Pointe Lachenal e Aiguille Marbreé 30 Giugno 1 Luglio 2018

 

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MONTE BIANCO POINTE LACHENAL E AIGUILLE MARBREE’

Uscita finale di due giorni con il 51° Corso di Alpinismo del CAI di Villadossola, e sono stati due giorni strepitosi. Da Courmayeur, con il nuovo, modernissimo impianto, siamo saliti a Punta Helbronner. Scesi sul ghiacciaio, ci siamo diretti a NO, verso il Col Flambeau. Costeggiando la parete E del Tacul e ammirato il granito perfetto dei suoi satelliti, siamo saliti al colle che separa la Pointe Lachenal dal Gros Rognon. Con un ampio semicerchio, ci siamo portati sotto al ripido scivolo nevoso del versante N della Pointe Lachenal, che abbiamo risalito, usando qualche vite da ghiaccio. La salita è proseguita per divertenti roccette, seguite da una doppia che riporta sulla neve. Qui alcune cordate sono scese, dirigendosi al Refuge des Cosmiques; altre hanno completato la traversata, scalando l’ultima cima. Il giorno seguente, riattraversato il ghiacciaio del Gigante in senso inverso, ci siamo poi diretti al Col de Rochefort, dove ha inizio la cresta Marbreé. Il primo tratto è il più impegnativo, con una bella placchetta di III. Poi si prosegue su misto, facile ma a tratti esposto. La vetta principale costringe ad una breve deviazione. Tornati sulla cresta, l’abbiamo percorsa in direzione S fino alla sosta di calata. Una breve doppia (25 m circa), ci deposita sul ghiacciaio, dove riprendiamo la traccia iniziale e torniamo al Rifugio Torino.

Difficoltà:
Pointe Lachenal AD
Aiguille Marbreé III PD+
Attrezzatura: piccozza, ramponi, casco, corda da 60 metri, un paio di rinvii, qualche friend medio piccolo, cordini e fettucce. Per la Pointe Lachenal anche un paio di viti da ghiaccio



 

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Ariom Baba 24 Giugno 2018

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DEVERO PUNTA ESMERALDA VIA ARIOM BABA

Meteo variabile e non troppo caldo, per tornare a questa via di montagna, bella e parcamente attrezzata. Da Devero siamo saliti ai piani della Rossa per risalire poi verso la bastionata e la grande parete della Punta Esmeralda dove si incontrano numerose vie moderne. Ariom Baba è tra la Carmagnola (Classica) e il Crepone. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. Non banale la partenza del primo tiro. Ultimo tiro decisamente più impegnativo degli altri, ma perfettamente attrezzato. La via è attrezzata con qualche spit e qualche chiodo. Tutte le soste sono collegate e abbastanza comode. Discesa in tre doppie sulla via.

Difficoltà: L1 5c, L2 5b, L3 5b, L4 6a+, (TD-);
Tempo di salita: 1,45 ore all’attacco, 2 ore per la via
Sviluppo: 150 m , 4 tiri;
Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 10 rinvii, qualche friends medio-piccolo.

Condizioni: meno neve del previsto e sufficientemente molle; inutili i ramponi.

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Piramide Vincent 17 giugno 2018

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MONTE ROSA PIRAMIDE VINCENT (4215 m) CRESTA SSO

Proseguono le uscite in montagna con il 51° corso di Alpinismo del CAI di Villadossola e questa volta la scelta cade su un bel 4000, approfittando dell’apertura estiva degli impianti di Indren. Anziche la classica via normale, optiamo per la bella cresta SSO, che rende molto più interessante la salita e ci consente di fare un bel giro ad anello.

