Hohture 13 Gennaio 2018


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SEMPIONE HOHTURE DA ROTHWALD

La neve questa volta non manca, anzi, forse è troppa. Mettiamo da parte mete più ambiziose (siamo solo a inizio stagione), e optiamo per un itinerario abbastanza sicuro.

Per variare un po’, partiamo da Ganterwald (albergo rosa 1724 m) e seguiamo la strada fino ai paravalanghe. Risaliti i prati fino a Wase, riprendiamo la strada che ci porta  a Winrtigmatte, dove  la abbandoniamo per dirigerci verso il paravalanghe. Raggiunta la spalla della montagna, l’abbiamo seguita fino alla cima (2409 m)

Tempo si salita: 1,45 ore.

Dislivello: 700 m circa
Sviluppo: 7,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: innevamento finalmente abbondante. I pendii più ripidi hanno già scaricato e la neve si sta gradualmente assestando. Polvere molto bella e leggera. Solo qualche inizio di formazione di crosta, che al momento non è quasi avvertibile. Sciata spettacolare.



Monte Bo 28 Dicembre 2017


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VALSESIA MONTE BO (2071 m) DA RASSA

Classica gita invernale che, scegliendo con cura l’itinerario di discesa, si può effettuare anche dopo una nevicata.
Da Rassa (920 m), si sale la nuova strada che, con qualche tornante, porta ad un gruppo di baite. Seguendo il sentiero estivo ci si inoltra nel bosco, per uscirne a quota 1550 m circa, nei pressi di un gruppo di baite. Da qui si punta all’ampia spalla della montagna, che si raggiunge a quota 1700 m circa, e la si risale fino alla vetta
In discesa, tornati sui nostri passi fino al ripetitore, abbiamo sceso i ripidi pendii NO, in direzione dell’alpe Scandalorso (1446 m). Dall’alpe si rientra nel bosco e, con le condizioni attuali, è un continuo metti e togli fino a Rassa.

Tempo si salita: 2,45 ore, comprese le soste;
Dislivello: 1050 m circa
Sviluppo: 9 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: neve sufficiente in salita nel bosco, polverose e recente, senza fondo; insufficiente per la discesa. Ventata oltre i 1600 m, con tendenza a formazione di lastroni nelle zone di accumulo. Polvere rimaneggiata dal vento, a tratti ben sciabile, altrove un po’ pesante.


Punta di Valdeserta 23 Dicembre 2017


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VALLE DI GOMS (CH) PUNTA DI VALDESERTA (quota 2700 m) DA FALD

Questa è una gita che avevo in mente da molto tempo, per la bellezza del paesaggio e dei pendii e le condizioni mi sembravano ideali. Non avevo fatto i conti con il vento che, come troppo spesso accade, ha soffiato forte in quota. La quantità di sassi affioranti ci ha costretti a fermarci a quota 2700 m circa.

Si parte da Fald (1500 m), frazione di Binn, seguendo la strada che sale dolcemente sulla sinistra orografica della Binna. Dopo un paio di tornanti, appena superato il torrente Lenge Bach, si lascia la strada e si risale il pendio, tra bassi cespugli di ontano. Un segno giallo su un albero al limite del bosco indica il sentiero estivo, che conviene seguire fino al ponticello che consente di attraversare il torrente. Il bosco si fa più rado e si sale senza percorso obbligato. Proseguire in direzione S e raggiungere Share. Deviando a ESE si risale un piccolo dosso quotato 2136 m, per scendere verso il Massersee. Qui ci si sposta a destra, per prendere la spalla che immette nella valle di Hotal, che si risale fino al Mittelbergpass (2824 m), dove si lasciano gli sci. In una ventina di minuti, eventualmente con i ramponi, si raggiunge l’affilata vetta. Noi, a causa della scarsità di neve, ci siamo fermati a quota 2700 m circa.

Tempo si salita: 4 ore circa.
Dislivello: 1200 m circa
Sviluppo: 9,7 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: buone condizioni di innevamento fino al lago di Massersee, poi il manto via via diminuisce, a causa dell’erosione del vento. Comunque ottima sciata in alto, su neve fredda a volte compattata dal vento e polvere spettacolare da 2400 m in giù.


