Baveno – Mottarone – Omegna per la ferrata dei Picasass 5 maggio 2018


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CUSIO MOTTARONE DA BAVENO PER LA FERRATA DEI PICASASS

In attesa di capire se la stagione dello scialpinismo è finita o solo sospesa, torniamo su questo stupendo itinerario per salire al Mottarone, con la piacevole variante della ferrata dei Picasass. Partiamo da Oltrefiume (281 m), poco sopra Baveno e ci dirigiamo verso il Monte Camoscio (890), seguendo l’itinerario M3. Ad un tornante, un cartello indica il percorso per la ferrata, che si raggiunge in una trentina di minuti. La ferrata è abbastanza facile,  molto bella, panoramica e realizzata con perizia. Il ponte tibetano, che completa la ferrata, può essere evitato aggirandolo su sentiero che porta alla croce del monte Camoscio. Lasciato questo bellissimo balcone sul lago, scendiamo al Rifugio Papà Amilcare. Il sentiero sale su un dosso e si porta sul versante di Gravellona. Tornato sul lato di Baveno costeggia il Monte Crocino, per scendere poi all’alpe Vedabbia (879 m). Qui si incrocia la mulattiera che sale dall’Alpino. Si segue per un tratto una strada che salendo si fa sempre più scavata dall’acqua, per lasciare poi posto ad un ripido sentiero, che non da respiro. Ad un tornante si incontra il sentiero che sale al Monte Zugaro (1230 m). Scendendo pochi metri ci si porta alla bella baita dell’alpe Nuovo, del CAI Baveno. Si attraversa il ponticello e, risalendo le piste Corti e Baby 2, in breve si arriva in vetta (1491 m)

In discesa ci siamo diretti alla baita del CAI Omegna, per proseguire lungo la pista della baita, ad incontrare il buon sentiero che scende all’alpe Bertogna e poi alla frazione La Verta, alla periferia N di Omegna

Tempo di salita: 30 minuti all’attacco, 1,30 ore per la ferrata, altre 2,30 ore per la vetta. 1,45 ore per la discesa
Dislivello: 1400 m circa con le risalite
Sviluppo: 14,7 km circa
Difficoltà: EEA con set da ferrata e casco

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato su tutto l’itinerario.


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