Partiti da Indren (3275 m), ci dirigiamo ai canali nevosi che consentono di superare la bastionata che separa il bacino del ghiacciaio di indren da quello del ghiacciaio di Garstelet. La traccia è sul canale di destra; la neve è abbondante ma, almeno al mattino, si cammina bene. Sbucati sul ghiacciaio all’altezza del rifugio Gnifetti abbiamo seguito per un breve tratto la normale alla Margherita, per deviare poi a destra e risalire la spalla nevosa, in direzione dell’evidente cresta. L’itinerario segue l’ampio crestone, alternando tratti nevosi a facili roccette. Con scarsa neve, una placchetta un po’ liscia può creare qualche difficoltà, ma non con le condizioni attuali. Le maggiori difficoltà si aggirano sul versante O. Un ultimo dosso nevoso ci porta in vetta (4215 m)

Discesa: per la frequentatissima via normale e ripercorrendo in discesa il ripido canalino di salita.

Dislivello: 1000 m circa
Difficoltà: PD-
Tempo di salita: 4,30 ore circa; 7 ore totali.
Attrezzatura: normale da ghiacciaio più qualche friends e qualche cordino per sicurezza

Codizioni: tanta neve, non ancora assestata. Oltre i 4000 neve ancora invernale; al di sotto il disgelo pomeridiano rende la progressione veramente faticosa. Crepacci ancora chiusi ma cominciano a vedersi i primi buchi e, nel pomeriggio, i ponti di neve cedono facilmente anche al passaggio di un singolo alpinista.

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Placche di Oriana Via Ettore 3 Giugno 2018

VALLE D’AOSTA PLACCHE DI ORIANA

Prima uscita in montagna per il 51° corso di Alpinismo del CAI di Villadossola e, come di consuetudine, andiamo nella valle di Champorcher, alle belle placche di Oriana. Arrivati a Bard sotto una pioggia battente, decidiamo di salire ugualmente a Courtil e la fortuna ci arride. Tuoni e folate di vento si alternano a schiarite, ma niente pioggia per tutto il giorno.

La via che facciamo, Ettore, è nel settore destro: si articola su sei tiri ed è piuttosto facile, ma l’arrampicata è divertente e la roccia ottima. Dopo i primi due tiri ci si sposta a sinistra con l’ausilio di una cordina metallica. I tiri più belli sono i due centrali, che sono anche i meno facili. Le soste sono gia collegate e quasi tutte comode.

Avvicinamento: lasciata l’auto a Courtil si sale su strada asfaltata ma chiusa al traffico. Superato il tornante con la deviazione per la falesia Bimbo Climb, si prende il sentiero che sale nel bosco (indicazione delle vie scritta sul muretto). La via attacca 30 metri a sinistra di Overfive ed è indicata da una scritta sulla parete.

Discesa: si può effettuare in doppia sulle vie a sinistra. Noi siamo scesi con due calate su Pioggia di lacrime. Attenzione alla seconda calata; con corde da 60 non si arriva fino a terra ma le corde finiscono 3 o 4 metri prima: conviene spostarsi a destra (guardando la parete), e scendere disarrampicando per facili roccette.

Difficoltà: L1: 3a L2 3a L3 5a L4 5a L5 3a L6 3a (parzialmente in comune con Overfive)
Tempo di salita: 35/40 minuti all’attacco; per la via considerate 1,45-2 ore circa.
Attrezzatura: corda da 60 metri (due mezze da 60 se scendete in doppia), una decina di rinvii, casco.


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Baveno – Mottarone – Omegna per la ferrata dei Picasass 5 maggio 2018


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CUSIO MOTTARONE DA BAVENO PER LA FERRATA DEI PICASASS

In attesa di capire se la stagione dello scialpinismo è finita o solo sospesa, torniamo su questo stupendo itinerario per salire al Mottarone, con la piacevole variante della ferrata dei Picasass. Partiamo da Oltrefiume (281 m), poco sopra Baveno e ci dirigiamo verso il Monte Camoscio (890), seguendo l’itinerario M3. Ad un tornante, un cartello indica il percorso per la ferrata, che si raggiunge in una trentina di minuti. La ferrata è abbastanza facile,  molto bella, panoramica e realizzata con perizia. Il ponte tibetano, che completa la ferrata, può essere evitato aggirandolo su sentiero che porta alla croce del monte Camoscio. Lasciato questo bellissimo balcone sul lago, scendiamo al Rifugio Papà Amilcare. Il sentiero sale su un dosso e si porta sul versante di Gravellona. Tornato sul lato di Baveno costeggia il Monte Crocino, per scendere poi all’alpe Vedabbia (879 m). Qui si incrocia la mulattiera che sale dall’Alpino. Si segue per un tratto una strada che salendo si fa sempre più scavata dall’acqua, per lasciare poi posto ad un ripido sentiero, che non da respiro. Ad un tornante si incontra il sentiero che sale al Monte Zugaro (1230 m). Scendendo pochi metri ci si porta alla bella baita dell’alpe Nuovo, del CAI Baveno. Si attraversa il ponticello e, risalendo le piste Corti e Baby 2, in breve si arriva in vetta (1491 m)

