Rothwald 2 dicembre 2017


   Scarica la traccia


SEMPIONE ROTHWALD ANELLO DI CHASTELEGGA

Con la prima neve è arrivato il momento di mettere gli sci e inaugurare la sezione scialpinismo del nuovo sito. Meta quasi obbligata Rothwald, che riesce sempre ad offrire condizioni accettabili, anche in momenti di scarso innevamento.
Partiti dal piazzale di partenza degli impianti (1745 m), abbiamo risalito la pista fino alla case di Rothwald. Seguendo la strada abbiamo raggiunto Wase (1960 m, per proseguire, sempre sulla strada, fino a quota 2040 m. Lasciata la traccia che sale all’Hohture, ci siamo diretti a S, per raggiungere Chastelegga (2270 m), dove c’è l’arrivo del secondo skilift. Tolte le pelli, siamo scesi per un breve pendio in direzione O. Dopo qualche saliscendi, rimesse le pelli, siamo risaliti fino al ristorante nei pressi dell’arrivo del primo skilift. In discesa abbiamo seguito la pista, con qualche taglio nel bosco, dove la neve era sufficiente.

 

Tempo si salita: 2,15 ore.
Dislivello: 600 m circa con le risalite
Sviluppo: 4,5 km circa
Difficoltà: MS

Condizioni: innevamento scarso, ma Rothwald non tradisce mai e siamo comunque riusciti a fare una gita soddisfacente. Non ci resta che aspettare una vera nevicata.


Monte Barone 19 Novembre 2017


   Scarica la traccia


VALSESSERA MONTE BARONE PER LA CRESTA SE (2044 m)

Gita molto interessante, che consente di raggiungere la vetta del Monte Barone concatenando una serie di cime minori, con divertente percorso di cresta e brevi tratti di facile arrampicata.

Partiti dalla chiesetta delle Piane ( m) abbiamo preso il ripido sentiero G4, che risale nel bosco. Usciti dalla vegetazione si incontra il sentiero G7 che porta al Rifugio dell’alpe Ponasca. Noi invece proseguiamo dritti e saliamo il largo crestone, con percorso segnalato da bolli rossi, fino alla croce del Monte Gemevola o Cornabecco (1576 m). Qui il sentiero finisce e si scende per tracce di passaggio, ad affrontare la lunga cresta che porta alla Punta Pissavacca (1659 m). Aggirando a sinistra un ultimo risalto,  arriviamo ad incrociare il sentiero della normale (G8), che seguiamo fino alla vetta.

In discesa abbiamo ripercorso lo stesso itinerario fino al bivio, per scendere poi al Rifugio. Da qui abbiamo seguito il sentiero G1, meno diretto ma più panoramico del G8, e siamo tornati a le Piane

Tempo si salita: 3,45 ore, 7 ore per la gita.
Dislivello: 1400 m circa con le numerose risalite
Sviluppo: 12,5 km circa
Difficoltà: EEA

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato fino alla cima Gemevola. Solo tracce discontinue di passaggio da qui fino al bivio con la normale. Alcuni tratti richiedono l’utilizzo delle mani. Il tratto più ostico, pochi metri verticali, è facilitato da una corda fissa.


« 1 di 2 »

Colle Mud 4 Novembre 2017


    Scarica la traccia


VALSESIA COLLE MUD (2324 m) DA ALAGNA

Gita condizionata dal maltempo, ma comunque piacevole e interessante. La meta era il Corno Mud, ma la scarsa visibilità e le pessime previsioni ci hanno convinti a fermarci al colle.

Partiti da Pedemonte (1224 m), poco oltre Alagna in direzione Acqua Bianca, si segue il sentiero 208, ben tenuto e segnalato: dopo pochi metri, si lascia il sentiero che sale alla Bocchetta della Moanda e, attraversato il torrente Mud su un ponte di legno, si inizia a salire con comodi tornanti verso il primo degli alpeggi, Z’Ise hus (Casa Ferro) 1627 m. Si prosegue sempre tenendo la destra orografica e si raggiungono gli alpi Mud di Qua (1887 m) e Venghi (2042 m).
Poco oltre il sentiero si divide; a sinistra porta a Oubre Alpu (alpe superiore) 2264 m, dove si trova il rifugio Ferioli, con un bel locale invernale, mentre proseguendo dritti si raggiunge il colle Mud (2324 m). Il colle si può raggiungere anche dal rifugio, in 15 minuti circa.