Limidario 16 Dicembre 2017


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TICINO (CH) MONTE LIMIDARIO DA CORTACCIO

Il Limidario è una gita che non si riesce a fare tutti gli anni, per la partenza a bassa quota e per la vicinanza al lago, che mitiga il clima. Per questo abbiamo approfittato della recente nevicata per tornare a questa bella meta, che regala un panorama unico.

Partiti dal villaggio di Cortaccio (1036 m), sopra a Brissago, abbiamo seguito il sentiero estivo, che risale il bosco non troppo fitto. Raggiunto Vantarone (1336 m), la vegetazione si dirada ma la scarsa neve non è sufficiente a coprire i bassi cespugli. Proseguendo nella salita la neve aumenta leggermente, ma resta comunque al limite della praticabilità. Al colle c’è, come sempre, una cornice, ma non desta preoccupazioni. Raggiunta la cresta, l’abbiamo percorsa fino al pluviometro (2146 m) sci ai piedi, zigzagando tra i sassi.  Qui ci siamo divisi. Alcuni si sono fermati al pluviometro, mentre chi non era mai stato in vetta ha proseguito a piedi (2188 m). Discesa godibile, con un po’ di attenzione, fino all’alpe Voje, poi metti e togli fino a Cortaccio.

Tempo si salita: 3 ore al pluviometro, altri 25 minuti per arrivare in vetta.
Dislivello: 1100 m circa + 50 per la vetta
Sviluppo: 10 km circa
Difficoltà: BS

Condizioni: innevamento ancora scarso, nonostante le nevicate dei giorni scorsi.  Salita senza problemi, lungo il sentiero invernale fino all’alpe Voje.  Cresta e pala finale spazzati dal vento, da percorrere a piedi.



Hohture 9 dicembre 2017


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SEMPIONE HOHTURE DA ROTHWALD

In attesa della neve, annunciata dai bollettini meteo, torniamo a Rothwald, per dirigerci però verso il modesto risalto dell’Hohture.
Un po’ di neve fresca, caduta nella notte e nei giorni scorsi, contribuisce a rendere il paesaggio natalizio, anche se non è sufficiente a coprire le asperità del terreno.

Partiti dal piazzale di partenza degli impianti (1745 m), abbiamo risalito la pista fino alla case di Rothwald. Seguendo la strada abbiamo raggiunto Wase (1960 m, per proseguire, sempre sulla strada, fino a quota 2040 m. Qui finisce la strada, e si risale il pendio tra radi larici. Arrivati al paravalanghe (2231 m) si devia a S e si risale l’ampia dorsale e, in condizioni normali, si arriva in vetta. Questa volta, per la presenza di lastroni da vento e qualche inquietante whoom, ci siamo fermati a 100 m circa dalla cima. La discesa nel bosco ci ha regalato un’inattesa sciata in una spanna di ottima polvere.

Tempo si salita: 1,45 ore.
Dislivello: 500 m circa con le risalite
Sviluppo: 7,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: innevamento ancora scarso, nonostante le nevicate dei giorni scorsi. Discrete condizioni nel bosco tra Wase e il paravalanghe. Oltre, il vento ha lavorato molto, riempiendo i canali e spazzando le dorsali, formando anche dei lastroni insidiosi che tendono a  rompersi anche con il passaggio di un singolo sciatore.



Rothwald 2 dicembre 2017


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SEMPIONE ROTHWALD ANELLO DI CHASTELEGGA

Con la prima neve è arrivato il momento di mettere gli sci e inaugurare la sezione scialpinismo del nuovo sito. Meta quasi obbligata Rothwald, che riesce sempre ad offrire condizioni accettabili, anche in momenti di scarso innevamento.
Partiti dal piazzale di partenza degli impianti (1745 m), abbiamo risalito la pista fino alla case di Rothwald. Seguendo la strada abbiamo raggiunto Wase (1960 m, per proseguire, sempre sulla strada, fino a quota 2040 m. Lasciata la traccia che sale all’Hohture, ci siamo diretti a S, per raggiungere Chastelegga (2270 m), dove c’è l’arrivo del secondo skilift. Tolte le pelli, siamo scesi per un breve pendio in direzione O. Dopo qualche saliscendi, rimesse le pelli, siamo risaliti fino al ristorante nei pressi dell’arrivo del primo skilift. In discesa abbiamo seguito la pista, con qualche taglio nel bosco, dove la neve era sufficiente.

 

Tempo si salita: 2,15 ore.
Dislivello: 600 m circa con le risalite
Sviluppo: 4,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: innevamento scarso, ma Rothwald non tradisce mai e siamo comunque riusciti a fare una gita soddisfacente. Non ci resta che aspettare una vera nevicata.