In discesa ci siamo diretti alla baita del CAI Omegna, per proseguire lungo la pista della baita, ad incontrare il buon sentiero che scende all’alpe Bertogna e poi alla frazione La Verta, alla periferia N di Omegna

Tempo di salita: 30 minuti all’attacco, 1,30 ore per la ferrata, altre 2,30 ore per la vetta. 1,45 ore per la discesa
Dislivello: 1400 m circa con le risalite
Sviluppo: 14,7 km circa
Difficoltà: EEA con set da ferrata e casco

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato su tutto l’itinerario.


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Torre delle Giavine

 


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VALSESIA – BOCCIOLETO- TORRE DELLE GIAVINE

La torre delle Giavine è un caratteristico monolito di solido gneiss che si staglia contro il cielo, per un’altezza di un centinaio di metri. E’ percorsa da numerose vie di arrampicata, anche artificiale, di varia difficoltà. Noi abbiamo percorso la Normale, via classica con difficoltà contenute, ma per nulla banale e con passaggi che richiedono attenzione. La spittatura è abbastanza lunga e in qualche passaggio è preferibile integrare. Bellissimo il passaggio della foglia, nel secondo tiro. Di non facile interpretazione la fessura iniziale del terzo tiro, dove può essere utile un friend piccolo

Appena superato Boccioleto, prendere la strada che sale a destra, in direzione Ronchi. Appena prima del quarto tornante, nei pressi di una casa, parte il sentiero 385 che porta alla torre. Raggiunta la base della torre, salire una corda fissa che porta all’attacco della via Francione Guala. Risalire il canalino roccioso (II) e proseguire verso destra, su una cengia, fino ad incontrare una seconda fissa, al termine della quale inizia la via (due fittoni resinati, scritta verde sbiadita NORMALE).

La discesa avviene in doppia, utilizzando le soste della via, tutte con anello di calata

Difficoltà: L1 4a, L2 4b, L3 5a, L4 3b (D) I gradi sono quelli trovati sulle guide, ma non fatevi ingannare; sono decisamente stretti
Tempo di salita: 40 minuti, all’attacco, 2.30 ore per la via
Dislivello: 250 m circa all’attacco, 90 metri la via
Attrezzatura: due mezze corde da 60, 10 rinvii, friend medio piccoli, attrezzatura per le doppie



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Via dei Balossi

 


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VALLE ANZASCA PUNTA BATTISTI VIA DEI BALOSSI

Bella via, in un ambiente straordinario, in compagnia dell’amico Francesco. Roccia resa un po’ scivolosa dai licheni, ma nel complesso buona. Più impegnativi i rimi tre tiri, poi la pendenza diminuisce e l’arrampicata è decisamente più facile. L’ultimo tiro torna ad impegnare su una bella placca, con passaggi di aderenza.
La via è attrezzata a spit. Molto alto il  primo spit del primo tiro, unica occasione in cui abbiamo usato un friend. Soste comode, alcuni cordini di collegamento un po’ usurati; meglio collegarle con una fettuccia. Discesa a piedi per sentiero, inizialmente ripido sul versante Rosareccio, poi più facile quando torna sul lato Pedriola.