Tempo si salita: ore al rifugio Ferioli, 15 minuti al colle.
Dislivello: 1100 m circa
Sviluppo: 10,5 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: percorso sempre evidente e ben segnalato (itinerario 208). Consigliabile una visita ai bei borghi di Pedemonte e Ronco


Cima di Bo 29 Ottobre 2017


    Scarica la traccia


VALSESIA PUNTA DEL TALAMONE (2488 m) E CIMA DI BO (2556 m) DA RASSA

Ancora una bellissima gita in Valsesia, questa volta partendo da Rassa.
La Cima di Bo l’avevamo già salita altre volte, ma sempre dal versante biellese. Questa volta abbiamo voluto seguire l’itinerario valsesiano. Il percorso è lungo e vario e porta a percorrere quasi interamente la Val Sorba.

Partiti da Rassa (917 m), abbiamo preso la mulattiera che, con ripido tornanti, porta alle baite dell’alpe Piane (1100 m). Proseguendo in direzione S, sempre su bella mulattiera, siamo arrivati all’alpe Scandalorso (1446 m). Un lungo diagonale il leggera salita porta all’alpe Sorbella (1636 m), con la caratteristica chiesetta dedicata a San Gioacchino. Superata la strada, il sentiero sale nel bosco, passando nei pressi di una depressione, la Bosa, dove in un lontano passato c’era un lago. Si compie un largo giro, nel bosco che si dirada, e si risale una pietraia frammista a rododendri, fino alla Forcella del Larice (2000 m). Si supera una conca detritica fino ad arrivare ad un dosso, ai piedi del quale si trova il lago del Talamone. Aggiratolo sulla destra, si riprende a salire la pietraia e si raggiunge l’ampia dorsale detta Schiena Piatta, che sale verso la Punta del Talamone. A questo punto consiglio una breve deviazione per salire a questa panoramica cima. Tornati sulla traccia di salita, si segue, aggirando a destra le difficoltà,  la cresta che scende al colletto dove si incontra l’itinerario che sale da Montesinaro. Qui inizia l’ultima salita, seguendo una traccia che si districa tra grossi massi e in breve porta alla vetta. Pochi metri sotto alla cima c’è il bel bivacco Antoniotti.

In discesa, tornati sui nostri passi fino alla colletto, abbiamo preso il sentiero che scende in Valle Cervo e l’abbiamo seguito fino a quota 1900 m circa. Lasciato il sentiero principale, siamo saliti al passo del Croso (1940 m), dove si incontra l’itinerario 253 che scende in direzione dell’alpe Toso (1649 m), dove c’è un bivacco del CAI. Prima di raggiungere il bivacco, un sentiero si stacca sulla destra e percorre per un tratto la destra orografica della valle, per attraversare poi il torrente e congiungersi con il buon sentiero che, in meno di due ore, riporta a Rassa. Gitona spettacolare

Tempo si salita: 5 ore, comprese le soste; 30 minuti in più se si vuole salire anche al Talamone; 10 ore per la gita
Dislivello: 1850 m circa con le risalite
Sviluppo: 24 km circa
Difficoltà: EE ben allenati

Condizioni: percorso quasi sempre evidente e abbastanza segnalato (itinerario in salita 252; in discesa, dal passo del Croso, 253 e 251); gran parte della salita è su pietraie e il sentiero è spesso solo una sporadica traccia. Porre un po’ di attenzione sulle pietraie, dove i segni non sempre sono ben visibili


