia fino al Passo del Dosso e poi con un tratto in falsopiano raggiungiamo il Passo delle Possette. Da qui il sentiero ritorna ad essere segnato e ben evidente e passando vari alpeggi Ciampalbino, Ciusur, e Orzalina si scende a Bugliaga.
Proseguendo su strada asfaltata, superato il Ponte del Diavolo torniamo alla macchina.

Tempo di salita: 3 ore
Dislivello: 1290 m circa
Sviluppo: 13 km circa
Difficoltà: EE

 


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