Difficoltà: L1 5b, L2 5c, L3 5b+, L4 4b, L5 2a, L6 5b (D+);

Tempo di salita: 1,30 ore, all’attacco, 2.30 ore per la via

Dislivello: 500 m circa all’attacco, 200 metri la via

Attrezzatura: corda intera da 60, 10 rinvii, friend medio piccoli, fettucce e moschettoni per collegare le soste


 

 

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Jegihorn


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VALLESE JEGIHORN –  VIA PANORAMA

Bella via di roccia, su difficoltà abbastanza basse (5a obbl.) e buona roccia, soprattutto dopo i primi tiri. Da Saas Grund, si sale in funivia fino a Kreuzboden (2397 m) e si prende la strada sterrata che poi diventa il sentiero, seguendo le indicazioni Jegi. Lasciata la traccia che porta alla ferrata (cartello) si sale il direzione della parete dello Jegihorn, fino a raggiungere l’attacco delle vie. Panorama è la più a destra.
La via è attrezzata a spit. Non è necessario integrare. Tutte le soste sono da collegare e abbastanza comode. Discesa a piedi per sentiero indicato con segni bianco azzurri, con un primo tratto ripido e sassoso. Molto frequentata la via Alpendurst, leggermente più facile, più solitaria Panorama

Difficoltà: L1 4b, L2 4b, L3 4c, L4 4b, L5 5a, L6 5a, L7 4c, L8 4c, L9 4c (AD);

Tempo di salita: 1 ora, all’attacco, 4 ore per la via

Dislivello: 500 m circa all’attacco, 300 metri la via

Attrezzatura: corda intera da 60 o 2 mezze corde, 10 rinvii


 

 

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Gran Paradiso


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VALLE D’AOSTA GRAN PARADISO

Gita finale per il 50° corso di alpinismo del CAI di Villadossola.
Il primo giorno, lasciate le auto nel parcheggio di Pravieux (1834 m), seguendo l’ampia mulattiera ed il comodo sentiero siamo arrivati al rifugio Chabod (2750 m). (Molto bello e confortevole). Il secondo giorno, ritardata la partenza a causa della pioggia battente, abbiamo lasciato il rifugio alle 6 e abbiamo seguito la condotta d’acqua che continua nel vallone. Raggiunta la morena l’abbiamo risalita su tracce di sentiero, raggiungendo in ghiacciaio. Incrociata la traccia che porta alla parete nord del Gran Paradiso, ci siamo spostati sulla destra per aggirare dei grossi seracchi e dirigerci verso la Schiena d’Asino, dove ci siamo fermati a quota 3600 m circa, a causa del maltempo

Tempo della gita: 2 ore primo giorno, 2,30 ore secondo giorno
Dislivello 900 + 800 m circa.
Difficoltà PD-.
Attrezzatura: piccozza, ramponi, casco, corda.
Condizioni: traccia evidente, ghiacciaio in cattive condizioni, con crepacci aperti e ponti instabili.



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Ariom Baba

DEVERO PUNTA ESMERALDA VIA ARIOM BABA

Giornata tersa e calda, per affrontare una via di montagna, bella e parcamente attrezzata. Da Devero siamo saliti ai piani della Rossa per risalire poi verso la bastionata e la grande parete della Punta Esmeralda dove si incontrano numerose vie moderne. Ariom Baba è tra la Carmagnola e il Crepone. La roccia è quella molto abrasiva e ricca di fessure che caratterizza tutta la zona. Arrampicata mai troppo difficile, che assicura un gran divertimento dal primo all’ultimo metro. Ultimo tiro decisamente più impegnativo degli altri, ma perfettamente attrezzato. La via è attrezzata con qualche spit e qualche chiodo. Tutte le soste sono collegate e abbastanza comode. Discesa in tre doppie sulla via.

Difficoltà: L1 5c, L2 5b, L3 5b, L4 6a+, (TD-);
Tempo di salita: 1,45 ore all’attacco, 2 ore per la via
Sviluppo: 150 m , 4 tiri;
Attrezzatura: 2 mezze corde da 60 metri, 10 rinvii, qualche friends medio-piccolo.
Condizioni: solo qualche lingua di neve all’attacco delle vie.

 

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