Punta Sivella 21 Ottobre 2017


    Scarica la traccia


VALSESIA PUNTA SIVELLA O CICIOZZA (2523  m) DA CAMPERTOGNO

Gran bella scoperta la Valle Artogna, posta sulla destra orografica della Valsesia, che si unisce a quest’ultima all’altezza di Campertogno.
La punta Sivella è una bella cima, molto panoramica e la si raggiunge con un percorso vario e interessante. Altrettanto interessante è la discesa verso l’alpe Campo, dove c’è un bivacco, che consente di percorrere buona parte della Valle Artogna, costellata di alpeggi.
Si parte da Tetti (827 m), frazione di Campertogno, appena attraversato il fiume. Una bella mulattiera percorre un itinerario devozionale, cadenzato da numerose cappelle votive, e porta prima alla chiesetta della Madonna degli Angeli, poi alla chiesa della Madonna del Callone (1092 m). Percorso un bel bosco, si esce sui prati di Argnaccia (1183 m). La mulattiera prosegue tra muretti a secco, per diventare un sentiero che sale tra gli abeti. Raggiunto Cangello, il sentiero si inerpica ripido nel fitto bosco, fino ad una sella a quota 1583 m, dove inizia un lungo diagonale in leggera salita che taglia il ripido versante e porta all’alpe Vasnera (1731 m). Attraversata una colata detritica, si continua quasi in piano fino ad incontrare, poco prima di una baita isolata, un sentiero ripidissimo che sale dritto in direzione S. Raggiunta quota 2200 m circa, il sentiero gira a O, per risalire un ripido canalino che sbuca sulla cresta N della montagna a quota 2370 m. Da qui, in breve, per facili roccette e tracce di passaggio si raggiunge la vetta (2523 m).

In discesa, tornati sui nostri passi per poche decine di metri, abbiamo preso la traccia (cartello) che scende all’alpe Campo, dove si incontra un buon sentiero che, attraversando numerosi alpeggi, riporta a Campertogno.

Tempo si salita: 4,30 ore, comprese le soste; 9 ore per la gita
Dislivello: 1700 m circa
Sviluppo: 24 km circa
Difficoltà: EE

Condizioni: sentiero quasi sempre evidente e abbastanza segnalato (itinerario in salita 278; in discesa 274 e 271). A volte le tracce di vernice sono sbiadite e poco visibili, ma nel complesso non ci sono problemi di orientamento. In discesa, raggiunta la sterrata, a quota 1120 m circa, è preferibile abbandonare la strada e prendere il sentiero che scende a sinistra (cartello) e passa nei pressi di una bella cascata.


« 1 di 2 »

Alpe Devero 14 Ottobre 2017


  Scarica la traccia


ANELLO DEVERO – SCARPIA – POJALA – AGARO – DEVERO

Il Devero è un posto magico e lo è ancora di più con gli straordinari colori dell’autunno.
L’itinerario descritto è uno dei più interessanti e appaganti, per scoprire alcuni degli angoli più suggestivi.

Partiti da Devero, località Ai Ponti (1620 m), abbiamo preso il sentiero che sale a Corte d’Ardui (1760 m). Attraversato il torrente, una comoda mulattiera ci ha portati all’alpe Sangiatto (2010 m). Raggiunto il lago Superiore, abbiamo risalito il fianco del monte Sangiatto (2017 m), fino alla bocchetta di Scarpia (2248 m).
Da qui siamo scesi in direzione dell’alpe Pojala (2148 m) per dirigerci poi a S e, passando nei pressi dell’alpe Bionca (1993 m), abbiamo raggiunto il lago di Agaro (1600 m), alla sua estremità N.
Percorsa la destra orografica fino alla diga, abbiamo preso il sentiero che sale ripidissimo all’alpe Corte Verde (1821 m) e Nava, che lasciamo in basso a sinistra. Raggiunta una bocchetta a quota 2045 m, abbiamo iniziato la discesa verso l’alpe Fontane (1910 m). Scesi verso Cologno, prima di raggiungere la strada, abbiamo tagliato a destra su tracce di sentiero per trovare, nei pressi della strada che scavalca la galleria, un buon sentiero che ci ha portati di nuovo a Devero, passando davanti ad una bellissima cascata. Gitona stupenda

Tempo della gita: 7 ore, comprese le soste
Dislivello: 1200 m circa, con le risalite
Sviluppo: 18,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato fino all’alpe Nava. Da qui alla mulattiera che scende all’alpe Fontane occorre prestare un po’ di attenzione per non perdere la traccia.