Monte Barone 19 Novembre 2017


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VALSESSERA MONTE BARONE PER LA CRESTA SE (2044 m)

Gita molto interessante, che consente di raggiungere la vetta del Monte Barone concatenando una serie di cime minori, con divertente percorso di cresta e brevi tratti di facile arrampicata.

Partiti dalla chiesetta delle Piane ( m) abbiamo preso il ripido sentiero G4, che risale nel bosco. Usciti dalla vegetazione si incontra il sentiero G7 che porta al Rifugio dell’alpe Ponasca. Noi invece proseguiamo dritti e saliamo il largo crestone, con percorso segnalato da bolli rossi, fino alla croce del Monte Gemevola o Cornabecco (1576 m). Qui il sentiero finisce e si scende per tracce di passaggio, ad affrontare la lunga cresta che porta alla Punta Pissavacca (1659 m). Aggirando a sinistra un ultimo risalto,  arriviamo ad incrociare il sentiero della normale (G8), che seguiamo fino alla vetta.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario fino al bivio, per scendere poi al Rifugio. Da qui abbiamo seguito il sentiero G1, meno diretto ma più panoramico del G8, e siamo tornati a le Piane

Tempo si salita: 3,45 ore, 7 ore per la gita.
Dislivello: 1400 m circa con le numerose risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EEA

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato fino alla cima Gemevola. Solo tracce discontinue di passaggio da qui fino al bivio con la normale. Alcuni tratti richiedono l’utilizzo delle mani. Il tratto più ostico, pochi metri verticali, è facilitato da una corda fissa.


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Colle Mud 4 Novembre 2017


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VALSESIA COLLE MUD (2324 m) DA ALAGNA

Gita condizionata dal maltempo, ma comunque piacevole e interessante. La meta era il Corno Mud, ma la scarsa visibilità e le pessime previsioni ci hanno convinti a fermarci al colle.

Partiti da Pedemonte (1224 m), poco oltre Alagna in direzione Acqua Bianca, si segue il sentiero 208, ben tenuto e segnalato: dopo pochi metri, si lascia il sentiero che sale alla Bocchetta della Moanda e, attraversato il torrente Mud su un ponte di legno, si inizia a salire con comodi tornanti verso il primo degli alpeggi, Z’Ise hus (Casa Ferro) 1627 m. Si prosegue sempre tenendo la destra orografica e si raggiungono gli alpi Mud di Qua (1887 m) e Venghi (2042 m).
Poco oltre il sentiero si divide; a sinistra porta a Oubre Alpu (alpe superiore) 2264 m, dove si trova il rifugio Ferioli, con un bel locale invernale, mentre proseguendo dritti si raggiunge il colle Mud (2324 m). Il colle si può raggiungere anche dal rifugio, in 15 minuti circa.

Tempo si salita: ore al rifugio Ferioli, 15 minuti al colle.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato (itinerario 208). Consigliabile una visita ai bei borghi di Pedemonte e Ronco


Cima di Bo 29 Ottobre 2017


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VALSESIA PUNTA DEL TALAMONE (2488 m) E CIMA DI BO (2556 m) DA RASSA

Ancora una bellissima gita in Valsesia, questa volta partendo da Rassa.
La Cima di Bo l’avevamo già salita altre volte, ma sempre dal versante biellese. Questa volta abbiamo voluto seguire l’itinerario valsesiano. Il percorso è lungo e vario e porta a percorrere quasi interamente la Val Sorba.

Partiti da Rassa (917 m), abbiamo preso la mulattiera che, con ripido tornanti, porta alle baite dell’alpe Piane (1100 m). Proseguendo in direzione S, sempre su bella mulattiera, siamo arrivati all’alpe Scandalorso (1446 m). Un lungo diagonale il leggera salita porta all’alpe Sorbella (1636 m), con la caratteristica chiesetta dedicata a San Gioacchino. Superata la strada, il sentiero sale nel bosco, passando nei pressi di una depressione, la Bosa, dove in un lontano passato c’era un lago. Si compie un largo giro, nel bosco che si dirada, e si risale una pietraia frammista a rododendri, fino alla Forcella del Larice (2000 m). Si supera una conca detritica fino ad arrivare ad un dosso, ai piedi del quale si trova il lago del Talamone. Aggiratolo sulla destra, si riprende a salire la pietraia e si raggiunge l’ampia dorsale detta Schiena Piatta, che sale verso la Punta del Talamone. A questo punto consiglio una breve deviazione per salire a questa panoramica cima. Tornati sulla traccia di salita, si segue, aggirando a destra le difficoltà,  la cresta che scende al colletto dove si incontra l’itinerario che sale da Montesinaro. Qui inizia l’ultima salita, seguendo una traccia che si districa tra grossi massi e in breve porta alla vetta. Pochi metri sotto alla cima c’è il bel bivacco Antoniotti.