 

« 1 di 2 »

Monte Capio


  Scarica la traccia


VALLE STRONA MONTE CAPIO DA CAMPELLO MONTI
POSA DELLA TARGA IN RICORDO DELL’AMICO GIUSEPPE

Il Monte Capio è una cima un po’ discosta, in quella valle un po’ discosta e selvatica che è la Valle Strona. Proprio per queste caratteristiche è stata scelta, dagli amici del GAM Verta, per porre una targa in ricordo di un caro amico, che ne sapeva apprezzare e ne condivideva il carattere riservato. La moglie Maura e la figlia Chiara sono state accompagnate da molti amici e conoscenti, che hanno voluto presenziare alla semplice ma sentita cerimonia.

Partiti da Campello (1305 m), abbiamo preso la mulattiera che sale ripida in direzione S. Superata con una lunga curva una valletta, la strada lascia il posto ad un sentiero che, tornando a S, porta prima all’alpe Pennino Grande (1530 m) e poi alla Balma (1671 m).
Poco oltre le baite il sentiero si inerpica sul ripido versante, sulla destra orografica, fino ad incontrare il sentiero che, provenendo dalla bocchetta del Crac, conduce al Passo dei Rossi.
Oltre il passo il sentiero si inerpica su terreno inizialmente instabile e, aggirando la rocciosa parete S, porta al rilievo erboso che costituisce la spalla O. Una breve salita porta alla vetta del Monte Capio (2172 m).

In discesa, tornati alla base della spalla erbosa, abbiamo sceso il canale a destra, ripido e franoso, attrezzato con catene in direzione N. Prima di raggiungere il termine del canale, un sentiero ben segnato con vernice biancorossa consente di abbassarsi nella valle di Rimella. Incontrata una larga traccia, abbiamo raggiunto prima una baita isolata e poi il bellissimo alpeggio di Pianello, dove sorge la bella baita del CAI di Borgomanero (1801 m). Una breve risalita ci ha portati alla bocchetta di Rimella (1924 m), dove abbiamo incontrato il comodo sentiero che, in meno di un’ora, ci ha riportati a Campello.

Tempo di salita: 1,45 ore, comprese le soste; 6,30 ore per tutta la gita
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 11,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato. Numerosi cartelli indicatori, ometti e segni di vernice


 

« 1 di 2 »

Scatta Minoia

 


  Scarica la traccia


DEVERO – SCATTA MINOIA E GRANDE EST

La Scatta Minoia è un passo d’alta quota che mette in comunicazione la valle di Devero con la Val Vannino. Pur non avendo mai ricoperto un ruolo importante come passo commerciale, è sempre stato frequentato dagli escursionisti, fin dalle prime esplorazioni delle valli intorno alla val Formazza. Da qui passarono Cust e Coolidge e numerosi altri famosi nomi dell’alpinismo esplorativo ottocentesco.

Si parte da Devero (1600 m), località i Ponti, e si prende l’ampio sentiero che porta a Corte d’Ardui. Non si raggiungono le baite, ma si prende il sentiero a sinistra, verso Crampiolo. Mantenendo la sinistra orografica del torrente, si superano le case e si prosegue in direzione della dighetta. Un ampio sentiero costeggia il lago dall’alto, con vari saliscendi. Raggiunta la fine del lago, in corrispondenza di una baita, il sentiero comincia a salire e porta nella bellissima valletta di Canaleccio, dove spesso si incontrano le marmotte. Il sentiero lascia il posto a un’ampia strada sterrata, che sale a ripidi tornanti fino all’alpe Forno (2222 m). Su buon sentiero si prosegue ora in direzione O, seguendo le dolci ondulazioni del terreno, e si supera un laghetto, dove abbiamo trovato una splendida fioritura di eriofori. Ora il sentiero diventa più ripido, e dopo qualche tornante, con un diagonale porta al passo, dove sorge il bivacco Conti (2599 m)

In discesa, tornati all’alpe Forno abbiamo deciso di percorrere il magnifico altopiano costellato di laghetti che costituisce il grande Est di Devero. Arrivati all’alpe della Valle, lasciato il sentiero che prosegue verso corte Corbernas, siamo scesi verso il lago e abbiamo ripreso il sentiero di salita.

Tempo di salita: 3,30 ore, comprese le soste; 7,30 ore per tutta la gita
Dislivello: 1100 m circa, con le risalite
Sviluppo: 22,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente e ben segnalato. Numerosi cartelli indicatori, ometti e segni di vernice


Cima Camughera


    Scarica la traccia


VALLE ANTRONA – CIMA CAMUGHERA DA SASSO MONTESCHENO

La Cima Camughera è una bella montagna che si eleva tra la val Brevettola, tributaria della Valle Antrona, e la Val Bognanco. Percorsi escursionistici (EE) la percorrono da entrambi i versanti. Parte dell’itinerario si svolge, in senso inverso, sulla traccia della gara di corsa in montagna Brevettola Race

Lasciata l’auto nella piazza di Sasso (700 m), si prende la stradina tra le case seguendo le indicazioni Colle Pianino. Si incrocia un paio di volte la strada asfaltata e la si segue in discesa per un breve tratto, per prendere una mulattiera che scende a destra, per attraversare il torrente su un bel ponte. Il sentiero inizia a salire, lasciando intravedere a tratti l’antica mulattiera, per arrivare rapidamente al bell’abitato di Vallemiola (780 m). La salita prosegue, a tratti ripidissima, passando da Aulamia e Valdosso, per iniziare un lungo diagonale verso sinistra, che, uscito dal bosco, culmina al colle del Pianino (1620 m).  Il sentiero sale ora tra radi larici fino ad una croce, in ricordo di un ragazzo, dove si stacca il sentiero per l’alpe Saudera. Un cartello indica il nostro sentiero C6, che prosegue lungo la dorsale. Qui le tracce a volte sono un po’ nascoste, ma la direzione è sempre evidente. Con numerosi saliscendi e alcuni passaggi su prati ripidi (attenzione de bagnato), si raggiunge la vetta, indicata da un grosso ometto (2249 m).

in discesa, tornato al colle, sono sceso per ripide tracce fino all’alpe Scima Prer (1350 m), per passare dall’alpe Sogno e Pra da Dom. Raggiunta la strada sterrata, l’ho seguita facendo un lungo giro che porta ad attraversare il torrente e, passando dall’alpe Carmona, sono tornato Sasso.

Tempo di salita: 3,45 ore, comprese le soste; 7,30 ore per tutta la gita
Dislivello: 1700 m circa, con le risalite
Sviluppo: 19,5 km circa
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente fino al colle del Pianino, poi le tracce sono a volte nascoste dall’erba. Segni biancorossi e ometti indicano la via. Il sentiero segue sempre la cresta, superando i tratti più impervi sul versante Brevettola.


 


 

Monte Togano

 


  Scarica la traccia


VALLE VIGEZZO – MONTE TOGANO DA COIMO

Il Monte Togano è la massima elevazione della catena di monti che separa la Valgrande dalla Vigezzo. Si può salire da Trontano, attraverso il Passo di Basagrana o da Coimo, passando dal Passo Biordo. Entrambi gli itinerari sono per EE.

Lasciata l’auto sulla statale della Valle Vigezzo, poco prima della deviazione per Coimo, si prende la stradina che scende a destra verso la stazione della vigezzina. Attraversato il ponte sul Melezzo, la strada, asfaltata ma chiusa al traffico, risale il versante opposto in direzione dell’alpe Dalovio. Oltre l’alpeggio si prosegue per un breve tratto su strada sterrata, fino ad una fontana, in corrispondenza della quale, sulla destra, parte un sentiero che sale nel bosco, a tratti molto ripido. Passati gli alpeggi di Bogo e Miucca (1498 m), il sentiero prosegue a lungo con vari saliscendi e, usciti dal bosco, raggiunge le baite diroccate dell’alpe Fornale (1692 m). Ora il sentiero diventa ripido e roccioso e porta rapidamente al Passo Biordo. Tracce di animali e qualche vecchio segno di vernice aiutano a trovare il percorso migliore per raggiungere le antenne dell’anticima (2299 m). Ancora qualche saliscendi e si perviene alla vera vetta (2301 m)

Tempo di salita: 4 ore, comprese le soste
Dislivello: 1650 m circa
Sviluppo: 15,5 km circa A/R
Difficoltà: EE
Condizioni: sentiero sempre evidente fino all’alpe Fornale. A tratti nascosto dalla vegetazione fino al passo, poi solo tracce di passaggio e sbiaditi segni di vernice. Il sentiero taglia il versante un po’ più in basso della cresta, ma è possibile anche seguire il percorso di cresta, che non presenta difficoltà. Prestare attenzione in caso di rocce gelate o bagnate.