In discesa, tornati sui nostri passi fino alla colletto, abbiamo preso il sentiero che scende in Valle Cervo e l’abbiamo seguito fino a quota 1900 m circa. Lasciato il sentiero principale, siamo saliti al passo del Croso (1940 m), dove si incontra l’itinerario 253 che scende in direzione dell’alpe Toso (1649 m), dove c’è un bivacco del CAI. Prima di raggiungere il bivacco, un sentiero si stacca sulla destra e percorre per un tratto la destra orografica della valle, per attraversare poi il torrente e congiungersi con il buon sentiero che, in meno di due ore, riporta a Rassa. Gitona spettacolare

Tempo si salita: 5 ore, comprese le soste; 30 minuti in più se si vuole salire anche al Talamone; 10 ore per la gita
Dislivello: 1850 m circa con le risalite
Sviluppo: 24 km circa
Difficoltà: EE ben allenati

Condizioni: percorso quasi sempre evidente e abbastanza segnalato (itinerario in salita 252; in discesa, dal passo del Croso, 253 e 251); gran parte della salita è su pietraie e il sentiero è spesso solo una sporadica traccia. Porre un po’ di attenzione sulle pietraie, dove i segni non sempre sono ben visibili


Punta Sivella 21 Ottobre 2017


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VALSESIA PUNTA SIVELLA O CICIOZZA (2523  m) DA CAMPERTOGNO

Gran bella scoperta la Valle Artogna, posta sulla destra orografica della Valsesia, che si unisce a quest’ultima all’altezza di Campertogno.
La punta Sivella è una bella cima, molto panoramica e la si raggiunge con un percorso vario e interessante. Altrettanto interessante è la discesa verso l’alpe Campo, dove c’è un bivacco, che consente di percorrere buona parte della Valle Artogna, costellata di alpeggi.
Si parte da Tetti (827 m), frazione di Campertogno, appena attraversato il fiume. Una bella mulattiera percorre un itinerario devozionale, cadenzato da numerose cappelle votive, e porta prima alla chiesetta della Madonna degli Angeli, poi alla chiesa della Madonna del Callone (1092 m). Percorso un bel bosco, si esce sui prati di Argnaccia (1183 m). La mulattiera prosegue tra muretti a secco, per diventare un sentiero che sale tra gli abeti. Raggiunto Cangello, il sentiero si inerpica ripido nel fitto bosco, fino ad una sella a quota 1583 m, dove inizia un lungo diagonale in leggera salita che taglia il ripido versante e porta all’alpe Vasnera (1731 m). Attraversata una colata detritica, si continua quasi in piano fino ad incontrare, poco prima di una baita isolata, un sentiero ripidissimo che sale dritto in direzione S. Raggiunta quota 2200 m circa, il sentiero gira a O, per risalire un ripido canalino che sbuca sulla cresta N della montagna a quota 2370 m. Da qui, in breve, per facili roccette e tracce di passaggio si raggiunge la vetta (2523 m).

In discesa, tornati sui nostri passi per poche decine di metri, abbiamo preso la traccia (cartello) che scende all’alpe Campo, dove si incontra un buon sentiero che, attraversando numerosi alpeggi, riporta a Campertogno.

Tempo si salita: 4,30 ore, comprese le soste; 9 ore per la gita
Dislivello: 1700 m circa
Sviluppo: 24 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: sentiero quasi sempre evidente e abbastanza segnalato (itinerario in salita 278; in discesa 274 e 271). A volte le tracce di vernice sono sbiadite e poco visibili, ma nel complesso non ci sono problemi di orientamento. In discesa, raggiunta la sterrata, a quota 1120 m circa, è preferibile abbandonare la strada e prendere il sentiero che scende a sinistra (cartello) e passa nei pressi di una bella cascata.


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